Attacco aereo dell'aeroporto di Baghdad del 2020

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Attacco aereo dell'aeroporto di Baghdad del 2020
parte della Crisi del Golfo Persico del 2019-2020
Abu Mahdi al-Muhandes & Qasem Soleimani01.jpg
Qasem Soleimani (a sinistra) insieme a Abu Mahdi al-Muhandis, entrambi rimasti uccisi nell'attacco
Data3 gennaio 2020
LuogoBaghdad, Iraq
Causa• uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano e reimposizione delle sanzioni contro l’Iran
(8 maggio 2018)

attacco di milizie sciite alla base aerea K-1 di Kirkuk
(27 dicembre 2019)
attacco all'ambasciata statunitense a Baghdad
(31 dicembre 2019)

EsitoVittoria tattica statunitense
  • Uccisione di Qasem Soleimani
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
1 drone MQ-9 Reaper10 uomini
Perdite
Nessuna10 uomini
Voci di operazioni militari presenti su Wikipedia

L'attacco aereo dell'aeroporto di Baghdad del 2020 è stato un omicidio mirato con drone effettuato alle ore 1:00 del mattino UTC+3 del 3 gennaio 2020 deciso dall'amministrazione del governo degli Stati Uniti d'America contro un convoglio di auto transitanti nell'Aeroporto Internazionale di Baghdad.

Nell'attacco sono rimasti uccisi il maggior generale iraniano Qasem Soleimani (a capo della Forza Quds), Abu Mahdi al-Muhandis (guida delle forze di mobilitazione popolare irachene) e altri otto uomini. Il raid è avvenuto su ordine del presidente statunitense Donald Trump.[1]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Nei mesi precedenti l'attacco aereo, le milizie sciite irachene (filo-iraniane, dall'uccisione di Saddam Hussein ancora più legate al paese vicino) avevano assunto un atteggiamento sempre più aggressivo contro la presenza americana, protestando contro le basi create per combattere l’Isis in Iraq. A Kirkuk una raffica di missili aveva ucciso un mercenario civile statunitense, con le forze statunitensi che risposero bombardando con dei droni una struttura di Katai'b Hezbollah, un gruppo paramilitare sciita iracheno, uccidendo 25 uomini.[2]

Il 31 dicembre 2019 migliaia di persone radunate da al-Muhandis assaltarono l'ambasciata americana di Baghdad, protestando contro il raid effettuato dagli americani; parte delle mura esterne e una delle torri di guardia furono incendiate mentre vennero issate sulle recinzioni bandiere di Katai'b Hezbollah. In seguito alla crescente tensione in Iraq, il Pentagono decise di inviare ulteriori 750 uomini in Medio Oriente.[3]

L'attacco aereo[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 gennaio 2020 circa all'1:00 UTC+3[4] Soleimani era da poco atterrato all'aeroporto di Baghdad, atteso per un incontro di distensione con rappresentanti dell'Arabia Saudita, quando venne ucciso da 4 missili lanciati dal drone MQ-9 che distrussero completamente le due auto. L'ambasciatore iraniano in Iraq, Iraj Masjedi, confermò in seguito la morte di tutti i dieci passeggeri[5]. L'esplosione fu così violenta che il riconoscimento del corpo di Soleimani fu possibile grazie all'anello che portava sempre al dito. Secondo alcune fonti presero parte all'attacco anche un altro drone (l'MQ-1C Grey Eagle) e l'elicottero d'attacco AH-64 Apache.[6][7]

Sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente americano Trump dapprima pubblicò sul suo account ufficiale di Twitter la sola bandiera degli Stati Uniti[8], per poi in seguito affermare come l'attacco fosse necessario poiché Soleimani aveva "ucciso o ferito migliaia di americani in un lungo periodo di tempo e stava pianificando di ucciderne molti altri" (senza fornire prove di quest'ultima affermazione).[9] Il capo del Pentagono, Mark Esper, dichiarò di non essere a conoscenza dell’esistenza di prove su imminenti attacchi da parte del generale Soleimani contro bersagli statunitensi.[10] La speaker della Camera Nancy Pelosi giudicò il raid come "un atto provocatorio e sproporzionato che rischia di provocare una pericolosa ulteriore escalation di violenza", rimarcando come il Congresso americano non fosse stato consultato prima di fare partire l'attacco.[11]

Secondo un sondaggio americano condotto dalla rivista Business Insider, il 25% del popolo statunitense ritiene che Donald Trump andrebbe processato da un tribunale per crimini di guerra, per l'assassinio di Soleimani.[12][13]

Iran[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione in Iran per la morte di Soleimani

A Teheran centinaia di migliaia di persone scesero in piazza per protestare contro il raid americano che uccise Soleimani, intonando cori contro gli Stati Uniti.[14] Il presidente iraniano Hassan Rouhani minacciò "vendetta" in una dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale del governo.[15] Il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif affermò che "l'atto di terrorismo internazionale degli Stati Uniti con l'assassinio del generale Soleimani, la forza più efficace nel combattere l'ISIS, al-Nusra e Al Qaida, è estremamente pericolosa e una folle escalation" e che "gli Stati Uniti si assumeranno la responsabilità di questo avventurismo disonesto".[16]

In Iran furono decine di milioni le persone che andarono al funerale di Qasem Soleimani.[17][18]

A partire dal 29 giugno 2020, l'Iran ha emesso un mandato di cattura su Donald Trump e altre 35 persone, per via dell'uccisione del maggior generale iraniano Qasem Soleimani.[19][20][21][22][23]

Iraq[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi ha condannato l'attacco, definendolo un assassinio e affermando che il raid è stato un atto di aggressione e una violazione della sovranità irachena che avrebbe portato alla guerra in Iraq. Ha detto che il raid ha violato l'accordo sulla presenza delle forze statunitensi in Iraq e che le garanzie per la sicurezza e la sovranità dell'Iraq dovrebbero essere rispettate dalla legislazione.[24]

Siria[modifica | modifica wikitesto]

La Siria ha condannato l'attacco aereo[25], e il presidente siriano Bashar al-Assad in una lettera di condoglianze inviata alla Guida suprema iraniana Ali Khamenei dichiarò che "Il popolo siriano non dimenticherà la presenza di Soleimani al fianco dell'esercito arabo siriano per difendere la Siria dal terrorismo".[26]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il leader della Lega, Matteo Salvini, elogiò Trump "per aver eliminato uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo", questo in grande contrapposizione all'opinione pubblica, che ha invece condannato l'attacco. Il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, espresse "grande preoccupazione per l’altissimo livello di tensione in Iraq dopo le violenze dei giorni scorsi contro l’ambasciata USA e l’eliminazione di Soleimani".[27] Il ministro degli esteri Luigi Di Maio in un post invitò alla moderazione in Iraq, mantenendo come priorità la lotta all'ISIS.[28] Alcuni quotidiani tra cui il Corriere della Sera e Avvenire hanno sollevato dubbi sulla liceità dell'assassinio e come Trump potrebbe essere incriminato per l'uccisione di Soleimani.[29][30]

Altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Cina, India e Pakistan hanno sollecitato la moderazione a seguito dell'attacco e il Regno Unito ha incoraggiato tutte le parti interessate a reagire con cautela.[31][32][33]

La Germania ha informato che il Medio Oriente ha raggiunto "un pericoloso punto di escalation" e che il conflitto può essere risolto solo diplomaticamente.[32]

La Francia ha dichiarato che la priorità del governo francese è quella di "stabilizzare la regione", dicendo "ci siamo svegliati in un mondo più pericoloso" e "il nostro ruolo non è quello di schierarci, ma di parlare con tutti".[34][35]

La Russia e la Turchia hanno definito l'assassinio di Soleimani un atto degli Stati Uniti "pericoloso" e "illegale" e che l'attacco aumenterà l'insicurezza e l'instabilità nella regione.[36][37][38]

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato l'attacco aereo, affermando che Trump ha agito “rapidamente, con forza e decisione”.[32]

ONU[modifica | modifica wikitesto]

Agnès Callamard dell'ONU, ha contestato decisamente la liceità dell'omicidio, affermando che gli Stati Uniti non hanno fornito prove sufficienti di una minaccia imminente per giustificare tale attacco.[39][40]

Attori non statali[modifica | modifica wikitesto]

L'ISIS ha esultato per la morte di Soleimani, definendo il suo assassinio come un "intervento divino".[41][42]

Ulteriore attacco[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 gennaio 2020, in un ulteriore omicidio mirato compiuto da droni USA nella zona di Taji, a nord di Baghdad, è stato ucciso un esponente delle brigate sciite Katai'b Hezbollah, il segretario generale Shibl al-Zaydi. Con lui sono rimasti uccisi il fratello e altre quattro persone.[43]

Conseguenze militari[modifica | modifica wikitesto]

Già a partire dalla fine del 2019, in corrispondenza dell'assalto all'ambasciata statunitense di Baghdad, diversi aerei americani incominciarono a trasferire in Medio Oriente rinforzi per affrontare l'escalation con l'Iran. Questa attività continuò anche dopo l'uccisione di Soleimani: numerosi cargo statunitensi attraversarono il Mediterraneo in una mobilitazione militare che non si vedeva di tale livello dall'invasione dell'Iraq del 2003. Furono coinvolte negli atterraggi anche alcune basi militari statunitensi in Italia, come quella di Aviano, mentre le truppe americane presenti nella base di Vicenza furono preallertate per un eventuale impiego in Libano.

Dagli Stati Uniti giunsero anche diversi C-5 Galaxy, tra i più grandi velivoli mai costruiti, diretti verso la base di Rota in Spagna mentre nella base di Suda dell'isola di Creta giunsero come rinforzi i convertiplani V-22 Osprey e i C-130 Hercules. Altri paesi interessati nel movimento di velivoli americani furono la Giordania, l'Arabia Saudita e la Turchia (in quest'ultimo paese gli spostamenti furono interrotti dopo la morte di Soleimani).[44]

L'Italia sospese "in linea con la coalizione" l'addestramento delle truppe irachene, come misura di sicurezza in seguito al raid a Baghdad che provocò la morte del generale Qassem Soleimani. L'obiettivo era comunque quello di riprendere la missione una volta stabilizzata la situazione.[45]

Il 4 gennaio 2020 Katai'b Hezbollah diede ordine a tutti i combattenti iracheni di spostarsi ad almeno un chilometro di distanza dalle basi statunitensi. Lo stesso giorno razzi e colpi di mortaio presero di mira la zona verde di Baghdad, vicino all'ambasciata americana. Due razzi katiusha colpirono anche la base area di Balad.[46]

Il 5 gennaio 2020 il parlamento iracheno approvò una legge che chiedeva al governo di espellere le truppe straniere presenti sul territorio. Votarono a favore i partiti sciiti mentre i curdi si astennero. Il provvedimento, richiesto già nei mesi precedenti dalle forze filo-iraniane, subì un'accelerazione per la morte di Soleimani e del capo delle milizie sciite al-Muhandis[47]. Lo stesso giorno l'Iran annunciò il suo ritiro dall'accordo sul nucleare del 2015, riservandosi di arricchire l'uranio "senza restrizioni in base alle sue esigenze tecniche" (gli Stati Uniti erano già usciti da tale accordo nel 2018, e le sanzioni statunitensi reimposte da Donald Trump sono state la causa di questa crisi del golfo Persico del 2019-2020).[48] A fronte della dichiarazione di Trump dell'inclusione di siti di rilevanza culturale come possibili obiettivi militari, Houssein Dehghan, uno dei più stretti consiglieri dell’ayatollah Ali Khamenei annunciò anche che la risposta iraniana agli americani sarebbe stata "sicuramente militare e contro siti militari".[49][50]

Alle ore 1:20 dell'8 gennaio (la stessa ora dell'uccisone del generale Soleimani), per "legittima difesa" premurandosi di avvertire dell'azione per prevenire eventuali vittime[51], l'Iran lancia circa 30 missili balistici a corto raggio contro basi militari americane in Iraq nella base aerea di Ayn al-Asad e Erbil, in quest'ultima sono alloggiati anche militari italiani; i pasdaran parlano di 80 vittime statunitensi, ma il presidente Trump dopo essere stato messo al corrente sui fatti, scrive su Twitter che "tutto va bene!" e che avrebbe tenuto una conferenza stampa in mattinata.[52] Difatti ha poi annunciato che l'attacco subìto non ha avuto nessuna perdita umana e che applicherà ulteriori sanzioni a Teheran.[53] Tuttavia, settimane dopo il Pentagono affermerà che in realtà 34 militari statunitensi sono rimasti feriti nell'attacco.[54]. In seguito il numero dei militari americani arrivò a 109 persone ricoverate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pentagono,Trump ordinato morte Soleimani - Medio Oriente, su Agenzia ANSA, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  2. ^ Raid Usa in Iraq, ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Il Pentagono: "L'ordine partito da Trump", su repubblica.it.
  3. ^ Iraq, migliaia di manifestanti assaltano l'ambasciata Usa a Bagdad. E Trump manda altri 750 soldati, su repubblica.it.
  4. ^ Qassem Soleimani Haunted the Arab World, su theatlantic.com. URL consultato il 3 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2020).
  5. ^ Iran Threatens Revenge As It Mourns Guards Killed By US, su ibtimes.com.
  6. ^ Attacco all'aeroporto di Baghdad, ucciso il generale iraniano Soleimani, su ansa.it.
  7. ^ Morto Soleimani: per l'attacco usato il drone MQ-9 "Reaper", su ansa.it.
  8. ^ Morte Soleimani, Trump twitta bandiera Usa, su ansa.it.
  9. ^ Trump: "Soleimani doveva essere eliminato prima", su adnkronos.com.
  10. ^ Usa-Iran, il Pentagono smentisce Trump: "Nessun attacco imminente da Soleimani". Così cadono le motivazioni del raid americano, su Il Fatto Quotidiano, 13 gennaio 2020. URL consultato il 13 gennaio 2020.
  11. ^ Raid americano a Bagdad, Nancy Pelosi: “Atto provocatorio e sproporzionato”, su agenpress.it.
  12. ^ (EN) More than 25% of Americans believe Trump should face war-crime charges over Soleimani's killing. Isaac Scher and John Haltiwanger.Business Insider. 23 january 2020.
  13. ^ Sondaggio, per un americano su quattro Trump andrebbe processato per l'assassinio di Soleimani. Sputnik. 25 gennaio 2020.
  14. ^ Teheran, migliaia di persone in piazza contro il raid Usa che ha ucciso il generale iraniano Soleimani: “Morte all’America”, su ilfattoquotidiano.it.
  15. ^ Rouhani minaccia 'vendetta' per l'uccisione del generale Soleimani, su lapresse.it.
  16. ^ Iraq: Zarif, da Usa atto terrorismo - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 3 gennaio 2020. URL consultato il 4 gennaio 2020.
  17. ^ Funerali Soleimani, milioni a Teheran - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 6 gennaio 2020. URL consultato il 9 luglio 2020.
  18. ^ Teheran, funerale Soleimani: milioni di persone in piazza, su Repubblica TV - Repubblica, 6 gennaio 2020. URL consultato il 9 luglio 2020.
  19. ^ Iran, Soleimani ucciso da raid Usa: "Mandato d'arresto per Donald Trump e altre 35 persone", su Il Fatto Quotidiano, 29 giugno 2020. URL consultato il 9 luglio 2020.
  20. ^ Viviana Mazza, L’Iran chiede di arrestare Trump per l’uccisione di Soleimani, su Corriere della Sera, 29 giugno 2020. URL consultato il 9 luglio 2020.
  21. ^ L’Iran chiede l’arresto di Trump per l’uccisione del generale Soleimani, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 9 luglio 2020.
  22. ^ Iran, mandato d'arresto per Trump per l'uccisione del generale Soleimani, su la Repubblica, 29 giugno 2020. URL consultato il 9 luglio 2020.
  23. ^ Uccisione Soleimani, l'Iran emette un mandato d'arresto per Trump, su Tgcom24. URL consultato il 9 luglio 2020.
  24. ^ (EN) hermesauto, Iraqi PM condemns US killing of Iran's Soleimani, su The Straits Times, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  25. ^ (EN) Syria condemns killing of Iran's Soleimani: state news agency, in Reuters, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  26. ^ Assad, ricorderemo sostegno Soleimani - Medio Oriente, su Agenzia ANSA, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  27. ^ Salvini elogia Trump, per Di Battista "raid vigliacco". Di Maio per ora tace, su huffingtonpost.it.
  28. ^ Di Maio: "Moderazione in Iraq, la nostra priorità resta la lotta all'Isis", su repubblica.it.
  29. ^ Ma Trump può essere incriminato per l’uccisione di Soleimani?. Luigi Ferrarella. Corriere della sera. 6 gennaio 2020.
  30. ^ L'omicidio mirato di Soleimani è stata un'azione legittima?
  31. ^ (EN) China urges ‘calm and restraint’ after US kills Iran general, su english.alarabiya.net. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  32. ^ a b c (EN) Reactions to US drone strike that killed Iran's top military official, su euronews, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  33. ^ (EN) Iran-US tensions: Pakistan urges all parties to exercise 'maximum restraint', su www.geo.tv. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  34. ^ World reacts to US killing of Iran's Qassem Soleimani in Iraq, su www.aljazeera.com. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  35. ^ (EN) Agencies and TOI staff, France, Russia and China condemn slaying of Soleimani as a destabilizing act, su www.timesofisrael.com. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  36. ^ (EN) Turkey says killing of Soleimani to fuel instability, in Reuters, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  37. ^ (EN) U.S. killing of Iranian commander will raise Middle East tension - Russia, in Reuters, 3 gennaio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2020.
  38. ^ Putin-Erdogan: «Assassinio Soleimani illecito e rischioso». Appello per cessate il fuoco in Libia, su www.ilmessaggero.it. URL consultato il 9 gennaio 2020.
  39. ^ Agnès Callamard Archives - Pressenza
  40. ^ (EN) US strike on Soleimani was unlawful - UN expert, in BBC News, 9 luglio 2020. URL consultato il 9 luglio 2020.
  41. ^ Iraq: Isis esulta per morte Soleimani - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 10 gennaio 2020. URL consultato il 10 gennaio 2020.
  42. ^ Usa-Iran, Isis esulta per l'uccisione in Iraq del generale Qassem Soleimani: "È un atto divino", su Il Fatto Quotidiano, 10 gennaio 2020. URL consultato il 10 gennaio 2020.
  43. ^ È arrivata la conferma: in un nuovo raid Usa uccise sei persone tra le quali il capo di Katai’b Hezbollah.
  44. ^ Trump invia i rinforzi per affrontare l'escalation. E soldati da Vicenza preallertati per il Libano, su repubblica.it.
  45. ^ Italia sospende addestramento truppe Iraq, su adnkronos.com.
  46. ^ Iraq, razzi e colpi di mortaio su due aree di Bagdad e sulla base aerea di Balad, su repubblica.it.
  47. ^ L’Iraq approva una legge per espellere le truppe americane, su lastampa.it.
  48. ^ Cosa diavolo vuole fare Trump con l'Iran?, su Il Post, 4 gennaio 2020. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  49. ^ Iran, la tv di Stato: “Teheran non rispetterà più i limiti di uranio previsti dell’accordo del 2015”, su ilfattoquotidiano.it.
  50. ^ Trump minaccia siti di rilevanza culturale, su ilmattino.it.
  51. ^ Iraqi leader faces tricky balancing act as main allies confront one another - Reuters
  52. ^ Iran, risposta agli Usa: missili su 2 basi in Iraq. Putin ed Erdogan: ‘Da Trump azioni illecite’. Conte: ‘Tuteliamo militari italiani’ – DIRETTA, su Il fatto quotidiano, 8 gennaio 2020. URL consultato l'8 gennaio 2020.
  53. ^ Chiara Severgnini, Il discorso di Trump dopo l’attacco dell’Iran alle basi Usa: «Nessuna vittima per i raid. Abbiamo tollerato Teheran troppo a lungo, ma ora siamo pronti alla pace», in Corriere della Sera, 8 gennaio 2020. URL consultato l'8 gennaio 2020.
  54. ^ (EN) Amanda Woods, 34 US troops suffered traumatic brain injuries in Iran strike, Pentagon says, su New York Post, 25 gennaio 2020. URL consultato il 26 gennaio 2020.

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