Atelier

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Atelier è una parola francese che significa laboratorio[1].

La parola, per estensione, indica lo studio nel quale lavora un pittore[1], realizzando e conservando le proprie tele, sorrette da cavalletti. L'atelier (o bottega) è stato il luogo di lavoro più comune per i pittori europei dal medioevo fino al diciannovesimo secolo. Specialmente dalla fine dell'Ottocento la pittura "in atelier" è stata contrapposta alla pittura "en plein air", ovvero praticata all'aperto; la pittura en plen air era l'unica ammessa dai pittori impressionisti — in particolare da Pissarro, Monet, Sisley e Renoir, mentre era rifiutata da Degas — perché era l'unico mezzo per cogliere ogni particolare sfumatura di luce naturale, oltre che più comoda per la realizzazione di paesaggi.


Sull'atelier come spazio di lavoro dello scrittore e dell'artista, vedi: Elisabetta Orsini, Atelier. I luoghi del pensiero e della creazione, Moretti & Vitali, Bergamo, 2012.


La stessa parola ha assunto anche altri significati analoghi, indicando lo studio del fotografo, dello stilista e dell'artista in generale[1].


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c atelier, in Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

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