Astronomische Gesellschaft

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The logo of the Astronomische Gesellschaft, a stylized capital letter A.
Logo dell'Astronomische Gesellschaft.

L'Astronomische Gesellschaft, fondata nel 1863 a Heidelberg, è la seconda società astronomica più antica dopo la Royal Astronomical Society.[1]

Sul finire dell'agosto 1863, Eduard Schönfeld, Karl Christian Bruhns e Wilhelm Foerster promossero un incontro a Heidelberg per la fondazione della Società. L'astronomo Julius Zech di Tubinga fu eletto primo presidente.

Nel 1882, l'Astronomische Gesellschaft fondò l'Ufficio centrale per i telegrammi astronomici a Kiel, dove rimase fino alla prima guerra mondiale quando fu trasferito all'Osservatorio Østervold di Copenaghen, in Danimarca, per essere gestito dall'Osservatorio dell'Università di Copenaghen .[2]

Nel 18061 la AG, per iniziativa del suo presidente, Friedrich Argelander, promosse la realizzazione del più importante catalogo stellare del tempo, l'Astronomische Gesellschaft Katalog (AGK). Il catalogo fu pubblicato tra il 1890 and 1912, elencando la posizione di 5954 stelle fino alla nona magnitudine osservate presso la stazione astrometrica di Nikolaev (Mykolaïv). Nel 1920 la Società decise di realizzare un secondo catalgo, AGK2, che fu pubblicato tra il 1951 e il 1958 con dati fotografici realizzati presso gli osservatori di Amburgo e Bonn. Infine nel 1956 la AG decise di produrre un terzo catalogo, AGK3 che fu pubblicato nel 1975. Esso contiene le posizioni di 183145 stelle.

Il congresso della AG dell'agosto 1939, tenuto a Danzica fu l'ultima fino al successivo di Gottinga del 1947.

Dal 1995 la AG è associata alla Società Astronomica Europea.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Membri onorari[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

La società astronomica assegna i seguenti premi e riconoscimenti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Werner Pfau, The Astronomische Gesellschaft: Pieces from its History, in A. Heck (a cura di), Organizations and Strategies in Astronomy, 2000, pp. 67–75, ISBN 0-7923-6671-9.
  2. ^ Science is not national, but scientists are: International 20th century and Danish astronomers (PDF), su 2iceshs.cyfronet.pl, ICESHS. URL consultato il 9 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 2018).
  3. ^ Introduction, in Publications of the U.S. Naval Observatory Second Series, vol. 2, 1902, pp. XI-XXVIII, Bibcode:1902PUSNO...2D..11., DOI:10.5479/ADS/bib/1902PUSNO.2D.11.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN150684626 · ISNI (EN0000 0001 2238 5915 · LCCN (ENn82148035 · GND (DE7071-3 · BNF (FRcb124502043 (data) · J9U (ENHE987007391053405171 · WorldCat Identities (ENlccn-n82148035
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