Football Club Bari 1908

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FC Bari 1908
Calcio Football pictogram.svg
Fcbari1908.svg
Galletti, Biancorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Bianco e Rosso (Bordato) con gallo.png Bianco e rosso
Simboli Gallo
Inno Bari Grande Amore
Sabino Bartoli - Enzo Strippoli - Luigi Rana
Dati societari
Città Bari
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1908
Rifondazione 1924
Rifondazione 1928
Rifondazione 2014
Presidente Italia Gianluca Paparesta
Allenatore Italia Davide Nicola
Stadio San Nicola
(58.270 posti)
Sito web www.fcbari1908.club
Palmarès
Coppa Ali della Vittoria.png
Titoli nazionali 2 Campionati di Serie B
1 Campionato di Serie C
1 Campionato di IV Serie
Trofei internazionali 1 Coppa Mitropa
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce
« Sappiate amare la Bari…sappiatela custodire e guardatela sempre da innamorati... »
(Floriano Ludwig[1])

Il Football Club Bari 1908, noto semplicemente come Bari, è una società calcistica italiana con sede nella città di Bari e che milita nella Serie B del calcio italiano.

Nel 1928 fu fondata l'"Unione Sportiva Bari" (divenuta nel 1945 "Associazione Sportiva Bari"), per effetto della fusione delle società calcistiche baresi Liberty (già rinominata "Bari Football Club") e Ideale. Dichiarata fallita nel 2014, l'impresa "Football Club Bari 1908" ne ha, nello stesso anno, acquisito i beni aziendali proseguendone l'attività sportiva e condividendone l'eredità con il Foot-Ball Club Bari, la prima squadra di calcio della storia della città che, istituita nel 1908, portava i colori bianco-rossi.

Ha militato per 30 stagioni nella Serie A a girone unico risultando così la prima formazione della Puglia e la terza del Mezzogiorno d'Italia, dopo il Napoli e il Cagliari, per numero di partecipazioni nel massimo campionato di calcio. Inoltre il Bari è al 18º posto su 63 squadre nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929.

Tradizionalmente soprannominata "squadra ascensore" per le continue discese e risalite tra la Serie A e le categorie inferiori (soprattutto la Serie B),[2][3] negli anni, dal suo vivaio ha più volte lanciato giovani che si sono poi affermati in massima serie.[4] Lo storico barese Gianni Antonucci, in alcune sue pubblicazioni etichetta il Bari come "la squadra più stramba del calcio italiano".[3][5]

Chiamata comunemente, anche dai giornali, la Bari fino agli anni sessanta, è stata poi indicata come il Bari fino ai giorni nostri;[3][6] dagli anni duemila i supporter bianco-rossi usano talvolta indicare la squadra con l'articolo femminile "la".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Football Club Bari 1908.

I primi vent'anni (1908-1928)[modifica | modifica wikitesto]

La prima formazione del Bari del 1908.

Nel febbraio 1908 viene fondata a Bari la prima società calcistica della storia della città, il Foot-Ball Club Bari (l'atto notarile è dell'11 aprile 1908),[7] principalmente da alcuni commercianti oriundi, originari di vari paesi europei; il principale fondatore è Floriano Ludwig, di famiglia austriaca.[7] I colori sociali sono il bianco e il rosso, ispirati all'effigie comunale di Bari.[7] Come altre realtà contemporanee del Sud Italia, il Bari partecipa a poche competizioni ufficiali, dedicandosi più frequentemente a incontri e competizioni amichevoli con gli equipaggi delle navi sbarcate in città e con altre formazioni pugliesi, affrontate nella locale piazza d'Armi, chiamata "Campo San Lorenzo" e situata nelle vicinanze della stazione ferroviaria centrale, al principio dei quartieri San Pasquale e Carrassi.[7]

Dal FBC Bari si separano due altre società: nel 1908 l'Unione Sportiva Ideale e nel 1909 il Foot-Ball Club Liberty,[8] quest'ultimo anche se entità societaria del tutto indipendente rimarrà sempre legato moralmente al Bari originario.[8]

Nel 1910 e 1911 i biancorossi partecipano a tre competizioni organizzate dalla FIGC, i due campionati meridionali di Seconda Categoria 1909-1910 e 1910-1911, persi contro il Naples Foot-Ball Club unico sfidante e il campionato pugliese di Terza Categoria, vinto dalla formazione riserve (al confronto con le prime squadre di Sporting Club Lecce e Unione Sportiva Pro Italia di Taranto).[8]

Nel 1915, dopo l'entrata del Regno d'Italia nella grande guerra il F.B.C. Bari chiude l'attività agonistica,[8] a differenza di Liberty e Ideale, che pure riducendo notevolmente l'attività rimangono in vita;[9] la società biancorossa non riapre l'esercizio dopo la pausa bellica, anzi viene in un certo senso rimpiazzata dal Liberty. Nel 1924 il F.B.C. Bari viene rifondato, con gli stessi colori sociali della compagine del 1908;[10] questa formazione si ritira dalle competizioni dopo aver ottenuto la promozione in Prima Divisione (la massima serie dell'epoca) ed essersi piazzata ultima nel girone pugliese di questa competizione, nella stagione 1924-1925. Negli anni venti la città di Bari è rappresentata nelle massime categorie dal Liberty e dall'Ideale, in rivalità reciproca per il primato cittadino[10] e identificando ciascuna maggiormente le due anime della società barese dell'epoca: il Liberty quella aristocratica e borghese e l'Ideale quella popolare, operaia e proletaria.[11]

Dalla nascita dell'U.S. Bari agli anni quaranta (1928-1950)[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 febbraio del 1928, su ordine del segretario federale (fascista) di Bari Leonardo D'Addabbo, il Liberty (rinominatosi da un anno "Bari Football Club") e l'Ideale si fondono nell'Unione Sportiva Bari, che continua il cammino del Liberty (appena promosso in Divisione Nazionale).[12] Nell'estate del 1928 il nuovo Bari riassume i colori della città (il bianco e il rosso),[13] mentre un referendum popolare indetto da Alfredo Bogardo, giornalista della rivista barese Cine-Sport, designa il gallo mascotte della formazione biancorossa (sicché da questo momento i giocatori del Bari saranno chiamati galletti).[13] Nei futuri sei anni i galletti disputano le proprie gare interne nel Campo degli Sports del quartiere barese Carrassi, costruito dal Liberty nel 1925.[14]

I biancorossi, dopo una stagione in Divisione Nazionale (1928-1929) vengono retrocessi nella neo istituita Serie B a causa della riorganizzazione degli stessi campionati, iniziando un'alternanza fra le due serie maggiori che li vede in Serie A (la nuova massima serie, inaugurata nel 1929) nel biennio 1931-1933 e nel sessennio 1935-1941, finora il periodo più lungo disputato dal Bari in Serie A, con il nuovo stadio della Vittoria dal 1934,[15] lanciando sul panorama calcistico nazionale giovani giocatori, soprattutto baresi. Per la stagione 1940-1941 (sempre in A) la società, carente di liquidità, vende diversi capisaldi e spende poco per i nuovi acquisti;[16] a fine anno calcistico retrocede in Serie B. Nella stagione successiva i galletti, allenati prima da Andras Kuttik e poi da Stanislao Klein, si laureano per la prima volta campioni della Serie B (tornando in prima serie), ma l'anno successivo retrocedono ancora, dopo gli spareggi.

Il Bari giunto settimo nella Serie A 1946-1947; il piazzamento non è stato in seguito eguagliato. I giocatori sono (da sinistra a destra, a partire da quelli in piedi): Maestrelli, Tavellin, Giammarco, Costagliola, Fusco, Cavone, Spadavecchia; accosciati Carlini, Capocasale, Tontodonati e Pellicari.

Nel 1945, sul finire della seconda guerra mondiale, il ricostituito Bari dopo aver modificato la denominazione sociale da Unione in Associazione Sportiva Bari il 1º gennaio, vince il torneo misto pugliese (competizione incompleta per vari motivi e poi non riconosciuta ufficiale dalla FIGC);[17] nell'estate dello stesso anno (a conflitto terminato) subentra come presidente del Bari l'imprenditore Tommaso Annoscia, che negli anni seguenti cercherà di dare alla società sportiva una moderna fisionomia e immagine.[18] A causa dei problemi di molte società calcistiche i biancorossi vengono ripescati nel campionato misto Serie A-B di Divisione Nazionale, che concludono al secondo posto nel girone centro-meridionale, ex aequo con il Napoli primo classificato, ottenendo così l'ammissione nella Serie A 1946-1947 (quell'anno tornata a girone unico). Allenati prima da Raffaele Costantino e poi da Andras Kuttik, i galletti chiudono il suddetto campionato in settima posizione, piazzamento finora mai eguagliato dalla formazione pugliese. In quegli anni il Bari è soprannominato "la Stella del Sud".[19] Dopo aver mantenuto il rendimento nella stagione 1947-1948, negli anni successivi l'andamento dei biancorossi è più altalenante e nella stagione 1949-1950 retrocedono (dopo cinque anni di permanenza nella massima categoria), con il presidente Annoscia a denunciare pubblicamente l'esistenza di una cricca di arbitri che avrebbero favorito la Roma, concorrente per la salvezza con Bari e Novara nelle ultime giornate di campionato.[20] I ripetuti ricorsi del Bari vengono rigettati e Annoscia punito con una squalifica di tre anni; deluso e risentito decide di lasciare il mondo del Calcio.[20]

Dalla retrocessione nelle serie minori al ritorno in massima serie (1950-1961)[modifica | modifica wikitesto]

Il Bari retrocede anche l'anno seguente, in Serie C per la prima volta nella sua storia. Nel 1951 inizia una fase di commissariamento comunale, essendo venuta a mancare per l'azienda sportiva una società.[21] L'anno successivo, arrivati sesti nel proprio girone della Serie C 1951-1952, i biancorossi vengono assorbiti nella neo istituenda IV Serie, costituita con il lodo Barassi (la riforma di Ottorino Barassi, allora presidente della FIGC).

Nell'estate del 1953 viene nominato presidente del Bari l'avvocato Achille Tarsia Incuria (assessore comunale allo sport e turismo), sotto la cui amministrazione si cerca di gestire l'impresa calcistica in maniera più ponderata e meno dispendiosa;[21] con l'allenatore barese Francesco Capocasale i galletti tornano in due anni in categoria cadetta, nel 1955, dopo aver ottenuto il primato nazionale di IV Serie a seguito di un difficoltoso girone di spareggi (nel 1954),[22] e quello di Serie C. Nel 1958 i biancorossi tornano in Serie A vincendo un doppio spareggio con il Verona, quell'anno giunto penultimo in massima serie (spareggi previsti per quell'anno da una riforma federale); mantengono la categoria per tre stagioni.

La presidenza De Palo (1961-1977)[modifica | modifica wikitesto]

Il professor Angelo De Palo; stimato per onestà e serietà. Lo storico Gianni Antonucci lo definisce il papà del Bari.[23]

In questi anni la situazione societaria è in evoluzione: Tarsia Incuria è stato sostituito come presidente nel 1956[24] e gli sono succeduti altri due uomini, dimessisi quando non hanno potuto più fornire adeguata continuità finanziaria al club;[25] nel 1963 il Comune di Bari decreta la fine di ogni forma di commissariamento del Bari Calcio e questo vede rimanere come presidente Angelo De Palo, ginecologo della provincia di Bari rinomato nell'ambiente medico del Sud Italia, già co-commissario da due anni.[26]

I galletti giocano due campionati di Serie A, il 1963-1964 e il 1969-1970, inframezzati dal triennio della guida tecnica di Lauro Toneatto che siede sulla panchina biancorossa dall'estate 1966, in terza serie, alla promozione in A del 1969 (si dimette subito dopo). Nel 1967 l'A.S. Bari è diventata una società per azioni, in ottemperanza ad una legge sulle società sportive emanata sei anni prima.[27]

Dopo due campionati di cadetteria nel biennio 1970-1972, in cui viene fallita la promozione in massima serie, De Palo, in difficili situazioni finanziarie affida al tecnico Carlo Regalia un netto ringiovanimento della rosa, ottenendo con essa la metà classifica nel campionato di B 1972-1973; questa squadra verrà poi ricordata come il Bari dell’Onda Verde per l'alto numero di giovani esordienti. Retrocessi per la terza volta in C nel 1974, i pugliesi tornano in seconda serie tre anni dopo; nello stesso 1977 il professor De Palo getta le basi per un ammodernamento della società biancorossa e il potenziamento del vivaio, anche accordando l'ingresso di nuovi soci, considerate le sue crescenti difficoltà finanziarie nella gestione del club,[28] ma muore inaspettatamente il 9 agosto 1977.[29]

L'era Matarrese[modifica | modifica wikitesto]

I primi nove anni con il ritorno in Serie A (1977-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Il "Bari dei baresi" della stagione 1981-82, allenato da Enrico Catuzzi e quarto a fine campionato di Serie B. Sono visibili, da sinistra a destra: (in alto) Bagnato, Fantini, Armenise, De Trizio, Caricola, Majo; (in basso) De Rosa, Loseto, Acerbis, Frappampina, Iorio.

Dopo circa un mese di ricerca, la famiglia Matarrese accetta la richiesta di diventare azionista di maggioranza dell'A.S. Bari; l'allora onorevole democristiano Antonio Matarrese diventa il nuovo presidente del club biancorosso.[30] Matarrese realizza il progetto di De Palo.[31] Dopo aver investito nel quadriennio 1977-1981 cospicue quantità di denaro per riportare i biancorossi in Serie A,[32] ma senza successo, per alleggerire il bilancio della società sportiva, per la stagione cadetta 1981-1982 viene deciso di affidare la prima squadra al tecnico della formazione Primavera del Bari Enrico Catuzzi, ringiovanendo la rosa con innesti dalla sua stessa giovane squadra fresca di vittoria della Coppa Italia Primavera nel 1981. Catuzzi sperimenta con questa la nuova tattica della "zona totale" (è uno dei primi sperimentatori in Europa), una variante della "zona". Il Bari di Catuzzi viene molto apprezzato, anche a livello nazionale,[33][34] per il gioco espresso e a fine campionato manca la promozione in massima serie per due punti; viene ricordato come "il Bari dei baresi". Quasi interamente mantenuta, questa formazione non si conferma nella stagione seguente[35] e retrocede in C.

Nell'estate 1983 Antonio Matarrese cede la carica di presidente al fratello Vincenzo, che a sua volta affida la panchina dei biancorossi a Bruno Bolchi;[36] questi riporta in due anni i galletti in Serie A, categoria attesa dai baresi da 15 anni (due promozioni consecutive, dalla C1 alla A, per la prima volta nella storia del Bari). La Serie A dura anche stavolta un anno (la stagione 1985-1986). Negli anni ottanta il Bari è soprannominato dai giornali "squadra ammazza grandi", per le prestazioni effettuate in Coppa Italia, dove dal 1981 al 1984 ferma sul pari o batte varie compagini di Serie A;[37] nell'edizione del 1983-1984, quando (il Bari) milita in Serie C, elimina Juventus e Fiorentina giungendo in semifinale.

Fine anni ottanta e anni novanta (1986-2001)[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori del Bari, assieme al presidente Vincenzo Matarrese (al centro), festeggiano il successo nella Coppa Mitropa del 1990. Si tratta del primo (e finora unico) titolo internazionale della società.

I biancorossi ricominciano l'alternanza fra prima e seconda serie, durata fino ai primi anni duemila, in cui il Bari lancia ancora vari giocatori dal suo vivaio, ne scopre alcuni provenienti da altre formazioni minori e ne valorizza altri delle prime serie nazionali ed estere.[38] Il primo periodo più lungo passato in Serie A, in questo trascorso (1986-2001) è il triennio 1989-1992 con mister Gaetano Salvemini, che porta i galletti a vincere la Coppa Mitropa e a chiudere il massimo campionato 1989-1990 al decimo posto in classifica; nella stagione 1991-1992, dopo pesanti investimenti effettuati dall'A.S. Bari per portare nel capoluogo atleti accreditati,[39] i biancorossi retrocedono in Serie B (con Salvemini dimesso dopo le prime cinque giornate di campionato). Dopo quest'esperienza, negli anni successivi la proprietà biancorossa rinuncerà all'acquisto di calciatori molto accreditati.[40] Nell'estate del 1990, anche in occasione dei mondiali di Calcio è stato inaugurato il nuovo stadio San Nicola di Bari.[41]

Il secondo periodo più lungo in massima categoria (in ordine di tempo) è il 1997-2001, sotto la guida del toscano Eugenio Fascetti che termina la stagione 1998-1999 al decimo posto, ottenendo la qualificazione alla Coppa Intertoto cui il club rifiuta di partecipare.[42] Nel frattempo, dalla seconda metà degli anni novanta vari gruppi della tifoseria biancorossa hanno iniziato a manifestare talvolta evidente disaccordo nei confronti della gestione matarresiana, considerata poco ambiziosa.[43][44][45][8][46][21]

Lo stazionamento in Serie B (2001-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Tornato nella serie cadetta (nel 2001), il Bari conclude spesso la competizione in posizioni di metà classifica e al termine del 2003-2004 retrocede in Serie C1 dopo aver perso gli spareggi salvezza contro il Venezia; viene poi ripescato a causa del fallimento di alcune società.[47] In questi anni lo stadio San Nicola subisce un calo di spettatori.[48] Nel frattempo, dal 2001 e nei futuri tredici anni la famiglia Matarrese avvia una serie di trattative per la cessione dell'A.S. Bari, finite quasi tutte senza risultati (l'unica conclusasi affermativamente è la vendita, nel 2008, del 10% di capitale sociale ai costruttori baresi De Bartolomeo).[49]

Nel campionato di B 2008-2009 il tecnico Antonio Conte guida, con consensi,[50][51][52] i galletti al primo posto finale di classifica in Serie B (per la seconda volta nella storia biancorossa, dopo il 1942), con la conseguente promozione in Serie A.

Il biennio in Serie A, il fallimento del 2014 e il periodo recente (2009-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Con la tifoseria tornata in maggior numero allo stadio, il Bari di Giampiero Ventura (che ha sostituito Conte, dimessosi prima dell'inizio del campionato)[53][54] è tra le rivelazioni del massimo campionato 2009-2010 e viene apprezzato per il gioco praticato;[55][56][57] dopo aver concluso questa stagione al decimo posto in classifica, in quella successiva retrocede all'ultimo posto. Nell'estate del 2011 Vincenzo Matarrese abbandona la presidenza del Bari dopo ventotto anni con l'intero consiglio d'amministrazione; da questo momento i Matarrese demandano a un amministratore unico la guida della società, in loro vece.[58]

Indagini giudiziarie iniziate nel 2011 rilevano che nella stagione 2010-2011 alcuni giocatori del Bari sono stati parte di un sistema di alterazione del corso delle gare, finalizzato all'arricchimento con le scommesse; le conseguenti sentenze penalizzano l'A.S. Bari per responsabilità oggettiva,[59] con la sottrazione di 5 punti in classifica all’inizio della stagione 2012-2013.[60] Il Bari, indebitato, anche a causa della difficile situazione finanziaria delle imprese del Gruppo Matarrese (la holding di cui fa parte il club sportivo) mette in atto un'autogestione e investe sui giovani (generalmente meno costosi, per ingaggi e acquisti; nel febbraio del 2014 il debito del Bari ammonterà a circa 30 milioni di euro).[61][62][63][64] Nel 2012 e 2013 la formazione biancorossa si salva dalla retrocessione in Lega Pro, mentre le gare interne registrano nuovamente un calo di spettatori.[65] All'insofferenza della tifoseria, che fra il 2011 e il 2014 manifesta ancora concretamente il desiderio di un cambio di proprietà del club,[66][67][8][68] che garantisca a questo scenari migliori di quelli vissuti, si sono aggiunte le remore espresse nei primi anni duemiladieci da Michele Emiliano, sindaco di Bari dal 2004 al 2014 e da alcuni opinionisti ed ex collaboratori, nei confronti della gestione Matarrese[69][70][71][72][73] (a cui si contrappongono altri pareri di rappresentanti delle stesse categorie, invece più favorevoli ai costruttori di origine andriese).[74][75][76][77]

A fine febbraio 2014 l'A.S. Bari, rischiando seriamente il fallimento apre presso il tribunale del capoluogo pugliese la procedura di auto-fallimento,[78][79][80] dichiarato ufficialmente il 10 marzo dello stesso anno;[81][82][83] i beni aziendali non ancora pignorati (prima squadra e formazioni giovanili comprese) e il titolo sportivo (la categoria disputata) vengono rilevati ufficialmente, dopo un'asta, il 23 maggio 2014 dal Football Club Bari 1908 rappresentato dall'ex arbitro barese Gianluca Paparesta, che diventa il nuovo presidente.[84][85] La formazione biancorossa continua quindi la militanza in serie cadetta.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria del Football Club Bari 1908

  • 16 gennaio 1924 - Viene rifondato il Foot-Ball Club Bari.
  • 1923-1924 - 1° nel girone pugliese della Lega Sud di Seconda Divisione. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.
  • 1924-1925 - 5° nel girone pugliese della Lega Sud di Prima Divisione. Il Foot-Ball Club Bari si scioglie nuovamente a fine campionato.
  • 27 febbraio 1928 - A campionato in corso, il Liberty Bari (con la nuova denominazione Bari F.C.) e l'Ideale Bari si fondono nell'Unione Sportiva Bari.
  • 1927-1928 - 1° nel girone D della Prima Divisione. Ammesso nel girone finale: arriva 3°. Green Arrow Up.svg Promosso in Divisione Nazionale.
  • 1928-1929 - 13º nel girone A della Divisione Nazionale. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B a causa della riforma dei campionati.
  • 1929-1930 - 9º in Serie B.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.

Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
  • 1942-1943 - 15º in Serie A. Retrocesso dopo spareggi e successivamente ripescato.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.

Scudetto.svg Campione d'Italia IV Serie (1º titolo).
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

  • 1960-1961 - 16º in Serie A dopo le sconfitte negli spareggi. Red Arrow Down.svg Retrocesso in Serie B.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi della Coppa delle Alpi.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti
Sedicesimi di finale della Coppa Italia Semiprofessionisti
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.

Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Semifinalista di Coppa Italia.
Ottavi di finale della Coppa Italia Serie C
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Coppamitropalatina.PNG Vince la Coppa Mitropa.
Secondo turno di Coppa Italia.

Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Secondo turno di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
  • 2003-2004 - 21º in Serie B. Retrocesso in Serie C1 dopo i play-out, poi ripescato.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Fase a gironi di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
15 gennaio 2008: Centenario della fondazione del Foot-Ball Club Bari
Terzo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.

Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
  • 2014 - Il 10 marzo fallisce l'Associazione Sportiva Bari, il 23 maggio il Football Club Bari 1908 rileva ufficialmente i beni aziendali dell'impresa fallita.
  • 2014-2015 - 10° in Serie B.
Terzo turno di Coppa Italia.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

Nelle uniformi del Bari Calcio si possono individuare dei tratti distintivi e costanti, leggermente differenti tra il F.B.C. Bari originario e il Bari rifondato nel 1928. Il Bari di Ludwig indossava maglie granata tendenti al rosso (da qui il soprannome di "camice rosse", con cui la Gazzetta dello Sport apostrofò i footballer baresi nel 1910)[86], perché fra i tessuti di cui il commerciante austriaco disponeva non ve ne erano di rossi, e lunghi pantaloncini bianchi;[7] per alcuni mesi del 1915, prima dello scoppio della grande guerra e del conseguente scioglimento del club, questo iniziò a indossare casacche a strisce nere e verdi.[10] Dal 1928 in poi i galletti hanno indossato frequentemente, sia pure, sempre con qualche eccezione in alcune stagioni e con le opportune fantasie stilistiche (queste ultime hanno iniziato a manifestarsi dai primi anni cinquanta) divise bianche con risvolti rossi.[87] Una caratteristica quasi costante fra le due diverse società (FBC Bari e AS Bari), sino agli anni cinquanta sono stati i calzettoni neri, che dal 1928 presentavano una fascetta bianca[88] e poi dagli anni quaranta furono cuciti con due fascette sovrapposte, bianca e rossa.[87] La seconda divisa (quella spesso indossata in trasferta, per rendere più distinguibili i giocatori dalla squadra avversaria) ha presentato quasi costantemente invertiti i colori della prima;[87] dagli anni ottanta i calciatori baresi hanno avuto a disposizione anche una terza divisa, blu con piccoli motivi bianchi e rossi.[87]

Qui di seguito sono illustrate alcune uniformi del Bari Calcio, selezionate in base alla novità che hanno rappresentato nel proprio periodo storico, alla rilevanza storica o al prototipo stilistico tipico del loro periodo. I disegni delle ultime quattro uniformi riportate sono opera degli sponsor tecnici che il club ha avuto nei relativi anni.

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1908-1915[7]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1915[10]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1928-1929[88]
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1952-1953[89]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1976-1977[90]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1984-1985[91]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
1989-1990[92]
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2005-2006[93]
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
2009-2010[94]

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione dello stemma
Stemma del Bari usato sotto la gestione Matarrese fino alla stagione 2013-2014
Stemma del Bari in uso dal 2014

Il simbolo della neonata "Unione Sportiva Bari", il galletto, fu disegnato per la prima volta, come altri famosi stemmi del calcio italiano (tra cui la zebra per la Juventus, il biscione visconteo per l'Inter e il diavolo per il Milan), dal vignettista Carlin che li realizzò nel 1928 per il Guerin Sportivo.[95] Lo stemma in uso fino al 2014, che riproduceva la testa stilizzata di un galletto, fu realizzato dallo sponsor tecnico Pouchain e comparve sulle maglie del Bari nella stagione 1979-80[96], campionato in cui molte squadre italiane, con l'avvento del moderno merchandising, decisero di realizzare dei nuovi stemmi da registrare all'Ufficio italiano brevetti e marchi.[97]

Il 2 luglio 2014 viene presentato il nuovo logo della società, disegnato dai grafici Gigi Buonsante e Cinzia Torro. Questo cambia radicalmente rispetto al precedente. L'unico elemento ancora presente è la cresta del vecchio galletto la quale però non è più diretta verso la sinistra, bensì verso destra. Al centro è predominante la scritta FC BARI 1908 accanto ad 11 righe in diagonale che rappresentano il rilancio della società dopo il fallimento e gli 11 giocatori che formano la squadra. Oltre al colore rosso simbolo della città di Bari, è presente anche il color oro il quale rappresenta l'aureola di San Nicola, simbolo e santo patrono del capoluogo pugliese.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ufficiale si chiama Bari grande amore ed è cantato da Sabino Bartoli. Nel 2008, durante la notte del Capodanno barese, venne introdotto l'inno non ufficiale intitolato Cuore Biancorosso, intonato da Checco Zalone. Molta diatriba nacque da quel giorno sulla scelta dell'inno: i tifosi preferirebbero quello di Zalone a quello di Bartoli, poiché quest'ultimo avrebbe usato un ritmo musicale molto simile all'inno della Roma di Venditti. Nel passato si ricorda l'inno Bari, Bari di Toni Santagata.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campo degli Sports, Stadio della Vittoria (Bari) e Stadio San Nicola.
L'interno dello stadio San Nicola.

Dal 1908, anno della sua fondazione, il Foot-Ball Club Bari utilizzò come campo di gioco la Piazza d'armi della città di Bari, chiamata "Campo San Lorenzo"; che i militari concedevano in uso.[98] Le fonti pervenute affermano che questo campo si trovava nel quartiere barese San Pasquale (allora poco urbanizzato) e che fosse il futuro "campo Rossani", dal nome della caserma che lo ospitava (c’è tuttavia da osservare che se il campo faceva parte del complesso dell'ex caserma Rossani, ricadeva in quello che almeno ora è già il territorio del quartiere Carrassi)[98]. Un altro campo utilizzato dalle formazioni baresi, dal 1908 in poi, fu il "Campo di Marisabella", che prendeva il nome dalla contrada in cui si trovava (nelle vicinanze della costa adriatica e dell’odierna Fiera del Levante)[98], che stando alle varie testimonianze, a differenza del San Lorenzo non venne utilizzato per partite ufficiali.[98] Gli stessi giocatori provvedevano al tracciamento delle linee di gioco sui campi, con sacchi di gesso.[98] Dopo la chiusura dell'attività sportiva, nel 1915 da parte del F.B.C. Bari, il San Lorenzo fu utilizzato dall'U.S. Ideale e dal F.B.C. Liberty.[98] Nel 1919 i militari provvidero a transennare i bordi del campo[98] e un tifoso libertiano costruì a sue spese una tribunetta.[98] Così attrezzato, il terreno fu usato anche dal Bari rifondato nel 1924 (e ritirato dalle competizioni l'anno seguente)[98], fino al 1925, anno in cui il Liberty, viste le aumentate necessità delle formazioni calcistiche del capoluogo e il bisogno di un impianto proprio, finanziò privatamente la costruzione, nel quartiere Carrassi (in adiacenza con il carcere, tra le attuali vie Petroni e Benedetto Croce) del Campo degli Sports, uno stadio adeguatamente attrezzato e con una tribuna in tufo, acciaio e legno, di 200 posti a sedere.[99]

Di proprietà del Liberty[99] e considerato all'epoca uno degli stadi maggiormente attrezzati del Sud Italia,[99] il Campo degli Sports ospitò anche le gare interne delle altre squadre baresi.[99] Con la fusione del 1928, di Liberty e Ideale nell'U.S. Bari, lo stadio di Carrassi passò in possesso ed esercizio alla nuova formazione biancorossa[100] e subì due ristrutturazioni (che non ne modificarono l'assetto e la tipologia costruttiva), nello stesso 1928[100] e nel 1931, al fine di avvicinarne le dotazioni agli standard e alle necessità del tempo; dopo la seconda ristrutturazione disponeva di una gradinata per ogni lato, per un totale di circa 10000 posti a sedere.[101]

Non soddisfacendo a sufficienza,[101] il Campo degli Sports (poi completamente smantellato nel 1967) fu sostituito nel 1934 dallo Stadio della Vittoria. Sito nel rione barese Marconi (nelle immediate vicinanze della Fiera del Levante), lo stadio della Vittoria ha la struttura portante in calcestruzzo armato e tamponature in tufo,[102] è ad anello unico, a pianta ellittica lievemente schiacciata e conta più di 45000 posti; il Bari vi ha giocato le sue gare interne per 56 anni (fino al 1990).

Nel 1990, anche in occasione dei mondiali di Calcio, è stato inaugurato lo Stadio San Nicola, disegnato dall’architetto Renzo Piano e realizzato anch'esso in calcestruzzo armato; con le gradinate a due anelli sovrapposti (di cui l'anello superiore a spicchi concavi in parte separati) per un totale di 58270 posti a sedere. E’ soprannominato l'"astronave" perché visto dall'esterno fa pensare appunto a un'astronave atterrata sull'altura che ne è sede.

Centro di allenamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Bari svolge le sue sedute di allenamento presso l'antistadio situato vicino allo stadio San Nicola.[103] Negli ultimi tempi i calciatori del Bari hanno fatto presente che l'impianto presenta problemi di drenaggio e questo causa l'affaticamento dei calciatori durante gli allenamenti nei periodi di pioggia.[103]

Società[104][modifica | modifica wikitesto]

Il "Foot-Ball Club Bari", il cui atto costitutivo ufficiale era dell'11 aprile 1908 (scioltosi nel 1915), era una società in cui ogni giocatore era allo stesso tempo socio e pagava l'iscrizione e, settimanalmente, una retta di permanenza per l'acquisto di tutto il materiale necessario all'attività calcistica (dai palloni al gesso per tracciare le linee del campo). Il club fu da subito affiliato alla FIF (FIGC dal 1909) ed era dotato di uno statuto di 24 articoli (approvato assieme all'atto costitutivo).

Poco si ha qui a disposizione del F.B.C. Bari rifondato nel 1924, se non l'organigramma societario pubblicato dalla Gazzetta di Puglia il 22 gennaio 1924, all'indomani della nuova fondazione, per annunciare l'entrata in scena della società. Lo stesso articolo del giornale pugliese precisa che, come la stessa ragione sociale suggeriva, la società si sarebbe occupata solo di Calcio (allora chiamato comunemente "Football").

L'"Unione Sportiva Bari", nata nel 1928 dalla fusione di Liberty e Ideale, era una società sostenuta finanziariamente da presidenti o gruppi di persone nominati dalla federazione barese dei fasci, con cui la stessa presidenza poteva interloquire. Il 1º gennaio 1945 la suddetta impresa sportiva subì un semplice cambiamento di denominazione in "Associazione Sportiva Bari"; dal 1951, dopo che Tommaso Annoscia volle uscire dalla gestione del Bari Calcio, iniziò ad essere commissariata (gestita) dal Comune fino al 1963. Nel 1967 divenne una società per azioni (abbreviato in S.p.A.) per ottemperare a una Legge dell'ottobre 1961. Sostanzialmente, se si fa eccezione del periodo di commissariamento comunale, in cui l'A.S. Bari era gestita da un comitato (detto "della rinascita") formato dai vari rappresentanti degli impieghi presenti a Bari, negli altri periodi (compreso quello del fascismo) il passaggio da una dirigenza alla successiva (che assicurava tutto l'apporto finanziario al Bari Calcio) avveniva gratuitamente, senza alcuna vendita[105](eccetto che per l'eventuale richiesta da parte del proprietario uscente, dei crediti spettantigli; il capitale sociale passava di presidente in predidente). Nel 1977, dopo la morte del professor De Palo (fino ad allora presidente del Bari), i Matarrese, famiglia di costruttori andriesi, rilevata (sempre gratuitamente) la maggioranza del pacchetto azionario dell'A.S. Bari, ha posto questa come società controllata della propria holding.[106] Dal 2008 al 2014 i Matarrese hanno posseduto il 90% delle quote azionarie; il restante 10% era dei costruttori baresi De Bartolomeo.[49]

Nel 2014, dichiarato l'autofallimento, l'Associazione Sportiva Bari ha cessato di esistere; il tribunale di Bari ne ha quindi venduto i beni aziendali (dopo averne fatto stimare il valore di mercato e aver cercato di saldare la maggior parte possibile di debiti) tramite asta pubblica. L'impresa aggiudicataria (dietro versamento di 4,8 milioni di euro) è stata la "Football Club Bari 1908", una società a responsabilità limitata affiliatasi alla FIGC nel marzo 2014,[107][108] di cui sono ancora sconosciuti gli investitori.[109][110] La società ha sede legale in via Sparano da Bari 162, a Bari.[107]

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Fcbari1908.svg
Staff dell'area amministrativa[111]
  • Italia Gianluca Paparesta - Presidente
  • Italia Romeo Paparesta - Vice Presidente
  • Italia Antonello Ippedico - Direttore Sportivo e Segretario Sportivo
  • Italia Razvan Zamfir - Responsabile Area Tecnica
  • Italia Alberto Marangon - Team Manager e Direttore della Comunicazione
  • Italia Antonella Indiveri - Responsabile Amministrativo
  • Italia Fabio Foglianese - Responsabile Ufficio Stampa
  • Italia Francesco Laforgia - Coordinatore Biglietteria
  • Italia Giuseppe Camicia - Visor Sviluppo Infrastrutture
  • Italia Vito Fanelli - Responsabile Stadio «San Nicola»
  • Italia Gianluca Trisolini - Responsabile Marketing e Commerciale
  • Italia Gianluca Spagnuolo - Ufficio Maketing
  • Italia Claudio De Leonardis - Ufficio Commerciale

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Fcbari1908.svg
Cronologia degli sponsor tecnici
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Cronologia degli sponsor ufficiali


Il FC Bari 1908 nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La squadra del Bari ha particolarmente suscitato l'interesse dei media nazionali per tre volte, la prima nella stagione 1938-1939 in Serie A, con la squadra allenata dall’ungherese József Ging, che disponeva di Capocasale, Grossi e Costantino (tanto che l'EIAR fu spinto a trasmettere in fuori programma e in diretta radiofonica l'incontro Genova-Bari del 15 gennaio 1939),[112] la seconda volta in Serie B, nella stagione 1981-1982 in cui la giovane compagine allenata da Enrico Catuzzi fu ammirata soprattutto per il gioco (inedito in quel periodo) praticato; infine nella stagione 2009-2010 di massima serie con il tecnico Giampiero Ventura, anch'esso apprezzato per il gioco mostrato.

Un altro caso di interesse dei media si è avuto nella primavera del 2014, quando il calciatore del Bari Daniele Sciaudone ha creato su Twitter l'hashtag #compratelabari, per sensibilizzare gli imprenditori a rilevare l'azienda biancorossa, dopo il fallimento dell'A.S. Bari; questo hashtag ha avuto successo, tanto che molte personalità dello spettacolo (e diversi ex calciatori del Bari) vi hanno aderito.[113] L'indicazione della squadra biancorossa al femminile, la Bari (similmente a come questa veniva chiamata fino agli anni cinquanta), da parte di molti suppoter biancorossi si è diffusa negli anni duemiladieci; non si conosce il motivo specifico di questo riutilizzo, talvolta, dell'articolo femminile da parte dei tifosi.

Nelle opere della cultura italiana vi sono dei riferimenti al Bari Calcio, dalle citazioni marginali in alcuni film (come in Ladri di biciclette del 1948, dove il Bari viene citato in un aggiornamento radiofonico sulle partite domenicali o in Mezzo destro mezzo sinistro - 2 calciatori senza pallone degli anni ottanta, dove la squadra della "Marchigiana", in cui giocano i due protagonisti, durante un suo periodo negativo perde un incontro in casa 1-2 con i biancorossi) a quelle più corpose, come nella serie televisiva italiana Classe di ferro (girata tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta), in cui il militare barese di leva Gabriele Serra (interpretato da Paolo Sassanelli) è un appassionato tifoso del Bari e i risultati della sua squadra preferita ne influenzano l'umore, assieme alle varie vicissitudini vissute; in un'altra serie tv italiana del 1992 dal titolo "Un inviato molto speciale", il protagonista Damiano Tarantella, un giornalista pugliese della Rai interpretato da Lino Banfi (attore originario della ex provincia di Bari), nella prima puntata esegue un servizio, da inviato sostituto, di una partita Bari-Juventus giocata allo Stadio San Nicola, lasciandosi prendere la mano con nervose lamentele da tifoso (contestando la concessione di un rigore messo a segno dai bianconeri nei minuti di recupero, determinante per la sconfitta dei galletti), che segnano l'inizio della sua carriera come inviato speciale della società televisiva.[114] Invece in una scena del film My Name Is Tanino, del regista Paolo Virzì, il protagonista (appunto Tanino, interpretato da Corrado Fortuna) è alle prese con i suoi ingrati coinquilini baresi che gli impediscono di vedere la televisione, cacciandolo con colorite frasi dialettali, per vedere un incontro dei galletti.[115][116]

A livello locale (città di Bari e dintorni) si menzionano due film: il primo, "U megghie paise" (che in dialetto significa "il miglior paese"), è stato girato nel capoluogo pugliese nel 2009, racconta le vite di nove appassionati tifosi biancorossi intrecciate agli eventi della loro squadra, della situazione generale in quel periodo e degli accadimenti nella città e alcuni dei protagonisti sono impersonati dallo storico radio-cronista del Bari Michele Salomone e da ultras[117]; il secondo, "Una meravigliosa stagione fallimentare" è stato girato a cavallo tra il 2014 e il 2015 e si basa sulla rimonta in campionato dei biancorossi nella stagione 2013-2014, che riuscirono nell'impresa di scalare quasi tutta la classifica portandosi addirittura al settimo posto, il quale permise alla squadra di accedere ai play-off per la promozione in Serie A (fermatasi in semifinale contro il Latina): questa pellicola mette in evidenza quanto il tifo barese sia appassionato alla squadra e riprende il tormentone stagionale "#compratelabari" scaturito dopo il dichiarato fallimento dei pugliesi.

Per quanto riguarda la stampa si fa menzione del "Cine-Sport", una sorta di rivista trisettimanale molto simile ad un giornale, il cui editore era Ferdinando Pinto e che fu pubblicata nella città di Bari dal 1927 al 1952; tale rivista trattava, in tono vivace, leggermente ironico e a tratti goliardico (e ricca di disegni, schizzi e caricature), principalmente del Bari (e prima che nascesse questo del Bari Football Club), ma dava anche notizie e indiscrezioni sulle varie compagini sportive (non solo calcistiche) di Bari e provincia.[118] Dal 1996 al 2012 la rivista ufficiale della formazione biancorossa è stata "Il Bari", il cui direttore editoriale era lo storico del Bari Gianni Antonucci;[119] tale pubblicazione è stata chiusa (nell'ottobre del 2012) per via della carenza di liquidità allora sofferta dalla società calcistica, sua unica finanziatrice.[120] Prima delle gare interne dei galletti, presso lo stadio San Nicola viene distribuita gratuitamente la rivista "Il nuovo galletto", il cui direttore è il giornalista di Tele Bari e la Repubblica Enzo Tamborra.[121][122][123]

Più volte sono state dedicate canzoni al Bari, a partire dal cabarettista barese Nico Salatino che negli anni ottanta compose "U’Bar in Serie A"; è invece degli anni novanta la canzone "U’ gardidde" dell'artista Nicola Pignataro (anche lui barese). Nell'autunno del 2010 è stato pubblicato il videoclip cantato in stile hip hop "U Baar nest" (il nostro Bari) dal gruppo dei Need for Beatz, a cui hanno collaborato alcuni comici locali.[124]

Allenatori e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Allenatori del F.C. Bari 1908.

Gli allenatori del Bari dal 1928 sono stati 61[125], l'allenatore che ha collezionato più presenze è Eugenio Fascetti con 190[125] panchine e una promozione in Serie A nella stagione 1996-1997.

Tra gli allenatori del Bari spiccano: Antonio Conte, che ha portato il Bari in Serie A nella stagione 2008-2009 (in seguito ha ottenuto successi alla guida della Juventus), Giuseppe Materazzi protagonista di una promozione in Serie A con i galletti nella stagione 1993-1994, Gaetano Salvemini anch'egli ha allenato il Bari ottenendo una promozione in Serie A nella stagione 1988-1989 e vincendo la Coppa Mitropa l'anno dopo, Bruno Bolchi, artefice di due promozioni consecutive, in Serie B nella stagione 1983-1984 e in Serie A nella stagione 1984-1985, Giacomo Losi che con il Bari ha vinto un campionato di Serie C nella stagione 1976-1977, Lauro Toneatto anche lui ha ottenuto due promozioni col Bari, una nel 1966-1967 in cadetteria e una nel 1968-1969 in massima serie, Pietro Magni portò il Bari in A nella stagione 1962-1963, Francesco Capocasale che col Bari vinse un campionato di IV serie nel 1953-1954 più il titolo di campione d'Italia d IV Serie, e il campionato di Serie C nella stagione successiva, Federico Allasio, tecnico della promozione in Serie A nella stagione 1957-1958, Stanislao Klein vincitore del campionato di Serie B con i galletti nella stagione 1941-1942, András Kuttik secondo posto e promozione in serie A nella stagione 1934-35 e János Hajdu anche lui ottenne il secondo posto in Serie B e quindi la promozione in Serie A nella stagione 1930-1931.

Gli allenatori stranieri che hanno allenato il Bari sono 11 di nazionalità ungherese, Ernő Erbstein, János Hajdu, Árpád Weisz, Lászlo Barr, András Kuttik, József Ging, Stanislao Klein, János Vanicsek, Ferenc Plemich, György Sárosi; 3 austriaci, Josef Uridil, Tony Cargnelli, Engelbert König; 1 cecoslovacco, János Nehadoma; 2 argentini, Luis Carniglia e Hugo Lamanna; 1 polacco, Zbigniew Boniek e 1 brasiliano, Sebastião Lazaroni

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Allenatori


Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Dirigenti del F.C. Bari 1908.

I presidenti del Bari dal 1928 sono stati 27, il presidente più longevo è stato Vincenzo Matarrese con 28 anni di dirigenza. Il fallimento dell'Associazione Sportiva Bari avvenuto nel marzo 2014 decreta la fine dell'era della famiglia Matarrese che è stata alla guida del club fin dall'estate del 1977.[126]

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Presidenti[127][128]
  • 1908-? Italia Adolfo Angeli[129]

...

  • 1924 Italia Donato Nicola Fornarelli[130]
  • 1924-1925 Italia Emanuele Messeni Petruzzelli[131]
  • 1928 Italia Alfredo Atti[131]
  • 1928-1929 Italia triumvirato Del Buono-Pirelli-Russo
  • 1929-1931 Italia Alfredo Atti
  • 1931-1932 Italia Liborio Mincuzzi
  • 1932-1933 Italia Sebastiano Roca
  • 1933-1934 Italia Raffaele Tramonte
  • 1934-1935 Italia Giovanni Tomasicchio
  • 1935-1936 Italia Giovanni Di Cagno Abbrescia
  • 1936 Italia Vincenzo Signorile
  • 1937-1938 Italia Giuseppe Abbruzzese
  • 1938-1940 Italia Giambattista Patarino
  • 1940 Italia Angelo Albanese
  • 1940-1941 Italia Pasquale Ranieri
  • 1941-1943 Italia Giuseppe Santoro
  • 1943-1944 Italia Francesco De Palma
  • 1945-1950 Italia Tommaso Annoscia
  • 1950-1951 Italia Rocco Scafi
  • 1951-1952 Italia Florenzo Brattelli
  • 1952-1953 Italia Francesco Saverio Lonero
  • 1953-1956 Italia Achille Tarsia Incuria
  • 1956-1959 Italia Gianfranco Brunetti
  • 1959-1961 Italia Vincenzo La Gioia
  • 1961-1963 Italia duunvirato Angelo Marino-Angelo De Palo
  • 1963-1977 Italia Angelo De Palo
  • 1977-1983 Italia Antonio Matarrese
  • 1983-2011 Italia Vincenzo Matarrese
  • 2011-2012 Italia Claudio Garzelli
  • 2012-2014 Italia Francesco Vinella
  • 2014-oggi Italia Gianluca Paparesta


Calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Categoria:Calciatori del F.C. Bari 1908.

Il Bari e le Nazionali di calcio[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei giocatori che sono stati chiamati a vestire la maglia azzurra della nazionale italiana durante il periodo di militanza nel Bari:

Di seguito l'elenco dei giocatori che sono stati convocati al mondiale durante il periodo di militanza nel Bari:

Di seguito l'elenco dei giocatori che sono stati convocati all'europeo durante il periodo di militanza nel Bari:

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1990[132]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1941-1942, 2008-2009
1954-1955, 1966-1967, 1976-1977
1983-1984
1953-1954

Competizioni regionali[modifica | modifica wikitesto]

1923-1924
1909-1910[133]
1944-1945[134]

Competizioni giovanili[modifica | modifica wikitesto]

1997
1999-2000
1980-1981, 1997-1998
1993-1994, 1999-2000
1983, 1984, 1986, 1994

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

terzo posto: 1927-1928
secondo posto: 1930-1931, 1933-1934, 1934-1935, 1957-1958, 1962-1963, 1988-1989, 1993-1994;
terzo posto: 1968-1969, 1984-1985.
finalista

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica wikitesto]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Divisione 1 1924-1925 33
Divisione Nazionale 2 1928-1929 1945-1946
Serie A 30 1931-1932 2010-2011
Seconda Categoria 2 1909-1910 1910-1911 48
Seconda Divisione 1 1923-1924
Prima Divisione 1 1927-1928
Serie B 44 1929-1930 2015-2016
Serie C 7 1951-1952 1976-1977 8
Serie C1 1 1983-1984
IV Serie 2 1952-1953 1953-1954 2

Partecipazioni alle coppe nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa Italia 59 1935-1936 2014-2015 63
Coppa Italia di Serie C 4[135] 1974-1975 1983-1984

Partecipazioni alle competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Competizione Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Coppa delle Alpi 1 1970 2
Coppa Mitropa 1 1990

In 86 stagioni sportive dall'esordio ufficiale, a livello nazionale nel Direttorio Divisioni Superiori nel 1924, come Foot-Ball Club Bari, compresi un torneo di Divisione Nazionale (1o livello) e due tornei cadetti (2o livello) antecedenti il girone unico.

Statistiche di squadra[136][modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento: 7º posto Serie A nella stagione 1946-1947
  • Punti massimi ottenuti in serie A: 38 punti - 1946-1947 a 20 squadre, 1947-1948 a 21 squadre; 50 punti - 2009/2010 a 20 squadre con la vittoria a 3 punti
  • Maggior numero di vittorie in A: 16 - 1946-1947 a 20 squadre
  • Vittorie consecutive in Serie B: 6 - 2008-09[137]
  • Risultati utili consecutivi in Serie B: 16 - 1988-1989 (2 serie), 2008-09[138][139]
  • Eugenio Fascetti (1995-2001) è l'allenatore rimasto più a lungo sulla panchina del Bari (in tutto più di 5 anni, dal dicembre 1995 al maggio 2001); il precedente record era quello di Gaetano Salvemini (3 anni e 3 mesi: dal luglio 1988 a fine settembre 1991) e assieme, Bruno Bolchi, Lauro Toneatto e Francesco Capocasale, tutti tre per 3 anni tondi sulla panchina biancorossa.
  • Vittoria più larga: Genzano-Bari 0-9 (1974-75).[140]
  • Maggior numero di campionati di Serie A terminati all'ultimo posto: cinque volte (1940-1941, 1963-1964, 1969-1970, 2000-2001 e 2010-2011). Record relativo al solo calcio italiano.
  • Nella classifica media punti a partita della Serie A, il Bari è al 21º posto con 1.05 punti (classifica formata da squadre che hanno totalizzato almeno 20 stagioni nella stessa serie citata).

Statistiche individuali[136][modifica | modifica wikitesto]

  • Acquisto più costoso: David Platt dall'Aston Villa per 12 miliardi di lire - 1991/1992
  • Cessione più remunerativa: Antonio Cassano alla Roma per 60 miliardi di lire - 2000/2001

Di seguito le top 10 dei primatisti di presenze[141] e reti[142] della storia della società:

Fcbari1908.svg
Record di presenze
Fcbari1908.svg
Record di reti


Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni di attività sportiva del Foot-Ball Club Bari, assistevano agli incontri della formazione biancorossa semplici spettatori, incuriositi dal nuovo gioco del Football importato dalla Gran Bretagna.[10] Dai racconti dello storico del Bari Antonucci si evince che il "tifo" calcistico vero e proprio, a Bari, iniziò a manifestarsi negli anni 1910-11 per avere la piena affermazione nel primo dopoguerra con il Liberty (legato a doppio filo con il FBC Bari, inizialmente non rifondato) e l'Ideale.[10]

Pochi mesi dopo la fusione del 1928, fra Bari F.C. (Liberty) e Ideale (a dare l'U.S. Bari), nacquero i primi club di tifosi; "la banda dei pollastri", "l'ordine del galletto" e il "27+2" quelli di cui ci perviene il nome.[143] Erano gruppi di uomini adulti, gruppi sciolti circa cinque anni dopo la fondazione.[143]

Dalla seconda metà degli anni cinquanta si distinse Peppino Cusmai, un tifoso corpulento e con i baffi all'ungherese, che in occasione degli spareggi e delle gare determinanti per le promozioni o le salvezze dei galletti percorreva le strade di Bari su un carro (trainato da un cavallo), con una feluca e incitando i concittadini a seguirlo, anche in trasferta, per sostenere i biancorossi.[144] Ha poi seguito costantemente e attivamente il Bari, da elemento trainante per la tifoseria, fino alla fine degli anni settanta (quando è deceduto).[144]

Nel 1976 nascono gli U.C.N., ossia "ultras curva nord", dal settore dello stadio dove stazionano gli ultras durante le partite interne del Bari, una federazione unitaria di tanti gruppi ultras. Gli UCN, chiamati anche "teschi alati" per via del loro stemma, di stampo di destra e nazionalistico ma non molto schierati politicamente,[145][146] mantengono unità d'intenti per più di trent'anni. Come altri gruppi ultras italiani, negli anni duemila e duemiladieci criticano fortemente il "Calcio moderno" e la tessera del tifoso.[145][146][147] Nel 2011 lo scandalo del calcio scommesse vede coinvolti i vertici del movimento ultras biancorosso, che quindi vengono deposti.[145][146] Fra il 23 e il 24 agosto del 2012 il movimento UCN viene sciolto (i vari gruppi ultras rimangono comunque attivi).[148]

Le trasferte in cui i biancorossi hanno avuto un grosso numero di supporters sono state Bari-Colleferro, giocata allo stadio Collana di Napoli il 27 giugno 1954 (spareggio promozione dalla IV Serie alla Serie C, vinto 2-1 dai biancorossi), con circa 20000 sostenitori dei galletti;[149] Atalanta-Bari del 20 giugno 1971 al Comunale di Bologna (spareggio per la promozione in Serie A, della stagione 1970-1971, vinto dai bergamaschi 1-0) con circa 15000 baresi[150] e infine, con circa 10000 tifosi del Bari al seguito, Verona-Bari del 20 luglio 1958, giocata a Bologna[151] e Roma-Bari del 22 novembre 2009 all'Olimpico di Roma[152](la prima di queste due gare fu valida per gli spareggi per la massima serie e fu vinta dal Bari 1-0, la seconda fu valida per la 13a giornata del campionato di A, vinta dalla formazione di casa 3-1).

Gemellaggi e rivalità[145][146][modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Puglia e Derby d'Apulia.

Il gemellaggio più duraturo degli ultras biancorossi è quello con i salernitani, nato nel 1984 allo stadio della Vittoria di Bari, dal 1988 è in vigore il gemellaggio con i reggini, nel 2006 si concretizza quello con i sampdoriani. Durante gli anni ottanta vi sono stati forti gemellaggi con le tifoserie torinista e laziale (quello con i biancocelesti è stato il primo gemellaggio attuato dai baresi), finiti entrambi nei primi anni novanta. Gli ultras baresi hanno inoltre rapporti di amicizia con le tifoserie vicentina, spezina e triestina. Delle tifoserie pugliesi c'è amicizia con gli andriesi, i barlettani, i monopolitani, gli ultras del Martina Franca e quelli del Casarano; questi ultimi ostili agli ultras del Lecce.

Forte rivalità della tifoseria barese è quella con il Lecce, particolarmente sentita in passato quella con i tarantini; Bari e Taranto non s’incontrano dal 1993. Vi è poi rivalità anche con gli ultras foggiani (non più incrociati dal 1997). Delle altre squadre meridionali si ricorda la rivalità con napoletani, beneventani (nata durante l'incontro Benevento-Bari del 1975, con gravi disordini dentro e fuori lo stadio Santa Colomba), avellinesi (dovuta anche al gemellaggio dei biancorossi con i salernitani) e palermitani (gemellati con i leccesi). Particolarmente tesi i rapporti con i pescaresi, non buoni quelli con gli ultras della Roma, Juventus, Inter (vecchia amicizia raffreddatasi gradualmente a causa di varie vicissitudini), Hellas Verona e Genoa (quest’ultimo anche in chiave pro Sampdoria).

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Football Club Bari 1908 2014-2015.

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Rosa aggiornata al 17 luglio 2015.

N. Ruolo Giocatore
Italia P Enrico Guarna
Italia P Alessandro Micai
Italia P Marco Ventrella
Italia D Matteo Contini
Italia D Denis Tonucci
Italia D Stefano Sabelli
Italia D Simone Salviato
Germania D Giuseppe Gemiti
Ghana D Isaac Donkor
Francia D Richard Samnick
Romania D Ionuț Rada
Grecia C Savvas Gentsoglou
N. Ruolo Giocatore 600px Bianco e Rosso (Bordato) con gallo.png
Italia C Giovanni Di Noia
Italia C Marco Romizi
Italia C Massimo Donati
Italia C Marino Defendi (vice-capitano)
Italia C Cristian Galano
Italia A Francesco Caputo (capitano)
Italia A Kingsley Boateng
Italia A Giuseppe De Luca
Italia A Gianluca Sansone
Italia A Salvatore Caturano
Italia A Antonio Gammone
Costa d'Avorio A Souleymane Coulibaly

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Fcbari1908.svg
Staff dell'area tecnica[153]
  • Italia Davide Nicola - Allenatore
  • Italia Vanni Sartini - Allenatore in seconda
  • Italia Giovanni Loseto - Coll. tecnico
  • Italia Manuele Cacicia - Coll. tecnico
  • Italia Gabriele Stoppino - Coll. tecnico
  • Italia Salvo Acella - Prep. atletico
  • Italia Rossano Berti - Preparatore portieri
  • Italia Luca Righi - Preparatore portieri
  • Italia Antonino Riggio - Responsabile sanitario
  • Italia Massimo De Prezzo - Medico
  • Italia Marco Vespasiani - Fisioterapista
  • Italia Raffaele Petrone - Fisioterapista
  • Italia Pasquale Lorusso - Magazziniere
  • Italia Vito Severino - Magazziniere
  • Italia Alessandro Nitti - Dietista

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  149. ^ Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, pp. 411-424
  150. ^ Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, pp. 451-456
  151. ^ Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, pp. 465-478
  152. ^ La carica dei diecimila... VIDEO tuttobari.com (Domenico Mancini, 2 novembre 2011) - URL consultato il 28 agosto 2012 -
  153. ^ Staff tecnico, asbari.it. URL consultato il 1 giugno 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Antonucci, Bari si, Bari no: settanta anni di storia biancorossa, Roma, Vivere in, 1977.
  • Gianni Antonucci, Il Bari dei Matarrese, Bari, Laterza, 1984
  • Gianni Antonucci, 1908-1998: 90 anni di Bari, Bari, Uniongrafica Corcelli, 1998.

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