Associazione Nazionale Combattenti e Reduci

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Associazione Nazionale Combattenti e Reduci
Sede ANCR.jpg
Sulla sinistra il palazzo della sede
AbbreviazioneANCR
Fondazione1919
ScopoTutela degli interessi materiali e morali dei combattenti e dei reduci di guerra
Sede centraleItalia Roma
IndirizzoViale Castro Pretorio 116
PresidenteItalia Antonio Landi
Sito web

L'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, in acronimo ANCR, è un ente morale di diritto privato, che associa i reduci della prima e della seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide in memoria dei caduti installata a Lanzo Torinese dall'ANCR nel 1964

Nacque a Milano nel marzo 1919 con il nome di "Associazione Nazionale Combattenti" (ANC) per unire gli ex combattenti della grande guerra[1].

Alle elezioni politiche italiane del 1919 si presentò come lista del Partito dei Combattenti e ottenne il 4,1% e 20 seggi. Tra gli eletti, Gaetano Salvemini. In questa legislatura il Partito dei Combattenti siede tra i banchi dell'opposizione insieme ai socialisti e ai radicali.

Al Congresso di Napoli del 28 agosto 1920, «Luigi Gasparotto fu delegato a nominare una commissione di 5 cinque membri per esaminare la posizione degli accusati e degli accusatori della Giunta esecutiva del Comitato centrale dell'Associazione, che era stata nominata dal precedente Congresso nazionale (Roma, giugno 1919). La Commissione di inchiesta (...) fu costituita il 25 gennaio 1921 e fu presieduta, su proposta dello stesso Gasparotto, dal senatore Francesco Lorenzo Pullè. Il termine previsto per il termine dei lavori era fissato al 25 marzo 1921», quando si ebbe la pubblicazione di una relazione, nota come "Lodo Pullé"[2].

Alle elezioni politiche italiane del 1921, il Partito dei Combattenti scende al'1,7% e ottiene 10 seggi. Questa volta entra nella coalizione di destra insieme a fascisti e al Blocco Nazionale.[3]

Il governo Mussolini ai sensi del regio decreto 17 giugno 1923 n. 1371 dotò l'associazione di un nuovo statuto, e molti esponenti alle elezioni politiche del 1924 entrarono nel Listone fascista. Al congresso degli ex combattenti, svoltosi ad Assisi nel luglio 1924, fu eletto presidente Ettore Viola, che promosse un documento a favore dell'indipendenza dell'associazione dal fascismo[4]. Così il 2 marzo 1925, a seguito di un decreto di Mussolini, fu nominato un triunvirato reggente l'associazione. Dal 1927 al 1943 ne fu presidente Amilcare Rossi.

Dopo la seconda guerra mondiale, tornato Viola alla presidenza, nel 1947 l'ANC si fuse con l'Associazione Nazionale Reduci (ANR) dando vita all'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.[5] Oggi fa parte integrante della Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane ed è iscritta all'albo del Ministero della difesa, ai sensi del decreto del ministro della Difesa del 5 agosto 1982.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

È oggi un'associazione apolitica e apartitica che ha la rappresentanza e la tutela degli interessi materiali e morali dei combattenti e dei reduci di guerra iscritti all'associazione; mantiene anche vincoli di cameratismo con le tutte le associazioni d'arma consimili.

L'associazione promuove iniziative istituzionali conformi alle finalità sociali (raduni, cerimonie, attività ricreative, tutela degli iscritti, ecc.).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SIUSA - Associazione nazionale combattenti - ANC. Sezione di Massa e Cozzile
  2. ^ Senato della Repubblica, FONDI ACQUISITI DALL'ARCHIVIO STORICO, Commissione d'inchiesta sulla cessata Giunta esecutiva del Comitato centrale dell'Associazione nazionale combattenti (1919 - 1922).
  3. ^ Piergiorgio Corbetta; Maria Serena Piretti, Atlante storico-elettorale d'Italia, Zanichelli, Bologna 2009
  4. ^ Antonio Bianchi, La Spezia e Lunigiana: società e politica dal 1861 al 1945, Milano, Franco Angeli s.r.l., 1999, p. 226, ISBN 88-464-1254-0.
  5. ^ La Storia - Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, su www.combattentiereduci.it. URL consultato il 23 maggio 2022.

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