Associazione italiana editori

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L'Associazione Italiana Editori (AIE) è l'associazione di categoria degli editori italiani e stranieri operanti in Italia o che pubblicano in lingua italiana libri, riviste e prodotti di editoria digitale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1869 come associazione di categoria del settore librario con il nome di Associazione libraria Italia (ALI), nel 1871 si allargò a editori, librai e tipografi e cambiò nome in Associazione tipografico libraria italiana (ATLI). Nel 1896 prende parte al primo Congresso Internazionale degli Editori a Parigi[1].

Nel 1910 fu tra i soci fondatori della Confindustria, nel 1921 cambiò nome e divenne Associazione editoriale libraria italiana (AELI), sciolta nel 1929 con la costituzione della Federazione nazionale fascista italiana editori (FNFIE).

Nel 1946 si ricostituì con il nome attuale di Associazione italiana editori e contribuì alla ricostruzione della Confindustria, di cui fa parte ancora oggi. Nel 1967 contribuì a fondare la Federazione degli editori europei (FEE-FEP).

A partire dal 2007 ha costituito le prime rappresentanze regionali: Campania, Piemonte, Toscana, Calabria, Puglia e Lazio. Dal 2009 al 2015 il presidente è stato Marco Polillo, titolare della casa editrice omonima, che è succeduto a 12 anni di presidenza di Federico Motta. Nel settembre 2015 Federico Motta è ritornato al vertice dell'associazione[2]. Dal 28 luglio 2017 il nuovo presidente è Ricardo Franco Levi[3].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli editori aderenti all'AIE coprono il 90% del mercato librario italiano e sono strutturati in quattro diversi gruppi tematici:

  • editoria di varia
  • piccoli editori
  • educativo
  • accademico professionale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L’AIE nel tempo, su aie.it. URL consultato il 1 marzo 2018.
  2. ^ Federico Motta nominato presidente dell’Aie per il prossimo biennio. Subentra a Marco Polillo, su primaonline.it. URL consultato il 16/09/2015.
  3. ^ Ricardo Franco Levi presidente dell’Aie, su primaonline.it. URL consultato il 4 luglio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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