Assistenza domiciliare integrata

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L’ assistenza domiciliare è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come "la possibilità di fornire presso il domicilio del paziente quei servizi e quegli strumenti che contribuiscono al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione".[senza fonte]

L'assistenza domiciliare integrata (ADI) è un sistema di interventi e servizi sanitari offerti a domicilio, intendendo per domicilio sia l' abitazione del paziente, sia una struttura comunitaria, sia casa di riposo o struttura residenziale permanente; si caratterizza per l'integrazione delle prestazioni offerte, legate alla natura e ai bisogni a cui si rivolge; si basa anche sulla concordia degli interventi progettati e gestiti da figure professionali multidisciplinari. La continuità assistenziale offerta dal concorso progettuale degli organi professionali coinvolti (sanitari, operatori del sociale, fisioterapisti, farmacisti, psicologi, ecc.) garantisce la condivisione degli obiettivi e delle responsabilità, e stabilisce i mezzi e le risorse necessarie per il raggiungimento dei risultati di salute. L'assistenza domiciliare, componente del welfare regionale e locale, è comprensiva di diverse tipologie di assistenza che si articolano in vari livelli, diversificati in base alla loro maggiore o minore intensità assistenziale, al numero e alla competenza professionale specifica degli operatori coinvolti, al profilo della persona a cui si rivolgono, alla modalità di lavoro degli operatori, e infine al livello operativo territoriale e integrato coinvolto. L'erogazione di prestazioni in regime domiciliare si concretizza in base a valutazioni di carattere economico e altre specifiche dell'utente.

Verso l'Assistenza Domiciliare[modifica | modifica wikitesto]

Fonti giornalistiche collocano l'Italia al secondo posto tra i paesi più longevi del nostro pianeta (al primo posto vi è il Giappone) e si stima che vi sia il 15% della popolazione in età pensionabile (di cui il 4% sopra gli ottant'anni). Tali dati sono stati confermati dalla 2ª Assemblea Mondiale delle Nazioni Unite sull'Invecchiamento, tenutasi a Madrid nell'aprile 2002, stabilendo che nel Nostro Paese la percentuale di over 60 sia del 24,5%; questo andamento sembra destinato in futuro a continuare e a consolidarsi. Alla luce di questo sviluppo la politica sociale e sanitaria sta conducendo una linea di azioni verso alcune soluzioni alternative tra le quali il potenziamento delle strutture residenziali o una nuova forma di assistenza socio-assistenziale economicamente più vantaggiosa, ovvero quella dell'assistenza domiciliare. Va da sé che le strutture ospedaliere presenti non saranno in grado di fronteggiare l'aumento delle patologie strettamente legate all'età sia a causa di una capienza inadeguata, sia per la mancanza di risorse umane. L'ospedalizzazione, oltre ad essere gravosa in termini economici, comporta una situazione traumatica per l'anziano, che si trova spesso disorientato e non confortato dalla famiglia. Il sistema degli interventi e dei servizi domiciliari risulta perciò un'alternativa valida in quanto può soddisfare le esigenze, in maggior parte di carattere sanitario, degli anziani, dei disabili e dei pazienti affetti da malattie cronico degenerative in fase stabilizzata o aventi vari gradi di non auto sufficienza (temporanea/permanente, parziale/totale) che necessitano di essere assistiti in maniera continuativa. Le famiglie, i cittadini e il Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.) da anni si stanno orientando verso forme di assistenza che possano contribuire a un miglioramento della qualità della vita, che siano più recettive verso i bisogni e le esigenze individuali, che possano ridurre le occasioni di ospedalizzazione non indispensabile e, soprattutto, che possano far sì che il paziente non rinunci, a causa della malattia, al suo nucleo familiare. Il S.S.N. tende così ad assicurare a tutti quei pazienti il cui accesso al medico è precluso dalle loro condizioni, o perché ospiti in residenze protette, un'assistenza che permette loro di ottenere, presso la propria residenza:

  • una disponibilità o accesso periodico del medico al di fuori delle normali richieste di visita domiciliare per situazioni acute;
  • la possibilità di essere sottoposti a visite specialistiche;
  • una serie di servizi e risorse mediche, infermieristiche, tecniche o para sanitarie che possano minimizzare il ricorso all’ospedalizzazione.

L'obiettivo del nostro Sistema Sanitario è un modello che racchiude servizi non solo sanitari ma anche sociali, integrando la medicina di base con quella specialistica.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

L’assistenza domiciliare nasce in contemporanea o quasi con lo sviluppo moderno della scienza infermieristica. Florence Nightingale nel XIX secolo (1869) assisteva gli ammalati poco abbienti a domicilio. La Gran Bretagna è stata la culla e la più progredita nazione nel campo dell’assistenza, tant'è vero che un secolo più tardi (1966) il National Health Service codificò l’attività svolta dai sanitari al di fuori della struttura ospedaliera.
In Italia, l’assistenza domiciliare esordì nel 1970, ma era ben lontana dal concetto di come la vediamo oggi: il personale veniva impiegato a domicilio per espletare dalle faccende domestiche o burocratiche: dal dover accudire la persona alla gestione infermieristica semplice e basilare, fino al trattare un ammalato affinché non si disorientasse. Tali servizi gestiti spesso dal Comune avevano una falla su ciò che riguardava il lato sanitario e nei collegamenti con esso: in quegli anni la Sanità era divisa in Enti previdenziali, mentre medici generici, servizi ospedalieri e specialistici agivano in completa autonomia. Con la legge del 23 dicembre 1978 (istituzione del Servizio Sanitario Nazionale) si creavano i presupposti per l’assistenza domiciliare: il distretto sanitario, neo-costituitosi, diventava una struttura tecnico-funzionale periferica dell’U.S.L., dove le prestazioni di primo livello erogate erano concretizzate nel ruolo sempre più decentrato del servizio sanitario fino ad arrivare in seno alle comunità, alle famiglie. Il fatto di portare la salute più vicino al luogo in cui la gente vive e lavora, è stato un punto fondamentale dello sviluppo sanitario dell’epoca e dello scontro politico allorché si doveva parlare di tagli alla finanziaria (decreto Carlo Donat Cattin n°111/1989). Ci volle lo spauracchio dell’A.I.D.S. e l’aumento demografico considerevole della popolazione senile, sul finire degli anni ’80 e poi agli inizi degli anni 90, perché il Governo stanziasse fondi e legiferasse a favore degli assistiti a domicilio e delle persone non autosufficienti attuando così un’oculata politica riguardante l’assistenza Domiciliare Integrata e l’ospedalizzazione Domiciliare (sull’ esempio della Home Care anglosassone). La nascita delle Aziende Sanitarie ha portato, senz'altro, un livello di assistenza più vicino e più corrispondente alle esigenze del singolo paziente; l’evoluzione continua del sistema e la sua varia natura a seconda delle identità nazionali hanno fatto sì che oggi l’Assistenza Domiciliare consti di diversi modelli organizzativi, a volte - soprattutto al Sud - carenti dal punto di vista dei servizi e della qualità.

Competenze infermieristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'assistenza infermieristica che viene offerta a domicilio si rivolge sia al paziente, sia a chi quotidianamente lo assiste (caregiver). Il suo fine è di migliorare le condizioni di vita del paziente assicurando nel contempo una continua interazione con l'ambiente familiare. Questo tipo di assistenza si basa sull'approccio cognitivo completo delle necessità, non solo sanitarie, dell'utente associate a valutazioni dell'ambiente domiciliare, tenendo conto i limiti e opportunità che può offrire l'entourage casalingo. L’infermiere domiciliare agisce non diversamente dai colleghi presenti nei presidi sanitari e ha la responsabilità generale dell’Assistenza Infermieristica (pianificazione, gestione, e valutazione dell’intervento assistenziale infermieristico). Per le attività comprese nella sfera di azione specifica ha piena autonomia tecnico funzionale. Le aree di intervento sono: prevenzione, cura, riabilitazione ed educazione. Gli aspetti peculiari e la natura degli interventi infermieristici sono: tecnici, relazioni ed educativi. L'infermiere a domicilio inoltre assicura la corretta applicazione delle prescrizioni diagnostiche e terapeutiche.

PRINCIPALI INTERVENTI INFERMIERISTICI A DOMICILIO

Valutazione tecnico professionale dei bisogni di assistenza infermieristica della persona in funzione della gestione dell'utente a domicilio.

Pianificazione dell'assistenza infermieristica con definizione quantitativa, qualitativa e frequenza degli interventi infermieristici.

Esecuzione e valutazione degl'interventi infermieristici domiciliari sia diretti ( assistenza, educazione, relazione), che indiretti ( gestione organizzativa).

I principali problemi di competenza infermieristica in ambito domiciliare sono:

- interventi terapeutici complessi: terapia infusiva, terapia antalgica, nutrizione, artificiale, terapia iniettiva.

- Situazioni assistenziali connessi alla gestione di stomie: urostomie, sondino naso gastrico, P.E.G., tracheostomie, stomie del tratto digerente.

- Situazioni di rischio di infezioni: presenza di presidi intravascolari (cateteri venosi centrali e periferici), cateteri vescicali a permanenza, lesioni cutanee (ferite chirurgiche, lesioni vascolari e neuropatiche, ustioni, lesioni da decubito).

- Situazioni di incontinenza (urinaria e/o fecale) e irregolarità dell'alvo.

- Situazioni di medio e alto rischio per l'insorgenza delle lesioni da pressione. Situazioni di rischio di sindrome da immobilizzazione.

- Situazioni di carenza di informazione dell'utente e della sua famiglia.

- interventi educativi: educazione per la gestione burocratica delle pratiche assistenziali affidate alla famiglia; educazione all'uso di presidi, ausili, e altri dispositivi in dotazione alla famiglia; educazione alla corretta applicazione delle indicazioni terapeutiche e/o farmacologiche affidate alla famiglia.

Accordo di competenze infermieristiche – normativa di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

Dec: n. 739/1994 “ Profilo Professionale;

D.M.. U.R.S.T. 24/07/96 “Approvazione della tabella XVIII-ter recante gli ordinamenti didattici universitari dei corsi di diploma universitario dell’area sanitaria..”;

Legge 42/99 “ Disposizioni in materia di professioni sanitarie”;

Codice Deontologico – gennaio 2009;

Legge 251/2000 “ Disciplina delle professioni sanitarie Infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione nonché della professione ostetrica";

Il punto di vista del sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Mentre in ambito ospedaliero vi è una stratificazione netta delle mansioni del personale, ciò non avviene in ambito domiciliare dove, data la complessità del lavoro, i confini di chi opera appaiono sfumati. Al capezzale dell’assistito l’operatore sanitario si trova da solo, si espone in prima persona affidandosi al proprio bagaglio tecnico,a volte con la consapevolezza di contare solo su sé stesso per ciò che riguarda le proprie azioni e le relative responsabilità. Un ambiente, quello domiciliare, in cui conta non solo la professionalità di chi opera, ma anche il rapporto che si instaura tra operatore sanitario e paziente/nucleo familiare. Si devono non solo individuare i bisogni sanitari, ma anche cogliere quei segnali, spesso celati, di malessere sociale, di conflittualità legate alla difficoltà di relazione, nonché sforzarsi di interpretare le situazioni di ansietà. La difficoltà di chi lavora in quest'area è anche di trovare una risoluzione immediata ed appropriatamente efficace a situazioni che sovente lo coinvolgono e che compaiono senza un grado di prevedibilità; problemi, che data la loro imprevedibilità, non possono essere regolamentati o codificati in anticipo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Andreoni, Assistenza domiciliare integrata, Elsevier, 2000, ISBN 978-88-214-2498-4.;
  • Bergamasco Roberto e Schiavon Luigino, Assistenza domiciliare, 2000, ISBN 8838626723;
  • R. Rice, Assistenza domiciliare, Torino, UTET, 1999, ISBN 978-88-02-05427-8.;
  • AA. VV., Dizionario pratico di assistenza e cure domiciliari, ISBN 9788821421051.
  • M. Angela Becchi e Enrico Bernini Carri, Qualità ed efficienza nell'assistenza domiciliare. Linee guida in conformità alle norme ISO 9000, 2000, ISBN 9788846406064;
  • Aurelio Calafiore e Roberto Garofalo, La relazione terapeutica domiciliare, 1997, ISBN 9788883020599
  • Carlo Calamandrei, Vittorio Lampronti, Gavino Maciocco, Guida all'assistenza domiciliare, 1981, ISBN 9788843006410;
  • A. Cavicchioli e altri, Manuale di ausili e cure del paziente geriatrico a domicilio, 2002, ISBN 9788879332583;
  • Flavia Caputo e Vito Sparacino, La dialisi domiciliare, 2000, ISBN 9788883021053;
  • Conte P. Franco, Trattamento domiciliare del paziente con dolore neoplastico, 2001, ISBN 9788887344295;
  • Mario Degan, Piccolo manuale di assistenza domiciliare - Guida per familiari e operatori, 2003, ISBN 978-88-7466-016-2.;
  • Giovanni Fosti e Silvia Tognetti, Qualità e orientamento al cliente nei servizi di assistenza domiciliare per anziani. Un'esperienza di ricerca e formazione con le cooperative sociali in Lombardia, 2002, ISBN 9788846439062;
  • Giovanni Fradà, Elementi di assistenza geriatrica domiciliare, 2000, ISBN 978-88-8302-101-5.;
  • M. Pia Gardini, L'assistenza domiciliare per i minori, 1992, ISBN 978-88-430-0331-0.;
  • Antonio Guaita, L'assistenza a domicilio per gli anziani. Manuale pratico per gli operatori, 1996, ISBN 978-88-204-9912-9.;
  • Vincenzo Lanza, Teleassistenza e telemedicina nella pratica medica domiciliare, 2000, ISBN 978-88-8302-134-3.;
  • Gianfranco Maffezzoli e Ivan De Beni, L' assistenza domiciliare oncologica. Il volontariato incontra le istituzioni, 2008, ISBN 9788877491558;
  • Gianfranco Maffezzoli e A. Perini, L' assistenza domiciliare come presupposto per lo sviluppo dell'assistenza sanitaria in Italia, 1998, ISBN 9788877490988
  • Learco Sandri, Come curare un ammalato in casa. Suggerimenti di metodologie assistenziali preventive e curative per i familiari. Le attrezzature utili..., 2000, ISBN 978-88-88305-01-1.;
  • Mariena Scassellati Galetti, L'assistenza domiciliare integrata: una alternativa al ricovero. Riflessioni, esperienze, prospettive, 1988, ISBN 978-88-85660-23-6.;
  • Gianfranco Tassi, L'assistenza domiciliare del broncoasmatico: sussidi strumentali, 1989, ISBN 978-88-8160-177-6.

Fonti normative[modifica | modifica wikitesto]

Legge 23 dicembre 1978, n. 833 (in SO alla GU 28 dicembre 1978, n. 360) «Istituzione del servizio sanitario nazionale».

Legge 23 ottobre 1985, n. 595 (GU n. 260 del 05/11/1985) «norme per la programmazione sanitaria e per il piano sanitario triennale 1986 - 88».

D.L. 19 giugno 1999, n.229 "norme per la razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (G.U. n.165 - 16.07.1999

Decreto del Presidente della Repubblica del 3 maggio 2001, «Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2001-2003».

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 marzo 2001, «Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell'art. 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328».

Legge n. 388 del 23 dicembre 2000, «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato».

Legge n. 328 dell'8 novembre 2000, «Legge-quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali».

Decreto legislativo n. 229 del 19 giugno 1999, «Norme per la razionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, a norma dell'art. 1 della L. 30 novembre 1998, n. 419» (in particolare l'articolo 3-quinquies, comma 2).

Legge n. 162 del 21 maggio 1998, «Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernenti misure di sostegno in favore di persone con handicap grave».

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 19 maggio 1995, «Schema generale di riferimento della "Carta dei servizi pubblici sanitari"».

D.L. 30 dicembre 1992, n.502 "riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n.421" (S.O. alla G.U. del 30.12. 1992, n.305)

Legge 5 febbraio 1992, n. 104 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate." (Pubblicata in G. U. 17 febbraio 1992, n. 39, S.O.).

Legge 11 agosto 1991, n. 266 "Legge-quadro sul volontariato».

Legge 8 giugno 1990, n. 142 (e successive integrazioni: Legge 25 marzo 1993, n. 81; Legge 15 ottobre 1993, n. 415;

Legge 27 ottobre 1995, n. 437; Legge 15 maggio 1997, n. 127;Legge 30 aprile 1999, n. 120; Legge 3 agosto 1999, n. 265) "Ordinamento delle autonomie locali".

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fasi del lavoro medico
Altre voci