Assemblea Nazionale (Libano)

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Il Parlamento libanese a Beirut

L'Assemblea Nazionale del Libano (in arabo: مجلس النواب‎, Majlis al-Nuwwāb, lett. "Assemblea dei deputati") è il parlamento monocamerale della Repubblica libanese, incaricato di gestire il potere legislativo.

I suoi 128 membri hanno mandato quadriennale (con la riforma del 2008 dalla prossima legislatura sarà quinquiennale) e sono composti (dal 1989) per la metà da cristiani di varie confessioni (maggioritariamente maroniti, ma anche greci ortodossi e cattolici) e per un'altra metà da musulmani di varie correnti (sunniti, sciiti) e drusi.

Viene presieduta da un musulmano sciita. L'Assemblea nazionale ha anche la funzione di eleggere il Presidente della Repubblica (che per il Patto Nazionale del 1943 deve essere un maronita) e vota la fiducia al governo (il cui Premier deve essere sunnita).

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

In base agli Accordi di Ta'if del 1989, l'Assemblea Nazionale conta il 50% di cristiani e il 50% di musulmani, superando in tal modo la proporzione fissata nel 1943 di 5 cristiani ogni 4 musulmani. Questo è avvenuto malgrado non sia mai stato fatto un computo scientifico dell'appartenenza religiosa dei cittadini libanesi, per il probabile timore che ciò possa guastare un equilibrio faticosamente raggiunto dopo anni di cruenta guerra civile, in cui hanno agito con subdola capacità d'ingerenza, non poche Potenze straniere (in primis la Siria, autorizzata ad intervenire militarmente, per porre termine ai combattimenti fratricidi e alle stragi di profughi palestinesi, sotto l'ufficiale dizione di Forza Araba di Dissuasione, per diventare col tempo una vera e propria forza d'occupazione, accusata di essere la mandante di non pochi omicidi politici.

Presidente dell'Assemblea[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente dell'Assemblea nazionale deve appartenere alla comunità sciita libanese. Attualmente la carica è ricoperta da Nabih Berri, fondatore del movimento Amal. Egli dispone di un potere abbastanza forte nel delicato quadro degli equilibri costituzionali del Paese, legato alla sua capacità di assolvere a una funzione equilibratrice tra maroniti e sunniti.

Circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il Parlamento, i seggi dell'Assemblea in palio sono attribuiti in base sia ad un criterio geografico sia ad un criterio confessionale, attraverso una minuziosa ripartizione che cerca di riflettere gli equilibri demografici esistenti tanto a livello nazionale quanto a livello locale.

Le circoscrizioni elettorali, ridisegnate nel 2000 dai siriani per svantaggiare i cristiani libanesi, è contestata da questi ultimi.

Governatorati Collegi elettorali sciiti sunniti drusi alawiti maroniti greco-ortodossi greco-cattolici armeno-ortodossi altri cristiani Totale
Beirut 19 Beirut 1   2     1 1 1   1 1 6
Beirut 2 1 2       1   1 1 2 6
Beirut 3 1 2 1         2 1 3 7
Bekaa 23 Baalbek + Hermel 6 2     1   1     10
Zahlah 1 1     1 1 2 1   7
Rashayā+Beqā' Ovest 1 2 1   1 1       6
Monte Libano 35 Jbeil+Kisrawān 1       7         8
Nord Metn         4 2 1 1   8
Ba'abda+Aley 2   3   5 1       11
Shūf   2 2   3   1     8
Nord Libano 28 Akkār, Dinniyeh, Bsharreh   5   1 3 2       11
Tripoli, Zghorta, Batrūn, Kurah   6   1 6 4       17
Sud Libano 23 Sidone, Tiro 9 2         1     12
Hasbayā, Nabatiyeh, Jezzin 5 1 1   2 1 1     11
Totale 128 27 27 8 2 34 14 8 5 3 128

1 protestanti; 2 gruppi minori, cattolici di rito latino; 3 armeno-cattolici.

I seggi sono attribuiti attraverso un sistema proporzionale a preferenze multiple.

In ogni collegio, ciascun elettore, indipendentemente dalla propria affiliazione religiosa, può esprimere tante preferenze quanti sono i seggi da assegnare per ciascun gruppo confessionale. Ad esempio, nel collegio Beirut 2 l'elettore potrà esprimere una preferenza per il seggio sciita, due preferenze per i seggi sunniti, una preferenza per il seggio greco-ortodosso, una preferenza per il seggio armeno-ortodosso e una preferenza per il seggio riservato alle confessioni cristiane più piccole. In questo modo, i candidati in lizza devono cercare di ottenere il consenso non solo dei propri correligionari, ma della maggioranza degli elettori del collegio. Questo sistema, concepito per promuovere gli esponenti più moderati in seno a ciascuna comunità, rischia di penalizzare le confessioni numericamente minoritarie.

Legge elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni sono state avanzate richieste di riforma della legge elettorale, introducendo collegi elettorali più piccoli oppure attraverso la costituzione di un collegio unico nazionale con sistema a preferenza unica.

Nel settembre 2008 il parlamento ha approvato la nuova legge elettorale[1], inserendo le seguenti modifiche:

  • aumento del numero dei collegi elettorali con distretti più piccoli
  • le elezioni si devono svolgere in un unico giorno
  • nelle 24 ore prime del voto deve terminare la propaganda elettorale
  • divieto di pubblicizzare i sondaggi nei dieci giorni prima del voto
  • dal 2013 verrà conteggiato il voto dei libanesi all'estero

Risultati del giugno 2005[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 2005, alle elezioni per il XVII parlamento, sulla scia dell'assassinio dell'ex-Primo ministro Rafīq al-Ḥarīrī, di numerose manifestazioni di massa di diverso orientamento politico, nonché del ritiro dell'esercito siriano, si è prodotto un sostanziale cambiamento del paesaggio politico libanese. L'opposizione anti-siriana (Lista del martire Rafiq al-Hariri) ha ottenuto una solida maggioranza, ottenendo 72 seggi su 128, 35 i filosiriani Blocco della Resistenza e dello Sviluppo e 21 il Blocco per il Cambiamento e la Riforma, di Aoun.

Coalizioni Componenti Leader Seggi
Lista del martire Rafiq al-Hariri 72 Movimento il Futuro (Tayyār al-Mustaqbal) Sa'd al-Hariri 36
Partito Socialista Progressista (Hizb al-Taqadummī al-Ishtirākī) Walid Jumblatt 16
Forze Libanesi (al-Quwwāt al-Lubnāniyya) Samir Geagea 5
Raggruppamento di Qornet Shehwan Pierre Amine Gemayel, Dory Chamoun 6
Blocco di Tripoli Omar Karame 3
Movimento per il Rinnovamento Democratico Nassib Lahoud 1
Sinistra Democratica (al-Yasār al-Dīmuqrātī) Elias Atallah 1
indipendenti   4
Blocco della Resistenza e dello Sviluppo 35 Movimento della Speranza - AMAL (Harakat Amal) Nabih Berri 15
Partito di Dio (HizbAllah) Hassan Nasrallah 14
Partito Nazionale Sociale Siriano (al-Hizb al-Qawmī al-Ijtimāʿī al-Sūrī) Ali Qanso 2
altri  

Assem Qanso

4
Blocco per il Cambiamento e la Riforma 21 Corrente Patriottica Libera (al-Tayyār al-Waṭanī al-Ḥurr) Michel Aoun 14
Blocco Popolare Elias Skaff 5
Blocco Metn Michel Murr 2
Totale 128

Risultati del giugno 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009, alle elezioni per il XVIII parlamento, è stato confermato il sostanziale cambiamento del paesaggio politico libanese di quattro anni prima. La coalizione anti-siriana ha mantenuto la sua solida maggioranza, ottenendo 71 seggi su 128.

Coalizioni Componenti Componenti Seggi
14 marzo 71 Movimento il Futuro (Tayyār al-Mustaqbal) Saʿad al-Hariri 30
Partito Socialista Progressista (Hizb al-Taqadummī al-Ishtirākī) Walid Jumblatt 10
Forze Libanesi (al-Quwwāt al-Lubnāniyya) Samir Geagea 5
Kataeb/Falangi libanesi (al-Katāʾeb al-Lubnāniyya) Sami Gemayel 5
Partito Nazionalisti Liberi (Ḥizb al-Aḥrār al-Waṭanī) e altri
  • Henchak (armeno)
  • Movimento per il Rinnovamento Democratico
  • Sinistra Democratica (al-Yasār al-Dīmuqrātī)
Dory Chamoun, ..., Nassib Lahoud, Elias Atallah 19
indipendenti   2
8 marzo 57 Movimento della Speranza - AMAL (Harakat Amal) Nabih Berri 11
Partito di Dio (HizbAllah) Hassan Nasrallah 13
Partito Nazionalista Sociale Siriano (al-Ḥizb al-Qawmī al-Ijtimāʿī al-Sūrī) Ali Qanso 2
altri musulmani  

Assem Qanso

4
Corrente Patriottica Libera (al-Tayyār al-Waṭanī al-Ḥurr) Michel Aoun 19
altri cristiani e drusi Omar Karame, Sulayman Faranjiyye, Talal Arslan, ... 8
Totale 128

Il 31 maggio 2013, il Parlamento ha esteso il suo mandato per 17 mesi, a causa del blocco della legge elettorale. E il 5 novembre 2014, il Parlamento ha emanato un altro decreto legislativo, mantenendo così il suo mandato per altri 31 mesi, fino al 20 giugno 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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