Assemblaggio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il termine assemblaggio (dal francese assemblage) ha il significato di "mettere insieme", "unire".[1] In italiano conserva pienamente tali significati e, in un senso più ampio, significa unire più parti generalmente predisposte per ottenere un tutt'uno omogeneo e coerente, con una propria identità fisica e funzionale. Esempi tipici sono l'assemblaggio di una lavatrice, di un computer, di un telefono cellulare, ma anche di un'autovettura o di un aeromobile.

Meccanica ed informatica[modifica | modifica wikitesto]

Assemblare o montare significa accostare, secondo una determinata sequenza, dei componenti (parti finite), fissandoli stabilmente tra loro utilizzando elementi di congiunzione (bulloni, colla, incastri, saldature, legacci e tanti altri). Alcuni elementi di congiunzione sono fissi (saldatura, colla e altri analoghi), altri sono reversibili (incastri, bulloni e simili). Secondo i livelli della distinta base del prodotto finale (ovvero l'oggetto assemblato), la sequenza può essere suddivisa in gruppi e sottogruppi, ovvero elementi di sotto-assemblaggio (se eseguito precedentemente in altra fase si parla di pre-assseblaggio). Esempio classico: i vari sistemi/sottosistemi montati in catena di montaggio di un veicolo (il motore, la pompa freni, l'impianto di raffreddamento, una portiera, ecc.) sono tutti gruppi in quanto elementi oggetto essi stessi di assemblaggio ma che sono elementi funzionalmente distinti e autonomi. Idem nell'elettronica (la scheda madre, l'alimentatore, ecc.).

Da notare che per l'impresa che realizza un prodotto finito (es. un frigorifero o un armadio o un tornio), i componenti approvvigionati oggetto di assemblaggio sono materie prime (cosiddetti finiti di acquisto).

Quella che in inglese è una assembly line è per noi la classica "catena di montaggio", tipica delle case automobilistiche. Dalla meccanica il termine è passato all'elettrotecnica, poi all'elettronica e quindi all'informatica.

  • Per l'informatica degli anni sessanta-settanta la fase di assemblaggio seguiva la fase di codifica: era l'operazione con cui si traduceva un programma scritto in linguaggio simbolico in un programma scritto in linguaggio macchina (binario), per ottenere il cosiddetto "eseguibile";
  • Oggi il termine è desueto ed è stato sostituito da "compilazione", ma il mettere insieme le parti è ancora attuale, in quanto il programma definitivo, "eseguibile", è effettivamente composto da più parti. La differenza rispetto a ieri è che la parte scritta dal programmatore è la più piccola, pur rimanendo essenziale. Ciò è dovuto al fatto che il codice scritto dal programmatore richiama funzioni già pronte che devono essere inglobate nell'eseguibile finale.
  • Nell'informatica odierna l'assemblaggio inizia con l'inserimento della scheda madre nel case, e successivamente tutte le schede (video, audio, di rete, ecc...), il processore, la RAM, l'hard disk, lettori e masterizzatori di CD e DVD. Si procede poi con la configurazione del bios per il riconoscimento delle periferiche interne e l'installazione del sistema operativo.

Altri campi[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di "mettere insieme le parti" per ottenere qualcosa di definito e con propria connotazione si è diffuso anche in ambiti molto lontani dalla meccanica o dall'informatica.

Oggi, ad esempio, si fa "assemblaggio" anche nella musica, nella grafica, nell'editoria, ecc.

La tecnica artistica chiamata assemblage consiste nella realizzazione di una composizione tridimensionale prodotta mettendo insieme materiali eterogenei, generalmente applicati ad un supporto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Assemblaggio, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 19 maggio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]