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Assemblea nazionale (Francia)

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Assemblea nazionale
Palazzo Borbone
Nome originale(FR) Assemblée nationale
StatoFrancia (bandiera) Francia
TipoCamera bassa del Parlamento Francese
Istituito4 ottobre 1958[1]
daCostituzione Francese
Operativo dal9 dicembre 1958[2]
PresidenteYaël Braun-Pivet (RE)
(dal 28 giugno 2022)
Vicepresidenti

(dal 19 luglio 2024)

(dal 1º ottobre 2025)

Ultima elezione30 giugno - 7 luglio 2024
Prossima elezione2029
Numero di membri577
Durata mandato5 anni
Gruppi politiciGoverno (162)

Astensione (134)[6]

  •      SOC (62)[7]
  •      DR (50)[8]
  •      LIOT (22)

Opposizione (281)

SedePalazzo Borbone
Indirizzo126, Rue de l'Université, 75355, Parigi, Île-de-France, Francia
Sito webassemblee-nationale.fr
L'emiciclo parlamentare

L'Assemblea nazionale (in francese: Assemblée nationale) è la camera bassa del parlamento francese. La camera alta è il Senato.

Nel sistema bicamerale francese, è la camera più importante e quella in cui il governo ha bisogno di una maggioranza. È così chiamata dal fatto che nel 17 giugno 1789 il Terzo Stato, riunitosi a Versailles, si proclamò "Assemblea nazionale".

Nella Seconda Repubblica si indicava con "Assemblea nazionale" il suo parlamento monocamerale. Similmente, all'inizio della Terza Repubblica indicava la camera provvisoria presente fino alla promulgazione delle leggi costituzionali. Dopodiché, la camera bassa del Parlamento francese venne denominata «Camera dei deputati» e con l'espressione «Assemblea nazionale» si indicava il parlamento in seduta comune dei membri. I compiti più importanti di tale Assemblea nazionale erano l'elezione del presidente della Repubblica e l'approvazione delle leggi costituzionali (proposte da una camera). Il 10 luglio 1940, all'indomani della resa contro la Germania, fu proprio l'Assemblea nazionale ad approvare una legge costituzionale che attribuiva al maresciallo Pétain i pieni poteri, segnando così la fine della Terza Repubblica.

La sua sede è il Palazzo Borbone, a Parigi, nei cui pressi sorge anche l'hôtel de Lassay, residenza ufficiale del presidente dell'Assemblea nazionale. L'attuale Presidente è Yaël Braun-Pivet eletta il 28 giugno 2022.

Seconda Repubblica

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A seguito della caduta della Monarchia di luglio, venne creata una Assemblea Nazionale Costituente che formulò la Costituzione francese del 1848. La Costituzione istituì un parlamento monocamerale chiamato Assemblea legislativa nazionale (richiamando l'assemblea legislativa istituita durante la Rivoluzione francese) eletta il 13 e 14 maggio 1849. Le elezioni diedero un'ampia maggioranza dei seggi (64%) al Partito dell'Ordine, cioè alla coalizione di conservatori di ogni tipo (legittimisti, orleanisti e bonapartisti), tutti oppositori della neonata Repubblica. L'Assemblea si impegnò a limitare le conquiste democratiche conseguite durante la rivoluzione del febbraio 1848 ma aveva bisogno di neutralizzare l'opposizione repubblicana; la politica estera fornì il pretesto.

Pianta figurativa dell'Assemblea legislativa nazionale inaugurata il 28 maggio 1849

Nell'aprile 1849, un corpo di spedizione francese sbarcò nello Stato Pontificio per contrastare i repubblicani romani che avevano estromesso Papa Pio IX. L'articolo 5 della Costituzione recitava che "la Repubblica francese [...] non usa mai la forza contro la libertà di alcun popolo", ciò spinse i "Socialisti Democratici" a chiedere di mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica e il governo. Questa richiesta fu respinta.[11]

I Socialisti Democratici organizzarono una manifestazione pacifica a Parigi, l'Assemblea dichiarò lo stato d'assedio e trentaquattro deputati democratico-socialisti furono processati davanti all'Alta Corte. Per soffocare la propaganda repubblicana, l'Assemblea limitò la libertà di stampa, includendo come reato l'insulto al Presidente della Repubblica. Una serie di leggi tra marzo e luglio sciolsero le società di mutuo soccorso per reprimere qualsiasi resistenza operaia.

Intanto il Presidente Luigi Napoleone Bonaparte, accantonato il problema dei repubblicani, doveva smarcarsi dalla maggioranza che lo aveva sostenuto alle elezioni presidenziali. Sciolse il governo e formò un ministero extraparlamentare composto da uomini a lui devoti. Successivamente, per indebolire la maggioranza, promulgò la legge elettorale del 31 maggio 1850, che attaccò il suffragio universale, e la legge del 16 luglio 1850 che limitò ulteriormente la libertà di stampa.

Intanto si avvicinava il 1852, anno in cui il mandato presidenziale di Luigi Napoleone Bonaparte sarebbe scaduto e la costituzione vietava il secondo mandato. Così il Presidente e i suoi sostenitori proposero una riforma costituzionale e organizzarono tournée in provincia per acquisire i consensi necessari a questo scopo. Tuttavia nell'Assemblea nazionale il Partito dell'Ordine, alleandosi a questo scopo con i repubblicani della Montagna, coagulò una maggioranza di deputati sufficiente a votare la sfiducia al governo nel gennaio del 1851 e a respingere la proposta di riforma costituzionale il successivo 19 luglio.[12]

Il 2 dicembre, con un colpo di stato il Presidente sciolse l'Assemblea legislativa e promise una nuova costituzione.[13][14] La nuova costituzione, entrata in vigore il 14 gennaio 1852, assegnò al Presidente sia il potere esecutivo che, di fatto, quello legislativo: svuotato di quest'ultimo potere, al Parlamento ebbe solo il compito di ratificare le decisioni presidenziali. La riforma sostituì l'Assemblea monocamerale con un parlamento bicamerale formato dal Corpo legislativo e dal Senato.

Terza Repubblica

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L'ordinamento provvisorio (1870-1875)

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In seguito alla sconfitta francese a Sedan, durante la Guerra franco-prussiana del 1870, i termini dell'armistizio firmato il 28 gennaio 1871 a Versailles da Jules Favre per conto del Governo di Difesa Nazionale, prevedeva la convocazione di un'Assemblea nazionale, la sola in grado di ratificare un trattato di pace tra la Francia sconfitta e il suo vincitore, l'Impero tedesco. L'Assemblea costituitasi nel 1871 aveva due priorità: concludere la pace e sottomettere la comune di Parigi. L'Assemblea abolì la paga della Guardia Nazionale, privando diverse centinaia di migliaia di parigini di un reddito garantito e affidò il potere esecutivo ad Adolphe Thiers "in attesa di una decisione sulle istituzioni della Francia": la sopravvivenza della Repubblica non era nemmeno assicurata. L'Assemblea abrogò la legge sull'esilio che aveva preso di mira le ex famiglie regnanti, con l'intenzione di restaurare la monarchia.

I monarchici litigavano sul nome del pretendente al trono, divisi tra legittimisti, sostenitori di Enrico di Borbone, il Conte di Chambord, nipote di Carlo X, e orleanisti, sostenitori di Filippo d'Orléans, Conte di Parigi, nipote di re Luigi Filippo. Nel 1873 si arrivò a un accordo che prevedeva la salita al trono del Conte di Chambord che, non avendo figli, sarebbe stato succeduto dal Conte di Parigi, mettendo così d'accordo entrambi gli schieramenti monarchici. Tuttavia, il 23 ottobre 1873, il Conte di Chambord ribadì le sue condizioni, ovvero il ripristino come vessillo nazionale della bandiera bianca borbonica invece del tricolore. Con queste circostanze la restaurazione della monarchia non poteva aver luogo finché il pretendente legittimista fosse stato in vita e si aspettò ulteriormente.[15]

Le leggi costituzionali del 1875

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Il 28 novembre 1872 fu creata una commissione di trenta deputati per redigere una costituzione. Tuttavia, le incertezze relative alla restaurazione della monarchia ritardarono i lavori della commissione. L'impossibilità di una rapida restaurazione permise un riavvicinamento tra gli orleanisti e i repubblicani moderati. Questi ultimi accettarono la creazione di una camera alta, il Senato, precedentemente respinta, a condizione che la repubblica fosse finalmente riconosciuta. Nel 1875 furono emanate tre leggi costituzionali che istituirono il Senato e organizzarono i pubblici poteri, fatto questo l'Assemblea nazionale monocamerale di sciolse.[16]

In questa fase istituzionale, la camera bassa venne denominata Camera dei deputati e il termine Assemblea nazionale indicava l'organo costituito dalla Camera e dal Senato in seduta comune. La Camera dei deputati della Terza Repubblica veniva eletta il più delle volte con voto uninominale a maggioranza per arrondissement, in due turni, senza ridurre il numero dei candidati al secondo turno; ci furono 17 legislature. Durante questo periodo le pratiche parlamentari repubblicane iniziarono a prendere realmente piede. La Camera esercitò una notevole influenza sull'esecutivo, portando alla caduta di numerosi governi e determinando uno squilibrio di potere che sarebbe stato in seguito descritto come "parlamentarismo alla francese" o, da altri autori, come "sistema assembleare".[17]

Nel 1940 votò per i pieni poteri a Philippe Pétain e successivamente fu sospesa con legge costituzionale.[18]

Secondo dopoguerra

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Quarta Repubblica

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Dopo la convocazione di due Assemblee costituenti, a causa del rigetto tramite il referendum del 5 maggio 1846 della Costituzione formulata dalla prima, il 13 ottobre 1946 il voto popolare approvò la seconda costituzione proposta che fondò la Quarta Repubblica.[19]

Sistema politico della Quarta Repubblica

La camera bassa venne rinominata Assemblea nazionale, affiancata dal Consiglio della Repubblica. Il sistema elettorale era proporzionale con la correzione delle alleanze elettorali dal 1951 (un gruppo di liste che otteneva più del 50% dei voti in un dipartimento otteneva tutti i seggi). Il numero di deputati era di 627.[20]

Quinta Repubblica

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Il 24 maggio dei golpisti presero possesso della Corsica senza spargimenti di sangue e annunciarono che un'operazione dello stesso tipo avrebbe avuto luogo a Parigi se il presidente René Coty non avesse attribuito a Charles de Gaulle l'incarico di formare un governo di unità nazionale investito di poteri straordinari per prevenire "l'abbandono dell'Algeria". Per scongiurare la minaccia di un colpo di Stato, il Presidente del Consiglio Pierre Pflimlin preferì passare il testimone a De Gaulle, il quale accettò di assumere il potere nel rispetto della legalità repubblicana, ma pretese di poter modificare la Costituzione.[21]

Nella notte tra il 2 e il 3 giugno, si votò la modifica dell'art. 90, per attribuire al nuovo Capo del Governo poteri straordinari per un periodo di sei mesi. Sottoposta al voto popolare il 28 settembre 1958, la nuova Costituzione fu approvata a grande maggioranza e promulgata il 4 ottobre dello stesso anno. A fianco dell'Assemblea nazionale venne istituito nuovamento il Senato come camera alta, sostituendo il Consiglio della Repubblica.[22]

Elezione e scioglimento

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Conta 577 deputati (di cui 555 in Francia metropolitana e 22 nei territori d'oltremare), eletti in collegi uninominali con scrutinio maggioritario in due turni; il mandato dura cinque anni. L'Assemblea nazionale può essere sciolta dal presidente della Repubblica anche prima della sua scadenza naturale. Il penultimo scioglimento anticipato ebbe luogo nel 1997, per opera di Jacques Chirac, a causa dell'impopolarità del governo di Alain Juppé e dello stesso partito del presidente. Le successive elezioni videro però la vittoria della sinistra guidata dai socialisti e la conseguente nomina di Lionel Jospin all'incarico di primo ministro.

L'ultimo scioglimento anticipato, invece, ha avuto luogo nel 2024, in seguito al crollo di consensi della formazione politica del Presidente, Emmanuel Macron, alle elezioni europee dello stesso anno.[23]

Dal 1958 il mandato di deputato è incompatibile con la funzione di ministro.

Compiti e prerogative

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Il governo è responsabile di fronte all'Assemblea nazionale. I deputati possono, se riuniscono 58 firme, formulare una mozione di censura, che è poi posta in votazione. Se la mozione ottiene un voto favorevole da più della metà dei membri, il primo ministro deve presentare le sue dimissioni al presidente della Repubblica, che però non è costretto ad accettarle (come è successo nel 1962).

L'Assemblea nazionale ha il compito di votare le leggi, insieme con il Senato.

Poiché ambedue le camere possono modificare il testo di una legge, può essere necessario che una legge passi in diverse letture prima che si trovi un accordo tra l'Assemblea nazionale e il Senato. Quando le camere non riescono a raggiungere un accordo, il governo può decidere, dopo una procedura chiamata commission mixte paritaire (commissione mista paritaria composta da 14 membri equamente ripartiti tra le due camere), di affidare la decisione finale all'Assemblea nazionale, la cui maggioranza è quella che esprime il governo. Questa procedura non viene intrapresa frequentemente: di solito le camere trovano un accordo oppure il governo ritira il progetto di legge. Tuttavia in questo modo si assicura all'Assemblea nazionale un potere dominante nella formazione delle leggi, particolarmente importante perché è l'Assemblea nazionale a esprimere la fiducia al governo e a potergliela negare con una mozione di censura. Quando l'Assemblea e il Senato hanno maggioranze di diversa tendenza, ci si attende che il Senato tenda ad adeguarsi alle posizioni dell'Assemblea, in modo da ridurre il pericolo di aperti conflitti tra le due camere.

L'Assemblea nazionale può riunirsi insieme al Senato nella Reggia di Versailles e partecipa alle revisioni costituzionali (l'altro tipo di revisione è il referendum).

Palazzo Borbone, sede dell'Assemblea nazionale

La sede del Parlamento è a Parigi. Il Palazzo Borbone (costruito nel 1722) si trova sulla riva sinistra della Senna, di fronte a Place de la Concorde, tra il Ministero degli affari esteri e il Ministero della difesa: Assemblée Nationale, 126, rue de l'Université, 75355 Parigi

Composizione storica dell'Assemblea (dal 1848)

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Seconda Repubblica francese

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1848-1849: Assemblea nazionale costituente

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  • Conservatori: 200 (22,7%)
  • Moderati: 600 (68,2%)
  • Repubblicani: 80 (9,1%)
Totale
880

1849-1851: Assemblea nazionale legislativa

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  • Conservatori: 450 (63,8%)
  • Repubblicani moderati: 75 (10,6%)
  • Repubblicani: 180 (25,5%)
Totale
705

Secondo Impero francese

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1852-1857: Corps législatif

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  • Monarchici: 5 (1,9%)
  • Bonapartisti: 253 (96,9%)
  • Repubblicani: 3 (1,1%)
Totale
261

1857-1863: Corps législatif

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1863-1869: Corps législatif

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  • Monarchici: 15 (5,3%)
  • Bonapartisti: 251 (88,7%)
  • Repubblicani: 17 (6%)
Totale
283

1869-1870: Corps législatif

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  • Monarchici: 41 (14,5%)
  • Bonapartisti autoritari: 92 (32,5%)
  • Bonapartisti liberali: 120 (42,4%)
  • Repubblicani: 30 (10,6%)
Totale
283

Terza Repubblica francese

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1871-1875: Assemblea nazionale costituente

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Repubblicani
  • Radicali: 38 (5,9%)
  • Moderati: 112 (17,4%)
  • Liberali: 78 (12,1%)
Conservatori
  • Bonapartisti: 20 (3,1%)
  • Orleanisti: 214 (33,2%)
  • Legittimisti: 182 (28,3%)
Totale
644

1876-1877: Camera dei deputati

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Repubblicani
  • Unione repubblicana: 98 (18,4%)
  • Sinistra repubblicana: 193 (36,2%)
  • Centrosinistra: 48 (9%)
  • Moderati: 17 (3,2%)
  • Diversi: 15 (2,8%)
  • Costituzionali: 22 (4,1%)
Conservatori
  • Bonapartisti: 76 (14,3%)
  • Orleanisti: 40 (7,5%)
  • Legittimisti: 24 (4,5%)
Totale
533
Repubblicani
313 (60,1%)
Diversi
49 (9,4%)
Conservatori
  • Bonapartisti: 104 (20%)
  • Orleanisti: 11 (2,1%)
  • Legittimisti: 44 (8,4%)
Totale
521
Repubblicani
  • Socialisti e Radicali-Socialisti: 46 (8,4%)
  • Unione repubblicana: 204 (37,4%)
  • Sinistra repubblicana: 168 (30,8%)
  • Moderati: 39 (7,2%)
Conservatori
  • Bonapartisti: 46 (8,4%)
  • Monarchici: 42 (7,7%)
Totale
545

(vedi anche elezioni legislative in Francia del 1881)

Sinistra
  • Radicali-Socialisti: 60 (10,3%)
  • Radicali: 40 (6,8%)
  • Repubblicani: 200 (34,2%)
  • Repubblicani moderati: 83 (14,2%)
Destra
  • Conservatori: 63 (10,8%)
  • Bonapartisti: 65 (11,1%)
  • Monarchici: 73 (12,5%)
Totale
584
Sinistra
  • Radicali-Socialisti: 12 (2,1%)
  • Radicali: 100 (17,4%)
  • Repubblicani: 216 (37,5%)
  • Repubblicani moderati: 38 (6,6%)
Destra
  • "Boulangisti": 72 (12,5%)
  • Bonapartisti: 52 (9,0%)
  • Monarchici: 86 (14,9%)
Totale
576
Sinistra
  • Socialisti: 33 (5,7%)
  • Radicali-Socialisti: 16 (2,8%)
  • Radicali: 122 (21,0%)
  • Repubblicani: 317 (54,6%)
Destra
  • Diversi: 35 (6,0%)
  • Monarchici: 58 (10,0%)
Totale
581
Sinistra
  • Socialisti: 57 (9,7%)
  • Radicali-Socialisti: 74 (12,6%)
  • Radicali: 104 (17,8%)
  • Repubblicani: 254 (43,4%)
Destra
  • Diversi: 46 (7,9%)
  • Nazionalisti: 6 (1,0%)
  • Monarchici: 44 (7,5%)
Totale
585
Sinistra
  • Socialisti: 43 (7,3%)
  • Radicali-Socialisti: 104 (17,7%)
  • Radicali: 129 (21,9%)
  • Repubblicani: 62 (10,5%)
  • Repubblicani moderati: 127 (21,6%)
Destra
  • Liberali: 35 (5,9%)
  • Conservatori: 89 (15,1%)
Totale
589
Sinistra
  • Socialisti: 74 (12,6%)
  • Radicali-Socialisti: 132 (22,6%)
  • Radicali: 115 (19,7%)
  • Repubblicani: 90 (15,4%)
Destra
  • Liberali: 66 (11,3%)
  • Conservatori: 78 (13,3%)
  • Nazionalisti: 30 (5,1%)
Totale
585
Sinistra
  • Socialisti: 107 (18,1%)
  • Radicali e radicali-socialisti: 149 (25,3%)
  • Repubblicani: 113 (19,2%)
  • Unione repubblicana: 72 (12,2%)
Destra
  • Liberali: 20 (3,4%)
  • Conservatori: 129 (21,9%)
Totale
590
Sinistra
  • Socialisti: 126 (21,2%)
  • Radicali e radicali-socialisti: 195 (32,8%)
  • Repubblicani: 66 (11,1%)
  • Unione repubblicana: 88 (14,8%)
Destra
  • Federazione repubblicana: 37 (6,2%)
  • Azione libertà: 23 (3,9%)
  • Diversi: 60 (10,1%)
Totale
595
Sinistra
  • SFIO: 68 (11,0%)
  • Repubblicani-socialisti: 24 (3,9%)
  • Radical-socialisti: 88 (14,3%)
Centro
  • Azione repubblicana: 58 (9,4%)
  • Sinistra repubblicana: 108 (17,5%)
  • Repubblicani di sinistra: 50 (8,1%)
Destra
  • Progressisti: 185 (30,0%)
  • Indipendenti: 36 (5,8%)
Sinistra
  • PCF: 28 (4,8%)
  • SFIO: 105 (18,0%)
  • Repubblicani-socialisti e Socialisti: 42 (7,2%)
  • Radical-socialisti: 140 (24,1%)
Centro
  • Sinistra radicale: 41 (7,0%)
  • Sinistra repubblicana democratica: 44 (7,6%)
  • Repubblicani di sinistra: 36 (6,2%)
Destra
  • Unione repubblicana democratica: 104 (17,9%)
  • Democratici popolari: 14 (2,4%)
  • Indipendenti: 28 (4,8%)
Sinistra
  • PCF: 11 (1,8%)
  • SFIO: 107 (17,5%)
  • Repubblicani-socialisti: 16 (2,6%)
  • Socialisti: 14 (2,3%)
  • Radical-socialisti: 114 (18,7%)
  • Indipendenti di sinistra: 20 (3,3%)
Centro
  • Sinistra radicale: 51 (8,3%)
  • Azione democratica e sociale: 31 (5,1%)
  • Repubblicani di sinistra: 66 (10,8%)
  • Sinistra sociale e radicale: 17 (2,8%)
Destra
  • Unione repubblicana democratica: 87 (14,2%)
  • Democratici popolari: 18 (2,9%)
  • Indipendenti: 39 (6,3%)
  • Non iscritti: 20 (3,3%)
Sinistra
  • Partito di unità proletaria: 9 (1,5%)
  • PCF: 11 (1,8%)
  • SFIO: 132 (21,4%)
  • Repubblicani-socialisti e Socialisti: 32 (5,2%)
  • Radical-socialisti: 160 (25,9%)
  • Sinistra indipendente: 15 (2,4%)
Centro
  • Sinistra radicale e indipendenti di sinistra: 74 (12,0%)
  • Centro repubblicano e repubblicani di sinistra: 76 (12,3%)
Destra
  • Federazione Repubblicana di centro: 41 (6,6%)
  • Repubblicani di centro: 6 (1,0%)
  • Gruppo repubblicano e sociale: 18 (2,9%)
  • Indipendenti d'azione economica e sociale: 7 (1,1%)
  • Democratici popolari: 17 (2,8%)
  • Indipendenti: 16 (2,6%)
  • Non-iscritti di destra: 3 (0,5%)
Sinistra
  • Partito d'unità proletaria: 6 (1,0%)
  • PCF: 72 (12,3%)
  • SFIO: 150 (25,6%)
  • Radical-socialisti: 110 (18,7%)
  • Unione socialista repubblicana (USR): 29 (4,9%)
  • Partito radical-socialista (Camille Pelletan): 3 (0,5%)
  • Diversi di sinistra (Giovane Repubblica, Sinistra indipendente, Partito frontista): 13 (2,2%)
Centro
  • Sinistra radicale e indipendenti di sinistra: 33 (5,6%)
  • Democratici popolari (Robert Schuman): 11 (1,9%)
  • Indipendenti d'azione popolare: 16 (2,7%)
Destra
  • Indipendenti repubblicani (Georges Mandel): 13 (2,2%)
  • Agrari indipendenti: 6 (1,0%)
  • Repubblicani Indipendenti d'azione sociale: 29 (4,9%)
  • Alleanza dei repubblicani di sinistra e dei radicali indipendenti (Paul Reynaud): 42 (7,2%)
  • Federazione repubblicana di Francia (Louis Marin): 48 (8,2%)
  • Indipendenti d'unione repubblicana e nazionale: 6 (1,0%)

Governo provvisorio della Repubblica francese

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1945-1946: Assemblea nazionale costituente

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Sinistra
  • PCF: 159 (27,1%)
  • SFIO: 146 (24,9%)
  • Radicali: 29 (4,9%)
  • Unione democratica e socialista della Resistenza: 42 (7,2%)
Destra
Non iscritti
7 (1,2%)
Totale
586

1946-1946: Assemblea nazionale costituente

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Sinistra
  • PCF: 153 (26,1%)
  • SFIO: 128 (21,8%)
  • Radicali: 32 (5,5%)
  • Unione democratica e socialista della Resistenza: 20 (3,4%)
Destra
Non iscritti
9 (1,5%)
Totale
586

Quarta Repubblica francese

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1946-1951: Assemblea nazionale

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Sinistra
  • PCF: 182 (29,0%)
  • SFIO: 102 (16,3%)
  • Radicali: 43 (6,9%)
  • Unione democratica e socialista della Resistenza: 26 (4,1%)
Destra
  • Movimento Repubblicano Popolare: 173 (27,6%)
  • Repubblicani Indipendenti: 29 (4,6%)
  • Partito Repubblicano della Libertà: 38 (6,1%)
  • Movimento per il trionfo delle libertà democratiche in Algeria: 5 (0,8%)
Non iscritti
29 (4,6%)
Totale
627

1951-1956: Assemblea nazionale

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Sinistra
  • PCF: 103 (16,5%)
  • SFIO: 107 (17,1%)
  • Radicali: 74 (11,8%)
  • Unione democratica e socialista della Resistenza: 16 (2,6%)
Destra
Non iscritti
10 (1,6%)
Totale
625

1956-1958: Assemblea nazionale

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Sinistra
  • PCF: 150 (25,3%)
  • SFIO: 94 (15,9%)
  • Radicali: 58 (9,8%)
  • Unione democratica e socialista della Resistenza e Raggruppamento Democratico Africano: 19 (3,2%)
Destra
Non iscritti
7 (1,2%)
Totale
593

Quinta Repubblica francese

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Evoluzione del numero di deputati/seggi per legislatura
Legislature I (1959-1962) II (1962-1967) III (1967-1968) IV (1968-1973) V (1973-1978) VI (1978-1981) VII (1981-1986) VIII (1986-1988)
Seggi 579 482 487 487 490 491 491 577
Note 10ª ripartizione
465 Métropole
74 Algeria francese
23 Comunità francese
17 Oltremare
465 Métropole
17 Oltremare
470 Métropole (+5 in Île-de-France)
17 Oltremare
470 Métropole
17 Oltremare
473 Métropole (+3 nel Rodano)
17 Oltremare
474 Métropole (+1 in Corsica)
17 Oltremare (-1 Comore, -1 TFAI, +1 Nuova Caledonia, +1 Polinesia Francese)
474 Métropole
17 Oltremare
11ª ripartizione
555 Métropole
22 Oltremare
Legislature IX (1988-1993) X (1993-1997) XI (1997-2002) XII (2002-2007) XII (2007-2012) XIV (2012-2017) XV, XVI, XVII (2017-)
Seggi 577 577 577 577 577 577 577
Note 555 Métropole
22 Oltremare
555 Métropole
22 Oltremare
555 Métropole
22 Oltremare
555 Métropole
22 Oltremare
555 Métropole
22 Oltremare
12ª ripartizione
539 Métropole
27 Oltremare
11 Estero
539 Métropole
27 Oltremare
11 Estero

1958 - 1962: Assemblea nazionale

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Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1958.
Sinistra
Centro
Destra
Diversi
  • Formazione amministrativa degli eletti d'Algeria e del Sahara: 66
  • Isolati: 36
  • Seggi vacanti: 3
Totale
579
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1962.
Sinistra
Centro
Destra
  • Repubblicani indipendenti: 35
  • UNR: 233
Isolati
13
Totale
482
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1967.
Sinistra
Centro
Destra
  • Repubblicani indipendenti: 42
  • Unione dei democratici per la Quinta Repubblica (gollisti): 201
Isolati
9
Totale
487
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1968.
Sinistra
Centro
Destra
  • Repubblicani indipendenti: 61
  • Unione per la difesa della Repubblica (gollisti): 293
Isolati
9
Totale
487
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1973.
Sinistra
Centro
  • Riformatori democratici sociali: 34
  • Unione centrista: 30
Destra
  • Repubblicani indipendenti: 55
  • Unione dei democratici per la Repubblica (gollisti): 183
Isolati
13
Totale
490
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1978.
Sinistra
Destra
Isolati
15
Totale
491
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1981.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 1981 al 1986.
Sinistra
Destra
  • UDF: 62 (12,6%)
  • RPR: 88 (17,9%)
non iscritti
12 (2.4%)
Totale
491
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1986.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 1986 al 1988.
Sinistra
Destra
  • UDF: 131 (22,7%)
  • RPR: 155 (26,9%)
Estrema Destra
  • FN: 35 (6,1%)
Non iscritti
9 (1,6%)
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1988.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 1988 al 1993.
Sinistra
Centro
Destra
  • UDF: 90 (15,6%)
  • RPR: 130 (22,5%)
non iscritti (tra cui comunisti 25 (4,3%))
39 (6,8%)
Seggi vacanti
2 (0,3%)
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1993.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 1993 al 1997.
Sinistra
Destra
  • UDF: 215 (37,3%)
  • RPR: 257 (44,5%)
non iscritti
25 (4,3%)
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 1997.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 1997 al 2002.
Sinistra
Destra
  • UDF: 113 (19,6%)
  • RPR: 140 (24,3%)
non iscritti
5 (0,9%)
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 2002.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 2002 al 2007.
Sinistra
  • comunisti: 22
  • socialisti: 142
Centro
Destra
Non iscritti
12
Totale
575
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 2007.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 2007 al 2012.
Sinistra
  • comunisti e apparentati: 20
  • socialisti e apparentati: 204
  • verdi: 4
Centro
  • MoDem: 3
Destra
  • Nuovo Centro: 23
  • UMP e apparentati: 320
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 2012.
La formazione dell'Assemblea nazionale dal 2012 al 2017
Sinistra
Centro
  • MoDem: 2
Destra
  • UDI: 29
  • UMP e apparentati: 196
Altri
10
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 2017.
La composizione dell'Assemblea nazionale dal 2017 al 2022
Sinistra
Centro
Destra
  • UDI: 18
  • IR e apparentati: 119
Altri
  • FN: 8
  • Alzati Francia: 1
  • Estrema Destra: 1
  • Gli Ecologisti: 1
  • Regionalisti: 5
  • Altri: 3
Totale
577
Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 2022.
La composizione dell'Assemblea nazionale dal 2022 al 2024, divisa per partiti.
Sinistra
Centro
Destra
Estrema destra
Altri
  • Regionalisti: 16
  • Altri: 9
Totale
577

2024 - in corso

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Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Francia del 2024.
La composizione dell'Assemblea Nazionale dalle elezioni del 7 luglio 2024.

Sinistra

Centro

Destra

Estrema destra

Altri

  • Libertés, indépendants, Outre-mer et Territoires (regionalisti): 22
  • Non iscritti: 8


Totale: 577

Elenco dei presidenti

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  1. Nella forma giuridica attuale
  2. In seguito alle elezioni legislative del 1958
  3. Di cui 12 sono apparentati.
  4. 1 2 Di cui 1 è apparentato.
  5. Di cui 5 sono apparentati.
  6. Questi partiti, ufficialmente ed originariamente all’opposizione, hanno deciso di supportare il governo in occasione della mozione di censura per un puro gesto di collaborazione politica reciproca, purché negoziata e comunque non in pianta stabile.
  7. Di cui 4 sono apparentati.
  8. Di cui 6 sono apparentati.
  9. Di cui 3 sono apparentati.
  10. Comprende anche G.s e .
  11. Vincent Wright, L'Ecole nationale d'administration de 1848-1849 : un échec révélateur, in Revue Historique, vol. 255, 1 (517), 1976, pp. 21–42. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  12. Vincent Wright, L'Ecole nationale d'administration de 1848-1849 : un échec révélateur, in Revue Historique, vol. 255, 1 (517), 1976, pp. 21–42. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  13. L. Willette, cit., p. 132
  14. Maurice Agulhon, 1848 ou l'apprentissage de la République (1848-1852), 2002, pp. 184-189.
  15. Gros, Nascita della Terza Repubblica, Parigi, Presses universitaires de France, 2014
  16. Gros, Nascita della Terza Repubblica, Parigi, Presses universitaires de France, 2014
  17. Barjot, pp. 355-357
  18. Jean-Pierre Maury, Actes constitutionnels du Gouvernement de Vichy, 1940-1944, France, MJP, université de Perpignan, su mjp.univ-perp.fr. URL consultato il 17 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2026).
  19. (FR) Compte rendu intégral des débats du Conseil de la République (1946-1958), su Sénat. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  20. Sito dell'Assemblea nazionale, su assemblee-nationale.fr.
  21. Daniel Gagnon, Algeria, De Gaulle, and the Birth of the French Fifth Republic, in History & Classics Student Scholarship, 1º aprile 2013. URL consultato il 17 gennaio 2026.
  22. NEXINT, Consiglio costituzionale, su www.conseil-constitutionnel.fr, 16 febbraio 2011. URL consultato il 17 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2018).
  23. Sky TG24, Francia, risultati parziali europee: stravince Le Pen. Macron chiama elezioni anticipate | Sky TG24, su tg24.sky.it, 9 giugno 2024. URL consultato il 9 giugno 2024.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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