Assedio di Costantinopoli (860)

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Assedio di Costantinopoli
I Rus' sotto le mura di Costantinopoli
I Rus' sotto le mura di Costantinopoli
Data 860
Luogo Costantinopoli
Esito Vittoria bizantina
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Sconosciuto 200 navi
5.000 soldati
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L'assedio di Costantinopoli dell'860 fu attuato dalle truppe russe contro la capitale dell'Impero Bizantino. Essa fu l'unica spedizione militare importante da parte del Khaganato dei Rus registrata nelle fonti bizantine ed europeo-occidentali. La ragione fu la costruzione della fortezza Sarkel da parte da ingegneri bizantini, la quale limitava il percorso commerciale russo lungo il fiume Don in favore dei Cazari. I resoconti variano per quanto riguarda gli eventi che ebbero luogo, con discrepanze tra fonti coeve e fonti più tarde, e l'esito esatto è ignoto.

È noto da fonti bizantine che i Rus' colsero Costantinopoli impreparata a sostenere un assedio, mentre l'Impero era intento a fronteggiare gli Arabi e non fu in grado di fronteggiare la minaccia dei Rus'. Dopo aver saccheggiato i sobborghi della capitale bizantina, i Rus' si ritirarono, anche se la natura di questo ritiro, e di quale delle due parti fu vittoriosa, è ancora oggetto di dibattito. Questo evento diede origine a una tarda tradizione cristiana ortodossa, che attribuì la liberazione di Costantinopoli a un intervento miracoloso della Theotokos.

Contesto storico[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiaro quando i Rus' e i Bizantini vennero per la prima volta in contatto. La prima menzione dei Rus' in prossimità dei confini dell'Impero bizantino proviene dalla Vita di San Giorgio di Amastris, un'agiografia la cui datazione è dibattuta. I Bizantini erano entrati per la prima volta in contatto con i Rus' nell'839. Il tempismo eccezionale dell'attacco suggerisce che i Rus' fossero stati informati della debolezza della città, dimostrando che le linee di commercio e di comunicazione non avevano cessato di esistere nel corso degli anni 840 e 850. Nonostante ciò, la minaccia dei Rus' nell'860 arrivò come una sorpresa; era improvvisa e inaspettata "come uno sciame di vespe", come la definì Fozio.[1] L'Impero era intento a respingere l'avanzata abbaside in Asia Minore. Nel marzo 860, la guarnigione della fortezza chiave di Loulon inaspettatamente si arrese agli Arabi. In aprile o maggio, entrambe le parti si scambiarono prigionieri, e le ostilità cessarono per breve tempo; tuttavia, agli inizi di giugno, l'Imperatore Michele III lasciò Costantinopoli per l'Asia Minore, intento a invadere il Califfato abbaside.[2]

Assedio[modifica | modifica wikitesto]

Le forze russe, provenienti dal territorio di Kiev[3], sbarcarono nei pressi della città ma, non potendo sostenere un assedio a causa delle imponenti mura di Costantinopoli, presero a devastare i dintorni della capitale. Intanto l'imperatore Michele III, che era di ritorno dalla campagna contro gli arabi riuscì ad entrare in città e a portare soccorso agli assediati. I bizantini attribuirono la vittoria ad un intervento della Vergine Maria che, secondo il racconto di Simeone Logoteta e secondo l'antica cronaca russa, scatenò una tempesta portando alla distruzione della flotta russa.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo cominciarono le prime relazioni diplomatiche tra Bisanzio e il nascente impero Russo, che porteranno ad un'importante opera missionaria in quei luoghi; infatti la conversione del giovane popolo al Cristianesimo lo avrebbe posto sotto la sfera d'influenza dell'Impero Bizantino scongiurando per sempre la nuova minaccia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Turnbull 48-49
  2. ^ Vasiliev 188
  3. ^ La conferma che i russi provenissero dai territori di Kiev e non dal territorio turcano viene dalle numerose fonti: V. Mòsin, Varjagorusskij vopros, «Slavia»; Nacalo Rusi. Normany v vostocnoj Europe, BSI e A.A. Vasiliev, The Russian Attack on Constantinople

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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