Asphodelus

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Asphodelus
Asphodelus ramosus6.jpg
Pianta in fiore di Asphodelus ramosus
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
Ordine Asparagales
Famiglia Asphodelaceae
Sottofamiglia Asphodeloideae
Genere Asphodelus
L., 1753
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Liliales
Famiglia Liliaceae
Genere Asphodelus
Specie

Asphodelus L., 1753 è un genere di piante della famiglia Asphodelaceae[1] che comprende diverse specie erbacee, note genericamente con il nome volgare di asfodelo.

Il nome deriva dal greco ἀσφόδελος (asphódelos).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fiore di Asphodelus albus

Le foglie dell'asfodelo si presentano sotto forma di una rosetta di grosse foglie radicali, strette e lineari, con l'estremità appuntita.

Dal centro della rosetta emerge uno stelo nudo che porta una spiga di fiori più o meno ramificata secondo le specie. La spiga è generalmente alta un metro o più.

I fiori iniziano a sbocciare dal basso già all'inizio di marzo essendo la pianta molto rustica e resistente alle condizioni meteorologiche avverse, la fioritura dura tutto marzo e metà aprile e abbelliscono di molto il paesaggio intorno, molto spesso vengono visitati dalle api specie se c'è scarsezza di altri fiori a causa di condizioni meteorologiche che non seguono l'andamento stagionale. Hanno sei tepali (cioè non esiste distinzione visibile tra petali e sepali, che hanno la stessa forma e lo stesso colore). Nella maggior parte delle specie, i tepali sono bianchi con una striscia scura al centro.

I frutti sono capsule tondeggianti.

La radice è commestibile.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione naturale del genere Asphodelus ha un centro principale intorno al bacino del Mediterraneo (Europa meridionale e Africa settentrionale comprese le isole Canarie); si estende inoltre in Asia dal Medio Oriente fino all'India.[2]

L'asfodelo è stato introdotto e si è naturalizzato anche in alcune parti del Nordamerica.

Gli asfodeli amano i prati soleggiati e sono invadenti nei terreni montuosi con rocce affioranti e nei terreni soggetti a pascolo eccessivo, perché le loro foglie al contrario di altre piante erbacee si rigenerano in continuazione anche se vengono mangiate dagli erbivori; i caprini se ne cibano sia quando le foglie sono fresche che quando sono secche a fine ciclo vegetativo, inoltre le capre sono ghiotte dei frutti secchi della pianta. Il seme viene espulso ancora attivo con le deiezioni e questo costituisce il motivo principale di propagazione fitta delle piante nelle aree dove è praticato il pascolo.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Asphodelus comprende le seguenti specie:[2]

Sinonimi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

L'asfodelo è una pianta mellifera ed è bottinato dalle api: in Sardegna viene utilizzato per la produzione di un miele raro dal gusto delicato, da assaporare da solo per coglierne le caratteristiche uniche[3].

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stelo del fiore secco raccolto in estate è un buon combustibile di iniezione per accendere il camino o le stufe a legna.

In alcune località della Sardegna, lo stelo dell'asfodelo viene utilizzato per la creazione di pregiati cesti artigianali da tempo utilizzati anche per la panificazione. Questi cesti anticamente erano parte indispensabile del corredo della sposa prima del matrimonio. La lavorazione tradizionale dell'asfodelo è particolarmente importante nei comuni di Ollolai (dove è presente anche un museo dedicato alla lavorazione di questa pianta), Tinnura, Flussio e Urzulei.[senza fonte]

Storia e letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Prati di asfodelo.

Per Omero (Odissea XI, 487-491; 539; 573) l'asfodelo è la pianta degli Inferi. Per gli antichi Greci il Regno dei Morti era suddiviso in tre parti: il Tartaro per gli empi, i Campi Elisi per i buoni, ed infine i prati di asfodeli per quelli che in vita non erano stati né buoni né cattivi. Per tutte queste credenze, ed altre ancora, i Greci usavano piantare asfodeli sulle tombe, considerando i prati di asfodeli il soggiorno dei morti. Un esempio forse non casuale lo abbiamo in Capo Miseno.
Epimenide, considerato da alcuni uno dei sette sapienti, usava l'asfodelo (e la malva) per le sue capacità di scacciare la fame e la sete. Ce ne parla Plutarco nel "Convito dei sette sapienti". La leggenda vuole che Epimenide grazie all'uso di radici e erbe non avesse bisogno di mangiare e che vivesse 157 anni, ce ne parla Diogene Laerzio.
Teofrasto, nella sua "Ricerca sulle piante", afferma che le radici d'asfodelo sono commestibili.
Gli asfodeli sono citati, fra l'altro, anche nell'Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam quale pianta non presente là dove ella (la pazzia) sarebbe nata (par. 8. Luogo di nascita della follia).

Modernità[modifica | modifica wikitesto]

Sono detti bastone di San Giuseppe, in quanto la tradizione vuole che nello scegliere un marito per Maria il consiglio del Tempio cercò un segno divino: l'uomo il cui bastone sarebbe fiorito sarebbe stato lo sposo della ragazza. San Giuseppe portava con sé un bastone di asfodelo e questo fiorì, segno che il Signore scelse lui da porre al fianco di Maria.

Questa pianta viene citata nel 1º libro della saga di Harry Potter. L'asfodelo in polvere versato in un infuso d'artemisia nel romanzo origina una pozione soporifera talmente potente da andare sotto il nome di "distillato della morte vivente".

Il nome di questa pianta, al plurale (asfodeli, nella trad. italiana di Alessandra Scalero), viene citata nel primo capitolo di Orlando della scrittrice inglese Virginia Woolf, ne Il ritratto di Dorian Graydi Oscar Wilde, ne Il mio nome è Nessuno - Il giuramento di Valerio Massimo Manfredi, in quanto fiori dei morti, e più volte in La via del male di Grazia Deledda. Inoltre L'asfodelo incerto è il titolo di uno dei libri dell'immaginario scrittore Sebastian Knight nel romanzo di Vladimir Nabokov La vera vita di Sebastian Knight.

Gli Asfodeli son citati nel componimento Le stirpi canore di D'Annunzio e, sotto l'aulico nome di asfodilli, nel suo romanzo Il piacere.

Gli asfodeli vengono citati nel film: Vatel di Roland Joffé.

Gli asfodeli sono citati, in quanto fiori dei morti, nell'Etera di Giovanni Pascoli (Poemi di Ate).

Gli asfodeli costituiscono il titolo di una lirica di Sergio Corazzini tratta dalla raccolta "Dolcezze".

Gli asfodeli davano il nome al pianoro dove è stata costruita la città di Grammichele in Sicilia dopo il terremoto del 1693.

L'asfodelo è citato in un haiku di Matsuo Basho: La prima neve/piega appena/le foglie dell’asfodelo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. ^ a b (EN) Asphodelus, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 15/7/2021.
  3. ^ Miele di asfodelo di Sardegna (PDF), su sardegnaagricoltura.it.

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