Asiago Hockey 1935

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Asiago Hockey 1935
Hockey su ghiaccio Ice hockey pictogram.svg
Detentore della Supercoppa italiana Detentore della Supercoppa italiana
AsiagoHockey1935logo.jpg
Stellati
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Terza divisa
Colori sociali Giallo e Rosso.svg Giallo, rosso
Simboli Leone
Dati societari
Città Asiago-Stemma.png Asiago
Paese Italia Italia
Confederazione IIHF Logo.jpg IIHF
Federazione FISG
Campionato Serie A
Fondazione 1935
Presidente Italia Piercarlo Mantovani
Allenatore Italia-Canada-Bandiera.png Patrice Lefebvre
Capitano Italia Federico Benetti
Squadre affiliate Hockey Club Roana
AS Hockey Pergine
Impianto di gioco Hodegart
(circa 3.000 posti)
Sito web www.asiagohockey.it
Palmarès
Scudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgScudetto.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgCoccarda Coppa Italia.svgSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.pngSupercoppaitaliana.png
Scudetti 5
Titoli nazionali 2 Serie B
1 Serie C
Trofei nazionali 3 Coppe Italia
3 Supercoppe italiane
Si invita a seguire lo schema del Progetto Hockey su ghiaccio
« Ad Asiago l'hockey è nel DNA della gente ed Asiago vive sui ritmi che l'hockey detta[1] »
(Andrea Gios, ex sindaco di Asiago, ex capitano dell'Asiago Hockey e futuro presidente della FISG)

L'Asiago Hockey 1935, già Hockey Club Asiago e Asiago Hockey Associazione Sportiva, è una squadra di hockey su ghiaccio di Asiago.
Asiago, per numero di scudetti vinti, è il quarto centro hockeystico d'Italia ed è la quarta squadra per numero di presenze in serie A. È inoltre tra le più antiche società di hockey su ghiaccio italiane ed è la seconda squadra per numero di finali playoff disputate.

Nella sua storia l'Asiago ha disputato 11 finali scudetto (considerando anche il girone finale della stagione 1951-52), vincendone cinque. Sette i terzi posti. Nella bacheca stellata anche 3 coppe Italia e 3 supercoppe italiane. Le partecipazioni ai gironi di Continental Cup sono invece 7 (record per le squadre di club italiane), con la Super Final raggiunta per la prima volta nella stagione 2011-12.

Tra le squadre della Serie A è poi la formazione che vanta il maggior numero di presenze consecutive recenti nel massimo livello del campionato italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Ad Asiago si cresce a pane ed hockey[2] »
(Luca Rigoni)

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Asiago in una partita disputata al Millepini

La società fu fondata su iniziativa di Edoardo Carli nel 1935 (che già l'anno precedente si era mosso con l'idea di costituirla) come Asiago Hockey Club, compagine inglobata sotto l'egida dell'Unione Sportiva Asiaghese, una società nata nel 1924 (in pieno periodo di ricostruzione, dopo la devastazione di Asiago della Grande guerra) dalla fusione dello Sci Club Asiago con la Pro Asiago (con l'obiettivo di curare sia gli sport invernali che l'atletica leggera)[3]. Primo allenatore sarà Giuseppe Timpano, ex atleta dei Diavoli Rossoneri.

Gli esordi e la prima finale[modifica | modifica wikitesto]

La prima partita si giocò già nel febbraio 1935 mentre il primo incontro ufficiale ebbe luogo nel gennaio 1936, quando l'Asiago sfidò la compagine del GUF Padova, formata da studenti universitari.

L'Asiago negli anni '50

L'esordio in un campionato avverrà nella stagione 1938[Non chiaro / Senza fonte: forse esordì prima], quando disputò le eliminatorie per la serie B, venendo eliminata per mano del Nord Torino, con la squadra che giocava con un'inedita casacca color nero (con una grande A disegnata sul petto). L'incontro contro i torinesi, giocato il 6 febbraio 1938 dalla squadra che allora era denominata (per imposizione fascista) Associazione Disco Asiago, fu la partita inaugurale della nuova pista di Asiago[4] che si trovava dove ora sorge il campo da calcio "Zotti", ma che comunque venne dopo poco abbandonata a causa dell'eccessivo irraggiamento solare[5]. L'Asiago riuscì poi ad accedere alla serie B nella stagione 1940, e colse un sorprendente terzo posto[6].

Complici anche gli eventi bellici (dal 1939 al 1946 il campionato maggiore non viene disputato, salvo la stagione 1941), la prima volta dell'Asiago in Serie A è del 1947 (prima di quel campionato la A era disputata generalmente da poche squadre) e vi rimarrà per 7 anni, disputando, tra l'altro, nella stagione 1951/52 la prima finale scudetto della sua storia, persa nel girone finale giocato contro Milano-Inter, Diavoli Rosso-Neri ed Auronzo.
Retrocederà in serie B nella stagione 1953/54 dopo aver perso lo spareggio col Torino.

Il ritorno in serie A[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno nella massima serie sfuggirà agli stellati in più occasioni: dopo la retrocessione l'Asiago vincerà per due volte consecutive la serie B, ma avrà la peggio negli spareggi promozione e in seguito scenderà addirittura in serie C (allora chiamato Torneo di Promozione), mancando la risalita nel campionato cadetto più volte, sempre a causa degli spareggi promozione.

I giocatori canadesi Larry Israelson e Dave Jack con la maglia dell'Asiago, stagione 1977-78

Il ritorno in A avverrà dopo 16 anni, nel 1970: da allora la squadra ha sempre militato nella massima divisione del campionato nazionale, eccezion fatta per la stagione 1976/77 quando venne retrocessa d'ufficio in serie B -in seguito denominata anche serie A2- per la mancanza di una pista artificiale (il pala Hodegart venne costruito proprio in quell'anno). Nella stagione precedente (1968/69) merita menzione l'arrivo ad Asiago del primo straniero in assoluto con la maglia giallorossa, il canadese Jerry Hudson, mentre in quella stagione è da ricordare che l'Asiago, in testa alla classifica del campionato di B, si fece raggiungere, anche a causa di un 5-0 inflitto a tavolino durante il campionato, proprio all'ultima giornata del girone finale dal Turbine Milano (vittorioso sui giallorossi per 3-2). Venne così inizialmente programmato uno spareggio da disputarsi a Bolzano, ma successivamente la Federazione, intenzionata ad incrementare il numero di squadre nella massima serie, decise di assegnare il titolo di serie B ex aequo e di promuovere entrambe le squadre in serie A. Durante l'estate tuttavia il Turbine cedette i diritti sportivi ai Diavoli Milano, compagine che ritornò così nella massima serie assieme all'Asiago.

In concomitanza con la promozione dell'Asiago, un'altra squadra dell'Altopiano, l'Hockey Trok Camporovere, ritornerà in serie B dopo aver vinto a sua volta il campionato di serie C, dopo la retrocessione patita l'anno precedente (mancando così il derby con l'Asiago). All'epoca esistevano infatti sull'Altopiano 4 distinte squadre di hockey su ghiaccio: oltre all'Asiago Hockey e all'Hockey Trok Camporovere (dell'omonima frazione di Roana, Trok era invece il nome del laghetto dove si disputavano le partite), vi erano anche l'HC Gallio di Gallio (società dove hockeysticamente crebbe Lucio Topatigh) e l'HC Canove, altra squadra del Comune di Roana (frazione Canove). Tutte queste società poi uniranno le forze per confluire proprio nell'Asiago.

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nilo Riva consegna la coppa Italia 1991 al capitano Gaetano Miglioranzi. È il primo trofeo vinto dall'Asiago

Dopo due terzi posti nelle stagioni 1981/82 e 1982/83, la seconda finale scudetto (la prima dall'introduzione dei playoff), persa contro il milionario Merano, è del 1985/86. E' l'anno dell'arrivo tra gli asiaghesi dei talenti di Dale Derkatch, Santino Pellegrino e Mario Simioni con oltre 300 punti segnati complessivamente: i meranesi sono vittoriosi in casa all'andata 7 a 3, risposta dell'Asiago che all'Hodegart vinse per 5 a 2 e spareggio a Merano il 20 febbraio 1986: al 14' del secondo tempo Topatigh segna la rete del 4 a 2 per l'Asiago, poi però la svolta con gli altoatesini che chiudono la frazione avanti per 6 a 4 ed alla fine si aggiudicano la gara per 10 a 6 e vincono il loro primo scudetto.

Cliff Ronning, autentica stella dell'Asiago '89-'90 (135 punti in 42 partite) con la maglia stellata

A seguito degli ottimi risultati ottenuti, nel 1987 il CONI insignì l'Asiago di un'importante riconoscenza concessa a poche altre realtà sportive: la Stella d'oro al Merito Sportivo.
Tre anni dopo (stagione 1988/89) contro ogni pronostico l'Asiago esce in semifinale a causa del Fassa, mentre la terza finale (anch'essa persa), che l'Asiago conquista trascinato dalle stelle Ken Yaremchuk, Cliff Ronning, Santino Pellegrino e Mario Simioni, è della stagione successiva (1989/90), aggiudicatasi dal Bolzano dopo un'interminabile serie di rigori (ben 27) nella decisiva gara-3 (gol decisivo di Bruno Zarrillo). Yaremchuk, Ronning, Pellegrino e Simioni in quella stagione misero a segno qualcosa come 494 punti[7].
L'anno successivo, nel 1991, la compagine settecomunigiana si aggiudicherà il suo primo trofeo, ai danni dei cugini dell'Alleghe: la coppa Italia, competizione che fino ad allora era stata proposta solamente altre 2 volte. Nel 1991/92 ai playoff scudetto l'Asiago si sbarazza del Bolzano nei quarti, mentre in semifinale ha la peggio con i Devils Milano ma solo dopo la decisiva gara-5; terminerà il campionato al terzo posto battendo l'Alleghe 2-1 nella serie.

Mario Simioni (a sinistra) - top scorer di sempre dell'Asiago - e Lucio Topatigh (a destra) - il più forte giocatore di scuola italiana di tutti i tempi - con la maglia dell'Asiago (stagione 1985/86)

Nello stesso anno nasce l'Alpenliga, torneo cui prendono parte squadre di club italiane, austriache e slovene e che si svolge contemporaneamente al campionato nazionale. L'Asiago si qualifica secondo nel rispettivo girone, dietro ai fortissimi Devils Milano di Silvio Berlusconi, a pari punti col Bolzano, ma accederanno alle semifinali gli altoatesini grazie ad una migliore differenza reti. Tuttavia, ben tre giocatori dell'Asiago si distingueranno nel corso del torneo per essersi piazzati nei primi 4 posti dei migliori marcatori: al primo e al secondo posto Mario Simioni e John Tucker, rispettivamente con 55 (26+29) e 51 punti (17+34) ed al quarto posto Patrick Micheletti con 46 punti (23+23)[8]. L'Alpenliga si disputò ancora per qualche anno prima di scomparire e dar luogo all'Interliga. L'ultima edizione ebbe luogo nella stagione 1998-1999, al termine della quale le squadre italiane (che già avevano saltato l'edizione 1997-1998) si ritirarono definitivamente. In quella edizione l'Asiago per un solo punto non riuscì a qualificarsi al girone finale[9].

In campionato invece, la stagione 1997/98 sembra indirizzata verso una finale Bolzano-Asiago, ma nei playoff il Vipiteno, finito nel relegation round e che nei quarti deve sfidare l'Asiago piazzatosi invece secondo in classifica, rompe il patto di gentlemen agreement violando l'accordo tra le società e gioca con dieci transfer-card (anziché quattro) rinforzando di molto la squadra e battendo così l'Asiago (arriverà poi sino alla finale).

Gli anni 2000 e il primo scudetto[modifica | modifica wikitesto]

« La mia più grande soddisfazione è quella di aver vinto lo scudetto con l'Asiago nel 2001: ricordo di essermi rotto il legamento crociato dopo 7 minuti dall'inizio dell'incontro ma la voglia di vincere era talmente tanta che non ho pensato al dolore ed ho continuato a giocare e mi sono inoltre preso la responsabilità di tirare il primo rigore della serie. »
(Lucio Topatigh)

Nella stagione 1999/00 l'Asiago, partito coi favori del pronostico, si deve nuovamente arrendere al Bolzano in finale nonostante il dominio assoluto del campionato (stabilendo l'impressionante record di 40 vittorie consecutive, andando a vincere tutte le partite della regular season -meno la seconda giornata, dove perse 6-5 a Vipiteno- oltre che della seconda fase, dei quarti di finale e delle semifinali, e cancellò così i precedenti record dei mitici Devils Milano di Ted Sator). La striscia di vittorie consecutive si protrasse dall'8 ottobre 1999 al 30 marzo 2000. Vinse anche con una schiacciante vittoria per 10-0 nella serie di finale scudetto (record nella storia dei playoff) ma il Bolzano riuscì a spuntarla vincendo di misura le prime due partite della serie (la seconda solo all'overtime) e battendo l'Asiago 5-2 nella decisiva gara-4.
Lo scudetto (il primo della storia altopianese) verrà comunque conquistato l'anno venturo (2000/01) contro il Milano (segnano ai rigori, nella decisiva gara-4, Lucio Topatigh -con il legamento del ginocchio rotto- Giorgio De Bettin, Patrick Deraspe ed Alexandr Galchenyuk), stessa compagine alla quale strappa, nello stesso anno, la seconda coppa Italia (ancora una volta rete decisiva ai rigori del bielorusso Alexandr Galchenyuk). Si aprirà proprio in questi anni un acceso confronto agonistico tra la squadra dell'Altopiano e la formazione meneghina che si contenderanno il dominio del campionato nei successivi 5 anni.

Nella stagione seguente l'Asiago gioca la Continental Cup, mancando per un solo gol la finale di Zurigo[10] che sembrava ormai conquistata: l'Asiago nell'ultima partita del girone doveva battere con almeno due reti di scarto gli svizzeri del Lugano, in vantaggio per 3-1 si fece rimontare negli ultimi 15 secondi di gioco del secondo tempo, tornò in vantaggio nel terzo drittel, ma per tentare di raggiungere il 5-3 Laporte, allenatore stellato, tolse il portiere e l'Asiago subì la rete dell'empty-net. François Gravel ed Eric Houde vennero comunque nominati rispettivamente miglior portiere e miglior attaccante del torneo. La regular season viene invece vinta, ma il Milano ha la meglio sugli stellati nella semifinale dei playoff scudetto. Conquisterà comunque la terza coppa Italia.

John Parco con la maglia della Nazionale, capitano, storica bandiera e futuro allenatore dell'HC Asiago

Nelle stagioni 2002/03 e 2003/04 l'Asiago giunge altre due volte in finale (disputando quindi ben 4 finali scudetto in cinque anni), ma viene sconfitto in entrambe le occasioni, in 6 gare, dal Milano. Parteciperà anche in queste due occasioni alla Continental Cup (con François Gravel nominato nuovamente miglior portiere nell'edizione 2002/03). Sempre nel 2003 perde ai rigori, nuovamente contro i Vipers di Milano, anche la finale della coppa Italia (errore di Richard Laplante per l'Asiago e gol decisivo del milanese Patrice Lefebvre). Terminerà ancora una volta (la terza consecutiva) il campionato regolare in testa alla classifica, stabilendo tra l'altro, nella partita disputata contro il Renon il 22 gennaio del 2002 un record per l'hockey su ghiaccio europeo: ben 3 reti in inferiorità numerica segnate in appena 45" di gioco[11].
Nel 2003 vince a Milano la prima Supercoppa italiana, ottenendo così la rivincita delle sconfitte patite il biennio precedente per la conquista del trofeo. Nella successiva stagione 2004/05 invece, complice il lockout in NHL, la squadra si rinforza ulteriormente grazie agli ingaggi di giocatori del calibro di Rico Fata[12], Mathieu Dandenault (tre Stanley Cup vinte), Stephane Quintal (più di 1000 partite in NHL)[13] e Fernando Pisani[14], ma esce in semifinale contro il Cortina trascinato da Matt Cullen e si piazza al terzo posto.
La stagione 2007/08 si apre tragicamente per l'Asiago: il 27 settembre 2007, durante la prima partita di campionato, il giocatore italo-canadese Darcy Robinson, difensore di stecca destra, muore sul ghiaccio per un improvviso attacco di cuore[15]. Per decisione di Lega e Federazione vengono immediatamente sospese tutte le partite della serie A e, dopo il suo decesso, la società asiaghese ha deciso di ritirare il suo numero, il 5. Nel corso dello stesso campionato, il 19 febbraio 2008, giocando il match Pontebba-Asiago, l'hockeysta italiano più rappresentativo di sempre, il falco Lucio Topatigh, che ha iniziato (e poi concluso) la sua carriera proprio con gli Stellati, all'età di quasi 43 anni ha raggiunto un record mai battuto prima disputando la partita numero 1000 nella massima serie[16]. Le sue presenze nel massimo campionato con la maglia dell'Asiago ammontano a 405[17].

I due scudetti consecutivi e la prima SuperFinal di Continental Cup[modifica | modifica wikitesto]

Festeggiamenti al Pala Hodegart di Asiago per la conquista del secondo titolo tricolore (15 aprile 2010)

Nella stagione 2009/10, dopo un periodo di 4 anni dove la squadra ha attraversato una fase di transizione nella quale si è preferito dar maggior visibilità ai giovani provenienti dal vivaio societario (dovuto anche al fatto che la Lega impose lo schieramento di un massimo di 8 giocatori stranieri, mentre negli anni precedenti non vi era alcun limite di tesseramento), l'HC Asiago è tornato, senza i favori del pronostico[18][19], a disputarsi una nuova finale scudetto, questa volta contro l'SV Renon, vincendo il titolo senza perdere nessuna partita della serie best of seven.
Lo scudetto conquistato dall'HC Asiago bissa il successo ottenuto 3 giorni prima dalla squadra giovanile, l'Amatori Asiago (ora HC Roana), vittorioso sui Black Angels Milano nella finale disputata a Roma. Pochi giorni dopo altri successi arrivano anche dalla squadra di in-line della città, gli Asiago Vipers, che conquistano il settimo scudetto consecutivo e si affermano a livello nazionale con le squadre giovanili.

Gara-1 di finale scudetto del 2011 giocata al Rienzstadion tra Val Pusteria ed Asiago

La stagione successiva (2010/11) si apre con una sconfitta per gli stellati: il Renon si aggiudica infatti la Supercoppa Italiana vincendo all'Hodegart con il risultato di 0-3, sconfitta dovuta anche ad una preparazione della squadra incentrata soprattutto sulla partecipazione (per la quarta volta nella sua storia) alla semifinale di Continental Cup. La finale di Minsk sfugge però all'Asiago solo dopo i tiri di rigore ad oltranza (quattordici serie) contro la squadra danese dello SønderjyskE Vojens, allenata dall'ex Mario Simioni. Dopo questi insuccessi e dopo aver fallito l'accesso alla final four di coppa Italia, viene sollevato dall'incarico uno dei protagonisti di miracle on ice, l'head coach John Harrington, e al suo posto viene chiamato John Tucker, già sulla panchina asiaghese durante i playoff l'anno precedente a causa dell'impegno con la nazionale slovena (di cui era allenatore) di coach Harrington. La squadra guidata da Tucker riesce a centrare nuovamente la finale che l'Asiago vince contro il Val Pusteria, rimontando la serie dallo 0-2 al 4-2 (gol decisivo in gara-6 con la rete della sudden death di Ralph Intranuovo dopo ben 31' di overtime) e dopo aver anche ribaltato la serie best of seven che la vedeva sotto di 3 gare ad 1 nella semifinale giocata contro il Bolzano, nonostante le numerose assenze (durante gara-2 tre giocatori dell'Asiago finiscono all'ospedale di Bolzano). L'Asiago vince così il secondo scudetto consecutivo, pochi giorni dopo che anche l'under 18 dell'Asiago è riuscita a laurearsi campione d'Italia, vincendo per 5-2 a Canazei contro l'H.C. Fassa[20].

Tifosi dell'Asiago a Rouen durante la partita d'esordio per i giallorossi (Rouen-Asiago) della SuperFinal del 2012

La stagione seguente si è aperta con la Supercoppa giocata a Brunico: l'Asiago, passato in vantaggio con una rete di Stefano Marchetti, è uscito sconfitto per 3-1. Per la squadra allenata da John Tucker si trattava della quinta partecipazione alla competizione che veniva disputata per la decima volta. La squadra tuttavia, come la stagione precedente puntava tutto sulla Continental Cup[21]: questa volta l'Asiago è riuscito a centrare l'obiettivo vincendo il girone di semifinale giocato ad Herning, in Danimarca, e per la prima volta nella sua storia è riuscito ad accedere alla fase finale del torneo. La Super Final di Continental Cup si è disputata a Rouen, in Francia, dove l'HC Asiago ha affrontato i padroni di casa (Dragons de Rouen) qualificati di diritto in qualità di squadra ospitante; i bielorussi dello Junost Minsk, detentori del titolo; e gli ucraini del Donbass Donetsk (futura squadra di KHL), vincitori del girone E tenutosi proprio a Donec'k. L'approccio alla finale è stato poco convincente da parte degli stellati, che hanno perso tutti e tre gli incontri disputati. Il titolo è andato invece alla squadra di casa che ha vinto la coppa grazie ad un maggior numero di reti segnate rispetto alle altre due avversarie (le tre squadre hanno infatti chiuso la Super Final con gli stessi punti, e con la stessa differenza reti per quanto riguarda i vincitori di Rouen e i campioni uscenti di Minsk). A causa di tale rendimento e a seguito dell'esclusione dalla final-four di coppa Italia e della mancata qualificazione al primo gruppo nella seconda fase del campionato, il 6 febbraio viene esonerato dall'incarico tecnico John Tucker e la panchina viene affidata a John Parco (già vice-allenatore, allenatore delle giovanili e membro dello staff tecnico della nazionale)[22]. Tuttavia il cambio di gestione tecnica non porta i cambiamenti sperati e l'Asiago, accreditato dagli addetti ai lavori come favorito per la conquista del titolo[23][24] termina la stagione addirittura all'ottavo posto.

Nuova denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver cambiato denominazione sul finire degli anni '10 (da Asiago Hockey Associazione Sportiva in Hockey Club Asiago) pochi anni dopo, il 19 luglio 2012, l'Hockey Club Asiago assume la nuova denominazione in Asiago Hockey 1935[25] (stesso nome della società che, dal 2009, si occupava del settore giovanile, della serie C e del settore femminile). Nuovo presidente sarà l'architetto Enrico Vescovi che succede all'avvocato Piercarlo Mantovani. Mario Lievore (già vicepresidente federale) verrà invece nominato presidente onorario. Il cambio di denominazione si era reso necessario a seguito delle norme dettate dalla FISG che imponevano l'assunzione di una nuova forma giuridica in società di capitali (Società a responsabilità limitata o Società per azioni)[26] da parte delle squadre italiane. All'acquisto di quote della nuova società, tra gli altri, hanno partecipato anche i cugini dell'inline, gli Asiago Vipers[27].

Il quarto scudetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Asiago Hockey 2012-2013.
Layne Ulmer con la maglia giallorossa

Nella stagione 2012/13 l'Asiago parte, come tre anni prima, con gli sfavori del pronostico. La squadra infatti, complici numerosi problemi difensivi, sembra non convincere, finendo la stagione regolare relegata nel relegation round e non riuscendo a classificarsi per la final four di coppa Italia. Tuttavia, con il roster al completo, l'Asiago ingrana ed inizia a collezionare diversi risultati positivi che gli consentono di chiudere al primo posto la classifica nel relegation che vale il sesto posto assoluto. L'Asiago deve quindi affrontare nei playoff la terza classificata, i campioni in carica del Bolzano, che vengono sorprendentemente battuti piuttosto agevolmente. Nelle semifinali si ripete invece lo scontro degli ultimi anni, quello contro il Val Pusteria, team favorito in partenza anche per l'aver vinto la regular season per la terza volta consecutiva. Altrettanto sorprendentemente l'Asiago piega gli altoatesini, soprattutto grazie all'esplosione della prima linea (composta da Bentivoglio, Ulmer e Di Domenico) che appare la linea più forte del campionato, tanto da avere in Bentivoglio il top scorer della serie A (che all'Asiago mancava dai tempi di Lucio Topatigh). Sconfitti nettamente i lupi gialloneri (serie conclusasi 4-0 per l'Asiago, con 23 gol realizzati e 7 subiti), l'Asiago ottiene quindi la sua nona finale playoff, la terza in quattro anni. Dopo aver battuto campioni e vicecampioni d'Italia, in finale l'Asiago sfida il Valpellice, squadra alla sua prima finale scudetto e che solo 7 anni prima era farm-team proprio dell'Asiago[28] ma che comunque aveva vinto, pochi mesi prima della finale, il suo primo trofeo, la coppa Italia. La serie si chiude a gara-5 nel palaghiaccio olimpico di Torre Pellice dove l'Asiago batte i padroni di casa per 6-5 all'overtime, le quattro vittorie degli stellati contro la sola vittoria del Valpellice ottenuta in gara-3 regalano così all'Asiago il suo quarto titolo, terzo in quattro anni.
Al termine dei playoff, in sole 15 partite la prima linea dell'Asiago metterà a segno ben 110 punti, nonostante la defezione per un paio di partite del centro Layne Ulmer.
La stagione trionfale della società giallorossa si è inoltre conclusa con tutte le squadre giovanili dell'Asiago piazzatesi entro i primi 4 posti dei rispettivi campionati, con la under-14 che ha anche vinto il titolo battendo nella gara decisiva il Val Pusteria per 8-0 fuori casa. Tali prestazioni hanno confermato la solidità del vivaio asiaghese oltre che l'attestare la struttura societaria come una delle migliori del panorama nazionale[29].

Ultime stagioni[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2013/14 (la cinquantesima nel massimo livello del campionato italiano per l'Asiago) ha visto gli stellati partire in quarta, andando a conquistare subito la vetta della classifica e andando anche a vincere dapprima la supercoppa italiana (nel match disputato contro il Valpellice) e poco dopo il girone di semifinale di Continental Cup giocato in casa, dove l'Asiago ha battuto agevolmente i campioni britannici in carica, quelli kazaki e i vincitori del secondo livello del campionato russo. In coppa Italia è uscito invece in semifinale. Successivamente ha giocato, per la seconda volta nella sua storia, la SuperFinal di Continental Cup (giocata ancora una volta a Rouen), dove, dopo un ottimo esordio (6-0 ai padroni di casa dei Dragons de Rouen), niente ha potuto contro i campioni norvegesi dello Stavanger Oilers (in procinto di iscriversi in KHL) e i fortissimi ucraini del Donbass Donetsk (già incontrati due anni prima e che si trovavano al momento terzi in classifica in Kontinental Hockey League). Dopo la finale europea, anche a causa di numerosi infortuni e delle molte partite da recuperare, la squadra ha perso la testa della classifica e nel mese di febbraio anche il suo giocatore più rappresentativo, il fuoriclasse Chris DiDomenico (che si trovava in testa alla classifica dei top scorer), intenzionato a giocare in un campionato di maggior visibilità come quello svizzero[30]. L'Asiago termina quindi la stagione regolare al secondo posto, e dopo aver perso la sfida col Val Pusteria nel primo turno dei playoff, in questa stagione rivoluzionati, passa il secondo turno contro il Vipiteno ed accede così alla semifinale, dove incontra il Renon che però ha la meglio sugli stellati, che, oltre alla stanchezza per le numerose gare in più disputate rispetto agli avversari, si deve scontrare contro il goalie della squadra altoatesina, l'ex NHL Chris Mason, barriera insuperabile che permette alla squadra di Collalbo di giocarsi la sua quinta finale scudetto. L'Asiago termina quindi il campionato al 3º posto.

Il quinto titolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Asiago Hockey 2014-2015.
Michele Strazzabosco alle sue ultime apparizioni da giocatore: con la maglia dell'Asiago - coppe nazionali e competizioni europee escluse - giocherà oltre 700 partite

Nella stagione 2014/15 l'Asiago, dopo aver disputato un'ottima prima parte del campionato (raggiungendo il primo posto in classifica, ma non vincendo la regular season a causa della classifica avulsa) e dopo aver dominato la seconda fase del torneo, chiusa al primo posto dopo aver vinto quasi tutte le partite disputate contro le più forti squadre del torneo (inserite nel master round), incrociò ai quarti di finale l'HC Eppan, che aveva eliminato nello spareggio per l'accesso ai playoff il Cortina, e che si trovava così a disputare, per la prima volta nella propria storia, i playoff scudetto. La squadra altoatesina raggiunse i quarti allenata da Patrice Lefebvre, ex giocatore dei Milano Vipers che aveva affrontato più volte l'Asiago nelle finali scudetto di tre lustri prima. Dopo una tiratissima serie, arrivata addirittura a gara-7, l'Asiago riuscì ad avere la meglio e ad accedere alla sedicesima semifinale playoff della sua storia, dove affrontò i meneghini del Milano Rossoblu, eredi diretti proprio dei Vipers, tornati da poco in serie A. Al contrario dei pirati gialloblu, i milanesi vennero liquidati in sole 4 gare e l'Asiago tornò quindi, dopo un solo anno, a disputarsi una nuova finale scudetto, la decima della propria storia nei playoff. In finale l'Asiago incontrerà il Renon (già incontrato nella finale del 2010) campione d'Italia in carica e detentore anche dell'ultima coppa Italia. La serie è tiratissima, tanto che si deve andare a gara-7, dopo che l'Asiago spreca la possibilità di vincere il titolo a Collalbo, essendosi portato in vantaggio (3-2) nella serie. Il 9 aprile 2015, vincendo per 4 a 2 la settima partita di finale, i vicentini scuciono lo scudetto dalle maglie del Renon e si laureano per la quinta volta campioni d'Italia.

Ultima stagione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Asiago Hockey 2015-2016 e IIHF Continental Cup 2015-2016.

La stagione 2015-16 si è aperta con la conquista della terza supercoppa. Successivamente l'Asiago ha disputato (in casa) il girone di semifinale di Continental Cup, arrivando a qualificarsi (assieme al team danese dell'Herning Blue Fox, allenato dall'ex Mario Simioni) per la terza volta nella propria storia alla finale che, per l'ennesima volta, l'IIHF assegnò alla città francese di Rouen nonostante la candidatura delle altre finaliste tra cui anche Asiago. Subito dopo l'Asiago andò a disputare il turno preliminare di coppa Italia, giocando contro il Vipiteno che, nel draft, aveva scelto di sfidare proprio l'Asiago: grazie ad una schiacciante superiorità (punteggio totale di 12 reti a 5 per i giallorossi) la squadra di Lefebvre si qualificò per la FinalFour, uscendo però di misura nel match di semifinale giocato a Brunico contro i padroni di casa.
Nei primi giorni di gennaio l'Asiago volò quindi in Francia per disputare la SuperFinal continentale, dove però scese sul ghiaccio poco aggressivo, atteggiamento che costò ai giallorossi due sconfitte nelle prime due partite di finale, a nulla valse la vittoria nell'ultima partita in programma: nonostante lo stesso punteggio finale di altre due compagini, il team altopianese nella competizione europea (obiettivo stagionale della dirigenza) si qualificò al quarto ed ultimo posto a seguito della classifica avulsa.
In campionato, dopo aver superato solo alla settima gara il Valpellice (sesta classificata) nei quarti di finale, l'Asiago sfida il ValPusteria alle semifinali, dove però perde per ben 3 turni (per squalifica) il suo centravanti più pericoloso, Sean Bentivoglio. Dovrà inoltre giocare tutti i playoff prima col terzo portiere e poi con il secondo: Chris Carrozzi salterà infatti tutta la serie per motivi mai specificati. In semifinale gli stellati non decollano (tranne in gara 2 dove però la squadra altopianese perde all'overtime, complici alcune sviste arbitrali) e devono cedere il passo al team di Brunico che vince 4 partite su 4. L'Asiago si classifica quindi al terzo posto finale.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la casacca abbia subito nel corso degli anni numerose variazioni, l'uniforme di gioco tradizionale dell'HC Asiago, introdotta nel 1985, è una maglia gialla (blu o rossa in trasferta) costellata di stelle bianche (da qui il soprannome di stellati). I pantaloni sono normalmente in tinta con la maglia stessa oppure neri. La prima maglia dell'Asiago fu invece una divisa rossonera acquistata dai Diavoli Milano.
Oltre alla maglia stellata, in passato l'Asiago ha giocato anche con[Si indicano solo alcune variazioni di maglia note, manca la fonte per elencarne eventuali altre] maglia granata (periodo sponsorizzazione Despar); nera (con inserti giallo-rossi) (periodo sponsorizzazione Velo Dalbrenta); maglia arancio-nera (epoca sponsor Laverda) ed anche con casacca bianco-verde (periodo sponsorizzazione Caoduro e, più di recente, Gran Moravia). Più di recente (anni 2000) l'Asiago ha giocato anche alcune stagioni con una maglia in prevalenza bianca.

L'emblema storico che rappresenta la squadra è la spatola di una stecca da hockey con la scritta dell'anno di fondazione (1935), simbolo ripreso dalla stagione 2012-13 quando l'Asiago assunse la nuova denominazione (in precedenza l'emblema usato era l'effigie di un leone).

Denominazioni e sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

La squadra nel corso degli anni ha cambiato più volte la denominazione ufficiale, legandola di volta in volta ai diversi sponsor. Negli anni '70 l'Asiago fu sponsorizzato dalla Laverda, azienda vicentina produttrice di macchine agricole e delle omonime motociclette e in seguito dalla Despar (società olandese della grande distribuzione) mentre negli anni '80 si ricordano le sponsorizzazioni Velo Dalbrenta e Finestre Schüco[Manca la fonte del preciso periodo di sponsorizzazione di queste aziende e non è chiaro se in questi anni vi furono eventuali altre sponsorizzazioni] e poi la collaborazione con EuroTv Telepadova (in seguito Italia 7), nata nel campionato 1985/86, che fu anche l'anno della prima finale playoff giocata dall'Asiago. Successivamente il main sponsor sarà la Caoduro (col quale vinse il primo trofeo della propria storia, la coppa Italia nel 1991), altra azienda vicentina, leader nella produzione di coperture trasparenti, mentre, dalla stagione 1993/94 e per i successivi 16 anni, sino al campionato 2008/09, la squadra fu sponsorizzata dal gruppo Unicomm della famiglia scledense Cestaro, prima col marchio A&O e poi (nelle ultime due stagioni e mezzo) Emisfero. Dal torneo 2009/10 al 2013/14 lo sponsor è stato invece la Migross, altra azienda (questa volta veronese) operante nel settore della grande distribuzione, tranne la parentesi della Continental Cup giocata nel 2013-14 allorquando l'Asiago fu sponsorizzato dalla Gran Moravia (azienda vicentina produttrice di prodotti caseari) appositamente per questa manifestazione. Nella stagione 2014-2015, dopo aver giocato di fatto la prima parte della stagione senza sponsor (usando le maglie dell'anno precedente), lo sponsor principale divenne (per una sola giornata) la locale Rigoni di Asiago (che in precedenza aveva già sponsorizzato anche la maglia della Nazionale) e per il prosieguo della stagione il Consorzio fra i Caseifici dell'Altopiano di Asiago. Entrambi gli sponsor tuttavia non legarono ufficialmente il proprio nome alla squadra. L'anno successivo gli stellati giocarono ancora senza main sponsor, eccezion fatta per le partite di Continental Cup e di playoff, dove la squadra, nella competizione europea, come nell'ultima edizione da essa disputata, quella del 2013/14, giocò con sponsorizzazione Gran Moravia mentre nei playoff con sponsorizzazione Brazzale (azienda dello stesso marchio Gran Moravia).

Squadre affiliate[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 settembre 2009 nasce da una costola dell'HC Asiago l'Asiago Hockey 1935, società che si stacca dalla prima squadra per occuparsi esclusivamente del settore giovanile, della serie C e del settore femminile[31]. Dal luglio 2012, il nome della nuova società sarà assunto anche dalla società principale.

La squadra giovanile dell'Asiago, l'Amatori Asiago, dalla stagione 2010/11 assume invece la nuova denominazione in HC Roana. In passato l'Amatori Asiago ha disputato anche alcuni campionati di serie A2.

Giovanili[modifica | modifica wikitesto]

L'Asiago partecipa ai campionati giovanili con le rappresentative che vanno dalla under-8 alla under-20[32].

Farm Team[modifica | modifica wikitesto]

« Mi sono reso conto che Asiago è una realtà hockeystica molto particolare, perché è un posto lontano da tutti »
(Martin Pavlu)

Nella stagione 2005/06 il farm team dell'Asiago fu il Valpellice mentre, dopo alcuni anni di collaborazione ad opera dell'A.S. Hockey Pergine[33] di Pergine Valsugana, nel 2010 e nel 2011 il farm team dell'HC Asiago è stato l'HC Feltreghiaccio[34] di Feltre. Nella stagione 2011/2012 il farm-team è stato invece l'EV Bozen 84[35][36], la seconda squadra di Bolzano. Dopo un anno senza farm team (vi fu soltanto un accordo col Merano -farm team del Val Pusteria- per la cessione in prestito del giovane portiere Marozzi) dalla stagione 2013/14 è stato siglato un nuovo accordo di collaborazione con l'ASH Pergine.

Palaghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Hodegart.
Lo stadio

Il palaghiaccio di Asiago, noto come Pala Hodegart (spesso erroneamente chiamato Odegar), è lo stadio del ghiaccio di Asiago nel quale vengono disputate le partite dell'Asiago Hockey a partire dalla stagione 1977/78. Proprio a causa della mancanza di un palazzetto l'Asiago nel 1976 venne retrocesso d'ufficio in serie B, campionato che comunque verrà subito vinto, con l'Asiago pronto per disputare nuovamente la serie A all'Hodegart costruito a tempo record.
Prima della costruzione del palaghiaccio, a partire dalla fine degli anni '40, le partite venivano infatti disputate sui campi da tennis ghiacciati della località "Millepini", mentre dal 1935 al 1950 si disputavano sul Lago Lumera (dal 1938 alcune partite vennero disputate su una pista realizzata sull'attuale campo da calcio "Zotti", denominata dagli appassionati "fossa dei serpenti", poi abbandonata per l'eccessivo irraggiamento solare), su una pista di metri 55x25. Le partite al Lumera venivano giocate tuttavia solo quando lo strato di ghiaccio era sufficientemente spesso, in alternativa infatti i giocatori si ritrovavano in altre località dove il ghiaccio era sufficientemente solido da permettere di giocare
Nel 1980 iniziano i lavori per la palazzina d'ingresso mentre nel 1985 quelli per la copertura in legno lamellare, ultimata l'anno seguente. Nel 1991 vengono costruite le attuali tribune e gli spogliatoi mentre nel 1996 hanno inizio i lavori di costruzione dell'11° capriata del tetto e per la chiusura perimetrale dell'impianto. Negli anni Duemila vengono costruite le nuove balaustre con i cristalli e quindi una serie di completamenti ed abbellimenti della palazzina d'ingresso (come la "sala VIP", molto frequentata da personaggi illustri come Roberto Baggio).
Il palaghiaccio, che consta di una capacità di circa 3.000 posti (di cui 2.200 a sedere), sorge sul piazzale della ex stazione di Asiago della soppressa Ferrovia Rocchette-Asiago, a pochi passi dal centro cittadino, pressappoco nel luogo nel quale vi era la rimessa locomotive.
L'Hodegart sorge sull'omonima località, e lo stesso termine Hodegart deriva dal cimbro Hodegart, cioè orto (gart) di Höðr (Hoder), spirito della mitologia norrena (la presenza di toponimi di origine norrenica non è rara sull'Altopiano dei Sette Comuni).

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

2000-01, 2009-10, 2010-11, 2012-13 e 2014-15
1991, 2000-01 e 2001-02
2003, 2013 e 2015
1954-55 e 1976-77
1967-68

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1983/84 (anno di introduzione dei playoff nel campionato italiano) i piazzamenti in campionato tengono conto della posizione al termine degli stessi e non della posizione in regular season.

Cronistoria dell'HC Asiago
  • 1935 - Fondazione
  • 1936 - solo serie minori
  • 1937 - solo serie minori
  • 1938 - Ammesso alle eliminatorie per la Serie B
    perde il girone eliminatorio per entrare in Serie B
  • 1939 - campionati nazionali non disputati
  • 1940 - 3° in Serie B

  • 1941 - ? Serie B?
  • 1942 - campionati nazionali non disputati
  • 1943 - campionati nazionali non disputati
  • 1944 - campionati nazionali non disputati
  • 1945 - campionati nazionali non disputati
  • 1946 - campionati nazionali non disputati
  • 1947 - ? Serie B?
  • 1948 - 3° in Serie A (girone C)
  • 1949 - 3° in Serie A (girone C)
  • 1950 - 3° in Serie A (girone A)

  • 1951 - ? in Serie A (girone C)
  • 1952 - 1° in Serie A (girone B)
    perde le finali scudetto giocate contro Milano Inter, Diavoli R.N. ed Auronzo
  • 1953 - 3° in Serie A (girone B)
  • 1954 - 8° in Serie A
    perde lo spareggio con il Torino (1° in Serie B) Red Arrow Down.svg viene retrocesso in Serie B
  • 1955 - 1° in Serie B (girone C)
    vince il girone finale della Serie B (1° in Serie B) ma perde lo spareggio promozione contro l'Ortisei (ultimo in Serie A)
  • 1956 - 1° in Serie B (girone D)
    perde il girone finale giocato contro il Latemar, il Vipiteno e l'Amatori Milano
  • 1957 - ?
  • 1958 - ?
  • 1959 - ?
  • 1960 - ?

  • 1961 - ?
  • 1962 - ?
  • 1963 - ?
  • 1964 - ?
  • 1965 - ?
  • 1966 - 2° in Serie C - perde la finale promozione con l'Auronzo ai tempi supplementari e rimane in Serie C (allora chiamato Torneo di Promozione)
  • 1967 - 2° in Serie C - perde la finale promozione con il Cavalese e rimane in Serie C (allora chiamato Torneo di Promozione)
  • 1968 - 1° in Serie C - vince la finale promozione con il Cervino Green Arrow Up.svg promosso in Serie B
  • 1969 - ? Serie B
  • 1970 - ? Serie B Green Arrow Up.svg promosso in Serie A

  • 1971 - 6º in Serie A
  • 1972 - 7º in Serie A
  • 1973 - 8º in Serie A
  • 1974 - 8º in Serie A
  • 1975 - 6º in Serie A
  • 1976 - 6º in Serie A Red Arrow Down.svg retrocesso d'ufficio in Serie B per mancanza di pista artificiale
  • 1977 - 1º in Serie B Green Arrow Up.svg promosso in Serie A
  • 1978 - 6º in Serie A
  • 1979 - 6º in Serie A
  • 1980 - 5º in Serie A

 
  • 1981 - 7º in Serie A
  • 1982 - 3º in Serie A Bronzen medaille.svg
  • 1983 - 3º in Serie A Bronzen medaille.svg
  • 1984 - 6º in Serie A
    (6° in regular season)
  • 1985 - 7º in Serie A
    (5° in regular season)
  • 1986 - 2º in Serie A - perde la finale scudetto col Merano Zilveren medaille.svg
    (4° in regular season)
  • 1987 - 6º in Serie A
    (7° in regular season)
  • 1988 - 6º in Serie A
    (7° in regular season)
  • 1989 - 4º in Serie A
    (3° in regular season)
  • 1990 - 2º in Serie A - perde la finale scudetto col Bolzano Zilveren medaille.svg
    (2° in regular season)

  • 1991 - 7º in Serie A
    Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo)
  • 1992 - 3º in Serie A Bronzen medaille.svg
    (5° in regular season)
    2° nel gruppo B in Alpenliga, non passa il turno per la classifica avulsa
  • 1993 - 4º in Serie A
    (5° in regular season)
    7° in Alpenliga
  • 1994 - 10º in Serie A
    (10° in regular season)
    14° in Alpenliga
  • 1995 - 10º in Serie A
    (10° in regular season)
  • 1996 - 6º in Serie A
    (6° in regular season)
    5° nel central group in Alpenliga
  • 1997 - 9º in Serie A
    (9° in regular season)
  • 1998 - 5º in Serie A
    (2° in regular season)
  • 1999 - 5º in Serie A
    (4° in regular season)
    9° in Alpenliga
  • 2000 - 2º in Serie A - perde la finale scudetto col Bolzano Zilveren medaille.svg
    (1° in regular season)

  • 2001 - Scudetto.svg Campione d'Italia (1º titolo) vince la finale scudetto coi Vipers Milano Gouden medaille.svg
    (1° in regular season)
    Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (2º titolo)
  • 2002 - 3º in Serie A Bronzen medaille.svg
    (1° in regular season)
    Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (3º titolo)
    Finalista di Supercoppa Italiana coi Vipers Milano
    Eliminato nel girone semifinale di Continental Cup
 
  • 2003 - 2º in Serie A - perde la finale scudetto coi Vipers Milano Zilveren medaille.svg
    (2° in regular season)
    Finalista di Coppa Italia coi Vipers Milano
    Eliminato nel girone semifinale di Continental Cup
  • 2004 - 2º in Serie A - perde la finale scudetto coi Vipers Milano Zilveren medaille.svg
    (3° in regular season)
    Supercoppaitaliana.png Vince la Supercoppa Italiana (1º titolo)
    Eliminato nel girone semifinale di Continental Cup
    Semifinalista di Coppa Italia
  • 2005 - 3º in Serie A Bronzen medaille.svg
    (3° in regular season)
  • 2006 - 5º in Serie A
    (5° in regular season)
  • 2007 - 9º in Serie A
    (9° in regular season)
  • 2008 - 9º in Serie A
    (9° in regular season)
  • 2009 - 5º in Serie A
    (5° in regular season)
  • 2010 - Scudetto.svg Campione d'Italia (2º titolo) vince la finale scudetto col Renon Gouden medaille.svg
    (3° in regular season)
    Semifinalista di Coppa Italia

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni nelle diverse serie del campionato italiano su 71 delle 82 edizioni cui l'Asiago ha preso parte.
Dati aggiornati alla stagione 2015/16

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Serie A, Serie A1, Elite.A 52 1947-1948 2015-2016
Promozione, Serie B ? 1938 1976-1977
Serie C, Promozione ?  ? 1967-1968

Competizioni europee[modifica | modifica wikitesto]

Tabella riassuntiva degli incontri nelle coppe europee disputati dall'HC Asiago.
La tabella tien conto delle sfide nelle coppe europee e non considera gli incontri in altre competizioni internazionali a carattere di campionato come ad esempio l'Alpenliga o il Torneo Sei Nazioni.

Stagione Competizione Città Round Club Risultato
2001-2002 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo N Bielorussia Keramin Minsk 5-2
2001-2002 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo N Italia HCJ Milano Vipers 2-2
2001-2002 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo N Svizzera HC Lugano 4-4
2002-2003 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo K Bielorussia Keramin Minsk 3-3
2002-2003 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo K Slovenia HDD Olimpija Ljubljana 3-2
2002-2003 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo K Finlandia Mikkelin Jukurit 1-2
2003-2004 IIHF Continental Cup Rouen Francia Semifinali – Gruppo G Francia Hockey Club Amiens Somme 2-3
2003-2004 IIHF Continental Cup Rouen Francia Semifinali – Gruppo G Paesi Bassi Amsterdamsche Hockey 0-6
2003-2004 IIHF Continental Cup Rouen Francia Semifinali – Gruppo G Francia Rouen Hockey Élite 76 0-4
2010-2011 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo E Ucraina Sokil Kyiv 4-3 dtr
2010-2011 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo E Romania SC Miercurea Ciuc 6-1
2010-2011 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo E Danimarca SønderjyskE Ishockey 3-4 dtr
2011-2012 IIHF Continental Cup Herning Danimarca Semifinali – Gruppo D Regno Unito Sheffield Steelers 4-3 dtr
2011-2012 IIHF Continental Cup Herning Danimarca Semifinali – Gruppo D Ungheria Dunaújvárosi Acélbikák 3-2
2011-2012 IIHF Continental Cup Herning Danimarca Semifinali – Gruppo D Danimarca Herning Blue Fox 2-3 dts
2011-2012 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Francia Rouen Hockey Élite 76 0-6
2011-2012 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Ucraina HK Donbas 2-6
2011-2012 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Bielorussia Junost Minsk 1-4
2013-2014 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo D Kazakistan Yertis Pavlodar 3-1
2013-2014 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo D Russia Toros Neftekamsk 6-2
2013-2014 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo D Regno Unito Nottingham Panthers 3-2
2013-2014 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Francia Rouen Hockey Élite 76 6-0
2013-2014 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Ucraina HK Donbas 1-5
2013-2014 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Norvegia Stavanger Oilers 2-7
2015-2016 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo D Danimarca Herning Blue Fox 1-2 dtr
2015-2016 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo D Kazakistan Yertis Pavlodar 3-2
2015-2016 IIHF Continental Cup Asiago Italia Semifinali – Gruppo D Lettonia HK Mogo 4-0
2015-2016 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Francia Rouen Hockey Élite 76 2-4
2015-2016 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Danimarca Herning Blue Fox 0-4
2015-2016 IIHF Continental Cup Rouen Francia SuperFinal Polonia GKS Tychy 4-2

Roster stagione 2015/2016[modifica | modifica wikitesto]

# Naz. Giocatore Data di Nascita Luogo di Nascita Altezza (cm) Peso (kg) Ruolo Stecca (Presa)
1 Canada Chris Carrozzi 02/03/1990 Ottawa 191 84 Portiere Sinistra
65 Italia Alessandro Tura 26/05/1991 Asiago 181 76 Portiere Sinistra
32 Italia Davide Mantovani 14/04/1995 Asiago 187 84 Portiere Sinistra
1 Italia Marco Tononi ← ← ← 26/11/1996 Trento 178 64 Portiere Sinistra
65 Italia Simone Peiti ← ← ← 16/07/1997 Bolzano 182 78 Portiere Sinistra
23 Italia Stefano Marchetti 10/11/1986 Trento 181 74 Difensore Sinistra
4 Canada-Italia Daniel Sullivan (A)[38] 26/04/1987 Scarborough 181 85 Difensore Sinistra
3 Canada Mike Sullivan 16/06/1992 Toronto 185 85 Difensore Sinistra
7 Italia Andrea Strazzabosco 07/10/1994 Asiago 182 78 Difensore Destra
17 Italia Lorenzo Casetti 14/09/1993 Trento 190 80 Difensore Sinistra
15 Italia Enrico Miglioranzi 08/10/1991 Padova 183 82 Difensore Sinistra
26 Italia Nicola Munari 21/12/1995 Asiago 179 88 Difensore Sinistra
26 Italia Andrea Ambrosi 07/03/1987 Trento 186 86 Difensore Destra
6 Italia Michele Basso 31/05/1997 Asiago 185 83 Difensore Sinistra
 ? Italia Luca Franza ← ← 29/02/1992 Bolzano 198 103 Difensore Sinistra
51 Rep. Ceca Aleš Sova → → ← ← ←← 24/09/1991 Brno 184 92 Difensore Sinistra
4 Italia Andrea Tura ← ← ← 15/05/1997 Asiago  ?  ? Difensore  ?
6 Italia Michele Basso ← ← ← 31/05/1997 Thiene 185 83 Difensore Sinistra
7 Italia Andrea Chizzola ← ← ← 18/10/1995 Trento 179 73 Difensore Sinistra
15 Italia Alberto Meneghini ← ← ← 08/10/1991 Trento 172 84 Difensore Sinistra
17 Italia Leonardo Marchesini ← ← ← 27/03/1997 Trento 180 63 Difensore Destra
26 Italia Alessandro Ambrosi ← ← ← 07/04/1994 Trento 180 72 Difensore Destra
24 Italia Andreas Lutz 30/03/1986 Merano 171 77 Difensore/Attaccante Destra
18 Canada Layne Ulmer 14/09/1980 North Battleford 186 95 Centro Sinistra
19 Canada-Italia Sean Bentivoglio 16/10/1985 Thorold 180 84 Centro/Ala sinistra Sinistra
10 Canada-Italia Dave Borrelli 04/01/1981 Sault Ste. Marie 176 81 Centro Sinistra
14 Italia Matteo Tessari 30/07/1989 Asiago 184 82 Centro Sinistra
9 Italia Nicola Tessari 10/11/1987 Asiago 175 75 Ala sinistra Sinistra
55 Italia Federico Benetti (C)[39] 08/06/1986 Asiago 170 75 Ala Destra
11 Italia Mirko Presti 29/09/1991 Asiago 180 77 Ala Sinistra
16 Italia Michele Stevan 11/03/1993 Asiago 181 79 Ala Sinistra
95 Italia Marco Magnabosco 12/08/1995 Asiago 167 70 Attaccante Destra
88 Italia Fabrizio Pace 11/10/1995 Torino 175 72 Attaccante Sinistra
27 Italia Diego Iori (A) 20/05/1986 Cavalese 168 75 Ala sinistra Sinistra
21 Canada Anthony Nigro 11/01/1990 Vaughan 183 84 Centro/Ala Sinistra
94 Italia Davide Conci 20/03/1996 Trento 180 80 Attaccante Sinistra
94 Italia Andrea Meneghini 30/03/1995 Trento 170 68 Attaccante Sinistra
13 Canada Anthony Luciani 13/05/1990 Maple 173 85 Ala destra Destra
13 Italia Davide Dal Sasso 13/02/1997 Asiago 180 65 Attaccante Sinistra
9 Italia Miran Deluca ← ← ← 27/02/1998 Trento 184 76 Attaccante Sinistra
11 Italia Luca Rigoni ← ← ← 01/01/1975 Asiago 178 83 Attaccante Sinistra
14 Italia Davide Rodeghiero ← ← ← 19/07/1994 Asiago ?  ? Attaccante Sinistra
18 Italia Davide Xamin ← ← ← 19/03/1996 Varese 185 100 Attaccante Sinistra
23 Italia Stefano Piva ← ← ← 21/06/1991 Trento 175 88 Centro Sinistra
51 Italia Francesco Decarli ← ← ← 30/11/1996 Trento 190 79 Attaccante Sinistra
88 Italia Daniele Colombini ← ← ← 17/12/1997 Trento 185 78 Attaccante Sinistra
 ? Canada-Italia Paul Zanette → → → 08/04/1988 Nobleton 185 86 Ala sinistra Sinistra

← in prestito dal farm team Pergine
← ← in prestito dal Caldaro (annunciato ufficialmente ma mai arrivato a causa di problematiche di farm team)[40]
← ← ← giocatori provenienti dalla U20 e (in prevalenza, per l'impegno nello stesso giorno della U20) dalla U18 dell'Asiago e dal Pergine, schierati il 06/01/2016 nella partita contro il Renon, rifiutatosi di rinviare il match per l'impegno europeo dell'Asiago
→ dal 09/11/2015
→ → dal 23/12/2015 e ← ← ← ← fino al 21/01/2016
→ → → dal 02/02/2016
↓ assente in attesa della Green Card

Organigramma societario[modifica | modifica wikitesto]

Area direttiva
  • Presidente: Piercarlo Mantovani
  • Direttore sportivo: Renato Tessari
  • Team manager: Antonio Rigoni
Staff tecnico
Area sanitaria
  • Medico: Gaetano Scuderi
  • Medico: Giovanni Costacurta
  • Fisioterapista: Nicolò Milan
  • Fisioterapista: Tiziano Vellar
Area organizzativa
  • Attrezzista: Manuele Dalle Ave

Roster delle stagioni precedenti[modifica | modifica wikitesto]

AsiagoHockey1935logo.jpg
Asiago Hockey - archivio delle stagioni

1935 · 1936 · 1937 · 1938 · 1939 · 1940 · 1941 · 1942 · 1943 · 1944 · 1945 · 1946 · 1947 · 1947-48 · 1948-49 · 1949-50 · 1950-51 · 1951-52 · 1952-53 · 1953-54 · 1954-55 · 1955-56 · 1956-57 · 1957-58 · 1958-59 · 1959-60 · 1960-61 · 1961-62 · 1962-63 · 1963-64 · 1964-65 · 1965-66 · 1966-67 · 1967-68 · 1968-69 · 1969-70 · 1970-71 · 1971-72 · 1972-73 · 1973-74 · 1974-75 · 1975-76 · 1976-77 · 1977-78 · 1978-79 · 1979-80 · 1980-81 · 1981-82 · 1982-83 · 1983-84 · 1984-85 · 1985-86 · 1986-87 · 1987-88 · 1988-89 · 1989-90 · 1990-91 · 1991-92 · 1992-93 · 1993-94 · 1994-95 · 1995-96 · 1996-97 · 1997-98 · 1998-99 · 1999-00 · 2000-01 · 2001-02 · 2002-03 · 2003-04 · 2004-05 · 2005-06 · 2006-07 · 2007-08 · 2008-09 · 2009-10 · 2010-11 · 2011-12 · 2012-13 · 2013-14 · 2014-15 · 2015-16 ·

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Hockeisti su ghiaccio dell'Asiago Hockey

Maglie ritirate[modifica | modifica wikitesto]

AsiagoHockey1935logo.jpg
Maglie ritirate
  • Il difensore di stecca destra Darcy Robinson è deceduto il 27 settembre 2007 durante la prima partita di campionato per un improvviso attacco di cuore. La società decise in seguito di ritirarne il numero di maglia e di esporre all'entrata dello stadio una grande maglia giallorossa recante il suo numero, il 5.
  • L'attaccante Lucio Topatigh, cresciuto nell'Asiago, nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame della IIHF (prestigiosa onorificenza concessa soltanto ad un altro giocatore di scuola italiana), da qui l'intenzione della società di ritirarne il numero (con una cerimonia organizzata il 28 dicembre 2014, pochi giorni dopo l'annuncio del premio dato dalla Federazione internazionale).

Vivaio[modifica | modifica wikitesto]

Tra i numerosi giocatori usciti dal vivaio asiaghese vanno ricordati:

Record di punti[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati al termine della stagione 2015/16.[7]

N.B.: Sono escluse dalle statistiche le presenze durante i playoff scudetto e nelle competizioni sia nazionali che internazionali - in grassetto i giocatori ancora nel roster dell'Asiago.
I dati non sono completi ma si basano solo sui campionati più recenti.

Naz. Giocatore PG G A TP
Canada Italia Mario Simioni 284 390 343 733
Canada Italia Santino Pellegrino 241 313 315 628
Italia Lucio Topatigh 340 203 256 459
Canada Italia John Parco 332 143 192 335
Canada Layne Ulmer 266 148 177 325
Canada Italia Dave Borrelli 316 128 189 317
Canada Italia Sean Bentivoglio 203 99 207 306
Italia Giorgio De Bettin 276 113 178 291
Italia Luca Rigoni 492 106 181 287
Stati Uniti Tom Ross 90 131 146 277

PG: partite giocate con l'Asiago Hockey nel campionato italiano (playoff e competizioni nazionali ed internazionali esclusi)
G: goal
A: assist
TP: totale punti

Stranieri dell'Asiago[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito l'elenco dei 228 giocatori stranieri che sono stati ingaggiati dall'Asiago Hockey a partire dalla stagione 1968/69.
Dati aggiornati al 23/12/2015

# Nazionalità Giocatori
167 Canada Canada Jerry Hudson, Larry Hutchinson, Jerry Lacasse, Mike Hubbert, Bob Read, Mario Pugliese, Larry Israelson, Dave Jack, Ric Jordan, Steve Cupolo, Wayne Bianchin, Frank Gallo, Tom Milani, John Bellio, Bob De Piero, Santino Pellegrino, Cary Farelli, Kim Gellert, Nick Sanza, Dale Derkatch, Mario Simioni, Hilton Ruggles, Angelo Catenaro, Tim Krug, Blaine Stoughton, Bob Sullivan, Albert Di Fazio, James Camazzola, Taylor Hall, Mitch Lamoreaux, Perry John Turnbull, Tom McCarthy, Mike Zanier, Mark Cupolo, Cliff Ronning, Ken Yaremchuk, Mario Brunetta, Greg Hawgood, Doug Wickenheiser, Mario Cerri, Tim Armstrong, Antonio Armando Savarin, Steve Graves, Ken Linseman, Mark Montanari, Ray Podloski, John Parco, John Tucker, Marco Iannuzzi, Emanuele Butera, Frank Di Muzio, Jason Cirone, Angelo Maggio, Tony Cimellaro, Mark Kaufmann, Bruno Campese, Domenic Amodeo, Andy Rymsha, Dave Doucette, Daniel Del Monte, Mario Nobili, Chris Longo, Trevor Sim, Frank Pietrangelo, Francesco De Santis, Gino Pulente, John Wynne, Joe Ciccarello, Kevin Miehm, Sandro Pisani, Jason Trinetti, Frederic Teeder Wynne, Jason Elders, Jean Baptiste Dell'Olio, Kim Maier, Mike Torchia, Brett Colborne, Christian Proulx, John Bossio, Agostino Casale, Trevor Gallant, Anthony Iob, Michel Mongeau, Dominic Perna, Reginald Savage, Carmine Vani, François Gravel, Chad Biafore, Dave Craievich, Patrick Deraspe, Eric Lecompte, Steve Palmer, Mike Burman, Martin Gendron, Eric Houde, David Di Gironimo, Dany Bousquet, Mark Coletta, Richard Laplante, Mike De Angelis, Domenic Parlatore, Adam Colagiacomo, Matthieu Descoteaux, Giulio Scandella, Jeff Ricciardi, Maurizio Bortolussi, Adam Russo, Mathieu Dandenault, Stephane Quintal, David Cooper, Franco Narcisi, Fernando Pisani, Rico Fata, Daniel Gauthier, Scott Ricci, Darcy Robinson, Kyle Rossiter, Jason Tessier, Carter Trevisani, Pat Iannone, Jordan Bianchin, Jonathan Pittis, Nick Romano, Ryan Robinson, Mike D'Alessandro, Nathan Forster, Matthew Iannetta, Chris Leinweber, Daniel Bellissimo, Trevor Johnson, Dave McIsaac, Nick Plastino, Dave Borrelli, Francesco DeFrenza, Chris Stanley, Luciano Aquino, Ryan Menei, Daniel Pegoraro, Ralph Intranuovo, Layne Ulmer, Vince Bellissimo, Michael Henrich, Andrew Perugini, Adam Henrich, Anthony Grieco, Drew Fata, Matthew MacDonald, Julian Zamparo, Sean Bentivoglio, Jason Pitton, Josh Tordjman, Vincenzo Marozzi, Dan Sullivan, Davide Nicoletti, Paul Zanette, Chris DiDomenico, Tyler Plante, Jeremy Rebek, André Signoretti, Marc Zanette, Nick Ross, Scott Hotham, Taylor Carnevale, Anthony Nigro, Mike Sullivan, Chris Carrozzi, Anthony Luciani
24 Stati Uniti Stati Uniti Patrick DeMarchi, Mark Stuckey, Dave Tomassoni, Tom Ross, Guido Tenisi, Gerard Ciarcia, Patrick Micheletti, David Franzosa, Tony Szabo, Greg Burke, Michael Kelleher, Kent Salfi, Cory Laylin, Joe Bianchi, Tony Tuzzolino, Mike Omicioli, Drew Omicioli, Cliff Loya, Damian Surma, Matthew DeMarchi, Joe Zappala, John Vigilante, Jeff Lerg, Kevin DeVergilio
8 Finlandia Finlandia Lasse Oksanen, Tommy Grönlund, Mika Kortelainen, Marko Kuikka, Veli Pekka Hard, Lauri Kinos, Henri Laurila, Mika Lehtinen
5 Russia Russia Igor Stelnov, Vyacheslav Uvayev, Alexander Yudin, Sergei Ivanov, Oleg Maltsev
4 Svezia Svezia Jens Hellgren, Mikael Tjälldén, Stefan Bergkvist, Calle Bergström
4 Svizzera Svizzera Marco Streit, Didier Schafer, Flavio Streit, Claudio Isabella
4 Slovenia Slovenia Ivo Jan, Albin Felc, Gorazd Hiti, Sabahudin Kovačevič
4 Rep. Ceca Rep. Ceca Ladislav Benýšek, Adam Sedlák, Radovan Gabri[44], Aleš Sova
3 Lettonia Lettonia Vadims Romanovskis, Vitalijs Galuzo, Aigars Cipruss
1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Dušan Pašek
1 Ucraina Ucraina Aleksander Vasylevsky
1 Bielorussia Bielorussia Alexander Galchenyuk
1 Ungheria Ungheria Levente Szuper
1 bandiera Jugoslavia Mustafa Bešić

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Asiago Hockey
AsiagoHockey1935logo.jpg
Allenatori

?
?
?

?
?
?

?
?
?

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

AsiagoHockey1935logo.jpg
Presidenti

?
?
?

?
?
?
?

Tifo organizzato[modifica | modifica wikitesto]

I tifosi dell'Asiago vivono un'accesa rivalità soprattutto con le squadre del Cortina, Milano, Bolzano e, più di recente, Val Pusteria, per ragioni storiche e campanilistiche. Infatti per la vicinanza geografica e per un rapporto d'amicizia con l'Alleghe Hockey vi è una rivalità con l'altra importante squadra veneta, il Cortina; mentre, soprattutto per le sfide scudetto del passato, vi è una rivalità con il Milano e con le due squadre altoatesine (col Val Pusteria dagli ultimi anni).

Curva dei sostenitori dell'Asiago prima di una partita

Il cuore del tifo organizzato della squadra vicentina è la "Curva Sud", ritrovo dei tifosi più accesi. A seguire le partite dell'Asiago vi è anche un buon numero di sostenitori (stimabile nel 60% degli spettatori)[45] che salgono sull'Altopiano dalla pianura veneta.

Gruppi ultras[modifica | modifica wikitesto]

  • Inferno Giallorosso: risiedevano in Curva Sud. Fu il primo gruppo di tifo organizzato ad Asiago.
  • Slegar Commando Asiago: fondati nel 1989 e sciolti nel 1999. Risiedevano in Curva Sud.
  • Cimbri Armati: fondati nel 1999 e sciolti nel 2014. Risiedevano in Curva Sud.
  • Guardiani dell'Odegar: fondati nell'estate 2014 a seguito dello scioglimento dei Cimbri Armati. Risiedono in Curva Sud.
  • Lusiana Giallorossa: nati nel 2009 da una costola dei Cimbri Armati, costituiti essenzialmente da ragazzi provenienti dalla zona sud dell'Altopiano, risiedono in Curva Sud.
  • Ragazzacce: risiedevano in Curva Sud.
  • Valstagna Ultrà: risiedevano in Curva Sud.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'Asiago s'è presentato, hockeytime.net. URL consultato il 19 agosto 2011.
  2. ^ Intervista a Capitan Rigoni, icehockeyonline.net. URL consultato il 1º gennaio 2012.
  3. ^ La storia dell'U.S. Asiago Sci “scritta da Edoardo Carli nel 1942”, usasiago.com. URL consultato il 23 aprile 2011.
  4. ^ La squadra del Nord Torino ad Asiago, archiviolastampa.it. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  5. ^ Paolo Pozzato, Ruggero Dal Molin, Vittorio Corà e Francesco Zambon, L'Altopiano ritrovato. L'Altopiano dei Sette Comuni nelle immagini inedite dell'archivio Francesco Zambon, Itinera Progetti.
  6. ^ 78 anni di storia: dal 1935 a questo mondiale (PDF), asiagohockey.it. URL consultato il 10 gennaio 2014.
  7. ^ a b Fonte dei dati eliteprospects.com: molto probabilmente, trattandosi di dati non recenti, non sono completi ma parziali.
  8. ^ (FR) Alpenliga 1991/92, hockey365.celeonet.fr. URL consultato il 9 aprile 2011.
  9. ^ (FR) Alpenliga 1998/99, hockey365.celeonet.fr. URL consultato il 9 aprile 2011.
  10. ^ (FR) Coupe Continentale 2001/02, hockey365.celeonet.fr. URL consultato il 23 giugno 2010.
  11. ^ Storia Asiago Hockey, asiagohockey.it. URL consultato il 3 aprile 2010.
  12. ^ (EN) Legends of hockey: Rico Fata, legendsofhockey.net. URL consultato il 13 aprile 2010.
  13. ^ Asiago: ingaggiati dalla NHL Mathieu Dandenault e Stephane Quintal, hockeytime.net. URL consultato il 13 aprile 2010.
  14. ^ (EN) NHL career stats: Fernando Pisani, tsn.ca. URL consultato il 13 aprile 2010.
  15. ^ Robinson è morto di malattia, gazzettahockey.it. URL consultato il 9 aprile 2011.
  16. ^ 1000 di questi giorni (PDF), asiagohcrovigo.altervista.org. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  17. ^ Dati eliteprospects.com probabilmente parziali
  18. ^ Al via la sfida finale tra Ritten Sport e Asiago, rittensport.it. URL consultato il 16 aprile 2010.
  19. ^ L'Odegar saluta la serie A1 2009/10, gazzettahockey.it. URL consultato il 17 aprile 2010.
  20. ^ U18, Div 2 – Asiago batte Fassa ed è campione, hockeytime.net. URL consultato il 17 aprile 2011.
  21. ^ Bentivoglio e Lerg trascinano l'Asiago nel debutto di Continental, hockeytime.net. URL consultato il 27 novembre 2011.
  22. ^ Asiago e Tucker si separano, asiagohockey.it, 6 febbraio 2012. URL consultato il 6 febbraio 2012.
  23. ^ Intervista a Thomas Laconi di “Tutto l'hockey minuto per minuto”, icehockeyonline.net. URL consultato il 10 marzo 2012.
  24. ^ Il campionato secondo Michele Bolognini, icehockeyonline.net. URL consultato il 10 marzo 2012.
  25. ^ Costituita la Asiago Hockey 1935 srl, radioasiago.it. URL consultato il 21 luglio 2012.
  26. ^ È nato l'Asiago srl, hockeytime.net. URL consultato il 26 luglio 2012.
  27. ^ Asiago fa la conta. Pronta al varo la nuova società, ilgiornaledivicenza.it. URL consultato il 21 luglio 2012.
  28. ^ Verso la supersfida Valpe-Asiago: il racconto del ghiaccio parte nel 1941, ecodelchisone.it. URL consultato il 26 marzo 2013.
  29. ^ Asiago, uno scudetto costruito a tavolino. La ricetta del terzo trionfo in 4 anni: struttura societaria, cura del vivaio, sforzi mirati solo ai playoff, altoadige.gelocal.it. URL consultato il 14 aprile 2013.
  30. ^ Chris DiDomenico dall'Asiago al Langnau, asiagohockey.it, 15-02-2014. URL consultato il 15-02-2014.
  31. ^ Le società stellate presentano le proprie squadre d'eccellenza (PDF), asiagohockey.it. URL consultato il 7 agosto 2011.
  32. ^ Elenco news giovanili, asiagohockey.it. URL consultato il 30 dicembre 2011.
  33. ^ A2 – Arriva il Pergine!, hockeytime.net, 6 maggio 2011. URL consultato il 6 maggio 2011.
  34. ^ Ufficiale: Feltreghiaccio sarà FARMTEAM dell'Asiago Hockey, feltreghiaccio.it, 29 luglio 2009. URL consultato il 9 aprile 2010.
  35. ^ Ralph Intranuovo diventerà un "White Weasel", sportnews.bz, 9 agosto 2011. URL consultato il 9 agosto 2011.
  36. ^ L'Asiago s'è presentato, hockeytime.net, 19 agosto 2011. URL consultato il 19 agosto 2011.
  37. ^ Chiude la stagione regolare al primo posto a pari merito col Val Pusteria, ma verrà classificato secondo in virtù della classifica avulsa
  38. ^ Capitano sino a fine Ottobre
  39. ^ Capitano dal mese di Novembre
  40. ^ Il Caldaro era il farm team del Bolzano e, nonostante l'accordo tra le società, il giocatore venne richiesto dal Bolzano
  41. ^ Michele Strazzabosco entra nella storia, hockeytime.net, 20-09-2006. URL consultato il 28-08-2013.
  42. ^ (EN) Bill Meltzer, Italian icon Topatigh says goodbye, nhl.com, 19 marzo 2008. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  43. ^ Hall of Fame Class of 2015, iihf.com.
  44. ^ Giocatore cresciuto nelle giovanili dell'Asiago oltre che dell'MHK Dolny Kubin
  45. ^ Il Giornale di Vicenza - Home - Sport - Asiago Hockey

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Pozzato, Ruggero Dal Molin, Vittorio Corà e Francesco Zambon, L'Altopiano ritrovato. L'Altopiano dei Sette Comuni nelle immagini inedite dell'archivio Francesco Zambon, Itinera Progetti.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Hockey su ghiaccio Portale Hockey su ghiaccio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di hockey su ghiaccio