Ascanio Maria Sforza

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Ascanio Maria Sforza
cardinale di Santa Romana Chiesa
Scuola lombarda, 1490 ca., ritratto del cardinale ascanio maria sforza (forse), 1490 ca..JPG
Ritratto del cardinale Ascanio. Scuola lombarda, 1490 circa. Conservato al Museo Poldi Pezzoli (Milano).
Stemma.Card.Sforza.JPG
 
Incarichi ricoperti
 
Nato3 marzo 1455 a Cremona
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Creato cardinale17 marzo 1484 da papa Sisto IV
Deceduto28 maggio 1505 (50 anni) a Roma
 

Ascanio Maria Sforza (Cremona, 3 marzo 1455Roma, 28 maggio 1505) è stato un cardinale italiano, conosciuto per la sua abilità diplomatica, che giocò un ruolo fondamentale nell'elezione di Rodrigo Borgia come papa Alessandro VI.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ascanio Sforza nacque a Cremona, quintogenito di Francesco Sforza, Duca di Milano, e Bianca Maria Visconti, fratello minore di due Duchi Milanesi, Galeazzo Maria Sforza e Ludovico il Moro.

Ancora adolescente Ascanio fu predestinato al posto di cardinale da Guillaume d'Estouteville, che voleva ottenere in questo modo l'appoggio di Galeazzo Maria Sforza per la sua candidatura al trono papale nel 1471.

Il cardinale Ascanio Sforza. Lunetta di Bernardino Luini (1522/26), proveniente dalla Casa degli Atellani a Milano, oggi conservata nel Museo d'arte antica del Castello Sforzesco di Milano.

La tiara venne data infine a Francesco della Rovere (papa Sisto IV) e l'investitura cardinalizia venne posticipata. Sisto IV decise di farlo comunque cardinale nel 1477, ma il Collegio dei Cardinali rifiutò di accettarlo. In ogni caso Ascanio divenne poi vescovo di Pavia nel 1479.

Cardinale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1484 venne fatta nuovamente richiesta per l'ammissione, e finalmente nel 1484 Ascanio venne proclamato cardinale diacono dei Santi Vito e Modesto in Macello Martyrum, entrando a Roma pochi giorni dopo la morte di Sisto IV.

La nomina formale non venne tenuta e alcuni cardinali obiettarono alla sua partecipazione al conclave seguente. Grazie al cardinale Rodrigo Borgia, però, Ascanio venne ricevuto con tutti gli onori cardinalizi e contribuì all'elezione di Giovanni Battista Cybo a papa Innocenzo VIII.

Nel 1488, per suo volere, in qualità di vescovo di Pavia, sul luogo delle due gemelle basiliche romaniche di Santo Stefano e di Santa Maria del Popolo diede avvio alla costruzione del nuovo Duomo di Pavia, alla cui progettazione chiamò lo scultore e architetto lombardo Giovanni Antonio Amadeo e di cui si conserva anche il modello ligneo risalente al 1497.
Commendatario della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano dal 1489, al cardinale era già stata affidata in commenda la famosa abbazia di Chiaravalle, avviata a nuovi splendori, e a questa volle pertanto unire anche la nuova comunità cistercense di S. Ambrogio, per la quale decise la ricostruzione degli ambienti conventuali. A quei tempi vi erano ancora sei monaci benedettini che furono prontamente "licenziati" per farvi risiedere i monaci dell'ordine cistercense. Ma il suo progetto era ancora più organico se nel 1497 formalizzò l'unione della congregazione lombarda dell'Ordine cistercense lombardo con quella toscana. Nello stesso anno è la figura chiave dell'impresa della riedificazione dei quattro chiostri del cistercense ex monastero di Sant'Ambrogio a Milano, affidata al Bramante e proseguita dall'Amadeo.

Ritratto postumo del cardinale Ascanio, 1755,

Durante il pontificato, Ascanio fu la spia del fratello nella Santa Sede. Il suo scopo principale fu quello di riconciliare Ferrante I di Napoli con gli Sforza. Nel marzo del 1486 Ascanio discusse con il Cardinale Jean Balue, ambasciatore della Francia a Roma. Questi suggeriva che il Papa dovesse sollecitare Renato d'Angiò a riprendere i suoi diritti al trono Napoletano. La disputa divenne così violenta che Innocenzo, di solito esitante ad interferire con i suoi inferiori, ordinò loro di smetterla. Nello sforzo di rendere alleati Napoli e Milano Ascanio incontrò Ferrandino principe di Capua, nipote di Ferrante, nel suo palazzo in Trastevere nel maggio del 1492.

Vice cancelliere[modifica | modifica wikitesto]

Nel Conclave dell'agosto 1492, dopo aver fallito nell'ottenere la tiara per se stesso, Ascanio promise il suo voto a Rodrigo Borgia, Vice-Cancelliere della Curia Romana, in cambio della sua collaborazione. Questi divenne poi Papa grazie alle manovre di Ascanio, diventando così Papa Alessandro VI e elesse Ascanio suo Vice-Cancelliere, facendolo divenire di fatto "primo ministro" del Vaticano. Per rinforzare l'alleanza tra le famiglie Ascanio organizzò il matrimonio di Giovanni Sforza, suo cugino e governatore di Pesaro, con Lucrezia Borgia, la figlia illegittima del Papa.

L'invasione francese[modifica | modifica wikitesto]

L'amicizia tra Ascanio e Papa Alessandro VI terminò quando la Francia invase l'Italia nel settembre del 1494. Conscio delle macchinazioni del Cardinale Giuliano della Rovere, Alessandro VI decise di resistere alla Francia. Ludovico Sforza era alleato segretamente col re Carlo VIII di Francia, e Ascanio tradì il Papa chiedendo la sua deposizione. A seguito del trionfo papale sul Re, Milano abbandonò la Francia e Ascanio venne riammesso in Vaticano, senza però più cercare di riconquistare i favori del Papa. Quando Giovanni Borgia, figlio del Papa, venne pugnalato nel 1497, Ascanio venne accusato dell'assassinio ma assolto dal Pontefice.

Monumento funebre del cardinale Ascanio, chiesa di Santa Maria del Popolo (Roma), Sansovino.

Quando la Francia invase di nuovo l'Italia con la collaborazione della Santa Sede Ascanio vide la caduta di Ludovico Sforza e la sua prigionia. Nel Conclave del 1503 fece un inutile tentativo di succedere ad Alessandro VI, scontrandosi con il Cardinale Della Rovere e con il candidato francese Georges d'Amboise. Alla morte di Papa Pio III il mese stesso della sua incoronazione Ascanio ritentò l'ascesa, ma Giuliano della Rovere ebbe la meglio e divenne Papa Giulio II.

Sconfitto, morì nel 1505.

Ad Ascanio Sforza è intitolata un'importante arteria di Milano che costeggia la riva sinistra del Naviglio Pavese per circa 1,5 km in direzione di Pavia.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Immagine Blasonatura
Stemma.Card.Sforza.JPG Ascanio Maria Sforza Visconti
Cardinale

Inquartato: nel primo e nel quarto, d'oro all'aquila spiegata di nero, lampassata di rosso e coronata del campo; nel secondo e nel terzo, d'argento alla biscia ondeggiante in palo d'azzurro, coronata d'oro, ingolante un fanciullo di carnagione (Sforza-Visconti). Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di rosso. Le nappe, in numero di trenta, sono disposte quindici per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 4, 5.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giovanni Sforza Muzio Attendolo  
 
 
Giacomo Attendolo  
Elisa Petraccini Ugolino Petraccini  
 
 
Francesco I Sforza  
 
 
 
Lucia Terzani  
 
 
 
Cardinale Ascanio Sforza  
Gian Galeazzo Visconti Galeazzo II Visconti  
 
Bianca di Savoia  
Filippo Maria Visconti  
Caterina Visconti Bernabò Visconti  
 
Regina della Scala  
Bianca Maria Visconti  
Ambrogio del Maino  
 
 
Agnese del Maino  
Ne de Negri  
 
 
 

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Patetta, L'Architettura del Quattrocento a Milano, CLUP, Milano, 1987.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Amministratore apostolico di Pavia Successore BishopCoA PioM.svg
Giacomo Ammannati Piccolomini
(vescovo)
17 settembre 1479 - 26 marzo 1505 Francesco Alidosi
(vescovo)
Predecessore Cardinale diacono di Santi Vito e Modesto in Macello Martyrum Successore CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Battista Savelli 17 marzo 1484 - 26 agosto 1492 se stesso I
se stesso 31 gennaio 1495 - 28 maggio 1505 Carlo Domenico del Carretto II
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Giovanni Arcimboldi
(vescovo)
25 ottobre 1484 - 18 aprile 1485 Gerolamo Pallavicini
(vescovo)
I
Gerolamo Pallavicini
(vescovo)
18 agosto 1503 - 28 maggio 1505 Federico Sanseverino II
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4 agosto 1486 - 28 maggio 1505 Galeotto Franciotti della Rovere
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Astorre Malvezzi
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Rodrigo Borgia 27 agosto 1492 - 27 maggio 1505 Galeotto Franciotti della Rovere
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Rodrigo Borgia 31 agosto 1492 - 9 giugno 1497 Tamás Bakócz
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Charles de Martigny
(vescovo)
1º gennaio 1494 - 1º maggio 1495 Cesare Borgia
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