Arturo Diaconale

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Arturo Diaconale (Montorio al Vomano, 8 settembre 1945) è un giornalista italiano, direttore del quotidiano L'Opinione delle libertà. Dal 4 agosto 2015 è membro del Consiglio di amministrazione della Rai. Dal 1º agosto 2016 è responsabile della comunicazione della Società Sportiva Lazio.

Giornalismo[modifica | modifica wikitesto]

Abruzzese di nascita, dopo la laurea in Giurisprudenza iniziò l'attività giornalistica nella redazione romana de Il Giornale di Sicilia (1973). Nel 1976 divenne giornalista parlamentare. Nel 1980 divenne capo della redazione romana ma nel 1985 passò come redattore parlamentare a Il Giornale, allora diretto da Indro Montanelli. Nel 1992 lasciò Il Giornale e divenne redattore capo di Studio Aperto, testata giornalistica di Italia 1. L'anno successivo fu nominato direttore del settimanale L'Opinione delle libertà, che Diaconale trasformò in quotidiano soprattutto grazie ad ingenti finanziamenti pubblici.[1]

Nel 1995 ideò e condusse anche una trasmissione giornalistica su Rai 3, dal titolo Ad armi pari. Avvocato, durante la sua lunga carriera si è occupato anche di temi sindacali divenendo un esponente di punta della componente conservatrice del sindacato dei giornalisti italiani. Insieme a colleghi come Giuliana Del Bufalo, Diaconale si è battuto e ha contribuito a modificare il contratto nazionale di lavoro.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 fu candidato al Senato per il Polo per le Libertà del Lazio, nel collegio di Rieti, ma fu sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Gavino Angius, che lo distanziò di quasi cinque punti percentuali (47,4% contro 42,5%). Con l'ingresso di Forza Italia nel PPE, avvenuto nel 2000, Diaconale si pone in modo più critico rispetto a questo movimento e propone la nascita di un soggetto politico unitario che raccolga i liberali e i laici presenti nel centro destra. Nel 2001, assieme ad altri esponenti politici, tra cui Vittorio Sgarbi, fonda l'associazione Polo Laico con l'obbiettivo di varare una lista con esponenti laici vicini al centro destra per le elezioni politiche del 2001.

Nel 2004 avvia sul suo giornale un dibattito relativo alla Casa Laica, una lista che intende unire i movimenti vicini al centro destra. Ritenendo prioritario far tornare in Italia una forza liberale, Diaconale si impegna nello sforzo di unire i liberali e partecipa alla ricostituzione del Partito Liberale Italiano nel 2004. Partecipa anche alla nascita dei Riformatori Liberali nel 2005, del cui manifesto è uno dei primi firmatari.

Nel 2009, in vista del V congresso del Partito Liberale del 20 e 21 febbraio, si candida come segretario del partito con Marco Taradash come presidente del partito formando assieme la mozione "Italia liberale" che si scontrò aspramente con quella del segretario uscente Stefano De Luca "Democrazia liberale" che poi sarà quella che risulterà vincente. Nel marzo del 2009 viene nominato commissario straordinario del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga[2], posizione che gli viene confermata come presidente del parco al termine del commissariamento il 7 luglio 2010.

Nel febbraio del 2014, istituisce il «Tribunale Dreyfus»[3], una onlus nata per la riforma del sistema giudiziario italiano e dotata di un Soccorso Azzurro dedicato alle vittime dei casi di malagiustizia.

Il 4 agosto 2015 viene eletto membro del Consiglio di Amministrazione della RAI dalla Commissione di Vigilanza RAI.[4][5][6]

Successivamente lascia la presidenza del "Movimento Vittime della Giustizia e del Fisco" e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga[7].

Incarichi istituzionali[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Arturo Diaconale è autore di numerosi saggi politici e, in particolare, nel 1995, della prima analisi del fenomeno di Mani pulite con il volume Tecnica post moderna del colpo di Stato, magistrati e giornalisti. L'ultimo libro scritto è Iran-Israele. Olocausto nucleare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diaconale, chi è il berlusconiano del cda Rai, in l'Espresso, 7 agosto 2015. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  2. ^ Diaconale nuovo commissario straordinario, su parks.it. URL consultato il 17 ottobre 2011.
  3. ^ Nasce il Tribunale Dreyfus, su mondoliberonline.it. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  4. ^ Scelti dalla Commissione di Vigilanza i sette componenti del Cda Rai. Le reazioni e i commenti, su primaonline.it. URL consultato il 4 agosto 2015.
  5. ^ Riforma Rai, eletto nuovo cda. Blog Grillo: “Nome per M5S è Freccero. Non c’è tempo per voto online”, il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2015. URL consultato il 4 agosto 2015.
  6. ^ lottizze-rai a tutto spiano – ecco come diaconale ha tenuto su un giornale coi soldi pubblici. URL consultato il 1º dicembre 2016.
  7. ^ Un saluto ed un impegno, su opinione.it. URL consultato il 6 agosto 2015.
  8. ^ Arturo Diaconale è Presidente del Parco, su gransassolagapark.it. URL consultato il 17 ottobre 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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