Arturo Cittadini

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Arturo Cittadini
Arturo Cittadini.gif
26 settembre 1864 – 2 dicembre 1928
Nato aOsimo
Morto aAlbate
Luogo di sepolturaCimitero monumentale di Como
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
ArmaFanteria
GradoGenerale di corpo d'armata
GuerreGuerra italo-turca
Prima guerra mondiale
CampagneFronte italiano (1915-1918)
BattaglieBattaglia degli Altipiani
Comandante di18º Reggimento fanteria
Brigata Volturno
1ª Divisione
Decorazionivedi sotto
Studi militariScuola di guerra
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Arturo Cittadini

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXVII

Dati generali
Professione militare di carriera

Arturo Cittadini (Osimo, 26 settembre 1864Albate, 2 dicembre 1928) è stato un generale e senatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arturo Cittadini nasce a Osimo il 26 settembre del 1864, da Redemisto e da Clotilde Bettamello. Avviato immediatamente alla carriera delle armi, frequenta i corsi presso la Scuola militare, da cui esce, appena diciannovenne, con i gradi da sottotenente. Negli anni seguenti passa al Corpo di Stato Maggiore e frequenta la Scuola di Guerra, che conclude nel 1898. Dal 1900 al 1904 è capitano con funzioni di segreteria presso l'Ufficio I del Reparto Operazioni del Comando del Corpo di Stato Maggiore, affiancando prima Felice De Chaurand e poi Vincenzo Garioni, mentre dal 1905 al 1906, col grado di maggiore, è responsabile del Centro Informativo di Milano.

In quest'ultima veste subisce un'operazione di disinformazione da parte del capo del controspionaggio dell'Evidenzbureau, colonnello Max Ronge, che porta allo smantellamento di una rete italiana a Vienna. Nel 1906, è nominato Aiutante di campo del giovane re Vittorio Emanuele III. Nel 1911, passato intanto alla fanteria, prende parte alla guerra italo-turca, distinguendosi come brillante ufficiale. Nel 1915, allo scoppio della prima guerra mondiale, col grado di colonnello si trova al comando del 18º Reggimento fanteria “Acqui”.

Il reparto, sotto il suo comando, ha un contegno particolarmente valoroso, ricevendo tra l'altro la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla bandiera. Mantiene il comando del reggimento sino al mese di dicembre, essendo poi trasferito. Promosso maggior generale, nel 1916 passa al comando della Brigata di fanteria “Volturno”, combattendo, tra l'altro, sul fronte del Pasubio. Distintosi in prima persona in numerose azioni, viene decorato con due Medaglie d'Argento al Valor Militare. Alla fine dell'anno, è anche decorato con la croce di cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.

Nel 1917, viene nominato comandante della 1ª Divisione di Fanteria. Mantiene tale incarico fino a che lo stesso re Vittorio Emanuele III lo sceglie come suo Primo Aiutante di campo generale. Finita la guerra, rivestendo tale importante ruolo, Cittadini vive in prima persona la delicata fase di crisi dello Stato liberale, che porterà all'avvento del fascismo. Di particolare rilievo è il suo ruolo nei giorni concitati della Marcia su Roma: lo storico telegramma con cui Mussolini è convocato a Roma per conferire col re porta proprio la firma di Cittadini. Nel 1923 è promosso generale di corpo d'armata.

Collocato a riposo, si stabilisce, con la moglie Angela ed il figlio Pier Adolfo, ad Albate, oggi frazione di Como. Il 20 maggio 1928 è creato senatore. Tuttavia, già da tempo gravemente malato, non partecipa ai lavori del Senato. In novembre, come riconoscimento per tanti anni di onorato servizio, il re gli conferisce il titolo di conte. L'appartenenza di Arturo Cittadini alla massoneria è asserita da più parti[1]; la letteratura, tuttavia è divisa sull'adesione alla comunione della Gran Loggia di Piazza del Gesù[2] o su una sua presunta qualità di membro "coperto" della loggia "Propaganda massonica"[3]. Secondo Giordano Gamberini "notoriamente massone, si reputa membro della L. Propaganda Massonica di Roma"[4]. Muore il 2 dicembre del 1928, ed è sepolto presso il cimitero monumentale di Como.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
2 Medaglie d'Argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria 2 Medaglie d'Argento al valor militare
Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Mauriziana per merito militare di 10 lustri
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della Guerra italo-turca 1911-1912 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della Guerra italo-turca 1911-1912
Medaglia commemorativa della Guerra italo-austriaca 1915-1918 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della Guerra italo-austriaca 1915-1918 (4 anni di campagna)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918
Medaglia interalleata della Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della Vittoria

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rosario F. Esposito, La massoneria e l'Italia. Dal 1800 ai nostri giorni, Edizioni Paoline, Roma, 1979, pag. 362.
  2. ^ Peter Tompkins, Dalle carte segrete del Duce, Marco Tropea, Milano, 2001, pagg. 73 e 79
  3. ^ Aldo Alessandro Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai giorni nostri, Bompiani, Milano, 1992, pag. 504
  4. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Roma, Ed. Erasmo, 1975, p. 192.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918. Brigate di Fanteria, Voll. 1 e 7, Edizioni Ufficio Storico, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Roma, 1928.
  • Cronache del Regno d'Italia - vol. 2, di Giovanni Artieri, Milano, 1977-1978.
  • I Savoia ultimo atto, di Domenico Bartoli, Ist. Geografico de Agostini, Novara, 1986.
  • Vittorio Emanuele III - Astuzia di un Re, di Antonio Spinosa, Mondadori, Milano, 1990.
  • Declino e crollo della monarchia in Italia, di Aldo A. Mola, Mondadori, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [1]Senato della Repubblica - scheda Senatore - visto 30 gennaio 2009
  • [2]Quirinale - onorificenze - scheda cavaliere Ordine militare d'Italia - visto 30 gennaio 2009