Vai al contenuto

Arnica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Arnica (disambigua).
Come leggere il tassobox
Arnica
Arnica montana
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi II
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMadieae
SottotribùArnicinae
GenereArnica
L., 1753
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùMadiinae
GenereArnica
Sinonimi

Aliseta
Raf, 1837
Arnicula
Kuntze, 1898
Mallotopus
Franch. & Sav., 1878
Peritris
Raf., 1837
Whitneya
A.Gray, 1865

Specie

Arnica L., 1753 è un genere di piante angiosperme dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteracee[1], dall'aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a margherita. È l'unico genere della sottotribù Arnicinae.

Il nome del genere (Arnica) potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l'odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie. Il nome Arnica in antichità venne impiegato più volte per specie diverse aventi in generale grandi capolini gialli (come i generi Doronico, Senecio e Telekia). La prima documentazione dell'Arnica montana risulta del 1731 a proposito di un manuale di giardinaggio. In Francia è molto comune la denominazione di Tabac des Vosges in quanto gli abitanti delle regioni montane se ne servono come tabacco da fiuto.[2][3]
Il nome scientifico di questo genere è stato proposto da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.[4]

Le specie di questo genere sono erbe perenni. L'altezza delle piante varia da 5 a 100 cm. La parte sotterranea consiste in rizomi relativamente lunghi e sottili con una parte legnosa corta e grossa. I fusti sono per lo più eretti, semplici o ramificati.[2][5][6]

Le foglie basali in genere sono disposte in forma di rosetta. Le foglie lungo il caule sono disposte per lo più in modo opposto, sono più piccole e poco numerose; inoltre sono sessili o picciolate. La lamina ha una forma da lanceolata a ovata, oppure da oblanceolata a obovata o orbicolare. I bordi sono interi oppure dentati o lobati poco profondamente. La superficie fogliare è da glabra a tomentosa, qualche volta può essere ghiandolosa oppure ispida o irsuta.

Le infiorescenze sono formate da capolini (radiati o discoidi) terminali, solitari o raggruppati in lassi corimbi. I capolini sono formati da un involucro a forma da strettamente obconica a campanulata o emisferica (o anche spiralata) composto da diverse squame disposte in 1 - 2 serie al cui interno un ricettacolo convesso, tomentoso e privo di pagliette, fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio disposti su un unico ordine e quelli più interni del disco. Le squame, da 5 a 23, sono persistenti. Diametro dell'involucro: 6 – 20 mm.

I fiori sono tetraciclici (a cinque verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori del raggio da 0 a 22 sono femminili, fertili ed hanno le corolle colorate di giallastro-arancio o raramente color crema. I fiori del disco da 10 a 120, sono ermafroditi (funzionalmente staminali in Arnica dealbata) e fertili con corolle colorate di giallo o giallastro-arancio; gli apici sono a 5 lobati. Il calice è ridotto ad una coroncina di squame.[7]

Formula fiorale: K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[8]

L'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo.[7] Le antere sono gialle o raramente violette (ma mai annerite). Le cellule dell'endotecio sono oblunghe con 1 - 2 ispessimenti polari.

Il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[7] Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli apici degli stigmi sono molto più piccoli delle linee stigmatiche marginali.[9]

I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è da cilindrica o strettamente clavata a obovoide o obpiramidale, con forme da debolmente a fortemente angolate; il colore è da grigio, marrone a nero. La superficie è striata con 5 - 10 nervature, glabra o pelosa con pareti carbonizzate (annerite). Il pappo normalmente è presente e persistente; il colore è da bianco a fulvo, ed è formato da 10 - 50 setole da barbate a piumose.

Le specie di questo genere si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

[modifica | modifica wikitesto]

Le specie di questo genere abitano l'emisfero settentrionale, soprattutto le aree montane e circumboreali.[5][10] La massima diversità delle specie si ha nella parte occidentale del Nord America (sono presenti anche endemismi stretti).[6] Inoltre è presente in Europa e in Asia settentrionale (a nord delle catene himalayane). In America del Sud la presenza è considerata naturalizzata.
In Italia è presente una sola specie: Arnica montana L. con distribuzione al nord (Alpi). In Europa (oltre alla specie citata) sono presenti altre due specie:[11] Arnica angustifolia diffusa in Europa del Nord-Est; Arnica chamissonis presente in Scandinavia (specie naturalizzata).

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[12]. La famiglia è stata suddivisa in 16 sottofamiglie; il genere Arnica fa parte della sottofamiglia Asteroideae, tribù Madieae. La tribù Madieae a sua volta è suddivisa in 5 sottotribù (Arnicinae è una di queste).

Il genere comprende le seguenti specie:[1]

Cladogramma di alcune specie

Il genere Arnica pur avendo il ricettacolo privo di pagliette e il pappo formato da setole è stato trattato a lungo nelle Senecioneae, successivamente venne trattato con altri taxa in una espansione delle Heliantheae finché non è stato rimosso da queste tribù per formare una sua sottotribù (Arnicinae) nella tribù Madieae. In questo nuova circoscrizione questo genere è risultato "gruppo fratello" del nucleo centrale delle Madieae: la sottotribù Madiinae. Questo genere attualmente comprende anche due entità monotipo annidiate al suo interno: Mallotopus (Arnica mallotopus (Franch. & Sav.) Makino) e Whitneya (Arnica dealbata (A.Gray) B.G.Baldwin).[10]

Su alcune specie di questo genere sono state fatte delle ricerche di tipo filogenetico sul DNA.[10] Il cladogramma a lato è il risultato di queste ricerche.

Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 38.[5][6]

Generi simili

[modifica | modifica wikitesto]

Un genere molto simile è Senecio. Le arniche si distinguono da questo per la forma campanulata dell'involucro che alla base è circondato da diverse brattee in duplice serie,[2] per le foglie opposte e gli stigmi ingrossati e appuntiti all'apice.[13]

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Il fiore dell'arnica è caratterizzato dai seguenti costituenti chimici:[14]

L'elenalina è in grado di inibire il rilascio del fattore di trascrizione NF-kB, coinvolto nei meccanismi immunitari e nei processi infiammatori, per questo l'arnica risulta avere proprietà antinfiammatorie, quindi viene utilizzata in caso di edemi post-traumatici, artralgie e disturbi articolari a carattere reumatico, versamenti articolari e flebiti non ulcerative. L'elenalina contribuisce inoltre all'azione analgesica e antisettica, insieme alla diidroelenalina e ai suoi esteri.[14]

Le proprietà immunostimolanti dell'arnica sono invece attribuibili ai polisaccaridi, in quanto sembra siano in grado di agire sul sistema del complemento e favorire l'aumento della fagocitosi.[14]

Alcune specie

[modifica | modifica wikitesto]
  1. 1 2 (EN) Arnica, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  2. 1 2 3 Motta 1960, vol. 1, pag. 190.
  3. Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  4. The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  5. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 4937.
  6. 1 2 3 eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  7. 1 2 3 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  8. Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  9. Judd 2007, pag. 523.
  10. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 699.
  11. EURO MED - PlantBase, su ww2.bgbm.org. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  12. (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  13. Pignatti 1982, vol. 3, pag. 113.
  14. 1 2 3 Ilaria Randi, Proprietà dell'Arnica in Erboristeria: quali sono?, su My Personal Trainer. URL consultato il 26 novembre 2025 (archiviato il 24 gennaio 2024).
  • V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, p. 113, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 528.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 56, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007, p. 493.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, p. 190.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  • Arnica eFloras Database
  • http://compositae.landcareresearch.co.nz/default.aspx?Page=NameDetails&TabNum=0&NameId=103e3ea2-1f86-464d-944d-9a4a896eb5f2[collegamento interrotto] Global Compositae Checklist Database
  • Arnica IPNI Database
  • Arnica EURO MED - PlantBase Checklist Database
Controllo di autoritàThesaurus BNCF 60647 · LCCN (EN) sh85007378 · GND (DE) 4617389-4 · BNF (FR) cb119505724 (data) · J9U (EN, HE) 987007294985505171
  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica