Arnaldo Piccinini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Arnaldo Piccinini (Valdina, 29 gennaio 1915[1]Monte Carlo, 28 marzo 1972[2]) è stato un imprenditore e banchiere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di un piccolo centro della provincia di Messina, Piccinini studiò al Collegio Ghislieri di Pavia.[3] Laureatosi in ingegneria nel 1938 al Politecnico di Milano[1], entrò nell'Aeronautica Militare con il grado di tenente del Genio, presso l'Aeroporto di Guidonia, dove si occupò degli apparati radio nei velivoli[4]. Dopo l'armistizio di Cassibile del 1943 aderì al Fronte Militare Clandestino.

Al termine della guerra, Piccinini lavorò come progettista in qualità di Capo dell'Ufficio tecnico dell'Autovox[5], mentre nel 1952, si mise in proprio e fondò a Roma la Fabbrica Apparecchi Radio e Televisione S.p.A. (FARET), società produttrice di elettronica di consumo meglio nota come Voxson, che in breve tempo divenne una delle maggiori aziende italiane del settore nel periodo a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta. Della Voxson fu presidente ed amministratore unico, e si occupò anche della progettazione interna degli apparecchi.

Nel 1968, ad Anagni, nel Frusinate, fondò la Ergon, per la produzione di cinescopi a colori.

Nel 1971, Piccinini, afflitto da gravi problemi di salute, cedette tutte le sue attività in Italia, e si stabilì nel Principato di Monaco, dove fondò una banca privata, la Principe Société de Banque de Monaco[6]. Alla Voxson, le cui quote furono cedute alla multinazionale britannica EMI, conservò ugualmente l'incarico di presidente della società, che ricoprì fino alla morte, avvenuta l'anno successivo alla cessione dell'azienda[7].

Fu padre di Marco Piccinini, ex manager italo-monegasco di formula uno.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 2 giugno 1966[8]
Cavaliere del Lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del Lavoro
— Roma, 31 maggio 1968[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 248 del 20 ottobre 1942, Parte Prima, p. 35
  2. ^ G. Pietrangeli, La più grossa fabbrica di Roma. Dirigenti, tecnici e operaie alla Voxson (PDF), Edizioni Ca’ Foscari, 2017, p. 48.
  3. ^ E. Pennati, Il buon ritiro: L'immagine sociologica del Collegio Ghislieri. Con l'elenco, per la prima volta pubblicato, e l'elaborzione statistico-sociografica dei 5277 alumni ammessi al Collegio dal 1567 al 1966., Morcelliana, 1967, p. 342
  4. ^ G. Grilletta, KR 40-43: cronache di guerra, Pellegrini Editore, 2003, p. 395
  5. ^ AA.VV., Trasporti Pubblici vol. 5, Istituto poligrafico dello stato, 1948, p. 574
  6. ^ (EN) Dal sito Grandprix.com
  7. ^ (EN) "Report and Accounts/Chairman's Review 1972" - Rapporto EMI Music 1972
  8. ^ Dal sito Quirinale.it
  9. ^ Dal sito dei Cavalieri del Lavoro

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie