Armstrongite

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Armstrongite
Classificazione Strunz 9.EA.35[1]
Formula chimica CaZrSi6O15·2H2O[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico[2];
Sistema cristallino monoclino[2]
Classe di simmetria prismatica[2]
Parametri di cella a=14,0178(7) Å, b=14,1289(6) Å, c=7,8366(3) Å, β=109,436(3)°, V=1463,6(1) Å³, Z=4[2]
Gruppo puntuale 2/m[2]
Gruppo spaziale C2/m[2]
Proprietà fisiche
Densità misurata 2,562-2,593[3] g/cm³
Densità calcolata 2,71[3] g/cm³
Durezza (Mohs) [3]
Sfaldatura perfetta secondo {001}, buona secondo {100}[3]
Frattura  
Colore marrone[3]
Lucentezza vitrea[3]
Opacità traslucida[1]
Striscio bianco brunastro[1]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

L'armstrongite è un minerale, un silicato di calcio e zirconio[3]. È stata scoperta nel massiccio di Khan-Bogdinskii in Mongolia[3], il nome è stato attribuito in onore dell'astronauta statunitense Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla Luna[2][3].

Non è attaccabile né da acido cloridrico (HCl) né da acido nitrico (HNO3) mentre viene decomposta dall'acido fluoridrico (HF)[3].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

L'armstrongite è stata scoperta sotto forma di cristalli pecilitici fino a 2 cm e in aggregati fino a 50 cm[3].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

L'armstrongite è stata trovata nella pegmatite granitica alcalina costituita da quarzo, microclino, albite, egirina ed arfvedsonite, sono presenti anche monazite, synchysite, titanite e titano-silicati[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Armstrongite mineral information and data — mindat.org, mindat.org. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  2. ^ a b c d e f g h Mesto, p. 2424
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Fleischer, p. 208

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) E. Mesto, E. Kaneva, E. Schingaro, N. Vladykin, M. Lacalamita e F. Scordari, Armstrongite from Khan Bogdo (Mongolia): Crystal structure determination and implications for zeolite-like cation exchange properties, in American Mineralogist, vol. 99, 2014, pp. 2424-2432.
  • (EN) M. Fleischer, New mineral names (PDF), in American Mineralogist, vol. 59, 1974, pp. 208-212. URL consultato il 19 febbraio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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