Armiamoci e partite!

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Armiamoci e partite!
Martine Brochard in Armiamoci e partite!.jpg
Martine Brochard in una scena del film
Paese di produzioneItalia
Anno1971
Durata106 min
Generecomico
RegiaNando Cicero
SoggettoGiulio Scarnicci, Renzo Tarabusi, Steno
SceneggiaturaLeo Benvenuti, Nando Cicero, Piero De Bernardi, Giulio Scarnicci, Raimondo Vianello
ProduttoreLuigi Rovere
Casa di produzioneGoriz Film (Roma) - Francoriz Production (Paris)
FotografiaGiuseppe Berardini
MontaggioLina Caterini
MusicheCarlo Rustichelli
ScenografiaAmedeo Mellone
CostumiLuciano Sagoni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Armiamoci e partite! è un film del 1971, diretto dal regista Nando Cicero. Il titolo del film riprende un versetto famoso della poesia Agli Eroissimi dalle Rime di Argia Sbolenfi del poeta ravennate Olindo Guerrini, pubblicate nel 1897.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Franco e Ciccio lavorano come camerieri in una locanda, in Francia. Il giorno che Ciccio prende ufficialmente la cittadinanza francese, scoppia la Prima guerra mondiale tra Germania e Francia e tutti i cittadini sono costretti ad arruolarsi. Franco (anche lui cittadino francese) e Ciccio si arruolano loro malgrado e vanno in guerra. Qui ai due viene commissionata una missione quasi suicida: far esplodere le trincee tedesche. I due vengono quindi travestiti da tedeschi ma vengono scambiati da questi ultimi per veri soldati teutonici a cui commissionare la stessa identica missione: far esplodere le trincee francesi vestiti da soldati transalpini.

I due finiscono con l'eseguire l'ordine del nemico e far perdere la battaglia alla Francia. Qualche tempo dopo, i due sciagurati fanno ritorno al comando francese e, dopo essere stati riammessi nell'esercito, si propongono come volontari di lavoretti comuni piuttosto che andare in battaglia. Il loro compito, quindi, è quello di aggiustare i fili dell'elettricità nella camera del generale inglese McCaster. Quest'ultimo, per non creare scandalo all'arrivo dei due, in quanto è in compagnia dell'affascinante Lilì, si nasconde con ella sotto il letto. Quando Franco e Ciccio sono ormai fuori dalla stanza, la signorina uccide momentaneamente il generale "avvelenandolo".

Quando Franco e Ciccio ritornano nella stanza e trovano il generale morto, credendo di essere stati loro gli assassini per via dei fili elettrici messi male, lo nascondono e con uno stratagemma lo portano fuori dal comando. Il loro intento è portare il corpo del generale sul campo di battaglia, facendo credere a tutti che è morto in guerra, ignorando che invece è ancora vivo e che è soltanto vittima di un siero paralizzante iniettatogli dalle spie nemiche.

Dopo tante peripezie, i due amici riescono a portare il corpo dove volevano ma anche lì, riucciderlo non sarà facile. Improvvisamente il generale si risveglia e insegue furioso i due soldati. A vedere la scena da due lati opposti sono l'esercito francese e quello tedesco che si daranno battaglia fino alla vittoria di quello tricolore. Per via di tutti i guai combinati, Franco e Ciccio vengono mandati alla fucilazione ma salvati all'ultimo momento dal generale McCaster. I tre stanno brindando alla riuscita della guerra quando vengono tutti paralizzati. Le spie hanno colpito ancora.

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