Armi ad aria compressa

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Carabina Gamo ad aria compressa. L'energia sviluppata è inferiore ai 7,5 Joule.
Schema di funzionamento di una pistola ad aria compressa del tipo sparante i proiettili in plastica "BB" ed a ripetizione con motore elettrico.
Carabina Gamo ad aria compressa, aperta
Culatta di carabina ad aria compressa (aperta): 1-canna (rigata), 2-foro di entrata/uscita dell'aria
Pistola Gamo da tiro, ad aria precompressa
Pistola Gamo ad aria precompressa. 1-pistone, 2-cilindro
Pistola Gamo ad aria precompressa in bombolette
Pistola Gamo ad aria precompressa. Accanto, una bomboletta contenente CO2. Un'altra è alloggiata nel calcio
Pistola Gamo ad aria precompressa aperta per il caricamento
Particolare del tamburo di alloggiamento dei proiettili in pistola a gas precompresso in bombolette
Proiettili di vario tipo. Il calibro è il 4,5 mm.

Per armi ad aria compressa si intendono le armi da lancio che sparano proiettili propulsi da gas compresso. Venivano in passato dette anche "armi pneumatiche".

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'idea di usare un gas compresso al posto della polvere da sparo è piuttosto vecchia e si può dire che risalga grosso modo all'inizio del Seicento, ma la meccanica del tempo non ne permetteva una realizzazione veramente efficace e le poche armi fabbricate rimasero, in pratica, semplici curiosità. Soltanto all'inizio del Settecento e cioè quando la tecnica cominciò a permettere la costruzione di elementi meccanici di discreta precisione e le necessarie guarnizioni (allora generalmente in cuoio), armi efficaci furono in effetti fabbricate ed usate in varie circostanze.

Poiché, a differenza di oggi, la loro funzione doveva essere quella di porsi in alternativa alle armi da fuoco si ricercava la massima potenza ed i calibri erano generalmente abbastanza grossi, pur non superando di solito i 9 mm. L'energia, a quanto risulta dalle documentazioni d'epoca, era paragonabile (almeno per i primi colpi e con le armi lunghe) a quella di un'odierna cartuccia calibro .38 Special sparata in canna corta.

Si trattava sempre di armi ad aria precompressa e la compressione si effettuava mediante potenti (ed ingombranti) pompe a mano che immagazzinavano l'aria in serbatoi (a volte solidali con l'arma stessa – per esempio nel calcio – ed a volte separati e destinati ad esservi applicati in seguito). Si costruirono anche fucili con la pompa incorporata ma di notevole complicazione meccanica.
Armi ad aria compressa fabbricate dall'armaiolo J. Kuntz di Filadelfia furono impiegate dagli esploratori Meriwether Lewis e William Clark durante i loro viaggi all'interno dei territori nordamericani del 1804 - 1806.

Solo in un caso però queste armi furono adottate da un esercito: nel 1799 l'Austria ne dotò infatti alcune sue truppe, durante le guerre contro la Turchia. Si trattava del modello perfezionato da Bartolomeo Gilardoni nel quale un serbatoio di pallottole era aggiunto a lato della canna ed un particolare meccanismo le camerava tramite l'azionamento di un cane esterno. Era, insomma, un'arma a ripetizione.

Tuttavia i problemi erano molti: innanzitutto la pompa doveva essere manovrata con molto vigore per ottenere pressioni di due o trecento atmosfere, necessarie per avere uno sparo abbastanza potente. Il movimento delle leve delle pompe inoltre le scaldava provocando vari malfunzionamenti e perdite dalle rudimentali guarnizioni. Anche le valvole delle armi non riuscivano a mantenere la pressione abbastanza a lungo per permettere lo sparo di vari colpi efficaci a distanza di tempo dal caricamento. Lo sparo, poi, per quanto discretamente potente (almeno per i primi colpi), non poteva mai raggiungere l'efficacia di quello delle normali armi da fuoco ed inoltre con il decremento di potenza che si aveva gradualmente con lo scaricarsi del serbatoio, si doveva riaggiustare continuamente la mira.
Infine la fuoriuscita del proiettile provocava un rumore se non proprio al pari di quello delle armi usanti la polvere da sparo, comunque abbastanza forte da essere ben udito dal nemico o dagli animali durante una battuta di caccia.

Per tutte queste ragioni e con il contemporaneo progredire delle armi da fuoco, quelle ad aria (o, come si diceva, “a vento”) persero di interesse e rimasero in uso solo come oggetti sportivi. Per lo sport infatti non si richiede particolare potenza né grosso calibro ma piuttosto un'elevata precisione.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Le armi di questo tipo hanno forma analoga a quella delle armi da fuoco. Possono essere lunghe o corte, possono avere la canna rigata o liscia (quest'ultimo tipo di canna è ormai quasi in disuso) e sono prodotte, oggi, in 5 calibri: 4,3 mm, 4,5 mm, 5 mm (non catalogato in Italia),5,5 mm e 6.35 mm. La spinta per il lancio del proiettile viene conferita tramite la compressione di un gas che può essere l'aria o altro (generalmente anidride carbonica). La potenza non è mai elevata in quanto esse vengono usate principalmente per tiro a segno, tuttavia ne esistono alcune capaci di discreta energia che potrebbe arrecare seri danni e per questa ragione quelle capaci di sviluppare un'energia alla volata superiore o uguale a 7,5 joule (circa 0,76 chilogrammetri) vengono considerate dalla legge italiana armi comuni da sparo e pertanto il loro acquisto richiede una autorizzazione e la successiva denuncia di possesso.

Quelle che sviluppano energia inferiore sono invece di libera vendita ai maggiorenni (Legge 526 del 1999) e non si richiede la denuncia. Tuttavia è bene ricordare che anche queste ultime possono essere pericolose, specialmente se il proiettile attinge organi delicati. Il loro uso e trasporto è disciplinato dall'art. 9, comma 3, del D.M. 9 agosto 2001 nr. 362. Vi sono infine “armi” simili (dette "Air Soft Gun") che sparano piccole palline in plastica o plastica caricata con materiali atti ad appesantire il pallino stesso: i pesi normalmente vanno da 0.15 grammi a 0,45; le grammature più usate sono le 0,20 - 0,25 (le cosiddette "BB" di calibro 6 mm).

Anche queste "armi" sono di libera vendita e la loro potenza è assai bassa (minore o uguale ad 1 joule): vengono infatti usate per il tiro a distanza di pochi metri o per giochi di guerra. Alcune di queste ultime possono anche sparare a raffica essendo il sistema di sparo basato su un meccanismo a motore elettrico, come nel caso visibile nello schema in alto. In alcuni Paesi, ma non in Italia, è consentita la caccia a piccoli animali con queste armi.

Quanto di seguito descritto si riferisce alle sole armi sparanti proiettili in piombo, sia del tipo soggetto a restrizioni di legge sia del tipo a libera vendita.

Principio di funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Queste armi possono essere divise in due categorie a seconda del modo in cui il gas espelle il proiettile:

Armi ad aria compressa[modifica | modifica sorgente]

Per quanto tutte le armi di questo tipo vengano chiamate così, il nome dovrebbe essere usato solo per quelle che funzionano nel modo che segue: un pistone che scorre a tenuta d'aria in un cilindro viene fatto arretrare (per mezzo di una leva o più spesso per l'abbassamento della canna) comprimendo una potente molla ed aspirando aria dall'esterno che viene immagazzinata nel cilindro stesso. Quando la leva o la canna vengono riportate alla posizione iniziale il pistone rimane arretrato e scatta in avanti solo al momento della pressione sul grilletto. In questo modo viene spinta fuori l'aria contenuta nel cilindro attraverso un foro situato dietro la canna e quindi dietro il proiettile in essa inserito. Questa pressione infine espelle il proiettile.

È ovvio, dal principio di funzionamento stesso, che il gas compresso è sempre aria. Per ragioni costruttive inerenti il sistema di sparo, queste armi sono generalmente a colpo singolo.

Armi ad aria (o altro gas) precompressa[modifica | modifica sorgente]

In queste l'aria non viene compressa solo al momento dello sparo, come nelle precedenti, ma viene compressa preventivamente e la trazione del grilletto ne provoca l'improvvisa espansione con il conseguente sparo del proiettile. Queste armi possono a loro volta essere divise in due sottocategorie:

  • Armi in cui la compressione preventiva è attuata dal tiratore stesso mediante l'azionamento di una leva e l'aspirazione di aria in un cilindro anch'esso dotato di pistone e la sua successiva compressione mediante un secondo movimento contrario della leva e la spinta in avanti del pistone stesso (denominate comunemente PCA). L'aria rimane quindi compressa dentro una piccola parte del cilindro e si libera solo alla trazione del grilletto che apre una valvola. Anche queste armi sono generalmente a colpo singolo per le ragioni espresse sopra. Vi sono però armi di recente progettazione e produzione, per le quali la precompressione dell'aria, tramite una pompa separata, può essere effettuata dentro appositi elementi assai simili a normali cartucce e che, inserite nel tamburo di una rivoltella o nel serbatoio ad esempio di una carabina a leva, allorché il loro fondello è colpito dal cane (aprendosi una valvola) sparano a ripetizione con la stessa cadenza dell'arma da fuoco analoga[1].
  • Armi che prevedono l'uso di apposite bombolette in cui un gas (generalmente anidride carbonica) è già stato immesso a pressione dalla casa produttrice delle bombolette stesse (denominate comunemente PCP). Queste possono permettere lo sparo a ripetizione senza dover ogni volta ricaricare l'arma. Ad ogni trazione del grilletto una valvola libera infatti una piccola quantità di gas sufficiente allo sparo. I proiettili sono di solito inseriti in un piccolo tamburo ruotante il cui movimento è assicurato dalla trazione del grilletto stesso. Nelle armi da tiro informale le bombolette sono solitamente alloggiate nel calcio. In quelle da gara, invece, sono situate sotto la canna e queste armi sono generalmente a colpo singolo.

Rinculo e tiro di precisione[modifica | modifica sorgente]

Il rinculo nelle armi ad aria precompressa è nelle sue cause e principi del tutto analogo a quello prodotto dalle armi da fuoco anche se è assai minore essendo in rapporto diretto con la potenza dello sparo. Nelle armi ad aria compressa invece esso viene in qualche misura influenzato dal violento spostamento in avanti del pistone allo sparo ed è in genere meno percepibile: vi è piuttosto un certo spostamento in avanti ed in basso dell'arma (cioè un movimento contrario al rinculo) che però non influenza il tiro in quanto esso raggiunge il suo massimo quando il pistone arriva a fine corsa con la sua battuta contro la superficie anteriore del cilindro, ma a questo punto il proiettile è già uscito dalla canna. Infatti il volume di aria compressa è sempre volutamente superiore al volume interno della canna stessa.

Queste armi (specialmente quelle ad aria precompressa) sono assai usate per il tiro agonistico in quanto, proprio per le loro caratteristiche (scarsissimo rinculo, leggerezza e bassissimo stress generato alla mano ed al braccio del tiratore) permettono un tiro assai accurato. Infatti vengono generalmente dotate di mire di precisione. Il tiro viene effettuato sulla distanza dei dieci metri.

La gittata massima naturalmente dipende se trattasi di pistola o carabina e da molti altri fattori ma può aggirarsi intorno ai duecento o trecento metri (con l'arma inclinata a 45°). La gittata utile, invece, oscilla tra i venti ed i cinquanta metri.

Munizionamento[modifica | modifica sorgente]

I proiettili usati sono generalmente in piombo e di varie forme. Per il tiro al bersaglio di precisione si usano di solito quelli a testa piatta (chiamati wadecutter o, più popolarmente, "Diablo") in modo che i fori da essi lasciati nei bersagli di cartone siano ben netti.

Per il tiro informale, o "plinking", si preferiscono quelli a punta semisferica dotati di una buona precisione sulla lunga distanza e di una maggiore penetrazione. Vi sono poi molti altri tipi di proiettili: a punta, detti point, a punta cava, o hollow point, sferici (dotati di scarsa precisione poiché servono principalmente per le canne lisce e mal si adattano alle rigature) capaci di buona penetrazione ma soggetti a rimbalzo, o in plastica con punta in acciaio per una maggior penetrazione ecc. Il peso dei proiettili, varia dai 0,45 grammi, ai proiettili più pesanti, ed utilizzabili con armi ad alta potenza, fino ad un massimo di 1,60 grammi. Generalmente sulle pistole sia esse ad aria precompressa che a gas, si utilizzano proiettili del peso compreso tra gli 0,45 e 0,55/0,57 grammi, così come per le carabine a bassa potenza siano esse ad aria compressa (dette springer per la presenza della molla) che precompressa (PCP o PCA). In passato, per le carabine, si usavano i "piumini", proiettili appuntiti in ferro recanti sul dietro una piccola quantità di pelo o altro materiale sintetico. Si sparavano in genere in canne lisce e questo materiale aveva la funzione di impedire che l'aria di spinta passasse ai lati del proiettile. Benché avessero il vantaggio di essere usabili più volte in quanto non si deformavano, sono lentamente caduti in disuso per il loro alto costo e per la loro scarsa precisione e potenza.

Fucile ad aria precompressa fabbricato in Giappone negli anni tra il 1820 ed il 1830. Il serbatoio per l'aria è nel calcio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Armi Magazine n° 8, anno 5, pag. 138. Milano, Mondadori, 1999 (Si tratta di un'innovazione introdotta nel 1999 dalla ditta italiana A. Uberti)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978
  • Davis W., Gli Uomini della Frontiera , Milano, Idealibri, 1993
  • Durdik J., Mudra M., Sada M., Armi da Fuoco Antiche, La Spezia, Fratelli Melita, 1993

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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