Armenistica

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Mechitar di Sebaste, iniziatore dell'armenistica

L'armenistica è la disciplina che si occupa dello studio della storia, della lingua, della filologia, della letteratura e in generale della cultura del popolo armeno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mathurin Veyssière de La Croze, primo armenista europeo

L'iniziatore della disciplina può essere considerato Mechitar di Sebaste, fondatore dell'Ordine mechitarista nel XVIII secolo. Un altro precursore vissuto nello stesso secolo fu il religioso francese Maturin Veyssière La Croze.

I pionieri all'inizio del secolo successivo furono il monaco mechitarista e storico Michayel Chamichian; tra i non armeni, il grande scrittore inglese Lord Byron e l'orientalista francese Antoine-Jean Saint-Martin.

Nello svolgersi del XIX secolo la loro opera fu continuata da un'altra orientalista francese, Marie-Félicité Brosset; dallo storico francese Victor Langlois; dai filologi tedeschi Johann Heinrich Hübschmann e Arthur Leist; e da un altro monaco mechitarista e storico, Ghevont Alishan.

Prima degli ultimi cento anni l'armenistica costituì un importante oggetto di studio soltanto per le comunità armene dell'Europa e dell'Impero russo, e per pochi specialisti non armeni. L'interesse per la disciplina si è ampliato soltanto dopo la prima guerra mondiale, a causa del genocidio armeno ad opera dei turchi che creò numerose comunità di profughi armeni in Europa, in America, e nella costituenda Repubblica Democratica di Armenia destinata poi a diventare RSS Armena.

Con la formazione dell'Unione Sovietica, in questa neonata "RSS Armena" gli studi di armenistica, come di ogni altra scienza, vennero istituzionalizzati e posti sotto il controllo diretto dell'"Accademia Nazionale Armena delle Scienze" che, pur soggetta ad un controllo autoritario, permise un maggiore impulso agli studi armeni.

Oggi numerosi centri culturali e di ricerca specializzati in questi studi operano in molti Paesi del mondo, e viene dato alla stampa un buon numero di pubblicazioni.

L'armenistica in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Walter Belardi, primo armenista italiano

Sull'isola di San Lazzaro degli Armeni, a Venezia, sorge un importante monastero armeno cattolico dell'ordine mechitarista, fondato nel 1717 dallo stesso Mechitar di Sebaste, che tuttora riposa in questo monastero. Esso dispone di una grande biblioteca di testi tra i quali 4.000 manoscritti armeni, uguagliata soltanto dalla collezione del Patriarcato armeno di Gerusalemme, e tutte e due superate solamente dai 17.000 manoscritti della biblioteca dell'istituto Matenadaran di Yerevan in Armenia.

A Roma ha sede un Pontificio collegio armeno (in Lingua armena ՔԱՀԱՆԱՅԱՊԵՏԱԿԱՆ ԼԵՒՈՆԵԱՆ ՀԱՅ ՎԱՐԺԱՐԱՆ), fondato il 25 luglio 1888 da Papa Leone XIII in attuazione dell'enciclica Paterna Caritas.

Nonostante l'ottimo contributo da sempre fornito dalle comunità armene presenti in Italia agli studi di armenistica, tra gli italiani questi studi sono progrediti soltanto di recente, e in genere in un ambito specialistico. Il primo armenista italiano è stato forse il versatile Walter Belardi (1923-2008). Oggi i più importante armenisti attivi in Italia sono Baykar Sivazliyan, docente all'Università degli studi di Milano, e Levon Zekiyan, docente all'Università Ca' Foscari Venezia. Dopo la recente scomparsa di Gabriella Uluhogian, i principali armenisti italiani viventi sono Sonya Orfalian, Paola Mildonian, Giusto Traina, Riccardo Pane, Marco Bais e Aldo Ferrari.

Alcune università italiane offrono corsi di lingua, letteratura, filologia e storia armena. Oltre alle già citate Università Ca' Foscari Venezia e Università degli studi di Milano, abbiamo ad es. l'Università di Bologna e l'Università di Roma. Tali corsi rientrano nel settore disciplinare "L-OR/13 - Armenistica, caucasologia, mongolistica e turcologia".

Presso l'Università Ca' Foscari a Venezia è attiva l'"Associazione Culturale Padus-Araxes", fondata nel 1987, per la promozione e la diffusione della cultura armena.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (HY) Karen Iwzbashean, Introduzione agli studi armeni, Yerevan, Parur Muradyan, 2006, ISBN 99941-44-44-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Arte religiosa

Artisti medievali

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]