Armando Marrocco

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Armando Marrocco (Galatina, 1939) è un artista, pittore e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte comportamentale. La sua opera Uomo e Formica, 1968 ne costituisce un significativo esempio. L'opera viene esposta a Milano nel 1971 nella Galleria Apollinaire di Guido Le Noci, dove l'artista giunge a ricostruire un habitat-formicaio con 2000 formiche vive, suscitando l'interesse di Pierre Restany e Renato Barilli.Una particolarità che riguarda gli esordi dell'artista è costituita dall'utilizzo del semplice pseudonimo di Armando Marocco effettuato dall'artista negli anni '60 e '70, per cui molte delle opere di questo periodo non sono firmate Armando Marrocco ma appunto Armando Marocco.

Armando Marrocco, Uomo e Formica - Libro oggetto in plexiglas contenente muschio, legno, terra e formiche vive, 1968

La formazione[modifica | modifica wikitesto]

Inizia precocemente come apprendista in alcune botteghe di artigiani del suo paese natìo dove subisce il fascino della manualità e dei vari materiali. Durante gli studi artistici frequenta uno studio di progettazione urbanistica, esperienza che gli sarà di supporto per la sua collaborazione futura con avviati studi di architettura, Drago-Malara e Salvati-Tresoldi a Milano, Scrimieri-Genco-Caproni a Roma.

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

La svolta nella sua vita artistica si ha sul finire del 1962, quando su consiglio di Lucio Fontana decide di trasferirsi a Milano, città ricca di fermenti artistici. Inizia ad esporre presso alcune delle più rinomate gallerie milanesi come la Galleria del Cenobio-Visualità, la Galleria Montenapoleone e la Galleria Apollinaire, dove entra in contatto con Pierre Restany, fondatore del Nouveau Réalisme. Questi lo invita a collaborare con Jean Tinguely all'allestimento della Vittoria durante la ricorrenza del X Anniversario della Nascita del Nouveau Réalisme, tenutasi in Piazza Duomo a Milano, nel 1970. Il critico francese si dimostrerà in seguito estremamente sensibile all'arte di Marrocco, chiamandolo a partecipare in varie rassegne internazionali sul tema della comunicazione[1][2][3].Interessante la pubblicazione nel 1975 da parte di Guido Le Noci del libro d'artista Calendario, con testi di Toti Carpentieri e prefazione dello stesso Pierre Restany.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sul finire degli anni '50 e nei primi anni '60 l'artista elabora la serie Bianco Mediterraneo, opere a carattere informale che rivelano un'attenzione particolare verso il ruolo della materia e dei materiali, spesso assemblati insieme. Nei primi anni a Milano questo interesse trova uno sbocco efficace nella ricerca nel settore dell'arte programmata e cinetica, dove l'artista utilizza il cartoncino o il cartone "povero" da pacchi (Intrecci, 1962-'63), ma anche materiali metallici come l'acciaio inox lucidato a specchio o l'anticorodal (Strutture,1966). Con questa serie Marrocco consegue il IX Premio Silvestro Lega di Modigliana nel 1967. Altra interessante opera di questo periodo, a carattere quasi ludico, è il Giardino Ludens, prato di molle adatto ad essere installato per una pubblica fruizione tanto in spazi chiusi[4] quanto all'aperto[5][6]. Sensibile a molteplici settori della ricerca estetica, l'artista rivela interesse per l'arte comportamentale, di cui diviene uno dei principali esponenti, effettuando performance e sperimentando il linguaggio del corpo (Uomo Ambiente; Terra, Cielo, Mare, Uomo) accanto ad altre forme di comunicazione di natura sonora (Sconcerto) o suggestiva (Rivelazioni I-V). Sempre nei primi anni '70 esegue in pubblico le Tele colorate per combustione di fumogeni, grandiose realizzazioni elaborate secondo una sua tecnica esclusiva, i cui frammenti vengono anche utilizzati per le cosiddette fasciature, opere in legno avvolto con bende, garze, stracci e appunto segmenti di tela (Sogno di Ramses II; Dimore). Armi primitive come lance, sempre rigorosamente fasciate, e scudi arcaici in marmo e bronzo compaiono sempre più spesso in alcune delle sue installazioni ambientali. Negli anni '80 si aggiungono alle sue realizzazioni anche procedimenti di scrittura attiva. Tra le opere monumentali eseguite da Marrocco si menzionano la Città Palafitta, (1988), voluta da Pierre Restany per il Parco Olimpico di Seoul in Corea, la Fontana del Sole (1992) sita in Galatina e la Fontana degli Angeli (1992) allestita in Martano, nonché il Nautilus (1994) realizzato a Lecce. Un discorso parallelo merita l'attività dell'artista in ambito sacro con innumerevoli installazioni in varie Basiliche d'Italia. Tra le tante si ricordano gli arredi sacri della Basilica di Santa Rita da Cascia (1978-88), i tre portali bronzei del Santuario di Santa Maria di Leuca (1999), il portale bronzeo del Duomo di Lecce (2000).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Napoli-Milano-Colonia, 1972 - Operazione Vesuvio, a cura di Pierre Restany
  2. ^ Parigi, 1972 - Galleria Lara -Vincy Inter-Etrennes, a cura di Pierre Restany
  3. ^ Parigi, 1977 - Galleria Lara-Vincy - Interventions sur les mass-media, a cura di Pierre Restany
  4. ^ Bologna,1969 - Galleria La Nuova Loggia - Modelli di fruizione, a cura di Tommaso Trini
  5. ^ Torino, 1968 - Eurodomus 2 Nuove strutture, a cura di Pierre Restany
  6. ^ Milano, 1970 - Parco Sempione - Eurodomus 3 Giardino Ludens, a cura di Pierre Restany

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale dell'artista, su armandomarrocco.it. URL consultato il 23 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2010).
Controllo di autoritàVIAF (EN65153472 · ISNI (EN0000 0000 7874 7236