Argomento cosmologico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'argomento cosmologico è una tipologia di argomentazione della teologia naturale classica che parte da alcune presunte proprietà dell'universo osservato (il suo venire in essere, il suo poter essere stato diverso da ciò che è, la contingenza o causalità di alcune entità o di alcuni eventi) per inferire deduttivamente o induttivamente l'esistenza di un'entità identificata con Dio, definito come causa prima, ente necessario, motore immobile o essere personale.

Formalizzazione di Kalam[modifica | modifica wikitesto]

1. Tutto ciò che ha cominciato ad esistere ha una causa.

2. L’universo cominciò ad esistere.

3. Quindi l’universo ha una causa e questa causa deve necessariamente provenire da un essere intelligente, altrimenti si negherebbe l’esistenza di Dio, quindi Dio esiste.

Critiche:

La definizione di "cominciato ad esistere" e' ambigua, in tale definizione infatti un falegname che fa una sedia dal legno non ha fatto iniziare ad esistere la sedia perche' e' partito da una materia prima. Tuttavia questo e' l'unico tipo di creazione mai osservato da parte di una causa intelligente, generalizzare quindi sulle cause intelligenti partendo da un tipo di creazione differente rispetto a quello inteso, significa commettere una fallacia di equivocazione.

L'idea che l'universo abbia cominciato ad esistere si basa su una interpretazione errata della teoria del big bang, il quale non prevede alcun istante temporale in cui l'universo non sia esistito.

Che l'universo poi abbia una causa, inoltre, non dimostra nessuna caratteristica di quella causa, le caratteristiche di intelligenza, divinita', eternita' o altro sono quindi interamente indimostrate.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]