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Argo Panopte

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Argo
Stamnos a figure rosse con Ermes che uccide Argo, V secolo a.C.
UniversoMitologia greca
Nome orig.Ἄργος
Caratteristiche immaginarie
EpitetoPanopte (onniveggente)
SpecieGigante
SessoMaschio
AffiliazioneEra

Argo Panopte[1] (in greco antico Ἄργος Πανόπτης?, Argos Panόtpes, "Argo l'onniveggente") è un personaggio della mitologia greca, un gigante di cui si diceva avesse cento occhi disseminati in tutto il corpo.

Dibattuta la sua paternità: secondo gli autori antichi era figlio di Agenore, o di Arestore, o di Inaco, o di Argo e Ismene o addirittura un autoctono.[2][3]

Argo era al servizio della dea Era: servendo gli dei difese la regione dell'Arcadia prima da un toro mostruoso, poi da un satiro che rapiva il bestiame; tra le sue altre imprese rientrano anche l'uccisione del mostro Echidna e dei responsabili che avevano assassinato il re Api.[4]

Quando la ninfa Io, amata da Zeus, fu tramutata dal dio stesso in giovenca per nasconderla a Era[5], la dea sospettosa dell'animale riuscì ad ottenerlo in dono e lo pose sotto la custodia di Argo, che lo legò ad un ulivo sorto in un bosco sacro a Micene[6]. Il gigante, grazie ai suoi cento occhi, riusciva a non dormire mai, chiudendone, per riposare, solo cinquanta per volta. Zeus, dispiaciuto per Io, incaricò il dio Ermes di liberarla. Quest'ultimo, camuffatosi da pastore, si avvicinò ad Argo suonando una melodia e narrandogli la storia di Pan e Siringa, fino a farlo addormentare del tutto[7]. Quando Argo chiuse tutti i suoi occhi, Ermes lo uccise: secondo alcune versioni lo decapitò, secondo altre invece lo colpì con una pietra.[6]

Deifobo Burbarini, Era pone gli occhi di Argo su un pavone, XVII secolo

Dopo la sua morte, Era prese gli occhi di Argo e li pose sulle piume del pavone, l'animale a lei sacro.[3]

In altri media

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  1. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, vol. 2.
    «Argo, detto Panopte: aveva infatti occhi sparsi su tutto il corpo.»
  2. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, vol. 2.
    «Secondo Ferecide Argo è figlio di Arestore, secondo Asclepiade di Inaco, secondo Cecrope di Argo e di Ismene figlia di Asopo; Acusilao dice che è un nato dalla terra.»
  3. 1 2 Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Greca e Latina, 2018, pp. 71-72. URL consultato il 25 maggio 2026.
  4. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, vol. 2.
    «Dotato di forza straordinaria, uccise il toro che devastava l’Arcadia e ne rivestì la pelle. E poi uccise in un agguato un Satiro, che recava danno agli Arcadi rubando loro il bestiame. Dicono che colse nel sonno e uccise anche Echidna, figlia di Tartaro e di Gea, che rapiva i viaggiatori di passaggio. E vendicò l'assassinio di Api, uccidendo i responsabili.»
  5. Friedrich Lübker e Carlo Alberto Murero, Lessico ragionato della antichità classica, Forzani e C., 1898. URL consultato il 19 maggio 2024.
  6. 1 2 Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, vol. 2.
    «Argo legò la giovenca a un albero di olivo, nel bosco sacro di Micene. Zeus ordinò a Ermes di rubare la giovenca, ma Ierace fece la spia, ed Ermes, che non poteva più agire di nascosto, colpì Argo con una pietra e lo uccise: perciò fu detto Argeifonte.»
  7. Ovidio, 624 (PDF), in Le metamorfosi, vol. 1.
  8. (EN) Argus, su Riordan Wiki. URL consultato il 25 maggio 2026.
  9. (EN) Argos, su God of War Wiki. URL consultato il 25 maggio 2026.

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