Arctodus

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Orsi dal muso corto
Arctodus simus fossil.jpg
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Ursidae
Sottofamiglia Tremarctinae
Tribù Tremarctini
Genere Arctodus
Leidy, 1854
Specie

Arctodus è un genere estinto della famiglia Ursidae endemico del Nord America. Sono conosciuti con il nome di orsi dal muso corto, vissero tra gli 800.000 ed i 12.500 anni fa e si estinsero durante il Pleistocene.

Si è ipotizzato che fosse carnivoro, anche se come gli orsi odierni, probabilmente era un animale onnivoro. Le sue ossa erano lunghe e sottili e si è pensato che sarebbe stato in grado di correre velocemente solo per brevi tratti rispetto agli orsi dei giorni nostri. Era una bestia di notevoli dimensioni e probabilmente il predatore più temuto all'epoca.[1]Era lungo 4 metri e mezzo con un'altezza di 3,6 metri in piedi e 1,80 metri al garrese e un peso di 1000 chilogrammi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fossili di Arctodus simus in un'istallazione museale.

Arctodus, era un orso dalle proporzioni mostruose: quando camminava a quattro zampe era alto in media 1,5 metri, mentre alcuni esemplari raggiungevano l'impressionante altezza di 1,8 metri al garrese (misura dell'altezza alla spalla dei quadrupedi). La lunghezza di questo animale era ancora più impressionante: questi orsi giganti potevano raggiungere i 4 metri e mezzo di lunghezza: più di un fuoristrada. Anche la sua mole non era da meno, pesava più di 1.000/1.500 kg, più di cinque volte il peso di un'orsa polare; ma a dispetto del suo peso era straordinariamente agile, soprattutto sulle lunghe distanze.

Tali proporzioni gigantesce favoriscono l'ipotesi che questo orso gigante fosse il più grande mammifero predatore mai comparso sulla Terra, grazie a queste dimensioni probabilmente era capace non solo di dare la caccia e uccidere le sue prede, ma anche di rubare le prede agli altri predatori grazie alle sue gigantiche proporzioni: quando si alzava sulle zampe posteriori arrivava all'altezza di 3,65 metri; era perciò più grosso, più pesante di ogni altro predatore mammifero mai scoperto.

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'Arctodus aveva un territorio di caccia che andava dall'Alaska al Messico, e da costa a costa del continente nord americano, si ipotizza che abitasse anche il nord del Sud America. Aveva un territorio così ampio che per estinguersi, questa spece vi ha impiegato molti millenni, e la causa è un passaggio di temperatura tra i 10 gradi sotto zero (o addirittura meno) ed i 32 gradi centigradi.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Arctodus era con ogni probabilità il T-rex dell'era pleistocenica, con i suoi possenti muscoli della mascella ed i robusti denti, seghettati come coltelli, poteva attaccare ogni tipo di preda sul suo territorio: dai veloci equini, che inseguiva senza difficoltà; ai grandi bisonti, che abbatteva con i suoi artigli di 20,3 cm con i quali poteva staccare la testa ad un uomo. Era anche uno dei pochi della sua epoca che era in grado di vedersela con grandi erbivori come il Megatherium, in scontri simili probabilmente avrebbe dovuto ingaggiare un combattimenti simile ad un incontro di pugilato, fin quando non riusciva ad avvicinare le fauci e ad abbattere la preda con un morso. Vi sono anche ipotesi secondo le quali Arctodus potesse attaccarre ed uccidere i grandi mammut, infatti in un sito del Sud Dakota è stato rinvenuto un mammut con segni di morsi molto profondi, ed accanto a lui un orso dal muso corto, tuttavia può darsi che l'Arctodus avesse trovato un mammut caduto, e pensando fosse morto ha iniziato a banchettare, ma il mammut, dopo essersi svegliato, lo ha colpito a morte.

Nemici[modifica | modifica wikitesto]

L'orso dal muso corto non era di certo l'unico predatore d'America: per poter ottenere un pasto doveva vedersela con alcuni degli animali più letali dell'epoca. I principali concorrenti erano i lupi: i Dirus erano ovunque e cacciavano in branco, per ottenere la vittoria contro un nemico così l'Arctodus doveva sfoggiare tutta la sua grandezza, ma una volta in piedi avrebbe potuto colpire con le zampe i canidi e indurli a scappare. Un'altra sfida erano i felini: i grandi leoni americani erano grossi predatori da 300 kg, muniti di canini affilati e di una ventina di artigli in totale, ma con un morso da 2000 libbre per pollice quadrato e arti da un metro e mezzo, l'orso era capace di fare a pezzi anche questo nemico; infine vi erano i felini dai denti a sciabola, gli Smilodonti, ma pure questi ultimi erano scoraggiati dall'incredibile forza e dimensioni dell'orso dal muso corto. Anche con tale concorrenza l'Arctodus era il predatore dominante d'America.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Arctodus comprende due specie:[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Andrew E. Whittington, Barry Hutchins; David Constantine; David Stang; Eriberto De Assis; Juan Pablo Hurtado; Marco De Andrade; Russel Shiel, Ursidae (Family), su zipcodezoo.com. URL consultato il 27 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2011).

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