Arcieparchia di Cipro

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Arcieparchia di Cipro
Archieparchia Cyprensis Maronitarum
Chiesa maronita
Nicosia by Paride 11.JPG
Arcivescovo metropolita Joseph Soueif
Arcivescovi emeriti Boutros Gemayel
Sacerdoti 11 di cui 9 secolari e 2 regolari
945 battezzati per sacerdote
Religiosi 2 uomini, 3 donne
Diaconi 1 permanenti
Abitanti 838.897
Battezzati 10.400 (1,2% del totale)
Superficie 9.351 km² a Cipro
Parrocchie 12
Erezione 1357
Rito rito antiocheno
Cattedrale Nostra Signora delle Grazie
Indirizzo The Maronite Church, P.O. Box 2249, 8 Ayios Maronas Str., Nicosia, Cyprus
Sito web www.maronitearcheparchy.org.cy
Dati dall'Annuario pontificio 2014 (ch · gc?)
Chiesa cattolica a Cipro

L'arcieparchia di Cipro (in latino: Archieparchia Cyprensis Maronitarum) è una sede della Chiesa maronita a Cipro. Nel 2013 contava 10.400 battezzati su 838.897 abitanti. È retta dall'arcieparca Joseph Soueif.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli maroniti dell'isola di Cipro.

Sede arcieparchiale è la città di Nicosia, dove si trova la cattedrale di Nostra Signora delle Grazie.

Il territorio è suddiviso in 12 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La comunità maronita si è insediata nel IX secolo nella parte settentrionale di Cipro ed ha attraversato tutte le vicissitudini della comunità cristiana dell'isola: l'occupazione dei Francesi (1191-1489), dei Veneziani (1489-1571) e degli Ottomani (1571-1832), riuscendo a sopravvivere e a progredire.

Una comunità maronita cipriota in comunione con Roma è segnalata fin dal XIII secolo. La serie episcopale cattolica inizia nell'anno 1357, quando nelle mani del vescovo latino di Nicosia la comunità maronita con il suo vescovo emettono una professione di fede cattolica. Quest'unione è confermata e rafforzata dalla bolla Benedictus sit Deus promulgata da papa Eugenio IV durante il concilio di Roma il 7 agosto 1455.

La comunità maronita di Cipro era la più numerosa comunità di cristiani orientali, dopo quella greca. Durante l'occupazione latina dell'isola, prima con i Lusignano e poi con i Veneziani, i maroniti crebbero di numero, grazie ai numerosi privilegi e proprietà loro accordate dai nuovi padroni dell'isola; a loro erano sottomessi una sessantina di villaggi e, secondo le stime riportate da Hackett[1], il numero dei fedeli si aggirava attorno ai 180.000. Tuttavia, con l'occupazione ottomana di Cipro, la situazione peggiora per la comunità maronita, che vide ridursi drasticamente il numero dei fedeli e delle comunità.

L'arcieparchia fu eretta canonicamente nel sinodo maronita del Monte Libano del 1736. Dalla fine del XVI secolo i vescovi maroniti, che fino a quel momento avevano sempre risieduto a Nicosia, iniziarono a porre la loro sede sul continente e fecero ritorno sull'isola solo a partire dall'Ottocento. In questo periodo furono i preti latini ad occuparsi delle poche comunità maronite dell'isola.

Nel 1974 la Turchia ha invaso il nord della Repubblica di Cipro, occupando e detenendo illegalmente proprio la parte settentrionale del suo territorio.
La comunità maronita ha dovuto lasciare le proprie case per trasferirsi a sud, dove vive tuttora come profuga nella propria patria. Nella città di Kormakitis (50 km da Nicosia), cuore della comunità, tutte le chiese e gli edifici sacri ai cristiani hanno subito un cambio di destinazione, diventando magazzini, musei o persino moschee. Oggi è l'unico centro della Repubblica turca in cui vivono ancora dei cristiani maroniti, circa 130 persone. Due villaggi sono stati trasformati in basi militari turche. Vi è un'unica chiesa al nord in cui si può celebrare la messa, dedicata a San Giorgio.

Nel 2003 è stata introdotta la libertà di circolazione da una parte all'altra dell'isola, per cui i maroniti hanno potuto riallacciare i rapporti che erano stati troncati trent'anni prima.

Nei giorni dal 4 al 6 giugno 2010 papa Benedetto XVI ha effettuato una visita apostolica alla comunità cristiana di Cipro.[2] Si è trattato della prima volta di un papa nell'isola cipriota.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Youhanna † (menzionato nel 1357)
  • Jacob Al-Matrity † (menzionato nel 1385)
  • Elias † (prima del 1431 - dopo il 1445)
  • Youssef † (? - 1505)
  • Gebrayel Al Qela'î † (1505 - 1516 deceduto)
  • Maroun † (1516 - ?)
  • Antonios † (menzionato nel 1523)
  • Girgis al Hadthy † (menzionato nel 1528)
  • Eliya Al Hadthy † (menzionato nel 1530)
  • Francis † (menzionato nel 1531)
  • Marcos El-Baytomini † (menzionato nel 1552)
  • Girgiss † (menzionato nel 1562)
  • Julios † (menzionato nel 1567)
  • Youssef † (? - 1588 deceduto)
  • Youhanna † (1588 - 1596)
  • Moise Anaisi of Akura † (1598 - 1614)
  • Girgis Maroun al Hidnani † (1614 - 1634)
  • Elias al Hidnani † (menzionato nel 1652)
  • Sarkis Al Jamri † (1662 - 1668 deceduto)
  • Stefano Douayhy (8 luglio 1668 - maggio 1670 eletto patriarca di Antiochia)[3]
  • Luca di Carpasia † (1671 - 1673)
  • Boutros Doumit Makhlouf † (1674 - 1681)
  • Youssef † (1682 - 1687)
  • ...
  • Gabriel Hawa, O.L.M. † (1723 - 1752 deceduto)
  • Toubia El Khazen † (? - 28 marzo 1757 confermato patriarca di Antiochia)
  • Elias El Gemayel † (? - 1786 deceduto)
  • Philibos Gemayel † (1786 succeduto - 14 giugno 1795 eletto patriarca di Antiochia)
  • Abdullah Blibl (Abdalla Blaibel) † (12 marzo 1798 - 1º marzo 1842 deceduto)
  • Giuseppe Giagia † (26 dicembre 1843 - 1878 dimesso)
  • Youssef Al Zoghbi † (1883 - 17 dicembre 1890 deceduto)
  • Nemtallah Selwan † (12 giugno 1892 - 18 settembre 1905 deceduto)
  • Boutros Al Zoghbi † (11 febbraio 1906 - 28 ottobre 1910 deceduto)
  • Paul Auad † (11 febbraio 1911 - 30 gennaio 1941 dimesso)[4]
  • François Ayoub † (28 novembre 1942 - 16 aprile 1954 nominato arcivescovo di Aleppo)
  • Elie Farah † (16 aprile 1954 - 4 aprile 1986 ritirato)
  • Joseph Mohsen Béchara (4 aprile 1986 - 11 giugno 1988 nominato arcivescovo di Antélias)
  • Boutros Gemayel (11 giugno 1988 - 29 ottobre 2008 ritirato)
  • Joseph Soueif, dal 29 ottobre 2008

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia al termine dell'anno 2013 su una popolazione di 838.897 persone contava 10.400 battezzati, corrispondenti all'1,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 36.646 63.237 58,0 76 61 15 482 39 24 90
1969 80.000  ?  ? 101 68 33 792 57 300 43
1980 155.700  ?  ? 117 62 55 1.330 74 473 108
1990 10.500 600.000 1,8 10 6 4 1.050 7 5 10
1999 10.000 775.000 1,3 8 6 2 1.250 5 3 9
2000 10.000 775.000 1,3 12 10 2 833 5 3 9
2001 10.000 780.000 1,3 12 10 2 833 5 3 9
2002 10.000 783.000 1,3 12 10 2 833 5 3 9
2003 10.000 780.000 1,3 7 5 2 1.428 5 3 9
2004 10.000 780.000 1,3 7 5 2 1.428 5 3 9
2006 10.000 780.000 1,3 7 5 2 1.428 5 3 9
2013 10.400 838.897 1,2 11 9 2 945 1 2 3 12

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Op. cit., p. 528.
  2. ^ www.vatican.va
  3. ^ Confermato l'8 agosto 1672.
  4. ^ Contestualmente nominato arcivescovo titolare di Calcide di Siria.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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