Arcieparchia di Beirut e Jbeil dei melchiti

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Arcieparchia di Beirut e Jbeil
Archieparchia Berytensis et Gibailensis graecorum melkitarum
Chiesa greco-melchita
Arcieparca metropolita Cyrille Salim Bustros, S.M.S.P.
Arcieparchi emeriti Joseph Kallas, S.M.S.P.
Sacerdoti 129 di cui 55 secolari e 74 regolari
1.550 battezzati per sacerdote
Religiosi 118 uomini, 178 donne
Diaconi 1 permanenti
Battezzati 200.000
Parrocchie 121
Erezione 1724
Rito bizantino
Cattedrale Sant'Elia
Indirizzo Archeveche Grec-Melkite Catholique, rue de Damas, B.P. 11-901, Beyrouth, Liban
Dati dall'Annuario pontificio 2013 (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Libano

L'arcieparchia di Beirut e Jbeil (in latino: archieparchia Berytensis et Gibailensis graecorum melkitarum) è una sede metropolitana della Chiesa cattolica greco-melchita in Libano. Nel 2012 contava 200.000 battezzati. È retta dall'arcieparca Cyrille Salim Bustros, S.M.S.P.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia comprende la città di Beirut, capitale del Libano, e buona parte del Governatorato del Monte Libano.

Sede arcieparchiale è la città di Beirut, dove si trova la cattedrale di Sant'Elia.

Il territorio è suddiviso in 121 parrocchie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'eparchia di Beirut è un'antica sede bizantina, elevata al rango di arcieparchia con il concilio di Calcedonia nel V secolo.

L'eparchia greco-cattolica nasce ufficialmente nel 1724, dopo che il patriarcato di Antiochia si era diviso in due rami, quello greco-ortodosso e quello greco-cattolico (o melchita).

Tuttavia già nel 1701 il vescovo greco di Beirut, Silvestro Dahan, aveva inviato a Roma una professione di fede cattolica, rinnovata l'anno seguente. Erano quelli anni in cui il cattolicesimo faceva grandi progressi tra le file dei greci nelle città della costa libanese, dove più radicata era la presenza di cristiani di rito bizantino, e questo soprattutto grazie all'opera missionaria dei gesuiti e dei Cappuccini.

Grande impulso alla diffusione del cattolicesimo a Beirut e nei territori circostanti fu la fondazione dell'Ordine basiliano soarita, che agli inizi della loro storia ebbero la maggior parte dei monasteri proprio nel territorio beritense. Apparteneva a questo Ordine Athanasios Dahan, vescovo cattolico di Beirut e futuro patriarca, che per primo organizzò la nuova diocesi cattolica.

Con il suo successore Basilios Jelghaf fu costruita la cattedrale su un terreno di proprietà dei soariti. Un contenzioso tra l'Ordine e il vescovo Ignace Sarrouf circa la proprietà immobiliare della cattedrale costrinse la Santa Sede ad intervenire per dare ragione al vescovo (1784).

Il vescovo Agapios Riashi fu uno dei più accesi oppositori all'introduzione del calendario gregoriano voluta dal patriarca Maximos III Mazloum. A Riashi si deve la ricostruzione della cattedrale in forme più imponenti e con ricche decorazioni interne tra cui un'iconostasi in marmo; questa chiesa fu demolita nel Novecento per esigenza urbanistiche.

Alla morte di Agapios Riashi nel 1878 la comunità melchita si divise sulla scelta del suo successore. I soariti, che finora aveva dato tutti i vescovi di Beirut e che consideravano la sede come un loro feudo, vivevano un momento difficile e non avevano monaci preparati per l'episcopato. Il patriarca Gregorios II Youssef-Sayour era damasceno ed i melchiti di Beirut temevano che finisse per imporre un vescovo nativo di Damasco. Alla fine ebbe la meglio la Santa Sede, a cui si era fatto ricorso, che con il breve Occasione electionis di papa Leone XIII del 16 agosto 1881, scelse Meletios Fakak trasferendolo dalla sede di Zahleh e nominandolo arcieparca di Beirut e Jbeil. Fakak fece il suo ingresso solenne solo il 30 settembre 1882; nel frattempo gli abitanti s'erano rassegnati ad accettare un damasceno ed i soariti un vescovo secolare.

Con il suddetto breve apostolico, Roma elevò l'eparchia al rango di arcieparchia, unendola alla sede di Jbeil, già amministrata dai vescovi di Beirut dal 1802. Jbeil corrisponde all'antica diocesi bizantina di Byblos, menzionata nel IV secolo.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Vescovi di Jbeil[modifica | modifica wikitesto]

  • ...
  • Demetrios Kouioumgi † (? - 1775 deceduto)
  • Clément Tabile † (1778 - 1802 deceduto)
    • Sede amministrata dai vescovi di Beirut (1802-1881)

Vescovi di Beirut[modifica | modifica wikitesto]

Arcivescovi di Beirut e Jbeil[modifica | modifica wikitesto]

  • Meletios Fakak † (16 agosto 1881 - 16 luglio 1904 deceduto)
  • Onesimo (Attanasio) Sawaya, B.S. † (5 febbraio 1905 - 6 aprile 1919 deceduto)
  • Policarpo (Basilio) Cattan, B.C. † (11 febbraio 1921 - 14 luglio 1933 dimesso)
  • Maximos Sayegh, S.M.S.P. † (30 agosto 1933 - 30 ottobre 1947 eletto patriarca di Antiochia)
  • Philippe Nabaa, S.M.S.P. † (17 settembre 1948 - 17 agosto 1967 deceduto)
  • Grégoire Haddad † (9 settembre 1968 - 19 agosto 1975 dimesso)
  • Habib Bacha, S.M.S.P. † (23 agosto 1975 - 23 novembre 1999 deceduto)
  • Joseph Kallas, S.M.S.P. (15 gennaio 2000 - 15 giugno 2011 dimesso)
  • Cyrille Salim Bustros, S.M.S.P., dal 15 giugno 2011

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'arcieparchia al termine dell'anno 2012 contava 200.000 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1949 25.000  ?  ? 41 16 25 609 40
1958 35.000 500.000 7,0 50 23 27 700 44
1969  ? 80.000  ? 83 29 54  ? 124 90 56
1980 115.000  ?  ? 93 33 60 1.236 1 90 63
1990 150.000  ?  ? 138 45 93 1.086 167 222 73
1999 200.000  ?  ? 71 61 10 2.816 132 293 78
2000 200.000  ?  ? 68 58 10 2.941 72 134 70
2001 200.000  ?  ? 65 55 10 3.076 70 178 73
2002 200.000  ?  ? 74 56 18 2.702 78 186 73
2003 200.000  ?  ? 86 56 30 2.325 79 183 114
2004 200.000  ?  ? 91 61 30 2.197 80 183 116
2006 200.000  ?  ? 93 63 30 2.150 71 190 139
2009 200.000  ?  ? 148 62 86 1.351 1 120 149 121
2012 200.000  ?  ? 129 55 74 1.550 1 118 178 121

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ breve Haud mediocriter in Bullarium pontificium Sacrae Congregationis de Propaganda Fide, vol. IV, pp. 96-97.
  2. ^ Consacrato il 5 settembre 1828 con il nome di Agapios, ma confermato dalla Santa Sede solo il 20 aprile successivo.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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