Arborea (traghetto)
| Arborea | |
|---|---|
| Descrizione generale | |
| Tipo | Ro-Pax |
| Classe | Sociale |
| Armatore | |
| Proprietà | Tirrenia di Navigazione (1990-2004) G.A. Ferries (2004-2005) |
| Registro navale | RINA |
| Porto di registrazione | |
| Identificazione | Numero IMO: 7602003 |
| Ordine | 24 dicembre 1975 |
| Costruttori | Italcantieri |
| Cantiere | Sestri Ponente, Italia |
| Costruzione n. | 4354 |
| Impostazione | 11 dicembre 1978 |
| Varo | 4 marzo 1980 |
| Consegna | 20 settembre 1980 |
| Ammodernamento | 1987 (trasformazione in traghetto passeggeri) |
| Nomi precedenti | Staffetta Jonica (1978-1987) |
| Nomi successivi | Arbore (2005) |
| Intitolazione | Mar Ionio, mare (1978-1987) Giudicato di Arborea, stato medievale, uno dei quattro giudicati della Sardegna (1987-2005) |
| Fuori servizio | 21 dicembre 2001 |
| Disarmo | 21 dicembre 2001 |
| Radiazione | novembre 2004 |
| Destino finale | Demolizione presso i cantieri di Alang nel 2005 |
| Stato | Demolito |
| Caratteristiche generali | |
| Stazza lorda | 11 324 tsl |
| Stazza netta | 11 940 tsn |
| Portata lorda | 3 957 tpl |
| Lunghezza | 148,32 m |
| Larghezza | 22,7 m |
| Pescaggio | 6,3 m |
| Propulsione | 2 motori diesel GMT A420.12 12 cilindr, 11 030 kW |
| Velocità | 19,5 nodi (36,11 km/h) |
| Capacità di carico | 409 auto o 182 auto e 56 rimorchi |
| Passeggeri | 1 314 |
| Bruno Balsamo, Le navi della Tirrenia[1] Arborea, su naviecapitani.it. URL consultato il 24 ottobre 2025. | |
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L'Arborea è stato un traghetto, appartenuto dal 1980 al 2004 alla compagnia di navigazione italiana Tirrenia di Navigazione.
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Come ro-ro merci
[modifica | modifica wikitesto]Originariamente l'unità era un ro-ro merci: con una stazza lorda di 6 914 tonnellate[2], disponeva di tre ponti garage, che potevano contenere alternativamente 129 semirimorchi e 30 automobili, 117 semirimorchi e 100 automobili o 580 automobili[1]. Il garage sul ponte principale aveva accesso diretto dalla banchina per mezzo della rampa poppiera; il garage sul ponte di stiva era raggiungibile per mezzo di un ascensore con una portata di 60 tonnellate[3], mentre quello sul ponte superiore, scoperto ad eccezione della zona prodiera, era accessibile tramite una rampa fissa[1]. La nave disponeva di sistemazioni per 12 passeggeri e 22 camionisti, per i quali erano a disposizione 17 cabine doppie, un ristorante e due sale soggiorno[1].
L'unità era spinta da due eliche quadripala a passo variabile della Lips Italiana, collegate tramite un riduttore a due motori Diesel 12 cilindri GMT A420.12, con una potenza complessiva di 15 000 cavalli[1]. Poteva raggiungere una velocità di servizio di 22 nodi[1].
Come traghetti passeggeri
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1987, spinta dal forte aumento del traffico passeggeri tra il continente e la Sardegna, la Tirrenia decise di convertire la nave in traghetto passeggeri. La trasformazione riguardò principalmente le sovrastrutture, che furono estese fino a poppa; la struttura dello scafo e le linee d'acqua rimasero immutate, mentre la stazza lorda salì a 11 324 tonnellate[4][5]. La trasformazione in nave passeggeri impose delle modifiche alla compartimentazione stagna, per rispettare le norme di stabilità che imponevano, tra gli altri requisiti, la galleggiabilità con due compartimenti allagati[6]. Il locale apparato motore fu diviso in due parti da una paratia trasversale, mentre le paratie longitudinali che delimitavano il garage inferiore furono spostate verso l'interno per posizionarle a una distanza pari a un quinto della larghezza dal fianco della nave, come prescritto dai regolamenti[6]. La centrale elettrica della nave fu potenziata, aggiungendo un quarto Diesel-generatore, mentre per migliorare la manovrabilità il singolo timone centrale fu sostituito da due posizionati dietro le eliche e fu aggiunta una seconda elica trasversale di manovra a prua[6]. Fu, infine, sostituito il fumaiolo[6].
Così trasformata, la nave poteva trasportare un massimo di 1314 passeggeri, avendo a bordo al massimo 45 semirimorchi e 232 automobili[1]. Con una maggiore quantità di carico (fino a 56 semirimorchi e 182 automobili), la condizione di galleggiabilità con due compartimenti stagni contigui allagati non poteva più essere garantita e la capacità passeggeri era ridotta, di conseguenza, a 500[1]. Le sistemazioni per i passeggeri comprendevano 64 cabine con servizi igienici e 40 senza servizi igienici, per un totale di 312 posti letto; erano poi presenti, come di consueto, una cella con 12 posti letto per eventuali detenuti e una cabina quadrupla per i carabinieri della scorta[1]. In aggiunta alle cabine, la nave disponeva di due sale poltrone di prima classe e sette di seconda classe, per un totale di 929 posti[1]. Gli spazi comuni per i passeggeri comprendevano un ristorante da 70 posti, una tavola calda per 170 persone, un soggiorno bar, una veranda, un cinema e un vestibolo con negozio e ufficio turistico[1].
Come accennato, la capacità dei garage risultò leggermente ridotta per via del riposizionamento delle paratie nel ponte inferiore; il numero massimo di automobili trasportabili scese a 435[1]. Anche la velocità di servizio fu ridotta in seguito ai lavori di trasformazione, scendendo a 19,5 nodi[1].
Servizio
[modifica | modifica wikitesto]La nave fu impostata nel bacino del cantiere navale di Sestri Ponente l'11 dicembre 1978[2]. Fu varata con il nome di Staffetta Jonica il 4 marzo 1980 e consegnata alla Tirrenia, in seguito alle prove in mare, il 20 settembre 1980[2]. La compagnia statale la impiegò inizialmente sulle linee Genova - Napoli - Tripoli e Trieste - Tripoli[7]; in seguito alla chiusura di queste rotte la Staffetta Jonica e le gemelle furono impiegate nei collegamenti verso la Sardegna[3]. Tra settembre e dicembre 1982 la nave fu impiegata nella missione italiana in Libano, per conto del Ministero della Difesa[2].
Il 12 gennaio 1987 la Staffetta Jonica fu mandata ai cantieri INMA di La Spezia, dove subì la trasformazione in traghetto passeggeri[2]. La nave fu riconsegnata alla Tirrenia, dopo aver svolto delle nuove prove in mare, il 19 agosto dello stesso anno e fu messa in servizio il giorno seguente, con il nome di Arborea, sulla Genova - Cagliari[2].
Negli anni seguenti il traghetto fu impiegato su diversi collegamenti per Sardegna e Sicilia, tra i quali la linea Cagliari - Arbatax - Civitavecchia. Il 26 ottobre 1999 la Arborea, in ingresso nel porto di Olbia, si incagliò su un banco di sabbia a causa della fitta nebbia; la nave fu liberata due giorni dopo da sette rimorchiatori, venendo trainata in porto.[8]
Il 21 dicembre 2001 la Arborea fu posta in disarmo nel porto di Genova[2]. Nel giugno 2004 fu acquistata dall'armatore greco Gerasimos Agoudimos, proprietario della G.A. Ferries[2][9], con l'intenzione di ribattezzare il traghetto Mileda e di inserirlo nei collegamenti tra la Grecia continentale e le isole greche. Tuttavia, le ormai critiche condizioni in cui giaceva l'unità a causa del non perfettamente concepito lavoro di di conversione, portarono l'armatore greco a rivedere la nave ad un cantiere di demolizione indiano,noer una cifra vicina ai 200 mila dollari.[10]. Il traghetto, rinominato per l'occasione Arbore, partì alla volta dell'India nei primi mesi del 2005, arrivando ad Alang il 5 aprile 2005[9].
Navi gemelle
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b c d e f g h i j k l m Bruno Balsamo, pp. 596-603
- ^ a b c d e f g h Bruno Balsamo, p. 608
- ^ Betti Carboncini, p. 122
- ^ TORRES - traghetto, su culturanavale.it.
- ^ a b c d Bruno Balsamo, p. 594
- ^ Bruno Balsamo, p. 63
- ^ Tirrenia di Navigazione S.p.A 1971- 2001, Navi & Armatori (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2010).
- ^ a b (SV) M/S Staffetta Jonica (1980), su faktaomfartyg.se. URL consultato il 28 aprile 2020.
- ^ M/N Mileda - Pireo, su www.adriaticandaegeanferries.com. URL consultato il 24 ottobre 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Bruno Balsamo, Le navi della Tirrenia, Sorrento, Con-fine Edizioni di arte & cultura, 2018, ISBN 978-88-96427-73-6.
- Adriano Betti Carboncini, Linee di navigazione marittima per la Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 2011, ISBN 978-88-7138-551-8.