Ara (zoologia)

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Ara
Macaws at Jurong Bird Park -Singapore-8.jpg
Un'ara gialloblu (a sinistra) e un'ara rossoverde (a destra) al Jurong Bird Park di Singapore
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Psittaciformes
Famiglia Psittacidae
Sottofamiglia Arinae
Genere Ara
Lacepede, 1799
Specie

Vedi testo

Ara Lacépède, 1799 è un genere di uccelli della famiglia Psittacidae diffuso nell'ecozona neotropicale[1][2][3].
Sono pappagalli molto grandi dotati di lunghe code, di ali lunghe e strette e di un piumaggio dai colori vivaci. Presentano tutte una caratteristica zona di pelle nuda attorno agli occhi. I maschi e le femmine hanno piumaggi simili. Molte di queste specie sono animali da compagnia molto popolari e proprio per questo motivo alcune di esse sono divenute piuttosto rare in natura.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le ali e la coda dell'ara gialloblu, come quelle di tutte le specie del genere Ara, sono molto lunghe.

Le specie del genere Ara sono grossi pappagalli che variano in grandezza dai 46–51 cm e 285-287 g dell'ara frontecastana[senza fonte] ai 90–95 cm e 1708 g dell'ara rossoverde[senza fonte]. Come tutte le specie di pappagallo che devono spostarsi su grandi distanze per trovare il cibo, anche queste are hanno ali lunghe e strette. Sono munite di un grosso ramo superiore del becco curvato all'ingiù e di una zona di pelle glabra attorno agli occhi che si estende fino alla base del becco[3]. In questa zona nuda vi sono minuscole piume disposte in linee di aspetto variabile da una specie all'altra, tranne che nell'ara scarlatta, che ne è priva. In quasi tutte le specie il becco è nero, ma quello dell'ara scarlatta e dell'ara rossoverde ha il ramo superiore color corno e quello inferiore nero.

I colori del piumaggio delle specie di Ara sono spettacolari. Quattro specie sono prevalentemente verdi, due sono azzurre e gialle e tre (compresa l'ormai estinta ara di Cuba) sono quasi tutte rosse. Nel piumaggio non vi è dimorfismo sessuale e anche quello degli immaturi è simile a quello degli adulti, sebbene in alcune specie sia un po' più scialbo[3].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Come per tutte le are e la maggior parte dei pappagalli, semi e frutti costituiscono la parte principale della dieta delle specie del genere Ara. I tipi e la gamma di cibo variano da una specie all'altra. Diversamente da molti uccelli, le are sono predatrici di semi e non loro dispensatrici e utilizzano il loro robustissimo becco per frantumare perfino i rivestimenti più duri. La loro dieta è la stessa di quella di alcune specie di scimmie; in uno studio sulle are rossoverdi del Venezuela è stato visto che questi uccelli vivono sugli stessi alberi occupati dai saki barbuti, ma in alcuni casi mangiano i semi quasi acerbi ignorati dalle scimmie, dato che contengono più veleno[4]. Talvolta le are, come altri pappagalli, assumono argilla per assorbire le sostanze tossiche prodotte da alcuni semi velenosi di cui si nutrono[5]. In altri casi queste sostanze vengono neutralizzate da alcuni composti, come i tannini, presenti in altri cibi consumati dalle are.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Come quasi tutti i pappagalli, le specie di Ara nidificano in cavità[6]. La maggior parte delle specie fa il nido nelle cavità degli alberi, sia in vita che secchi. Utilizzano sia le cavità naturali, presenti soprattutto negli alberi secchi, che quelle create da altre specie; in Messico le are militari utilizzano ancora le cavità scavate dal picchio imperiale, ormai rarissimo. Oltre che sugli alberi, le are militari e le are rossoverdi nidificano anche nelle fessure naturali delle scarpate. L'ara fronterossa nidifica solamente in queste ultime, dato che nell'arido habitat in cui vive non vi sono alberi sufficientemente grandi[7].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Quattro are rossoverdi in volo in Perù.

Le specie del genere Ara vivono nella regione neotropicale e sono diffuse dal Messico all'Argentina. Il maggior numero di specie vive nel Bacino del Rio delle Amazzoni e nella regione al confine tra Panama e Colombia; in entrambe le zone abitano insieme quattro specie (o perfino cinque, in talune zone ai margini dell'Amazzonia occidentale dove si spinge l'ara militare). In Bolivia vivono sette specie, ma in nessuna località del Paese (così come in ogni altra zona) coabitano più di quattro specie. La specie dall'areale più vasto, l'ara scarlatta, è (o meglio era) diffusa in quasi tutta l'America Centrale e l'Amazzonia. Viceversa, l'ara golablu e l'ara fronterossa vivono solo in poche zone della Bolivia. L'areale di molte specie è diminuito notevolmente negli ultimi secoli a causa dell'intervento dell'uomo. L'ara militare è diffusa dal Messico settentrionale all'Argentina settentrionale, ma ha una diffusione discontinua: una popolazione si trova in Messico, una seconda, a molti chilometri di distanza, abita la Cordigliera della Costa venezuelana e una terza è diffusa lungo le Ande, dal Venezuela occidentale all'Argentina settentrionale. L'ara gialloblu è scomparsa da Trinidad negli anni '60[8] ed è divenuta molto rara nell'Argentina settentrionale; sembra che anche altre specie siano scomparse da alcune isole dei Caraibi.

Le specie del genere Ara si adattano molto bene a tutti gli ambienti della zona dove abitano; come si può facilmente intuire, dato il suo vasto areale, la specie più adattabile è l'ara scarlatta, che vive in una vasta gamma di habitat, dalle foreste pluviali umide alle boscaglie aperte e alle savane. L'unico requisito di cui necessita è la disponibilità di grandi alberi dove possa trovare cibo e cavità in cui nidificare. Le altre specie sono un po' più esigenti, ma anch'esse necessitano di grandi alberi. L'ara golablu vive generalmente nelle «isole» di foresta circondate dalla savana e l'ara fronterossa predilige boscaglie aride e boschetti di cactus.

All'interno del loro areale questi uccelli effettuano migrazioni stagionali alla ricerca di cibo. Non compiono però migrazioni su vasta scala, ma piccoli spostamenti locali da un habitat all'altro.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere venne coniato dal naturalista francese Bernard Germain de Lacépède nel 1799. Da esso prende il nome la tribù degli Arini, che comprende tutte le specie di pappagalli neotropicali.

Per molti anni nel genere Ara sono state classificate anche altre specie. Successivamente queste ultime sono state poste in tre generi distinti, Orthopsittaca, Primolius e Diopsittaca. Orthopsittaca e Diopsittaca sono due generi monotipici che comprendono specie ben distinte sia dal punto di vista morfologico che comportamentale, mentre il genere Primolius comprende tre piccole are di colore verde.

Un'ara rossoverde allo Zoo di Brookfield, Stati Uniti.

Il genere Ara comprende le seguenti specie e sottospecie:[1][2]:

  • Ara ararauna (Linnaeus, 1758) - ara gialloblu
  • Ara glaucogularis Dabbene, 1921 - ara golablu
  • Ara militaris (Linnaeus, 1766) - ara militare
    • Ara militaris bolivianus Reichenow, 1908
    • Ara militaris mexicanus Ridgway, 1915
    • Ara militaris militaris (Linnaeus, 1766)
  • Ara ambiguus (Bechstein, 1811) - ara verde
    • Ara ambiguus ambiguus (Bechstein, 1811)
    • Ara ambiguus guayaquilensis Chapman, 1925
  • Ara macao (Linnaeus, 1758) - ara scarlatta
    • Ara macao cyanopterus Wiedenfeld, 1995
    • Ara macao macao (Linnaeus, 1758)
  • Ara chloropterus G.R.Gray, 1859 - ara rossoverde
  • Ara tricolor Bechstein, 1811 † - ara rossa di Cuba (estinta: l'ultimo esemplare conosciuto venne ucciso nel 1864)[9]
  • Ara rubrogenys Lafresnaye, 1847 - ara fronterossa
  • Ara severus (Linnaeus, 1758) - ara frontecastana
    • Ara severus castaneifrons Lafresnaye, 1847
    • Ara severus severus (Linnaeus, 1758)

Specie estinte ipotetiche[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza di alcune specie estinte appartenenti al genere Ara è nota solamente a partire da testimonianze molto scarse. Queste specie potrebbero, in effetti, essere state solamente semplici sottospecie di forme note o animali da compagnia introdotti sulle isole e in seguito ritenuti appartenenti a specie distinte.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Specie[modifica | modifica wikitesto]

Ara
Nome comune e scientifico[2] Immagine Descrizione Areale[6]
Ara verde
(Ara ambiguus)
Ara ambigua1.JPG
Lunghezza 85–90 cm. Colore di base verde, fronte rossa e ali verdi e azzurre[10]. America Centrale e Meridionale, dall'Honduras all'Ecuador
Ara gialloblu
(Ara ararauna)
Ara ararauna -Singapore BirdPark-6.jpg
Lunghezza 80–90 cm. Colore di base azzurro sul dorso e giallo su petto e ventre. Mento azzurro e fronte verde. Nella zona superiore di pelle nuda bianca attorno ad ogni occhio ed estesa fino al becco vi sono linee formate da piccole piume scure. Da Panama e Colombia fino al Brasile centro-meridionale
Ara rossoverde
(Ara chloropterus)
Ara chloroptera -Gatorland-6.jpg
Lunghezza 90 cm. Colore base rosso con ali azzurre e verdi. Nella pelle nuda bianca attorno ad ogni occhio ed estesa fino al becco vi sono linee formate da piccole piume rosse. Sudamerica, dalla Colombia fino al Paraguay settentrionale (in passato fino all'Argentina settentrionale)
Ara golablu
(Ara glaucogularis)
Ara glaucogularis-2-1c.jpg
Lunghezza 75–85 cm. Regioni superiori azzurre e gran parte delle inferiori gialle, gola azzurra. Le aree di pelle nuda ai lati della faccia sono ricoperte da linee di piccole piume azzurro-scure, mentre attorno alla base del becco la pelle assume un colore rosato[11]. Bolivia settentrionale
Ara scarlatta
(Ara macao)
Scarlet Macaw (Ara macao) -full length-1c.jpg
Lunghezza 81–96 cm. Colore di base rosso brillante con ali rosse, gialle e azzurre. Attorno ad ogni occhio, fino al becco, vi è una zona di pelle nuda bianca. Dal Messico fino a Colombia e Bacino del Rio delle Amazzoni
Ara militare
(Ara militaris)
Soldatenara-5848.jpg
Lunghezza 70 cm. Colore di base verde e fronte rossa[12]. Diffusa in modo discontinuo in Messico e lungo le Ande, dal Venezuela all'Argentina settentrionale
Ara fronterossa
(Ara rubrogenys)
Red-fronted Macaw Ara rubrogenys National Aviary 2112px.jpg
Lunghezza 55–60 cm. Colore di base verde. Fronte rossa, macchia rossa sopra le orecchie, pelle della faccia rosata, attaccatura delle ali rossa e copritrici primarie azzurre[13]. Bolivia centrale
Ara frontecastana
(Ara severus)
Chestnut-fronted Macaw (Ara severa) -Southwicks Zoo c.jpg
Lunghezza 46 cm. Colore di base verde, fronte castana, attaccatura delle ali rossa. Panamá e Sudamerica (Chocó e Bacino del Rio delle Amazzoni)
Ara rossa di Cuba
(Ara tricolor)
Estinta dal 1864[9]
Extinctbirds1907 P10 Ara tricolor0301.png
Lunghezza 50 cm. Fronte rossa che sfumava prima in arancione e poi in giallo sulla nuca, becco marrone scuro più chiaro all'estremità; faccia, mento, petto, addome e ali arancioni; parte superiore del dorso quasi completamente rosso brunastro, groppone e parte inferiore del dorso azzurri; copritrici marroni, rosse e azzurro-violacee; superficie superiore della coda rosso scuro che sfumava verso l'azzurro all'estremità e parti inferiori rosso brunastre[9]. Estinta - era endemica di Cuba e, probabilmente, anche dell'Isola della Gioventù (nota in passato come Isola dei Pini)[9]

Specie ipotetiche di Ara estinte[modifica | modifica wikitesto]

Specie ipotetiche estinte
Nome comune e scientifico[14] Immagine Descrizione Areale[14]
Ara gialloverde della Dominica
(Ara atwoodi)
Estinta
Missing Aves.png
Lunghezza sconosciuta. Verde e gialla con una sostanza carnosa di colore rosso che dalle orecchie raggiungeva la radice del becco. Dominica
Ara di Saint Croix
(Ara autocthones)
Estinta
Missing Aves.png
Nota solamente a partire da alcune ossa sub-fossili trovate in due siti archeologici a Saint Croix, nelle Isole Vergini americane, e nella regione centrale di Porto Rico[15]. Estinta - areale sconosciuto
Ara gialloverde della Giamaica
(Ara erythrocephala)
Estinta
Extinctbirds1907 P12 Ara erythrocephala0305.png
Lunghezza sconosciuta. Testa rossa, corpo verde brillante, ali e copritrici primarie azzurre. Coda scarlatta e azzurra sul margine superiore, mentre quello inferiore e le ali erano di un intenso colore giallo-arancio[16]. Giamaica
Ara gialloblu codarossa
(Ara erythrura)
Estinta
Extinctbirds1907 P15 Ara erythrura0311.png
Lunghezza sconosciuta. Azzurra e gialla. Nella tavola a colori presente nell'opera Extinct Birds di Rothschild, Ara erythrura viene raffigurata con l'estremità della coda azzurra, mentre nel testo la coda viene descritta come «interamente rossa»[17]. Giamaica o Martinica[17]
Ara rossa della Giamaica
(Ara gossei)
Estinta
Extinctbirds1907 P11 Ara gossei0303.png
Lunghezza sconosciuta. Simile all'ara rossa di Cuba, dalla quale si differenziava soprattutto per la fronte gialla[18]. Giamaica
Ara delle Piccole Antille
(Ara guadeloupensis)
Estinta
Amazona.violacea.jpg
Lunghezza sconosciuta. Simile nel colore all'ara scarlatta, ma più piccola e con coda rossa e macchie gialle sulle ali. Guadalupa e Martinica
Ara della Martinica
(Ara martinica)
Extinctbirds1907 P14 Ara martinicus0309.png
Lunghezza sconosciuta. Azzurra e giallo-arancio (zafferano). Simile ad Ara ararauna[19]. Martinica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Psittacidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 19 maggio 2014.
  2. ^ a b c Zoological Nomenclature Resource: Psittaciformes (Version 9.004), www.zoonomen.net, 5 luglio 2008.
  3. ^ a b c Joseph M. Forshaw, Cooper, William T., Parrots of the World, corrected second, David & Charles, Newton Abbot, London, 1981 [1973, 1978], p. 368, ISBN 0-7153-7698-5.
  4. ^ Norconk, M; Wertis, C & W Kinzey (1997) " Seed predation by monkeys and macaws in eastern Venezuela: Preliminary findings" Primates 38 (2): 177-184 DOI10.1007/BF02382007
  5. ^ Diamond, J (1999). "Evolutionary biology: Dirty eating for healthy living" Nature 400(6740): 120-121
  6. ^ a b Collar N (1997) "Family Psittacidae (Parrots)" in Handbook of the Birds of the World Volume 4; Sandgrouse to Cuckoos (eds del Hoyo J, Elliott A, Sargatal J) Lynx Edicions:Barcelona. ISBN 84-87334-22-9 p.420-425
  7. ^ Lanning, D (1991) " Distribution and breeding biology of the Red-fronted Macaw Archiviato il 10 agosto 2010 in Internet Archive.". Wilson Bulletin 103 (3): 357-365
  8. ^ Oehler DA; Boodoo D; Plair B; Kuchinski K; Campbell M; Lutchmedial G, Ramsubage S, Maruska E and S Malowski (2001). "Translocation of Blue and Gold Macaw Ara ararauna into its historical range on Trinidad". Bird Conservation International, 11: pp 129-141 DOI10.1017/S0959270901000211
  9. ^ a b c d Errol Fuller, Extinct Birds, Penguin Books (England), 1987, pp. 148–9, ISBN 0-670-81787-2.
  10. ^ Species factsheet: Ara ambiguus, BirdLife International (2008). URL consultato il 24 luglio 2008.
  11. ^ Species factsheet: Ara glaucogularis, BirdLife International (2008). URL consultato il 24 luglio 2008.
  12. ^ Species factsheet: Ara militaris, BirdLife International (2008). URL consultato il 24 luglio 2008.
  13. ^ Species factsheet: Ara rubrogenys, BirdLife International (2008). URL consultato il 24 luglio 2008.
  14. ^ a b Rothschild, Walter (1907): Extinct Birds (Online-Version)
  15. ^ Olson, Storrs L.; Edgar J. Máiz López (2008). "New evidence of Ara autochthones from an archeological site in Puerto Rico: a valid species of West Indian macaw of unknown geographical origin (Aves: Psittacidae)". Caribbean Journal of Science 44 (2): 215-222.
  16. ^ Species factsheet: Ara erythrocephala, The Extinction Website (2008). URL consultato il 4 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2008).
  17. ^ a b Species factsheet: Ara erythrura, The Extinction Website (2008). URL consultato il 5 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2008).
  18. ^ Species factsheet: Ara gossei, The Extinction Website (2008). URL consultato il 4 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2008).
  19. ^ Species factsheet: Ara martinica, The Extinction Website (2008). URL consultato il 5 ottobre 2008 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2008).

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