Aprilia ETV 1000

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Aprilia ETV 1000 Caponord
Aprilia Caponord.jpg
Aprilia Caponord
CostruttoreItalia Aprilia
TipoEnduro stradale
Produzionedal 2001
Stessa famigliaAprilia RST 1000 Futura e RSV Mille
Modelli similiHonda Transalp e Varadero
Kawasaki Versys
Suzuki DL 650 V-Strom e
DL 1000 V-Strom
BMW R1150 GS e R1200 GS
Moto Guzzi Stelvio

L'Aprilia ETV 1000 Caponord è un modello di motocicletta enduro stradale prodotta dalla casa motociclistica italiana Aprilia dal 2001.

La prima serie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 Aprilia lancia su strada la prima serie di questa moto, che durerà fino al 2003, sfruttando il proprio know how nella progettazione dei telai, maturata negli anni in particolare nelle classi del Motomondiale Classe 125 e 250 permette ad Aprilia di progettare un telaio doppio trave laterale curvato e inclinato, ossia un telaio perimetrale costituito da un doppio trave a geometria variabile in lega di alluminio e magnesio su cui poggia un telaietto reggisella smontabile in acciaio.

Il cannotto di sterzo, è saldato al telaio e sorregge il sistema di forcelle anteriori da 50mm della Marzocchi caratterizzate da una escursione di 175 mm, mentre il forcellone posteriore è in lega di alluminio e magnesio, con corpo centrale fuso a conchiglia, bracci estrusi e terminali forgiati, è munito con una sospensione pluriregolabile Sachs, con biellismo progressivo con escursione di 185mm. Il Caponord è equipaggiato di serie con pneumatici tubeless montati su cerchi a raggi di tipo tangenziale che in concomitante presenza di mozzi cavi dotati di perni di grande diametro hanno un'elevata rigidità torsionale.

Per quanto riguarda il motore è sempre dell'austriaca Rotax bicilindrico, il V998 già in uso sulle sorelle RSV, Tuono, Futura e Falco, ma rivisto in molti particolari, così come il cambio, rivisto per essere più robusto, inoltre rispetta la normativa Euro I.

Per quanto riguarda la linea, viene dettata da un approfondito esame aerodinamico delle sovrastrutture nella ricerca di garantire il miglior comfort di marcia.

La seconda serie[modifica | modifica wikitesto]

La seconda serie della ETV vede il debutto con annesso il restyling solo nel 2004; a prima vista appare evidente la modifica della parte anteriore, gli indicatori di direzione integrati nella carenatura danno spazio a nuove frecce con profilo a goccia con vetrino trasparente.

Le due serie di Aprilia Caponord

Cambiano anche alcuni componenti interni, innanzitutto la mappatura del Rotax V-990 diventa più fruibile e accondiscendente verso regimi di rotazione più bassi nonostante l'architettura intrinseca del motore austriaco non possa scendere a troppi compromessi. Elemento rivisto approfonditamente è stato invece il regolatore di tensione. Dopo che nelle prime versioni era stato riscontrato un cablaggio dal calibro troppo esiguo, la nuova versione presenta una cavetteria di più alta resistenza.

Cambiano anche alcuni particolari come le protezioni ai lati dei silenziatori, prima neri ora in acciaio satinato e la conformazione del cavalletto centrale (offerto sempre come optional) che nella prima serie tendeva a toccare terra nelle pieghe più spinte.

La struttura anteriore rimane la medesima, forcelle Marzocchi da 50 mm, ma le molle vengono sostituite con altre di tipo progressivo. Il monoammortizzatore posteriore rimane anche in questo caso il Sachs a cui viene riprogettato il sistema di regolazione sul precarico, mantenendo comunque l'effetto progressivo della sospensione. Sotto la sella pilota viene aggiunta una guaina isolante estraibile in gomma in grado di evitare l'eccessivo riscaldamento della sella soprattutto nel periodo estivo e durante le lunghe soste ai semafori nella guida urbana.

A partire dal 2005 viene fornito con sistema ABS di serie disinseribile tramite un pulsante posto sulla destra del cruscotto. Costruito in collaborazione con Brembo e Bosch, che è caratterizzato da doppi sensori che contemporaneamente leggono la rotazione di entrambe le ruote, nel caso in cui una delle ruote si bloccasse la centralina modula la pompa ABS posta davanti al monoammortizzatore è sdoppiata e comanda in maniera indipendente la ruota anteriore e quella posteriore, le quali adottano freni a disco generosi, con impianto frenante muniti di tubi in treccia metallica. Il sistema è comunque disinseribile nel caso di guida su terreni accidentati come ghiaia, sabbia e fango e dove è l'affondamento della ruota nel terreno che permette innanzitutto l'arresto del veicolo.

Inoltre questa seconda serie viene omologata Euro II.

Nel 2013 è stata lanciata la versione 1200 della Caponord. È dotata di un propulsore bicilindrico a V di 90° da 125 cv di potenza e del sistema elettronico Aprilia Dynamic Damping, che permette al mezzo di settare dinamicamente le sospensioni in base al carico e al tipo di terreno e di andatura. È stato inoltre installato il Ride-By-Wire che permette di settare il motore nelle opzioni Touring, Sport e Rain in base alle esigenze del pilota. L'alimentazione è costituita da due corpi farfallati e due doppi iniettori multiholesper abbinati ad un'accensione tipo Twin Spark con pipette di tipo Stick-coil. Il moto viene trasmesso dal propulsore alla ruota attraverso la trasmissione finale a catena, mentre la parte elettronica viene alimentata da un generatore dotato di una potenza di 690 Watt. Il telaio è realizzato in tubi d'acciaio. L'impianto frenante implementa ABS e freni Brembo con doppi dischi flottanti da 320 mm nella sezione anteriore con morsi da due pinze monoblocco a 4 pistoncini e attacco radiale, mentre nel retrotreno si trovano un disco da 240 mm e una pinza flottante a singolo pistoncino.[1]

La strumentazione e i comandi[modifica | modifica wikitesto]

I comandi sono di tipo classico facilmente raggiungibili senza togliere le mani dalle manopole che vengono protette da paramani a tutta fascia di serie.

Il cruscotto, a sfondo blu con tre diversi gradi di luminosità, è diviso in tre zone, sulla sinistra il tachimetro, il contachilometri totale e parziale, al centro il contagiri con ben evidente la spia verde della folle mentre sulla destra compare il display multifunzione indicante la temperatura del liquido di raffreddamento, la temperatura atmosferica, l'ora e la benzina ancora disponibile sotto forma di torta a spicchi. Il display ha anche funzione di diagnostica che mediante diversi codici numerici indica la presenza di un malfunzionamento. Sull'apice del cruscotto sono presenti le spie della pressione dell'olio, del cavalletto laterale aperto e della diagnostica del motore. Al momento di girare la chiave viene effettuato un controllo generale che viene evidenziato dall'illuminazione di tutte le spie.

In movimento[modifica | modifica wikitesto]

Il peso elevato della moto (238 kg) può creare imbarazzo nelle manovre da fermo e sino a 10–15 km/h dopodiché influisce in maniera molto minore. I piedi del pilota appoggiano sulle larghe pedane ricoperte di gomma antisdrucciolo e le ginocchia si accomodano nelle ampie anse del serbatoio dalla capienza di 25 litri di benzina, la sella è ampia e incavata. Il passeggero trova alloggio su una sella con seduta a diversa altezza rispetto a quella del pilota e ha a disposizione delle ampie maniglie d'appiglio.

La frizione è dotata di sistema idraulico e della possibilità di regolare la distanza della leva in base alle proprie esigenza (anche quella del freno è regolabile). La frizione è inoltre dotata di dispositivo antisaltellamento. Il motore è previsto principalmente per regimi di rotazione superiori ai 3.000 giri al minuto, cosa che si fa notare nell'uso cittadino.

L'ETV sembra maggiormente destinato alle lunghe maratone autostradali e ai curvoni veloci. L'autonomia può raggiungere e superare i 350 chilometri.

Oltre all'abitabilità per pilota e passeggero, il Caponord offre una possibilità di carico che può arrivare fino a 130 litri grazie al baule centrale (che può ospitare 2 caschi integrali) e le due valigie laterali rigide a goccia. Possibilità che può oltremodo aumentare mediante una classica borsa da serbatoio che può essere montata mediante cinghie.

L'illuminazione notturna è garantita dal doppio faro polielissoidale.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche tecniche - ETV 1000 Caponord 2008
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt.) 2290 × 876 × 1436 mm
Altezze Sella: 820 mm
Interasse: 1544 mm Massa a vuoto: 238,8 kg, in ordine di marcia 26270 kg Serbatoio: 25 l di cui 5 l di riserva
Meccanica
Tipo motore: Bicilindrico a V longitudinale di 60°, 4 tempi Raffreddamento: a liquido
Cilindrata 998 cm³ (Alesaggio 97,0 x Corsa 67,5 mm)
Distribuzione: Doppio albero a camme in testa, quattro valvole per cilindro, con distribuzione mista ingranaggi-catena Alimentazione: Iniezione elettronica
Potenza: 98 cv (72 kW) a 8.500 giri/minuto Coppia: 9.20 kgm (90 Nm) a 6250 giri/minuto Rapporto di compressione: 10.4 :1
Frizione: Dischi multipli in bagno d’olio Cambio: a 6 rapporti
Accensione elettronica digitale twin spark
Trasmissione finale a catena
Avviamento elettrico
Ciclistica
Telaio A doppio trave in lega di alluminio-magnesio
Sospensioni Anteriore: Forcella teleidraulica Marzocchi da 50 mm / Posteriore: Ammortizzatore idraulico Sachs
Freni Anteriore: doppio disco Brembo in acciaio inox da 300 mm e con pinze Brembo a doppio pistoncino differenziato da 32 e 30mm. / Posteriore: disco in acciaio inox da 272 mm e pinza Brembo a doppio pistoncino da 34mm.
Pneumatici anteriore da 110/80 VR 19; posteriore da 150/70 VR 17
Prestazioni dichiarate
Velocità massima 224,4 km/h
Accelerazione 0 – 400 m in 12,3 sec (180 km/h)

0 – 1000 m in 23,2 sec (206,6 km/h)
0 – 100 km/h in 61,8 m per 4,1 sec
0 – 150 km/h in 221,6 m per 8,5 sec
0 – 200 km/h in 685,9 m per 17,7 sec

Ripresa (da 50 km/h in VI)
0 – 400 m in 14,8 sec (144,3 km/h)
0 – 1000 m in 27,4 sec (191,6 km/h)
50 – 100 km/h in 158,3 m per 7,7 sec
50 – 150 km/h in 443,1 m per 15,8 sec
50 – 200 km/h in 1093,6 m per 29,0 s

Consumo 18 km/l
Altro
Spazio d'arresto da 60 km/h in 13,9 m

da 100 km/h in 38,0 m

Fonte dei dati: [senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aprilia Caponord 1200 2013: il video Test di Motoblog, su motoblog.it. URL consultato il 27 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]