Applicazione mobile

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Google Android

In informatica, un'applicazione mobile (nota anche con l'abbreviazione app) è un'applicazione software dedicata ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone o tablet.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un'app per dispositivi mobili si differenzia dalle tradizionali applicazioni sia per il supporto con cui viene usata sia per la concezione che racchiude in sé. Si tratta a tutti gli effetti di un software applicativo che per struttura informatica è molto simile a una generica applicazione, ma che generalmente è caratterizzata da una semplificazione ed eliminazione del non strettamente necessario, al fine di ottenere leggerezza, essenzialità e velocità, in linea con le limitate risorse hardware dei dispositivi mobili rispetto ai desktop computer, questo fa sì che le funzionalità delle app siano molto limitate in quanto molto mirate ad una determinata funzioni. Il nome stesso, di per sé un'abbreviazione, può essere percepito come una semplificazione del nome completo "applicazione" per dare l'idea di un qualcosa di semplice e piccolo. Le app si suddividono in app native e web app[1], con i casi intermedi o misti che vengono talvolta definiti app ibride.

App nativa[modifica | modifica wikitesto]

Consiste in uno strumento informatico che si installa e si utilizza interamente sul proprio dispositivo mobile, vale a dire un insieme di istruzioni informatiche progettate con lo scopo di rendere possibile un servizio o una serie di servizi o strumenti ritenuti utili o desiderabili dall'utente, creata appositamente per uno specifico sistema operativo. L'interazione diretta con le API messe a disposizione dal costruttore del sistema operativo garantirà accesso immediato a tutte le funzionalità del dispositivo oltre a permettere prestazioni ottimali e migliorare sensibilmente l'usabilità. Le app, infatti, vanno ad ampliare le capacità native del dispositivo incluse all'interno del sistema operativo (configurazione di base). Una volta acquistato il dispositivo, sia esso smartphone o tablet, si ha la possibilità di personalizzarlo aggiungendo nuove applicazioni a seconda dei propri gusti ed esigenze.[2][3][4]

Web app[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Applicazione web.

Mentre una mobile app è installata fisicamente e interamente sul dispositivo dell'utente, una web app è sostanzialmente un collegamento verso un applicativo remoto, scritto in un linguaggio cross-platform come HTML5, con il codice dell'interfaccia utente che può risiedere sul dispositivo mobile o anch'essa in remoto. Questa soluzione comporta delle importanti conseguenze in termini di funzionamento: il vantaggio principale di una web app consiste nel fatto di non incidere in alcun modo o in maniera minima sulle capacità di memoria del dispositivo e sulle sue capacità di calcolo dei dati in quanto il nucleo elaborativo e/o l'interfaccia utente dell'applicazione è presente su server remoti. Tuttavia, per funzionare, una web app richiede il costante accesso a internet e le sue prestazioni dipenderanno in modo sensibile dalla velocità di connessione.

App ibride[modifica | modifica wikitesto]

Si trattano di applicativi mobili nativi, che richiedono un accesso ad internet per raccogliere e/o inviare dati che poi verranno rielaborati dal programma stesso

Universal App[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Universal App.

Si trattano di applicazioni che si piazzano e comprendono le applicazioni mobili e le applicazioni tradizionali, che hanno la possibilità di essere installate sia su apparati mobili che fissi quali i PC, questa soluzione è stata avanzata da Microsoft con Windows 10.

Distribuzione e commercializzazione delle app[modifica | modifica wikitesto]

A differenza delle applicazioni tradizionali, che sono distribuite in modo molto eterogeneo nei dispositivi mobili al fine di semplificare la ricerca e l'utilizzo delle applicazioni da parte di utenti anche inesperti, la loro distribuzione è gestita da appositi distributori digitali (conosciuti perlopiù con i termini anglosassoni store o market) vincolati a un sistema operativo, affinché contenga al proprio interno solo applicazioni compatibili con il sistema operativo del dispositivo mobile che si sta utilizzando. Tuttavia, col diffondersi delle applicazioni, esse sono reperibili ovunque, anche direttamente dai siti di coloro che le sviluppano, o dalle aziende o qualsiasi privato che voglia mettere a disposizione una propria applicazione.[3]

Sistemi operativi supportati e relativi distributori digitali[modifica | modifica wikitesto]

I principali sistemi operativi per dispositivi mobili che offrono un completo supporto per le app di nuova generazione sono 6:

Distributori Android[modifica | modifica wikitesto]

Android è il sistema operativo mobile più diffuso ed essendo libero (è basato sul kernel Linux) lo sviluppo nel proprio ambiente è aperto a chiunque; per tal motivo dispone anche di diversi distributori digitali. Il distributore ufficiale è Google Play che nel 2012 ha festeggiato 25 miliardi di applicazioni scaricate in meno di 4 anni (è stato lanciato ufficialmente nel 2008)[5][6]. A giugno 2016 contava 2,2 applicazioni disponibili, risultando quindi il più fornito tra i distributori.[7] Altri distributori sono App-Shop di Amazon, AppBrain, Aptoide, F-Droid.

Distributori BlackBerry[modifica | modifica wikitesto]

Il distributore di riferimento per i dispositivi BlackBerry è BlackBerry App World.

Distributori iOS[modifica | modifica wikitesto]

Il distributore digitale per l'ambiente iOS è l'App Store.

Distributori Windows[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema operativo Windows Mobile è supportato dal distributore ufficiale Windows Store.

Ambiti di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Hanno praticamente gli stessi ambiti delle applicazioni dei PC seppur presentando limiti rispetto ad esse, la popolarità delle app ha continuato a crescere, così come il loro utilizzo fino a diventare strumenti indispensabili e irrinunciabili da avere al pari di uno smartphone. Uno studio comScore di maggio del 2012 ha, infatti, riportato un dato rilevante: l'utilizzo di app mobile ha superato quello della navigazione web, rispettivamente 51,1% vs 49,8%.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvio Gulizia, App native contro web app: quali sono meglio?, Wired, 2 aprile 2012.
  2. ^ a b fototonica.it: articolo sulle app, fotonica.com. URL consultato il 20 novembre 2012.
  3. ^ a b altroconsumo.it: articolo sulle applicazioni per smartphone, altroconsumo.it. URL consultato il 20 novembre 2012.
  4. ^ marketinginformatico.it: articolo sulle app, marketinginformatico.it. URL consultato il 20 novembre 2012.
  5. ^ androidworld.it google play arriva a 25 miliardi di download, androidworld.it. URL consultato il 20 novembre 2012.
  6. ^ tuttoandroid.net google play store 25 miliardi di applicazioni, tuttoandroid.net. URL consultato il 20 novembre 2012.
  7. ^ I 3 vantaggi principali dell'outsourcing nella progettazione digitale, in Blog di Sviluppo Apps, Webs e Videogiochi Mobile, 25 gennaio 2017. URL consultato il 24 marzo 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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