Aposeris foetida

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Lucertolina fetente
Aposeris foetida 20080514.jpg
Aposeris foetida
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Genere Aposeris
Necker, 1790
Specie A. foetida
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Hyoseridinae
Nomenclatura binomiale
Aposeris foetida
(L.) Less., 1832
Nomi comuni

Lattuga fetida

La lucertolina fetente (nome scientifico Aposeris foetida (L.) Less., 1832) è una specie di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae dall'aspetto di piccole margheritine gialle. È anche l'unica specie del genere Aposeris Necker (genere monotipo).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del genere (Aposeris) deriva da due parole greche "”apo”" ( = diverso) e "”seris”" (= cicoria) e indica che si tratta di una pianta diversa dalla cicoria. Il nome specifico (foetida) deriva dal latino ed è stato dato per l'odore sgradevole della pianta.
Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato proposto inizialmente da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753, perfezionato successivamente dal botanico tedesco Christian Friedrich Lessing (Syców, 1809 – Krasnojarsk, 1862) nella pubblicazione "”Synopsis Generum Compositarum Earumque Dispositionis Novae Tentamen Monographiis Multarum Capensium Interjectis – 128 (Berlino)”" del 1832.[1] Il nome del genere è stato proposto dal botanico Noel Martin Joseph de Necker (1730–1793) nella pubblicazione "”Elementa Botanica Genera Genuina, Species Naturales Omnium Vegetabilium Detectorum Eorumque Characteres Diagnosticos ec PeculiaresExhibentia”" del 1790.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il capolino e le foglie

L'altezza di queste piante varia da 1 a 2 dm. La forma biologica della specie è emicriptofita rosulata (H ros), ossia sono piante erbacee, perenni con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve con le foglie disposte a formare una rosetta basale. Tutta la pianta è glabra, provvista di lattice e con uno sgradevole odore.[3][4]

Radici[modifica | modifica wikitesto]

La radice è fittonante.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

La parte aerea del fusto è eretta e afilla.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono a disposizione alterna ed hanno una lamina del tipo pennatopartito a contorno oblanceolato. I segmenti sono 5 – 11 per lato e hanno una forma irregolarmente rombica. Dimensione delle foglie: larghezza 3 – 4 cm; lunghezza 6 – 14 cm.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

Le infiorescenze sono composte da singoli capolini isolati all'apice di scapi afilli e non ingrossati. Ogni rosetta basale produce diversi capolini; questi sono formati da un involucro composto da diverse brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro è conico con 5 – 8 squame lesiniformi (in alcuni casi possono essere protette da altre 3 – 5 squame esterne a forma triangolare e lunghe 2 mm). Il ricettacolo è “nudo”, ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori.[5] Diametro del capolino: 2,5 – 3 cm. Dimensioni delle squame: larghezza 1 mm; lunghezza 9 mm.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

I fiori sono tutti del tipo ligulato[6] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono tutti ermafroditi e zigomorfi.[5]

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]
  • Calice: i sepali del Calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è ligulata con 5 dentelli terminali; è lunga 13 – 16 mm ed è colorata di giallo-dorato (a volte sono presenti delle venature purpuree).
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[8] Le antere alla base sono acute.
  • Gineceo: gli stigmi dello stilo sono due divergenti; l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Gli stigmi sono filiformi e pelosi sul lato inferiore.
  • Fioritura: da giugno ad agosto.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

I frutti sono degli acheni prismatici sormontati da un becco e privi di pappo. Lunghezza dell'achenio: 4 – 5 mm

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione della pianta
(Distribuzione regionale[9] – Distribuzione alpina[10])

Fitosociologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[10]:

Formazione: delle comunità forestali
Classe: Carpino-Fagetea
Ordine: Fagetalia sylvaticae

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Cladogramma della sottotribù Hyoseridinae

La famiglia di appartenenza della Aposeris foetida (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[11] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[12]). Il genere Aposeris è monotipo con una sola specie (quella di questa voce).
La tassonomia di questo genere è ancora in fase di completamento e di studio. In base alle pubblicazioni più recenti[13] il genere Aposeris fa parte della sottotribù Hyoseridinae Less., 1832 (tribù Cichorieae), mentre altre pubblicazioni[4] lo collegano alla sottotribù Hypochaeridinae Less. 1832 (stessa tribù).
Il genere Aposeris insieme ai generi Sonchus, Launaea, Reichardia e Hyoseris formano un gruppo fortemente monofiletico (e formano la sottotribù Hyoseridinae). In questo gruppo Aposeris risulta “basale” e quindi “gruppo fratello” del resto degli altri generi. Il cladogramma a lato dimostra graficamente i vari rapporti filogenetici tra i generi della sottotribù e tra le sottotribù “vicine”.[14]
Il numero cromosomico di A. foetida è: 2n = 16.[4][15]
Il basionimo per questa specie è: Hyoseris foetida L., 1753.[16]

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[16]

  • Achyrocoma Cass.
  • Adenimesa Nieuwl.
  • Aposeris foetida Cass.
  • Cichorium aposeris E.H.L.Krause
  • Hyoseris foetida L., 1753

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

La Lattuga fetida in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

  • (DE) Hainlattich, Stinkender Hainsalat
  • (FR) Aposéris fétide

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'11 ottobre 2012.
  2. ^ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato l'11 ottobre 2012.
  3. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 224
  4. ^ a b c Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 196
  5. ^ a b Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 222
  6. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 12
  7. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  8. ^ Pignatti 1982, Vol. 3 - pag. 1
  9. ^ Conti et al. 2005, pag. 54
  10. ^ a b c d Aeschimann et al. 2004, Vol. 2 - pag. 624
  11. ^ Judd 2007, pag. 520
  12. ^ Strasburger 2007, pag. 858
  13. ^ Kilian 2009, pag. 381
  14. ^ Kilian 2009, pag. 349
  15. ^ Tropicos Database, su tropicos.org. URL consultato il 12 ottobre 2012.
  16. ^ a b Global Compositae Checklist, su compositae.landcareresearch.co.nz. URL consultato il 12 ottobre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Norbert Kilian, Birgit Gemeinholzer and Hans Walter Lack, Cichorieae – Chapter 24 (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, p. 224, ISBN 88-506-2449-2.
  • D. Aeschimann, K. Lauber, D.M. Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 624.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
  • Strasburger E, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 54, ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 446, Berlin, Heidelberg, 2007.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]