Apicoltura urbana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Alveari sul tetto di un edificio di Hannover

L'apicoltura urbana è un tipo di apicoltura praticato esclusivamente in ambiente urbano o metropolitano; si è diffusa in metropoli come Berlino (15000 arnie), Londra (3200 apiari), Parigi, New York, Copenaghen, Tokyo e altre.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di questo tipo di apicoltura prese spunto dal fenomeno della fuga degli sciami d'api dalle campagne alle città. Alcune ricerche hanno individuato la causa di queste migrazioni nelle colture industriali e nell'uso dei pesticidi nei campi, che compromettono l'habitat naturale delle api.[2]

La creazione di arnie e apiari in città ha anche la funzione, specie nelle città metropolitane, di permettere il monitoraggio della qualità dell'aria: infatti, è possibile misurare il livello di inquinamento atmosferico analizzando la pelliccia dell'animale, facendo lo screening dell'alveare, ed esaminando miele, polline, cera e propoli.[3]

Altre informazioni fornite dai rilevamenti riguardano la biodiversità di un territorio, poiché le analisi consentono di rilevare quali varietà di fiori sono state impollinate e in che quantità.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il primo progetto di apicoltura urbana si è sviluppato a Torino a partire dal 2010. Più recentemente si sono verificati casi di apicoltura urbana in grandi città come Milano, Roma e Latina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi:
  2. ^ Facendo un parallelo con le farfalle, l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) ha rilevato come negli ultimi 20 anni in Europa ci sia stata una diminuzione del 60% degli animali, da attribuirsi in larga parte all'uso massiccio di sostanze chimiche e pesticidi
  3. ^ I cosiddetti bio-indicatori dello "stato di salute" dell'aria

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]