Apice e pedice

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L'apice e il pedice (detti anche, rispettivamente, esponente e deponente) sono due stili di formattazione tipografica che rispetto al testo normale prevedono una dimensione inferiore e un posizionamento rispetto alla linea di base leggermente rialzato nel primo caso, e abbassato nel secondo. Questo stile è tipicamente usato in matematica, in formule o espressioni, o in chimica, nelle formule di composti o nella specificazione degli isotopi, o anche nel testo generico, per realizzarvi riferimenti interni come le note. Nella tipografia professionale, sia essa cartacea o digitale, per mantenere la coerenza di aspetto anche nel peso fra i caratteri normali e quelli, più piccoli, in apice o in pedice, il peso di questi ultimi è di solito lievemente aumentato, similmente a quanto accade per il maiuscoletto.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

L'immagine di seguito mostra un esempio dei più comuni usi di apice e pedice, utilizzando il carattere Minion Pro. Oltre all'apprezzabile differenza di peso, è possibile identificare il posizionamento tipico a seconda dei differenti usi. Alcuni apici sono più alti della spalla superiore, come gli esponenti matematici; altri completamente compresi nella parte ascendente, come l'indicatore ordinale anglosassione. Quanto ai pedici, alcuni sono più alti della linea di base, come il denominatore della frazione in notazione diagonale; e altri che la oltrepassano occupando anche la parte discendente, come il numero di atomi nella formula chimica dell'acqua o il pedice matematico della .

Subscript superscript examples.png

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert Bringhurst, Gli elementi dello stile tipografico, Sylvestre Bonnard, 2001, ISBN 88-86842-26-0.
  • Marvin Bryan, Tipografia digitale. Evoluzione tecnica dei caratteri, traduzione di Gisella Bianchi, Milano, McGraw-Hill, 1998, ISBN 88-386-0434-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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