Aphelocoma

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Aphelocoma
Bulletin - Biological Survey (1908) (19806716154).jpg
A. californica
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Corvidae
Genere Aphelocoma
Cabanis, 1851
Specie

Aphelocoma Cabanis, 1851 è un genere di uccelli passeriformi della famiglia dei Corvidi[1].

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome scientifico del genere, Aphelocoma, deriva dall'unione delle parole greche αφελης (aphelēs, "liscio" o "semplice") e κομη (komē, "chioma"), col significato di "dai capelli lisci", in riferimento all'assenza in questo genere di una cresta erettile e di penne striate o maculate.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Al genere vengono ascritte specie di medie dimensioni (26-32 cm di lunghezza), dall'aspetto massiccio, munite di grossa testa squadrata, becco piuttosto corto e conico, ali digitate, forti zampe e lunga coda (quasi la metà del totale) dall'estremità squadrata.

Il piumaggio varia da specie a specie, ma è sempre caratterizzato da un'ampia diffusione dell'azzurro e del blu iridescente, con tendenza a scurirsi sulla faccia (dove non di rado è presente una mascherina), sulle ali e sulla coda ed a schiarirsi su petto e ventre (che in alcune specie sono del tutto bianchi).

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Al genere vengono ascritti uccelli che possono essere osservati da soli, in coppie o in gruppetti familiari, i quali passano la maggior parte della giornata alla ricerca di cibo (principalmente ghiande e pinoli, ma anche una gran varietà di alimenti sia di origine vegetale che animale) fra i rami di cespugli ed alberi, non di rado scendendo al suolo per reperirlo.

Si tratta di uccelli monogami, che cominciano a riprodursi molto in anticipo rispetto ad altri uccelli, deponendo in alcuni casi già verso la metà di gennaio: ciò è reso possibile dalle abbondanti provviste di cibo che le varie specie accumulano in vari punti del proprio territorio durante il periodo caldo, similmente a quanto osservabile in numerose specie di corvidi.
I due sessi collaborano durante tutte le fasi dell'evento riproduttivo, dalla costruzione del nido alla cova ed all'allevamento della prole: quest'ultima è assistita anche da altri individui esterni alla coppia, in genere giovani provenienti da covate precedenti che non si sono riprodotti. A prescindere dall'appartenenza o meno a un gruppo, lo stimolo parentale è indotto dall'aumento dei livelli di prolattina nel sangue[2].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Aphelocoma ha diffusione neartica: la maggior parte delle specie popola le aree boschive miste (a prevalenza di querce, pini e ginepri) delle montagne del Messico, tuttavia questi uccelli si spingono a nord fino all'Oregon e a sud fino alla foresta pluviale tropicale del Nicaragua, con una specie isolata in Florida.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Al genere vengono ascritte 7 specie[1]:

La sistematica interna del genere è ancora lungi dall'essere chiarita del tutto: esso pare essersi originato in Messico durante il tardo Pliocene e differenziato per radiazione adattativa durante il Pleistocene[3][4], con le specie californica, insularis e woodhouseei (in passato considerate sottospecie di un'unica specie) originatesi per allopatria in aseguito la formazione del Gran Bacino, formando un clade fratello rispetto alla specie coerulescens, che si sta evolvendo in isolamento da almeno due milioni di anni[5]. Allo stesso modo, anche le specie wollweberi ed ultramarina sono state divise, e per lo stesso motivo potrebbero essere elevate al rango di specie a sé stanti anche altre popolazioni attualmente considerate delle sottospecie[6].

Nell'ambito della famiglia dei corvidi, il genere Aphelocoma rimane basale rispetto al clade Gymnorhinus/Cyanocitta[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 5 maggio 2014.
  2. ^ Schoech, S. J., Physiology of helping in Florida scrub-jays, in American Scientist, nº 86, 1998, p. 70-77.
  3. ^ Bonaccorso, E. & Peterson, A. T., A multilocus phylogeny of New World jay genera, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 42, nº 2, 2007, p. 467–476, DOI:10.1016/j.ympev.2006.06.025, PMID 16971144.
  4. ^ Pitelka, F. A., Speciation and ecological distribution in American jays of the genus Aphelocoma, in University of California Publications in Zoology, nº 50, 1951, p. 195-464.
  5. ^ Emslie, S. D., A fossil Scrub Jay supports a recent systematic decision (PDF), in Condor, vol. 98, nº 4, 1996, p. 675–680, DOI:10.2307/1369850, JSTOR 1369850.
  6. ^ Rice, N. H.; Martínez-Meyer, E.; Peterson, A. T., Ecological niche differentiation in the Aphelocoma jays: a phylogenetic perspective, in Biological Journal of the Linnean Society, vol. 80, nº 3, 2003, p. 369–383, DOI:10.1046/j.1095-8312.2003.00242.x.
  7. ^ Boyd, J., Corvidae: Crows, Jays, su TiF Checklist. URL consultato il 7 ottobre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barker, F. K.; Barrowclough, G. F.; Groth, J. G., A phylogenetic hypothesis for passerine birds; Taxonomic and biogeographic implications of an analysis of nuclear DNA sequence data, in Proc. R. Soc. Lond. B, nº 269, 2002, p. 295-308.
  • Barker, F. K.; Cibois, A.; Schikler, P.; Feinstein, J.; Cracraft, J., Phylogeny and diversification of the largest avian radiation, in Proc. Natl. Acad. Sci. USA, nº 101, 2004, p. 11040-11045.
  • Bonaccorso, E. & Peterson, A. T., A multilocus phylogeny of New World jay genera, in Molecular Phylogenetics and Evolution, nº 42, 2007, p. 467-476.
  • Ericson, P. G. P.; Jansén, A.-L.; Johansson, U. S.; Ekman, J., Inter-generic relationships of the crows, jays, magpies and allied groups (Aves: Corvidae) based on nucleotide sequence data (PDF), in J. Avian Biol., nº 36, 2005, p. 222-234.

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