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Aoyama (Tokyo)

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Aoyama
青山
Aoyama-dōri nel centro di Aoyama
Aoyama-dōri nel centro di Aoyama
Stato Giappone Giappone
Città Tokyo
Quartiere Minato
Mappa di localizzazione: Tokyo
Aoyama
Aoyama
Aoyama (Tokyo)

Coordinate: 35°40′19.2″N 139°43′22.8″E / 35.672°N 139.723°E35.672; 139.723

Aoyama (青山?) è un quartiere di Tokyo, in Giappone, situato nella parte nordoccidentale di Minato. Il quartiere deve il nome al samurai Aoyama Tadanari, che servì il bakufu Tokugawa e ivi mantenne la sua magione.

Il quartiere si divide in due zone distinte, Kita-Aoyama, che si trova a nord della Aoyama-dōri e in prossimità dell'Università Aoyama Gakuin e il palazzo di Akasaka, e Minami-Aoyama, che si estende in direzione sud della Aoyama-dōri fino al confine con Roppongi, Azabu e Hiroo. Durante il periodo Edo Aoyama ospitò vari templi, santuari e dimore samurai. Oggi, insieme a Shibuya e Harajuku, è una delle più popolari aree di shopping e intrattenimento per i giovani a Tokyo. È conosciuto per le boutique di moda, i ristoranti e i negozi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione di Aoyama ad opera di Hiroshige, 1852

Il quartiere deve il suo nome al samurai Aoyama Tadanari, che servì lo shogunato Tokugawa durante il periodo Edo della storia del Giappone[1][2]. La leggenda vuole che, durante una battuta di caccia, lo shōgun Ieyasu ordinò al suo generale di cavalcare verso ovest finché il suo cavallo non fosse stramazzato al suolo esausto; al suo ritorno Tadanari ricevette in dono l'intera area che riuscì a percorrere[3][4].

Durante il periodo Meiji la famiglia imperiale giapponese trasferì la capitale da Kyoto a Tokyo, stabilendosi nel sito dell'ex castello di Edo. Tuttavia, a causa di un grave incendio occorso alla struttura alcuni anni prima, il palazzo di Aoyama divenne la residenza de facto almeno fino al 1888[5].

All'inizio del XX secolo lo sviluppo della rete ferroviaria elettrica municipale permise al quartiere di fiorire. Essa collegava Miyakezawa al 4-chōme di Aoyama, nei pressi di Gaienmae. Nel 1938 venne inaugurata la linea Ginza, la più antica linea metropolitana di Tokyo, che permise di raggiungere Shibuya partendo da Omotesandō[4].

Durante la seconda guerra mondiale Aoyama e la vicina area di Akasaka vennero rase al suolo dagli attacchi aerei alleati. Nel 1964 la zona fu completante ricostruita in vista delle olimpiadi di Tokyo, e la via principale Aoyama-dōri, allora larga solamente 22 metri, fu estesa alla larghezza attuale di 40 metri. La strada, considerata il cuore pulsante del quartiere, ha visto aumentare esponenzialmente negli anni la sua popolarità e di conseguenza il suo volume di traffico[4].

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'incrocio tra Aoyama-dōri e Omotesandō
Prada Building
Il cimitero di Aoyama
Kotto-dōri

Il centro del quartiere di Aoyama si trova all'incrocio tra Omotesandō e Aoyama-dōri, con quest'ultima che divide l'area in due distinte zone, Kita-Aoyama a nord e Minami-Aoyama a sud. La prima è incentrata sull'intrattenimento, grazie ai suoi numerosi ristoranti, negozi e boutique di moda, mentre la seconda è caratterizzata da un'atmosfera più rilassata e raffinata[2].

Kita-Aoyama[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona settentrionale di Aoyama la maggiore attrazione è rappresentata da Omotesandō Hills, un centro commerciale progettato da Tadao Andō e di proprietà della Mori Building[6]. Nei pressi della stazione di Omotesandō si trova invece Spiral, un edificio polifunzionale progettato da Fumihiko Maki[2]. A poca distanza dall'Università delle Nazioni Unite, la quale ospita permanentemente lo staff dell'organizzazione[7], si trova il Castello nazionale dei bambini[7], uno spazio ricreativo pensato per i più piccoli, il cui segno distintivo è la particolare opera di Tarō Okamoto che si staglia al centro della piazza[2].

Lo stadio Principe Chichibu si trova nella parte orientale di Kita-Aoyama, vicino ad Akasaka. A nord dello stadio vi è la zona sportiva di Meiji Jingu Gaien, con il Jingu Ballpark, il Gaien Golf Practice Grounds, il Japan Youth Hall e il sito in cui sorgeva lo Stadio Olimpico, il quale però si trova interamente all'interno del vicino quartiere di Kasumigaoka-machi a Shinjuku[2].

Minami-Aoyama[modifica | modifica wikitesto]

A Minami-Aoyama, a sud dello stadio Principe Chichibu, sorge il cimitero di Aoyama, il primo cimitero municipale del Giappone, aperto nel 1872[1][2]. A sud dell'incrocio con Omotesandō, lungo la Nireke-dōri, si trova invece il Prada Building, un centro commerciale di sei piani ideato dagli architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron[2][4]. Sulla Kotto-dōri sono numerosi i negozi di antiquariato, come gli store delle marche più prestigiose[4].

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università delle Nazioni Unite

Oltre alla già citata Università delle Nazioni Unite, il quartiere dà il nome a un istituto didattico comprensivo di cui fanno parte un'università, un college femminile, una scuola superiore, una scuola media, una scuola elementare e un asilo, tutti inquadrati nell'area che va da Aoyama a Shibuya.

Ad Aoyama si trovano inoltre due importanti musei, quali il Museo Nezu e il Tarō Okamoto Memorial Museum, dedicato alla memoria dell'architetto e sito nel suo ex studio nella Kotto-dōri[2].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Aoyama è sede di numerose aziende tra cui le filiali giapponesi di Oracle[8], Berlitz[9] e Louis Vuitton[10] e le compagnie giapponesi Itochu[11], Honda[12], Sony Financial[13], Nikka Whisky[14], Japan Credit Bureau[15] e Comme des Garçons[16].

Tra le marche che hanno scelto di aprire un proprio store tra le vie del quartiere vi sono Prada[17] e Acne Studios[18].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cybriwsky, 2011, p. 25.
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Tokyo Guide: Aoyama, su Japanvisitor.com. URL consultato il 4 dicembre 2015.
  3. ^ Shannon, 2012, p. 163.
  4. ^ a b c d e (EN) Aoyama, su Att-japan.net. URL consultato il 4 dicembre 2015.
  5. ^ Henshall, 2013, p. 431.
  6. ^ (EN) Julian Worrall e Charles Spreckley, The view from the Hills. Minoru Mori defends the Omotesando Hills development and reveals big plans for Tokyo, in Metropolis, 3 febbraio 2006. URL consultato il 4 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2006).
  7. ^ a b Guida di Aoyama, Tokyo, in Le Guide ai Quartieri Airbnb, Airbnb, Inc. URL consultato il 4 dicembre 2015.
  8. ^ (EN) Oracle Corporation Japan, Hoover. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  9. ^ (EN) Learn More about Berlitz Franchising, Berlitz School of Languages. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  10. ^ (EN) Company Overview of Louis Vuitton Japan KK, in Bloomberg Businessweek. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  11. ^ (EN) Access Map, Itochu Corporation. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  12. ^ (EN) Company Overview, Honda. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  13. ^ (EN) Access Map, Sony Financial Holdings. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  14. ^ (EN) Nikka Whisky, The Nikka Whisky Distilling Co.,Ltd. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  15. ^ (EN) Office Information, Japan Credit Bureau. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  16. ^ (EN) Comme des Garçons, Highsnob Store Guide. URL consultato il 5 dicembre 2015.
  17. ^ Chadha e Husband, 2010, p. 1.
  18. ^ (EN) Danielle Demetriou, Acne Studios opens house in Japan, in The Japan Times, 18 dicembre 2012. URL consultato il 5 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Radha Chadha e Paul Husband, Cult of the Luxury Brand: Inside Asia's Love Affair with Luxury, Nicholas Brealey Publishing, 2010, ISBN 978-1904838296.
  • (EN) Roman Cybriwsky, Historical Dictionary of Tokyo, 2ª ed., Scarecrow Press, 2011, ISBN 978-0-8108-7489-3.
  • (EN) Kenneth Henshall, Historical Dictionary of Tokyo to 1945, Scarecrow Press, 2013, ISBN 978-0-8108-7872-3.
  • (EN) Anne Shannon, Finding Japan: Early Canadian Encounters with Asia, Heritage House Publishing, 2012, ISBN 978-1927051566.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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