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Anuttarā-samyak-saṃbodhi

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Bodhi.

Con la dottrina denominata in sanscrito Anuttarā-samyak-saṃbodhi (devanāgarī: अनुत्तर सम्यक् सम्बॊधि) si intende, nel Buddhismo Mahāyāna, indicare la completa e perfetta illuminazione (bodhi) propria dei Buddha.

Significato dei termini sanscriti e loro resa nelle altre lingue orientali[modifica | modifica wikitesto]

Tale dottrina viene indicata dai tre termini sanscriti:

  • anuttarā: insuperabile;
  • samyak: corretta;
  • saṃbodhi: perfetta illuminazione.

Questa dottrina viene resa nelle altre lingue orientali:

  • in cinese 阿耨多羅三藐三菩提 ānòuduōluó sānmiǎo sānpútí;
  • in giapponese anokutara sammyaku sambodai;
  • in coreano 아뇩다라삼먁삼보리 anyokdara sammyak sambori;
  • in vietnamita nậu đa la tam miệu tam bồ đề
  • in tibetano bla na med pa yang dag par rdzogs pa'i byang chub.

Ma anche, tra le altre espressioni, come:

  • in cinese 無上正徧智 wúshàng zhèng bian zhì;
  • in giapponese mujō shō hen chi;
  • in coreano 무상정변지 musang jeong byeon ji;
  • in vietnamita vô thượng chính biến trí.

La dottrina dell'anuttarā-samyak-saṃbodhi[modifica | modifica wikitesto]

Nel Buddhismo l' 'illuminazione' (bodhi) viene distinta in tre generi:

  1. L' 'illuminazione' degli śrāvaka o 'uditori';
  2. L' 'illuminazione' dei pratyekabuddha o 'buddha solitari';
  3. L' 'illuminazione' dei buddha o 'grande illuminazione' (mahābodhi) o 'illuminazione perfetta' (samyaksaṃ-bodhi).

Nel Sutra del Loto (ad esempio nell'VIII capitolo) viene espressamente insegnato che il pratiṣṭhita-nirvāṇa (nirvāṇa statico) proprio degli śrāvaka e degli arhat (obiettivo del Buddhismo Hinayāna o Buddhismo dei Nikāya) nonché dei pratyekabuddha non è ottenere l'autentica 'illuminazione'. Ciò accadrebbe, secondo le dottrine mahāyāna in quanto il "nirvāṇa statico" cancella le passioni ma non riesce a distruggere l'oscuramento cognitivo che vela l'onniscienza (sarvajñatā). Questa seconda e più alta realizzazione verrebbe conseguita solo se si comprende la vacuità (śunyātā) non solo del sé (anatman) ma anche di tutti i fenomeni, realizzazione che può essere raggiunta con l'esercizio della "sapienza trascendente" (prajñāpāramitā) propria delle dottrine veicolate dai sūtra mahāyāna.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]