Antropometria

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L'antropometria (dal greco άνθρωπος, uomo, e μέτρον, misura) è la scienza che si occupa di misurare il corpo umano nella sua totalità o nelle sue componenti, a fini statistici e a supporto dell'antropologia, ad esempio nella ricostruzione della storia delle popolazioni. Essa ha applicazioni cliniche, nell'ergonomia, nel disegno industriale e nella moda. Tramite gli studi antropometrici su uno scheletro è possibile determinarne, ad esempio, il sesso e l'età.

Storicamente, l'antropometria è stata anche usata per la differenziazione pseudoscientifica delle razze umane, spesso al fine di dimostrare la presunta superiorità di alcune classi di individui rispetto ad altre, e talvolta supportare pratiche eugenetiche.

Un'estensione dell'antropometria è la posturometria: è la disciplina che si occupa di misurare i pesi, le lunghezze, gli angoli del corpo umano o di parti di esso.

Significato artistico[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse per lo studio delle misure del corpo umano nasce prevalentemente nell'ambito delle arti figurative (vedi Uomo vitruviano). Col termine antropometria in senso lato si intendono anche le opere di Yves Klein, realizzate coprendo di colore il corpo di modelle e facendole appoggiare ad una tela. I risultati sono tracciati e segni del corpo umano.

Definizione non deterministica dei parametri antropometrici[modifica | modifica wikitesto]

Con l'espressione "definizione non deterministica dei parametri antropometrici" si fa riferimento ad una disciplina (che è al contempo un'arte e una scienza) volta a modificare alcuni parametri e aspetti della fisiologia umana secondo un ideale di bellezza e di armonia. Per ottenere tali risultati si agisce su fattori ambientali, ormonali e genetici.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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