Antonio Zara

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Antonio Zara
NascitaSan Felice del Molise, 20 novembre 1953
MorteFiumicino, 17 dicembre 1973
Cause della morteAttentato terroristico
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataGuardia di Finanza
UnitàCompagnia aeroporto di Roma ‑ Fiumicino
Anni di servizio1972 - 1973
GradoFinanziere
DecorazioniValor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al valore militare

VittimaTerrorismo.png Medaglia di vittima del terrorismo

Severino
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Antonio Zara (San Felice del Molise, 20 novembre 1953Fiumicino, 17 dicembre 1973) è stato un militare italiano della Guardia di Finanza, ucciso nell'attentato di Fiumicino del 1973 e successivamente decorato con la medaglia d'oro al valor militare.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Arruolatosi nella Guardia di Finanza il 10 novembre 1972, frequentò i corsi di addestramento presso il II Battaglione di Portoferraio e il III Battaglione di Mondovì. Il 10 agosto 1973 venne trasferito alla Compagnia Aeroporti di Roma e assegnato in particolare alla Compagnia Speciale di Sicurezza dell'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Fiumicino.

Il 17 dicembre 1973 un gruppo di terroristi palestinesi, dopo aver lanciato due bombe in un aereo della Pan Am uccidendo 30 passeggeri, prese degli ostaggi e si impadronì di un aereo Lufthansa, pronto al decollo. Il finanziere Zara, che era in servizio doganale, cercò di fermarli sulla pista prima che salissero sull'aereo ma, sorpreso alle spalle da uno dei terroristi, venne ucciso dopo un tentativo di reazione con una raffica di mitra[1].

Decorato con la medaglia d'oro al valor militare, a lui sono intitolate la caserma sede del Comando Regionale Molise della Guardia di Finanza a Campobasso, una via all'interno dell'Aeroporto di Fiumicino e una classe di motovedette della Guardia di Finanza.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Giovanissimo finanziere in servizio nell’aeroporto intercontinentale di Fiumicino, si lanciava da solo, arma in pugno, ad affrontare un gruppo di terroristi che, dopo aver catturato degli ostaggi e compiuto una violenta azione di fuoco, correva verso un aereo fermo sulla pista. Sorpreso da altro terrorista sopraggiunto dietro di lui e costretto dall’arma puntatagli alle spalle ad avviarsi in direzione dell'aereo, che il commando intendeva usare per la fuga, pur consapevoIe del sacrificio cui andava incontro, del quale non potevano lasciargli il minimo dubbio la spietata risolutezza dell’aggressione e la determinazione feroce dei terroristi, tentava una disperata reazione ed era fulminato da un colpo sparatogli alle spalle. Il cosciente suo olocausto rifulge come prova suprema della volontà eroica d'esser fedele al dovere giurato e come esempio sublime d’incoercibile anelito ad opporsi con la vita stessa contro il brutale disprezzo della legge umana e civile. Aeroporto di Fiumicino, 17 dicembre 1973
— 14 maggio 1974[2]
Medaglia d'oro di vittima del terrorismo - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro di vittima del terrorismo
«Per gli alti valori morali espressi nell'attività prestata presso l'Amministrazione di appartenenza e per i quali, all'aeroporto di Roma Fiumicino, il 17 dicembre 1973, venne ucciso nel tentativo di sventare un attentato terroristico
— 23 marzo 2010[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Severino, Finanziere Antonio Zara, su gdf.it. URL consultato il 23 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2014).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]