Antonio Presti (pittore)

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Antonio Presti

Antonio Presti (Camastra, 5 novembre 1950) è un pittore e scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Realizza la prima mostra personale a Caltanissetta alla Galleria “Il Re d'Aremi” nel 1969, a 18 anni. I dipinti del periodo universitario a Palermo (frequenta la Facoltà di Medicina nel 1972/73) sono caratterizzati da una forte carica sociale.

Matteo Collura scrive di lui sul Giornale di Sicilia nel 1972,[1] in occasione di una sua esposizione a Palermo.

Dal 1974 al 1978 pubblica 4 cartelle comprendenti ciascuna sei linoleografie in bianco e nero e a colori, dedicate alla sua "Gente di Sicilia", pubblicati su alcune riviste di Arte e Cultura tre le quali, nel febbraio del 1977, "il Foglio d'Arte".[2]

La sua migrazione in Piemonte, nel 1975, lo porta a Sauze d'Oulx (TO), dove con tre amici fonda la Libreria-Galleria d'Arte “Spazio” e cura interessanti esposizioni di artisti torinesi (Ezio Gribaudo, Mario Gambedotti, Giò Minola) ed artisti nisseni (Franco Spena, Andrea Vizzini). Il contatto con la natura dei boschi ed il silenzio della montagna lo ispirano a creare “un originale intreccio di rappresentazioni arboreo-climatiche-naturalistiche" (Giuseppe Piccoli).

Nel 1979 si trasferisce a Cuneo, e nel suo atelier/laboratorio nel centro storico sviluppa e realizza vari cicli dedicati agli alberi.

"Il lungo, meditato, misurato itinerario pittorico di Antonio Presti si identifica con un naturalismo rivisitato, con una ricerca attenta ai valori del colore e della materia, con una figurazione legata alla visione della realtà. Un dettato, il suo, che trova un determinante riscontro nell'osservazione del paesaggio circostante, nell'incanto della luce che s'insinua tra i grandi alberi, nell'emblematica definizione del metafisico Alberi Blu” (Angelo Mistrangelo).

Nel 2008, l'amministrazione del Château des Réaux (Francia), ha acquisito una sua opera per l'esposizione permanente intitolata "Le gambe di donne e d'uomini nell'Arte del terzo millennio".

Da circa due anni, parallelamente ai “Resti d'opera”, sta realizzando l'installazione modulare work in progress “ALBERI INFINITI” in continua crescita, come cresce il bosco (misura attualmente 25 metri, già esposta nell'agosto del 2012 nella manifestazione ARTEINGIARDINO ad Oulx (TO), al Museo della Ceramica di Mondovì nell'agosto del 2014 e presso “Art Caffè Letterario" di Roma nel febbraio del 2015, a Palazzo Lomellini - Arte Contemporanea di Carmagnola (TO), tra maggio e giugno 2016.

Nelle performance dei “Resti d'opera” riprese in video a Cuneo, Parigi e in Sicilia,[3] l'artista frantuma e trasforma le sue opere per una causa “Pro” o “Contro”, (dedicato alle donne vittime di violenza fisica e psicologica, contro la fuga dei cervelli all'estero, etc.). La metamorfosi dei dipinti sacrificati genera i “Resti d'opera” che l'artista mette sottovuoto o in barattoli di vetro etichettati, numerati e firmati, per conservarne la memoria.

Attualmente vive ed opera tra Torino e Parigi.

Critici[modifica | modifica wikitesto]

Angelo Mistrangelo, Nino Di Maria,[4] Reno Masoero,[5] Franco Spena,[2] Miche Berra,[6] Giorgio Barberis, Dino Marasà, Massimiliano Cavallo, Remigio Bertolino, Elio Rabbione, Marilina Di Cataldo.

Stampa specializzata[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Bolaffi n.15
  • Catalogo Mondadori n.40[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matteo Collura, Otto nostri artisti in trasferta a Palermo, in Giornale di Sicilia, 14 maggio 1972.
  2. ^ a b Franco Spena, Asterisco - antonio presti, in Il Foglio d'Arte, vol. 2, nº 2, 1977.
  3. ^ Antonio Presti, su youtube.com.
  4. ^ Nino Di Maria, Incontri, pittura: Antonio Presti, in L'Alfiere, rassegna di cultura - storia - arte - turismo e attualità, 3-4, 1973.
  5. ^ Reno Masoero, Antonio Presti al Circolo Dalmastro, in La Guida, 2 maggio 1980.
  6. ^ Miche Berra, Mostre d'arte, in Gazzetta del Popolo, 30 aprile 1980.
  7. ^ Catalogo dell'Arte Moderna Italiana, vol. 40, Giorgio Mondadori, 2004, pp. 51,321, ISBN 88-374-1816-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]