Marco Antonio Polemone

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Marco Antonio Polemone

Marco Antonio Polemone (in latino: Marcus Antonius Polemon; in greco: Μάρκος Αντώνιος Πολέμων; Laodicea al Lico, 88Roma, 144) è stato un filosofo greco antico, sofista della cosiddetta Seconda Sofistica [1], della quale fecero parte Dione di Prusa, Erode Attico, Publio Elio Aristide, Luciano di Samosata e Favorino, suo grande rivale [2] Molte notizie sulla sua vita, la carriera pubblica e la personalità di Polemone si trovano in un'opera del III secolo di Filostrato d'Atene intitolata Vite dei sofisti [3].

Nato in Frigia (oggi facente parte della Turchia) da famiglia di rango consolare [4], trascorse gran parte della propria vita a Smirne (che si trova sempre nella Penisola anatolica), dalla cui cittadinanza (societas in Latino) fu insignito di grandi onori civili, soprattutto per le sue vaste conoscenze della Retorica, che lo portarono a godere del favore degli imperatori Traiano, Adriano [5] e Antonino Pio, nonostante il suo carattere molto arrogante e riservato, che causò con quest'ultimo un durevole dissapore. In onore di Adriano, che aveva fatto erigere un tempio a Giove/Zeus ad Olimpia, scrisse un'orazione per cui l'imperatore gli concesse il privilegio, molto apprezzato dagli intellettuali del tempo, di diventare un membro del Museo di Alessandria, che dava il diritto di libero accesso alla sua sala da pranzo: «è stato incluso tra coloro che ricevono pasti gratuiti al museo (... ) la sala da pranzo d'Egitto dove sono invitati gli uomini più illustri provenienti da tutto il mondo» [6].

Sappiamo che scrisse molte altre orazioni, delle quali ci è pervenuta solo una piccola parte, costituita da quelle, intitolate Epitaffi, composte in onore del comandante ateniese Callimaco e del soldato Cinegiro, morti nella battaglia di Maratona nel 490 a.C. [7]. Un suo trattato sulla fisiognomica, conservato in una versione in lingua araba del XIV secolo, è stato tradotto in latino nel XIX secolo [8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enciclopedia Italiana Treccani
  2. ^ Guido Migliorati, Cassio Dione e l'impero romano da Nerva ad Antonino Pio: alla luce dei nuovi documenti, Vita e Pensiero, 2003 p.239
  3. ^ Birley, Adriano, 2003, pp. 19, 211, 426 n. 25
  4. ^ Christian Settipani, Continuité gentilice et continuité familiale dans les familles sénatoriales romaines à l'époque impériale, Oxford, Linacre College, Unit for Prosopographical Research, coll. « Prosopographica et Genealogica / 2 », 2000, 597 p. 111
  5. ^ Marie-Henriette Quet, Le sophiste M. Antonius Polémon de Laodicée, éminente personnalité politique de l'Asie romaine du IIe siècle, in Les élites et leurs facettes, p. 403 (nota 13)
  6. ^ Filostrato. V. sof., 1.25.3 (in Anthony R. Birley, (2003). Adriano. Barcelona: Península. pp.305-306)
  7. ^ Op.cit. ibidem
  8. ^ Polemonis de Physiognomonia liber arabice et latine, éd. G. Hoffmann, in R. Foerster, Scriptores physiognomici graecis et latini, Leipzig, 1893

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anthony R. Birley, Hadrian: The Restless Emperor. New York, Routledge 1997.
  • Maria Domitilla Campanile, "La costruzione del sofista. Note sul bios di Polemone", Studi ellenistici, XII, 1999, pp. 269-315.
  • Maud W. Gleason, Making Men: Sophists and Self-Presentation in Ancient Rome, Princeton University Press, 1995.
  • Pierre Grimal, Marc Aurèle, Parigi, Fayard 1991 (traduzione italiana Milano, Garzanti 2004).

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