Antonio Inoki

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Antonio Inoki
Antonio Inoki, 24 dicembre 2012
Antonio Inoki, 24 dicembre 2012
Nome Kanji Inoki
Ring name Antonio Inoki
Nazionalità Giappone Giappone
Nascita Yokohama
20 febbraio 1943
Altezza 191 cm
Peso 102 kg
Allenatore Rikidōzan
Progetto Wrestling

Antonio Inoki, (アントニオ猪木), all'anagrafe Kanji Inoki (猪木寛至 Inoki Kanji?) (Yokohama, 20 febbraio 1943), è un ex wrestler e politico giapponese.

È stato anche un grande atleta di arti marziali miste.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una famiglia benestante di Yokohama, ridotta sul lastrico dopo la seconda guerra mondiale, il padre, Sajiro Inoki, uomo d'affari e politico, morì quando il figlio aveva cinque anni. Nel 1957, a 14 anni, si trasferì in Brasile con il nonno, la madre ed i fratelli, dove apprese diverse attività sportive, soprattutto il karate.

Il giovane Inoki si era già appassionato alla lotta grazie agli incontri del grande Rikidōzan visti in televisione fin dall'inizio degli anni cinquanta, quando la popolarità di quello che viene considerato il fondatore del pro-wrestling giapponese era al suo apice.

Nel 1960, all'età di 17 anni, dopo l'incontro proprio in Brasile con la leggenda vivente Rikidōzan che lo prese come allievo, il giovane Inoki cominciò ad interessarsi al wrestling professionistico. Evidentemente, il grande lottatore vide in questo ragazzo nippo-brasiliano (191 cm di altezza per un peso di 110 kg) un'ottima promessa per la sua Japan Pro-Wrestling Association, e decise quindi di riportarlo con sé in Giappone per farne un suo allievo e discepolo.

Inoki prese ispirazione per il suo nome d'arte del wrestler italo-argentino Antonino Rocca, di cui Rikidōzan era ammiratore. Fece il suo debutto nella Japan Pro-Wrestling Association nel 1960, dopo essersi sottoposto ad un intenso allenamento sotto la guida dello stesso Rikidōzan. Il suo primo incontro, come spesso accade per i novellini, è una sconfitta, e questo esordio segnò in modo indelebile la sua carriera, che da allora lo vide sconfitto pochissime volte, quasi a voler riparare a quel disonorevole esordio. Per tutta la vita, infatti, Inoki si dedicò in prima persona all'organizzazione di federazioni ed eventi in cui rivestiva un ruolo di primo piano.

La prima occasione per una vera e propria mania di protagonismo arrivò dopo la fine violenta del maestro Rikidōzan, ucciso da Katsuji Murata, un membro della Yakuza, durante una colluttazione. Inoki abbandonò il Giappone e compì un lungo tour negli Stati Uniti, dove conquistò titoli di coppia in diverse federazioni. Quando tornò in patria, nel 1966, fondò la Tokyo Pro-Wrestling, federazione che si pose in diretta concorrenza con la Japan Pro-Wrestling Association del defunto Rikidōzan.

Ma la sua avventura solista durò ben poco. Ad un anno dalla sua fondazione, la Tokyo Pro-Wrestling chiuse i battenti e Inoki ritornò a combattere per la Japan Pro-Wrestling Association, dove formò l'imbattibile coppia B-I Cannon con Giant Baba, anch'egli allievo di Rikidōzan. Questo tag team raccolse consensi e titoli fino alla fine del 1971, quando, in seguito ad una sconfitta, si sciolse definitivamente.

E qui, le ambizioni di Inoki si rivelarono. Forte della fama guadagnata insieme a Giant Baba dal 1967 in poi, nel 1972 il popolare lottatore nippo-brasiliano si staccò dalla Japan Pro-Wrestling Association e fondò una seconda federazione di sua proprietà, la New Japan Pro-Wrestling. Questa volta, forse grazie alla maggiore esperienza accumulata nel corso degli anni e forse, come dicono in molti, grazie all'aiuto della stessa Yakuza giapponese, la federazione funzionò e risulta ancora oggi attiva dopo trent'anni di intenso lavoro. Nel primo show della federazione lottò contro la leggenda del wrestling Karl Gotch.

La fondazione della New Japan Pro-Wrestling segnò la fine della Japan Pro-Wrestling Association, dato che anche Giant Baba fondò, quasi contemporaneamente la sua federazione, la All Japan Pro-Wrestling, attiva a tutt'oggi e diretta concorrente della creatura di Inoki. Da quel momento in poi, Inoki costruì la sua fama mondiale vincendo titoli di campione, questa volta in singolo, non solo in patria ma anche in Messico e negli Stati Uniti, arrivando a sconfiggere perfino l'imbattibile André the Giant (ben 223 cm e 250 kg), un'impresa riuscita solo a pochi altri.

Verso la metà degli anni settanta, Inoki intraprese una serie di sfide con campioni di diverse discipline di combattimento, nel tentativo di consolidarsi come assoluto detentore del World Martial Arts Championship. Ne uscì quasi sempre vincitore, ma, per ragioni decisamente diverse, almeno due incontri sono degni di nota. Infatti, uno degli incontri più famosi e discussi lo vide opposto all'allora campione dei pesi massimi WBA e WBC Muhammad Ali, il più grande pugile di tutti i tempi, come lui stesso amava definirsi. L'incontro, tenutosi a Tokyo il 26 giugno 1976 sotto il vigile occhio della Yakuza, fece ovviamente scorrere fiumi di denaro e le borse miliardarie per i due atleti crearono molti sospetti sul finale in parità del match. Dopo quindici riprese, però, le gambe e le ginocchia di Ali, vittime dei calci e delle forbici di Inoki per quindici riprese, ne uscirono devastate, come ricordano ancora oggi molti suoi biografi. Ad arbitrare l'incontro, il lottatore e judoka americano Gene LeBell.

Ma ancora più grave fu l'incontro tenutosi il 12 dicembre dello stesso anno in Pakistan, dove Inoki affrontò Akram Pelwam, leggendario lottatore del luogo. L'effetto della sconfitta subita fu devastante per Pelwam che, proprio in seguito a questo avvenimento, si suicidò.

Nel 1979 Inoki sconfisse l'allora WWF Champion Bob Backlund, in Giappone, e vinse il titolo. In seguito Backlund vinse il re-match, ma per le interferenze di Tiger Jeet Singh il match fu dichiarato no-contest. Tuttavia Inoki rifiutò il titolo e questo fu reso vacante; la WWE comunque non ha mai reso ufficiale il regno di Inoki.

Per un po' di tempo, Inoki lasciò perdere gli incontri shoot, che in gergo significano veri, cioè non concordati come nel wrestling puro, e creò per la sua NJPW l'International Wrestling Grand Prix, un titolo prestigioso e aperto ai lottatori di tutto il mondo. Questo titolo, del quale il nippo-brasiliano si fregiò più volte nella sua carriera, gli dette anche qualche dispiacere inatteso. Nel corso di un incontro con il celeberrimo Hulk Hogan, infatti, Inoki subì un imprevisto infortunio che obbligò i due ad anticipare la fine del march. Hogan ne uscì vincitore e fu tra i pochi occidentali ad aver indossato la cintura di massimo campione IWGP. Quello che pochi sanno e ammettono è che Hogan non doveva vincere quel titolo, ma che effettuò, a quanto pare, una mossa shoot che lo portò alla vittoria. Inoki riconquistò poi la sua cintura, ma si guardò bene dall'affrontare nuovamente Hogan.

Da quel momento in poi, Inoki peggiorò. Avviato verso la fase calante della sua carriera, si trovò a fronteggiare la popolarità delle nuove stelle lanciate proprio dalla sua federazione. Dalla metà degli anni ottanta in poi, Inoki lottò sempre meno, impegnandosi più come organizzatore e impresario.

Nel 1995 stabilì il record assoluto di presenze per un evento di wrestling open-air, e non solo, quando richiamò 190.000 spettatori a Pyongyang, in Corea del Nord, per l'International Sports and Culture Festival for Peace che nel main event della serata lo vide vittorioso in meno di venti minuti su Ric Flair, grande campione americano attivo ancora oggi.

Ufficialmente Inoki si ritirò nel corso del grande evento chiamato The Inoki Final, 4 gennaio 1998, evento che vide sfilare i tanti campioni che hanno segnato la carriera del nippo-brasiliano, tra i quali lo stesso Muhammad Ali, davanti ad un pubblico di 70.000 persone.

Ovviamente, Antonio Inoki non ne volle sapere di fermarsi lì. Da grande campione abituato alle luci della ribalta, pochi mesi dopo annunciò la fondazione di una nuova organizzazione, la Universal Fighting-arts Organization, che si concentrò sullo shoot fighting (combattimenti a contatto pieno) tanto cari a Inoki negli anni settanta e che d'ora in poi caratterizzeranno ogni sua scelta imprenditoriale.

Da qualche anno, infatti, il pubblico giapponese sembra apprezzare in modo particolare questo genere di lotta, non coreografata e decisamente più violenta e Inoki, sempre desideroso di essere un passo avanti a tutti, ha creato il Pride, un prestigioso e violento torneo aperto ai migliori combattenti di qualsiasi disciplina che si tiene più volte l'anno in Giappone. Infine il 31 dicembre 1999, facendo il verso al grido con cui venne accolto proprio Muhammad Ali in Zaire prima del suo match con George Foreman, si è tenuto l'Inoki Bomba-ye (letteralmente "Inoki, uccidilo!"). Inoki fece il suo ritorno sul ring in quello che doveva essere un evento unico di fine millennio e che mescolava il pro-wrestling puro allo shoot fighting.

L'Inoki Bomba-ye è ora un evento annuale ed ha creato le condizioni per la grande crisi della federazione del nippo-brasiliano, abbandonata da molte delle sue stelle che non condividono l'orientamento shoot imposto da Inoki.

Inoki non ha più nessuna influenza nella NJPW e ha fondato, nel 2007, un'altra federazione, la Inoki Genome Federation. Nel 2010 è stato introdotto nella WWE Hall of Fame.

All'età di 70 anni, Inoki è stato eletto senatore per il "Partito della Restaurazione Giapponese" alle elezioni di rinnovo parziale della Camera Alta.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suo ritiro Inoki creò nel 1989 il "Partito dello sport e della pace" (スポーツ平和党 Supōtsu heiwa tō?). Fu addirittura eletto nella Camera dei Consiglieri della Dieta Nazionale del Giappone. Inoki fu il primo wrestler al mondo ad essere eletto a legislatore di una nazione. Nel corso della sua legislatura, pur se molto impegnato in politica, continuò a lottare e ad organizzare diversi show. Nel 1995 non venne rieletto ed abbandonò la scena politica.

Durante la crisi del Kuwait, Inoki incontrò Saddam Hussein per il rilascio di alcuni prigionieri in Iraq prima dello scoppio della Guerra del Golfo. Come regalo tradizionale per i capi di Stato, Saddam donò ad Inoki una coppia di spade dorate.

Tra il 2011 e il 2012 si è impegnato mediante incontri con importanti esponenti politici nel tentativo di migliorare i rapporti diplomatici tra il Giappone e le due Coree.

Nel luglio 2013 rientra in Parlamento (Camera Alta), eletto come Senatore per il Restoration Party.[1][2]

Valore[modifica | modifica wikitesto]

Inoki ha sempre difeso il lato sportivo del wrestling e spesso nei suoi match agiva in modo shoot, prendendo ispirazione da Karl Gotch. Ha combattuto contro pugili, judoka, karateka, esperti di kung fu, lottatori di sumo e catcher, facendo di lui uno dei precursori delle moderne MMA. Tuttavia molti di questi incontri erano truccati, il finale era concordato prima e Inoki ne risultava quasi sempre vincitore. Ad ogni modo ad Inoki va il merito di aver fatto diventare il puroresu famoso in tutto il mondo, grazie ai suoi incontri con Alì, Billy Robinson, Ric Flair, Hulk Hogan, André the Giant e Tiger Mask, essendo riconosciuto così come una delle più grandi leggende del wrestling giapponese.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2 novembre 1971 e il 1987 è stato sposato con l'attrice Mitsuko Baishō, dalla quale ha avuto una figlia, l'attrice Hiroko Inoki.

Durante il summenzionato viaggio in Iraq nel 1990, Inoki fece un pellegrinaggio a Kerbela, dove si convertì all'Islam sciita.[3]

Inoki nei media[modifica | modifica wikitesto]

  • Inoki compare nella serie manga e anime L'Uomo Tigre, inizialmente con un ruolo secondario e poi come co-protagonista della seconda serie. Nella serie è l'unico a sconfiggere Tiger Mask (seppur per count-out), di cui in seguito diventerà il miglior amico. Le sue finisher sono la Manjigatame e l'Enzuigiri.
  • Viene spesso citato nel manga di Oh! Great Air Gear.
  • È citato dai Gem Boy nella canzone Orgia Cartoon! del 1996 e da J-Ax alla fine della canzone Sempre noi di Max Pezzali, uscita nel 2012.
  • È stato anche citato da Inoki nella canzone Pagine bianche, terza traccia dell'album Fabiano detto Inoki, uscito nel 2005.
  • È stato anche citato dalle Trombe di Falloppio nella canzone Il mio nome è Gabriele, quarta traccia del demo-tape Che fine ha fatto Jack la Cayenne.
  • Antonio Inoki appare anche in un episodio di Doraemon.
  • Viene spesso citato nel manga 20th century boys.

Nel wrestling[modifica | modifica wikitesto]

Mosse finali
Musiche d'entrata
  • "Honō no Fighter" (炎のファイター)
  • "Pacific Zone" (WCW)

Titoli e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

All Japan Pro Wrestling

New Japan Pro-Wrestling

World Championship Wrestling

World Wrestling Federation/Entertainment

World Class Championship Wrestling

  • WCCW Texas Heavyweight Championship (1)

Pro Wrestling Illustrated

  • 34° tra i 500 migliori wrestler singoli nella PWI 500 (1991)
  • tra i 500 migliori wrestler singoli di sempre nella "PWI Years" (2003)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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