Antonio Grano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Antonio Grano (Palermo, 1660 circa – Palermo, 15 aprile 1718) è stato un pittore e architetto italiano, fra i più attivi in Sicilia tra il XVII e XVIII secolo.[1][senza fonte].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La cronologia storica esclude la formazione e ogni forma di collaborazione con Pietro Novelli, l'affinità di stile è da imputare ai vari interventi di restauri compiuti da Antonio sulle opere del Novelli soggette alle svariate forme di deterioramento.

Dopo l'iniziale apprendistato, su raccomandazione di Giacinto Calandrucci giunge a Roma per il perfezionamento professionale nella bottega di Carlo Maratta.

Al suo rientro in Sicilia, il 31 luglio 1682, realizzò i cicli pittorici presenti in Santa Maria dell'Ammiraglio e molte altre commissioni su temi religiosi nelle chiese di Palermo, riscuotendo consensi ed elogi specie per le tecniche di colore utilizzate.

Ebbe a collaborare in più occasioni con l'architetto Giacomo Amato e con gli scultori Giacomo e Procopio Serpotta estrinsecando il poliedrico genio in nuove discipline, quali la scultura e l'architettura.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Dipinti[modifica | modifica wikitesto]

Modelli e disegni[modifica | modifica wikitesto]



Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagine 354 e 355, Gaspare Palermo, "Guida istruttiva per potersi conoscere ... tutte le magnificenze ... della Città di Palermo" [1], Volume primo, Palermo, Reale Stamperia, 1816.
  2. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 350
  3. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 164
  4. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, Pagina 219
  5. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 357
  6. ^ Gaspare Palermo Volume primo, Pagine 145 e 146
  7. ^ Gaspare Palermo Volume secondo, Pagina 64
  8. ^ Pagina 97, Antonio Mongitore, "Palermo divoto di Maria Vergine e Maria Vergine protettrice di Palermo ..." [2], Tomo primo, Palermo, Gaspare Bayona, 1719, pp. 697.
  9. ^ Gaspare Palermo Volume quarto, Pagina 176

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN41814084 · ISNI (EN0000 0000 7824 7119 · LCCN (ENno98100066 · GND (DE101190067X · ULAN (EN500005181