Antonio Fanna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Antonio Fanna a Villa delle Rose

Antonio Fanna (Treviso, 7 aprile 1926) è un musicologo italiano.

Protagonista della riscoperta della musica di Antonio Vivaldi, è creatore, con Angelo Ephrikian, dell'Istituto Italiano Antonio Vivaldi, fondato nel 1947 e divenuto fulcro di studi, pubblicazioni e interesse internazionale sul Prete rosso. L’Istituto, di cui Antonio Fanna tiene le redini, prima come Presidente, poi come Direttore fino al 1997, viene da lui donato nel 1978 alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia e oggi ha sede nell'isola di San Giorgio Maggiore, di fronte al Bacino di San Marco, da dove continua la sua attività di edizioni e pubblicazioni.

Fanna è altresì autore di un catalogo tematico delle opere strumentali di Vivaldi, uscito nel 1968 per Ricordi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Fanna nasce il 7 aprile 1926.

Si iscrive nel 1943 alla facoltà di Economia dell’Università Ca’ Foscari a Venezia e segue, allo stesso tempo, i corsi di Direzione d’orchestra e di Composizione sperimentale al Conservatorio "Benedetto Marcello" di Venezia. Frequenta le prove d'orchestra al teatro La Fenice dove conosce Angelo Ephrikian.

Nel 1947, insieme ad Angelo Ephrikian, fonda l'Istituto Italiano Antonio Vivaldi, che promuove e cura l'edizione dell'Opera omnia del musicista veneziano. Mentre Ephrikian presto imbocca la strada della direzione d'orchestra, Fanna porterà avanti il progetto.

Nel giugno 1978, in occasione del trecentenario della nascita di Antonio Vivaldi, dona alla Fondazione Giorgio Cini l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi, da lui fondato, continuandone l’attività con il ruolo di Direttore.[1][2] Venne costituito un Comitato editoriale composto da musicologi internazionali e si avviarono le pubblicazioni, in edizione critica, delle composizioni vocali sacre e profane, delle composizioni strumentali scoperte dopo il 1972, e delle opere teatrali.

Alla Fondazione Giorgio Cini, oltre a proseguire la pubblicazione delle musiche di Antonio Vivaldi, Fanna promuove l’Edizione Nazionale di tutte le Opere di Andrea Gabrieli, nonché la nascita dell’Istituto per la Musica, del quale è nominato Direttore Giovanni Morelli.

Insieme a Giovanni Morelli cura la pubblicazione del volume Nuovi studi vivaldiani. Edizione e cronologia critica delle opere (1988) e, insieme a Michael Talbot Vivaldi. Vero e falso. Problemi di attribuzione (1992), entrambi pubblicati dall'editore Olschki di Firenze.

Nel febbraio 1997, a cinquant’anni dalla fondazione dell'Istituto Italiano Antonio Vivaldi, Antonio Fanna lascia la carica di Direttore dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi. Gli subentra il figlio Francesco Fanna, direttore d’orchestra, che già dagli inizi degli anni Ottanta aveva affiancato il padre nel lavoro in Istituto.

Antonio Fanna con i microfilm di alcune delle partiture vivaldiane conservate nella Biblioteca di Torino

L’Istituto Italiano Antonio Vivaldi[modifica | modifica wikitesto]

Risale al 1946 il primo incontro di Antonio Fanna con Antonio Vivaldi. Angelo Ephrikian (1913-1982) mostrò a Fanna un libro, uscito nel 1945, a firma Mario Rinaldi: conteneva un catalogo numerico tematico di composizioni di Vivaldi, basato in gran parte sugli indici tematici manoscritti di Olga Rudge pubblicati in facsimile. Scorrendo quel catalogo Ephrikian sollecita Fanna: bisognava agire. I due giovani presero insieme la decisione di ridar vita alla musica di Vivaldi, caduta nell'oblio da quasi due secoli. Si vide necessaria e improcrastinabile la pubblicazione della musica del maestro veneziano.

Attraverso una serie di avventure venne realizzata la pubblicazione dell’Opera omnia del Prete rosso, come veniva chiamato don Antonio Vivaldi (1678-1741).

Si trovarono uno sponsor – che pose un'unica condizione: quella di restare anonimo – e nella Casa editrice Ricordi solide garanzie per la monumentalità del lavoro che doveva essere svolto con precisione e celerità. La casa editrice milanese, uscita distrutta dalla guerra, con gravi danni ai propri impianti, era alla ricerca di un progetto valido per avviare la rinascita. L’editore, nei panni del gerente Eugenio Clausetti, convinto dell’importanza della meta che ci si proponeva, sposa l’idea delle edizioni, mettendo a disposizione tutta la sua attrezzatura tecnica e commerciale. Secondo l’ambizioso piano editoriale tracciato, si dovevano pubblicare, ritmo anche oggi difficilmente sostenibile, venticinque partiture all’anno di musica strumentale. La musicologia e i relativi studi critici muovevano allora in Italia i primi passi, l'Istituto Italiano Antonio Vivaldi si impegnava a stampare le partiture in un’edizione che rispecchiasse integralmente i manoscritti e contemporaneamente a preparare il materiale per le esecuzioni. Si optava per un'edizione pratica, rispettosa del testo originale. La pubblicazione delle partiture doveva andare di pari passo con l'esecuzione delle musiche che si andavano riscoprendo. A due mesi dalla nascita dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi, Antonio Fanna, in veste di Presidente dell’Istituto, firmava il contratto con l’editore Ricordi. Era il 18 marzo 1947.

L’Istituto, che ha la sua sede simbolica a Venezia, alberga la direzione amministrativa, insieme all’archivio ricco di ventiduemila fotogrammi, a Villa delle Rose a Selvana, mentre la casa trevigiana di Ephrikian è trasformata in fucina operativa dove viene attrezzato un laboratorio per realizzare stampe dalle fotografie e dove viene creata una scuola di copisti-musicisti da mettere subito al lavoro sulle musiche vivaldiane. Fervono i lavori in via Pomponio Amalteo a Treviso e a Selvana a Villa delle Rose; pochi i materiali necessari: un pianoforte, due tavoli, due ingranditori, bacinelle per lo sviluppo e carta sensibile per la stampa delle fotografie. Nella stanza-laboratorio di casa Ephrikian si raccolgono, schedano, sviluppano e stampano i microfilm delle foto scattate a Torino ai manoscritti vivaldiani.

In meno di due mesi vengono archiviate nell’Istituto Vivaldi migliaia di fotografie in ingrandimento quasi naturale che permettono di lavorare sul facsimile fotografico delle partiture originali. I copisti, dalla copia fotografica, riportano su carta da musica, fedelmente e in chiara grafia, le note scritte da Vivaldi, ottenendo trascrizioni pronte per essere vagliate dal revisore che le avrebbe preparate per essere poi mandate all’editore. Venne dato l’incarico di Direttore artistico dell’Istituto e di curatore della collana editoriale a Gian Francesco Malipiero, tra i più esperti conoscitori della musica italiana del Seicento e del Settecento, autore dell’Opera omnia di Claudio Monteverdi, direttore del Conservatorio veneziano e personalità di prestigio che garantiva credibilità all’iniziativa. Nel 1957 Malipiero aveva finito l’edizione di tutta l’opera strumentale delle raccolte Foà e Giordano di Torino[3]. La pubblicazione proseguiva quindi con tutti i manoscritti sparsi per il mondo, e nel 1972, rispettando (quasi) i folli tempi del piano editoriale, con l’uscita della cinquecentotrentesima partitura, l’imponente lavoro di edizione delle opere era concluso. La musica strumentale di Vivaldi, tra concerti, sinfonie e sonate era tutta pubblicata. Malipiero aveva raggiunto i novant’anni e, dopo 25 anni, un tempo davvero da record, la riscoperta della musica di Vivaldi poteva dirsi conclusa. Quasi contemporaneamente all'auscita annuale delle partiture di opere strumentali, se ne diffonde l'esecuzione in Europa e in America. La grande diffusione della musica vivaldiana attraverso le incisioni discografice è notevomente facilitata dall'avvento dell'Lp (Long playing), il disco a 33 giri che, rispetto al disco a 78 giri, oltre a permettere una resa migliore, può contenere, in ogni disco, una mezza dozzina di composizioni, molte di più rispetto al disco a 78 giri.

Antonio Vivaldi. Catalogo numerico-tematico delle opere strumentali[4]

Nel 1968, volgendo a termine il programma editoriale della stampa di tutta l’opera strumentale, Ricordi licenzia il Catalogo numerico tematico a cura di Antonio Fanna, "quasi a coronamento dell’edizione", come spiega l’autore nella prefazione alla prima edizione del catalogo.

Nel volume vengono elencate 529 composizioni, corrispondenti a 529 Tomi editi, tra concerti, sinfonie, sonate, divise per gruppi, in ordine di tonalità e con gli incipit di ogni tempo (indicazione delle battute iniziali di ogni movimento). Di ciascuna composizione vengono riportati la F. della catalogazione (Fanna), il titolo, l'incipit di ogno movimento, il nome del revisore, il numero del Tomo (che si riferisce al numero progressivo di pubblicazione di ciascuna partitura a cura dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi per i tipi di Casa Ricordi), la durata, la provenienza della fonte manoscritta o a stampa e la relativa segnatura. Non avendo allora elementi certi per una catalogazione cronologica, mancando la datazione nelle opere, Antonio Fanna scelse di procedere con una catalogazione sistematica dividendo le musiche in sedici gruppi, per generi musicali (concerti per violino, per viola, per violoncello ecc.) indicando ciascun genere con un numero romano.

Il catalogo Fanna verrà utilizzato fino al 1974 e verrà gradualmente sostituito dal Calalogo di tutte le composizioni vivaldiane compilato dal musicologo danese Peter Ryom (RV/ Ryom Verzeichnis), uscita in quell'anno a Lipsia.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Fanna, Antonio Vivaldi (1678-1741). Catalogo numerico-tematico delle opere strumentali, Milano, Ricordi, 1968.
  • Antonio Fanna e Giovanni Morelli (a cura di), Nuovi Studi Vivaldiani. Edizione e cronologia critica delle opere, "Studi di musica veneta. Quaderni Vivaldiani 4", Firenze, Olschki, 1988.
  • Antonio Fanna e Michael Talbot (a cura di), Vivaldi. Vero e falso. Problemi di attribuzione, "Studi di musica veneta. Quaderni Vivaldiani 7", Firenze, Olschki, 1992.
  • Antonio Fanna, I manoscritti Vivaldiani, in Angelo Ephrikian e la riscoperta vivaldiana, a cura di Robert de Pieri, Crocetta del Montello, Antiga, 2013, pp. 53-55.
  • Antonio Fanna, I manoscritti Vivaldiani, in Angelo Ephrikian e la riscoperta vivaldiana, a cura di Robert de Pieri, Crocetta del Montello, Antiga, 2013, pp. 53-55.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) claudia, Istituto Italiano Antonio Vivaldi - Archivio digitale della Fondazione Giorgio Cini Onlus, su archivi.cini.it. URL consultato il 4 gennaio 2018.
  2. ^ Antonio Vivaldi - Fondazione Giorgio Cini Onlus, in Fondazione Giorgio Cini Onlus. URL consultato il 4 gennaio 2018.
  3. ^ Manoscritti vivaldiani nelle raccolte Foà e Giordano, su www.internetculturale.it. URL consultato il 4 gennaio 2018.
  4. ^ Terenzio SACCHI LODISPOTO, Catalogo Fanna di Antonio Vivaldi, su www.flaminioonline.it. URL consultato il 4 gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Piamonte, Rinasce Vivaldi a Villa delle Rose, "Gazzetta Veneta", 23 maggio 1947.
  • Mario Nordio, I capolavori inediti di Vivaldi tornati all’ammirazione del mondo, "Il Gazzettino Sera", 7 giugno 1947.
  • Fiamma Nicolodi, Vivaldi nell'attività di Alfredo Casella organizzatore e interprete, in Vivaldi veneziano europeo, a cura di Francesco Degrada, "Studi di musica veneta. Quaderni Vivaldiani 1", Firenze, Olschki, 1980, pp. 303- 332.
  • La Nuova Enciclopedia della Musica, ad vocem, Milano, Garzanti, 1983, p. 264.
  • Luciano Alberti, Come nacque a Venezia il Centro di Studi Vivaldiani, "Chigiana. Rassegna annuale di studi musicologici", XLI, 1989, pp. 53-64.
  • Francesco Fanna, L'Istituto Italiano Antonio Vivaldi, in La Fondazione Giorgio Cini. Cinquant'anni di storia, Milano, Electa, 2001.
  • Michael Talbot, The Vivaldi Compendium, Woodbridge, The Boydell Press, 2011, ad vocem, p. 76.
  • Francesco Fanna, L'Istituto Italiano Antonio Vivaldi, in Angelo Ephrikian e la riscoperta vivaldiana, a cura di Robert de Pieri, Crocetta del Montello, Antiga, 2013, pp. 53-55.
  • Myriam Zerbi, Un Fiume di Musica. Antonio Vivaldi alle origini di una riscoperta, Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 2016 (pubblicazione online: <http://www.cini.it/publications/un-fiume-musica>).
  • Annarita Colturato, Franca Porticelli, L'approdo inaspettato, catalogo mostra (Torino, Biblioteca Universitaria 6 aprile.15 luglio 2017), Torino, 2017, p. 26.
Controllo di autoritàISNI (EN0000 0001 1593 1359