Antonio Dal Zotto

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Antonio Dal Zotto (Venezia, 7 maggio 1841Venezia, 19 febbraio 1918) è stato uno scultore italiano.

Leone. Opera di Antonio Del Zotto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una famiglia di origine carnica, apprese i primi rudimenti dell'arte dal padre marmista. Una statua raffigurante Galileo gli valse l'esonero dal servizio militare tra i ranghi dell'esercito d'Austria.

Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Venezia e fu allievo di Michelangelo Grigoletti, Luigi Ferrari e Luigi Borro.

Nel 1870 divenne professore di modello e anatomia alla Scuola Superiore d'Arte applicata all'Industria e nel 1879 passa all'Accademia dove insegnerà sino alla morte; dal 1895 al 1912 ne fu pure direttore.

Le sue statue, di stampo verista, riguardano soprattutto l'ambito celebrativo e sepolcrale.

Tra i suoi lavori, spicca fra tutti il monumento a Carlo Goldoni (1883) in campo San Bartolomeo a Venezia, considerato la sua migliore opera; e il monumento al doge Sebastiano Venier realizzato nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, nel 1907. Nel 1880 completò un busto in nonore di re Vittorio Emanuele II, nella città d8 Este.

A Pieve di Cadore venne eretto nel 1880 il monumento dedicato a Tiziano[1]. A Pirano venne eretto nel 1896 un monumento di Dal Zotto dedicato al musicista Giuseppe Tartini nella piazza omonima. Realizzò busti bronzei per Francesco Avesani, Alvise Querini e per il generale Giuseppe Sirtori[2].

A Bonn, nel vecchio cimitero, venne eretta una statua marmorea di Del Zotto rappresentante la melanconia sulla tomba della pianista e compositrice russa Ella von Schultz-Adaïewsky.

Morì a Venezia e fu sepolto nel cimitero monumentale di San Michele Arcangelo.

Monumento al Goldoni (1883).

Note[modifica | modifica wikitesto]

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