Antonio Augusto Intreccialagli

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Antonio Augusto Intreccialagli, O.C.D.
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Caltanissetta
Arcivescovo coadiutore di Monreale
Arcivescovo di Monreale
 
Nato18 febbraio 1852 a Monte Compatri
Ordinato presbitero2 maggio 1875
Consacrato vescovo28 luglio 1907
Elevato arcivescovo16 marzo 1914
Deceduto19 settembre 1924 a Monreale
 

Antonio Augusto Intreccialagli, meglio conosciuto come il Vescovo santo (Monte Compatri, 18 febbraio 1852Monreale, 19 settembre 1924), è stato un arcivescovo cattolico italiano.

La Congregazione delle cause dei santi ha avviato il processo di beatificazione e canonizzazione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Noviziato e ministero a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Augusto Intreccialagli nacque a Monte Compatri, un paesino vicino a Roma, da una pia e distinta famiglia di cristiani cattolici praticanti. In famiglia erano dieci figli, dei quali Antonio Augusto e un altro fratello, entrarono nell'ordine dei Carmelitani scalzi.

Nel difficile periodo seguito alla presa di Roma fu ammesso al noviziato della provincia romana dei padri Carmelitani e nel 1868 lo iniziò. Quando il convento di Caprarola fu soppresso e incamerato in seguito alla legge del 19 giugno 1873 i frati trovarono rifugio nelle scuderie di palazzo Farnese e per mesi si nutrirono di cipolle. In questi frangenti il padre Antonio di Gesù - questo era il suo nome in religione - si forma all'amore della Croce, al servizio nell'umiltà e al nascondimento.

Il 2 maggio 1875 è ordinato sacerdote. Il suo confessionale alla chiesa di Santa Maria della Scala è frequentato da anime pie che ricercano la sua direzione spirituale: fra queste ci sono vescovi e cardinali, ma anche Francesca Saverio Cabrini, Therese von Wüllenweber e Johann Baptist Jordan. I suoi superiori notarono in Antonio Augusto spiccate qualità umane e spirituali e gli affidarono incarichi rilevanti all'interno dell'Ordine. Per due volte fu priore del Convento di Santa Maria della Scala in Roma e per tre volte provinciale della Provincia carmelitana romana.

Il servizio alla Santa Sede[modifica | modifica wikitesto]

Fu chiamato in Vaticano, al servizio della Curia romana, a collaborare presso la Congregazione per i vescovi. Per mandato della Santa Sede, fu visitatore apostolico della Congregazione religiosa dei Salvatoriani e delle Salvatoriane.

L'episcopato e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 maggio 1907, dopo che il capitolo per l'elezione del priore generale dei carmelitani scalzi non aveva assecondato il desiderio di papa Pio X di nominare padre Augusto Antonio alla guida dell'ordine, si aprì la via alla sua nomina vescovile. Fu inaspettata la scelta della remota diocesi di Caltanissetta. Padre Antonio Augusto Intreccialagli accettò in virtù di santa obbedienza verso il Santo Padre. Il popolo della diocesi di Caltanissetta lo accolse calorosamente fin dal primo istante. Spese energie veramente grandi per questa porzione di Chiesa. Il vescovo Intreccialagli si adoperò immediatamente per il completamento del seminario vescovile che portò a compimento nel 1912 con l'inaugurazione. Fu pastore e padre indefesso. Ascoltava e riceveva in episcopio chiunque aveva bisogno di lui. Ogni mattina ascoltava le confessioni per varie ore nella chiesa di San Giuseppe e si dedicava alla direzione spirituale di tanti uomini e donne di alta levatura spirituale. Seguì particolarmente Antonietta Mazzone e Marianna Amico Roxas[1]. Il popolo sentiva che nel vescovo Antonio Augusto si celava qualcosa di particolare e lo chiamava già in vita "il Vescovo santo". Il 16 marzo 1914 papa Pio X gli chiese di dedicarsi a tempo pieno all'arcidiocesi di Monreale come arcivescovo coadiutore facendo la spola tra Caltanissetta e Monreale. Successe all'arcivescovo Domenico Gaspare Lancia di Brolo il 31 luglio 1919. Si dedicò con amore alla Chiesa di Monreale, dove visse gli ultimi anni della sua vita terrena e del suo infaticabile ministero episcopale segnato da grandi sofferenze fisiche e spirituali. Alla sua morte da ogni parte dell'isola giunsero fedeli ai suoi funerali per manifestargli tutto l'affetto e la devozione. La sua salma fu sepolta prima nel cimitero di Monreale e successivamente traslata nella basilica cattedrale tra gli abati-principi-arcivescovi di Monreale.

Processo di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

La diffusa fama di santità dell'arcivescovo Antonio Augusto indusse all'apertura del processo di beatificazione e canonizzazione. Nel 1992 papa Giovanni Paolo II, riconoscendo le virtù eroiche del vescovo carmelitano, lo ha dichiarato venerabile. Il suo processo di beatificazione è attualmente in corso.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Speciale, Una donna nella Chiesa. Marianna Amico Roxas. Biografia dell'epistolario, pp. 41-49

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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