Antonino Cannavacciuolo

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Antonino Cannavacciuolo nel 2010 alla sesta edizione del congresso italiano di cucina d'autore

Antonino Cannavacciuolo (Vico Equense, 16 aprile 1975) è un cuoco e personaggio televisivo italiano.

È noto come conduttore della versione italiana di Cucine da incubo in onda dal 2016 su NOVE (in passato sul canale Fox Life della piattaforma satellitare Sky Italia e su Cielo). Ha inoltre partecipato come Quarto Giudice nella quinta stagione di MasterChef Italia.

Durante la sua carriera come ristoratore è stato premiato con 2 stelle Michelin, 3 forchette della guida Gambero Rosso e 3 cappelli sulla guida de l'Espresso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vico Equense, Antonino Cannavacciuolo ha studiato presso la locale scuola alberghiera, conseguendo l'attestato di cucina nel 1994. Ha lavorato nelle cucine di grandi ristoranti francesi, quali l'Auberge dell'Ill di Illhaeusern e il Buerehiesel di Strasburgo, oltre che nel ristorante del Grand Hotel Quisisana di Capri, quando la cucina era tenuta da Gualtiero Marchesi: collaborazione però smentita da Marchesi.[1]

Nel 1999 assume, insieme alla moglie Cinzia Primatesta, la gestione del Ristorante Hotel Villa Crespi, a Orta San Giulio sul Lago d'Orta, in cui a tutto il 2015 ricopre il ruolo di chef patron. Dal 2012 Villa Crespi è entrata nel circuito Relais & Châteaux.

Nel 2003 Antonino Cannavacciuolo riceve la prima stella Michelin e nel 2006 gli viene conferita la seconda.

Cannavacciuolo conduce le prime tre stagioni di Cucine da incubo, programma televisivo in onda su Sky e successivamente la quarta stagione su NOVE di Discovery Italia.

Il 6 marzo 2015 viene annunciato l'ingresso di Cannavacciuolo come quarto giudice del talent show televisivo MasterChef Italia, aggiungendosi a Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo Cracco a partire dalla quinta stagione.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • In cucina comando io, Mondadori, 2013.
  • Pure tu vuoi fare lo chef?, Mondadori, 2014.
  • Il piatto forte è l'emozione. 50 ricette dal Sud al Nord, Einaudi, 2016.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandra Menzani, Gualtiero Marchesi spietato. Il grande chef contro Cannavacciuolo: "Mio allievo? Ma quando mai?", in Libero, 22 febbraio 2016. URL consultato il 17 ottobre 2016.

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