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Anton Galeazzo Bentivoglio

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Anton Galeazzo Bentivoglio
Volto di Anton Galeazzo Bentivoglio
nella propria tomba realizzata
dallo scultore Jacopo della Quercia nel 1435
Signore di Bologna
Stemma
Stemma
In carica26 gennaio 1420 – 21 luglio 1420
PredecessoreStato Pontificio
SuccessoreBraccio da Montone
TrattamentoSignore
Altri titoliSignore di Castel Bolognese
Rettore di Campagna e Marittima
NascitaBologna, 1385 circa
MorteBologna, 23 dicembre 1435
DinastiaBentivoglio
PadreGiovanni I Bentivoglio
MadreElisabetta di Castel San Pietro
ConsorteFrancesca Gozzadini
FigliAnnibale
Isabella
Costanza
ReligioneCattolicesimo
Anton Galeazzo Bentivoglio
Jacopo della Quercia, Tomba di Anton Galeazzo Bentivoglio, Basilica di San Giacomo Maggiore, Bologna, 1435
NascitaBologna, 1385 circa
MorteBologna, 23 dicembre 1435
Cause della morteDecapitazione
Luogo di sepolturaBasilica di San Giacomo Maggiore,
Bologna
Dati militari
Paese servito Repubblica di Firenze
Stato Pontificio
Forza armataMercenari
GradoCondottiero
Battaglie
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Anton Galeazzo Bentivoglio (Bologna, 1385 circa – Bologna, 23 dicembre 1435) è stato un nobile e condottiero italiano, signore di Bologna e Castel Bolognese e rettore di Campagna e Marittima[1].

Anton Galeazzo Bentivoglio nacque a Bologna intorno al 1385 dai nobili Giovanni I Bentivoglio ed Elisabetta di Castel San Pietro[1]. Mortogli il padre, venne ospitato a Castel Guelfo dalla famiglia Malvezzi con la quale ordì una rivolta dei bolognesi, verificatasi nel 1416, contro l'antipapa Giovanni XXIII, che lo portò ad essere nominato capo del governo dei Riformatori[1].

La sua condotta feroce lo portò nel 1420 a far esiliare la fazione rivale dei Canetoli ed impiccare altri oppositori politici, sollevando però i cittadini che per reazione lo cacciarono dalla città[1]. Accordandosi con il capitano delle truppe pontificie Braccio da Montone, riuscì ad ottenere la signoria di Castel Bolognese, dove trovarono rifugio sia i banditi che gli esiliati bolognesi[2]. Tuttavia la perse quando, volendo attaccare Imola, venne sconfitto dai pontifici[3]. Affermatosi come condottiero, assoldato ora dalla Repubblica di Firenze ora dallo Stato Pontificio, prese parte a varie spedizioni e, costituito un forte esercito, riuscì a rientrare in città nel 1435[1].

La simpatia che questa volta gli manifestarono i bolognesi, rimasti ostili al dominio pontificio, preoccupò il governatore Daniele Scoti, il quale, temendo una nuova rivolta, decise di tendergli una trappola: invitatolo nel palazzo apostolico, lo fece catturare e decapitare assieme ai propri partigiani[1]. Fu sepolto nella chiesa di San Cristoforo del Ballatoio, venendo tumulato nel 1443 nella basilica di San Giacomo Maggiore all'interno del proprio mausoleo, opera dello scultore Jacopo della Quercia[3].

Anton Galeazzo Bentivoglio si sposò intorno al 1420 con Francesca Gozzadini, da cui ebbe un figlio e due figlie[3]:

Voci correlate

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Altri progetti

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Predecessore Signore di Bologna Successore
Stato Pontificio 26 gennaio 1420 – 21 luglio 1420 Braccio da Montone