Antiquarium Silio Italico

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Antiquarium Silio Italico
Antiquarium Silio Italico 001.JPG
L'esterno
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàVico Equense
IndirizzoCorso Filangieri
Caratteristiche
TipoArcheologia
FondatoriSalvatore Ferraro
Apertura1966
Sito web

Coordinate: 40°39′47.67″N 14°25′31.02″E / 40.663242°N 14.425282°E40.663242; 14.425282

L'Antiquarium Silio Italico, conosciuto anche con il nome di Antiquarium Aequanum, è un museo archeologico ubicato a Vico Equense che raccoglie reperti archeologici rinvenuti nella cittadina della penisola sorrentina[1].

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Vasellame in esposizione

Alla fine del XIX secolo, in modo del tutto casuale, nel territorio di Vico Equense, riaffiorarono alcuni reperti sia di epoca romana che precedenti: questi vennero però perduti o entrarono a far parte di collezioni di musei europei e statunitensi[2]. Dal 1960[1] invece i ritrovamenti aumentarono in modo esponenziale grazie all'ampliamento del centro cittadino, con la costruzione di nuovi edifici: a questo va aggiunta anche la scoperta, nello stesso periodo, di una necropoli, utilizzata dal VII al V secolo a.C., costituita da oltre duecento tombe[3], molte ad inumazione a cassa di tufo, altre ad incinerazione[2]. La grande quantità di reperti portò il professore Salvatore Ferraro ad aprire un primo antiquarium del 1966, trasferito pochi anni dopo nel collegio Sozi Carafa: tuttavia a causa dell'acquisto dei locali da parte della curia, questo venne chiuso e diversi reperti, come due capitelli dorici in tufo, vennero trasferiti al museo territoriale della penisola sorrentina[2]. Dopo una sistemazione provvisoria nel locali della Biblioteca Pubblica Civica[1], il museo ha trovato collocazione in tre sale, per un totale di duecento metri quadrati, nel palazzo municipale[4].

La collezione dell'antiquarium è costituita da circa duecento reperti datati tra il VII secolo a.C. fino periodo romano, rinvenuti tra il 1960 ed il 1970[3]. Sono esposti diversi corredi tombali costituiti da buccheri, ceramiche attiche e vasellame in bronzo, risalente al VI-V secolo a.C.[3], comprendente calderoni, brocche e particolari vasi a becco d'anatra, oltre a fibule in argento, bronzo e ferro, anelli, spiedi, coltelli, portafiaccole ed alari: non mancano armi, appartenute a popolazioni italiche e osche, come una cuspide di una lancia, un'ascia ed una punta di un giavellotto[2]. Sono esposti poi vasi attici a figure nere e rosse[5], ed anfore di tipo etrusco, ionico e corinzio, utilizzate per il trasporto del vino[1] o come tombe all'interno delle quali venivano posti i corpi di bambini; uno tra i pezzi più caratteristici della collezione è un vaso sul quale sono riportate delle iscrizioni in lingua italica, con caratteri dell'alfabeto nucerino[1]. Sono inoltre presenti vasi in argilla ed in ceramica acroma, alcuni a figure nere e a vernice nera, monili ed utensili[2]: tutti i reperti sono accompagnati da schede descrittive e pannelli didattici illustrano le varie campagne di scavo, in particolar modo quelle della necropoli[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Storia e descrizione dell'Antiquarium Aequanum [collegamento interrotto], su sit.provincia.napoli.it. URL consultato il 12-01-2013.
  2. ^ a b c d e L'antiquarium Silio Italico di Vico Equense, su sorrentocoast.com. URL consultato il 12-01-2013.
  3. ^ a b c Vico Equense - Antiquarium Silio Italico, su sorrentoweb.altervista.org. URL consultato il 12-01-2013.
  4. ^ Cenni sul museo, su incampania.com. URL consultato il 12-01-2013 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2010).
  5. ^ Antiquarium Aequano Silio Italico, su museionline.info. URL consultato il 12-01-2013 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).

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